Gentiloni – Padoan – Renzi bis

Il toto-nomi è ormai chiaro. Per il nuovo governo i candidati sono Gentiloni, Padoan oppure il Renzi bis. Direi che anche in questo caso Matteo Renzi è riuscito a giocarsi bene le sue carte. È uscito sconfitto dal referendum del 4 dicembre, ma ora lentamente sta riposizionando le sue pedine sulla scacchiera. Mi pare evidente che, messo in questi termini, il governo Renzi-bis sia l’unica strada percorribile e sensata. Nessuno gli preferirebbe né Paolo Gentiloni (nella foto riesce a sembrare più anziano del presidente Mattarella) né il ministro Padoan, diventato più famoso per l’ignoranza sul prezzo del latte più che per le riforme dell’Economia presentate.

Insomma, poiché l’ipotesi elezioni anticipate sembra vicina quanto la conquista di Marte da parte dell’uomo, l’ipotesi migliore sembra essere quello di tenerci a palazzo Chigi il buon Matteo, con buona pace di Salvini e 5 Stelle. Sarebbe l’ipotesi migliore, se solo non ci fosse il PD, ovvero il partito che maggiormente odia Matteo Renzi.

Anche Gentiloni sembrerebbe troppo renziano e la minoranza PD non lo vorrebbe a capo del governo temendo, forse, che Gentiloni fungesse più da marionetta di Renzi. Qualora si turassero il naso e appoggiassero Gentiloni, immagino che ci sarebbero quantomeno modifiche sostanziose nella compagine di governo.

Italicum a 5 stelle

Italicum_5StelleIl Movimento 5 Stelle, a mio avviso, dovrebbe essere un “partito” coerente, perché nella politica italiana la coerenza non esiste, è quasi utopia. Detto sinceramente, ho sempre pensato che pur avendo numerosi difetti, i pentastellati fossero sostanzialmente coerenti con se stessi, le proprie idee e le proprie convinzioni. 

L’ho pensato finché non è diventato trend topic la discussione sulla legge elettorale. Il Movimento 5 Stelle, di fatto, si sta comportando come tutti gli altri partiti. La vecchia politica vuole rivedere in senso proporzionale l’Italicum per impedire al M5S di prendere il potere, il Movimento vuole mantenerlo per poter puntare a vincere le elezioni in solitaria. Bene, peccato che il Movimento dicesse peste e corna della legge elettorale promossa da Matteo Renzi.

La legge elettorale proporzionale è una porcata, lo so. È una legge che non fa vincere il singolo partito, fa vincere gli inciuci di potere e, quindi, la Grande Coalizione PD + Forza Italia. Però se vuoi essere diverso da chi rappresenta quel modo di fare politica, allora devi esserlo fino in fondo, non puoi piegarti a vecchie logiche di potere. Non puoi sostenere il Democratellum e poi chiedere di andare a votare con l’Italicum (tra l’altro sub judice da parte della Corte Costituzionale). Preferirei che il M5S utilizzasse la propria forza politica e parlamentare per fare, in breve tempo, una nuova legge elettorale che sia rappresentativa, garantendo anche una buona stabilità. In questo momento, mi pare di capire che la brama di vittoria abbia un po’ soffocato i valori distintivi del movimento e, sinceramente, un po’ me ne dispiace. Oppure dovremo venire in piazza a firmare per abolire l’abolizione dell’Italicum?

Speedy Senato

Speedy_Senato
Domani sera, salvo impedimenti (chiamati emendamenti), il Senato voterà la fiducia alla legge di bilancio, aprendo di fatto la strada alla vera e propria crisi di governo di Renzi e della sua squadra. Uno sprint che, sinceramente, fa un po’ a pugni con i toni critici pre-refendario, in cui i sostenitori del Sì denunciavano la lentezza del Paese causata dalla trappola del bicameralismo perfetto. Nei minuti che hanno seguito la sconfitta del Sì e del governo Renzi si vociferava di tempi tecnici ben più lunghi per arrivare al voto definitivo delle legge di bilancio; e invece è bastato semplicemente “darsi una mossa” e il problema dei tempi è diventato un ricordo.

Ma allora, chi aveva ragione? Il processo legislativo in Italia è lento e farraginoso, oppure lo diventa in occasione di leggi che il Parlamento non vuole votare o che non è incentivato a votare? Io che ho votato no al referendum, ho sempre pensato che la rapidità legislativa del Parlamento dipendesse dalla volontà o meno dei parlamentari ad essere veloci. Ricordo perfettamente la rapidità del Parlamento per approvare il lodo Alfano, perché serviva al Capo. E non siamo nemmeno un Paese che necessita di leggi, perché a detta di molti ne abbiamo fin troppe, talvolta fatte male, ma in quantità industriale.

Dunque, al prossimo a cui verrà in mente di riformare la Costituzione, mi auguro venga in mente di prendere in considerazione questi aspetti, perché altrimenti farà presumibilmente la stessa fine di Matteo Renzi.

Luci di Natale

Luci_NataleStanno già spuntando come funghi, ma dopo l’8 dicembre sarà sicuramente un boom. Si tratta delle luci natalizie che, come ogni anno, illuminano le nostre case e gli alberi di Natale. Ok, ma quanto consumano queste luci? Secondo Greenpeace, l’energia elettrica consumata in tutto il mondo per l’illuminazione natalizia basterebbe a coprire il fabbisogno energetico di una città di 1 milione di abitanti nell’ora di punta. Solo in Italia, si stima che andremmo a consumare ben 2 Miliardi e 565 Milioni di Watt, ovvero 2,56 Giga Watt, per illuminare le nostre abitazioni, senza tener conto delle luci di Natale che i comuni utilizzano nelle strade, nei mercatini di Natale, negli edifici pubblici, ecc. ecc.

Sinceramente, sono rimasto colpito da queste cifre, sono numeri impressionanti. Certamente è possibile fare qualcosa per ovviare al problema; non si tratta di tenere spente le luci, bensì di sceglierle con coscienza, dando importanza ai consumi piuttosto che al mero prezzo. Per questo, l’unica soluzione valida è investire in luci a led di buona qualità, spendendo qualche euro in più, ma a fin di bene. Tra l’altro le luci a led hanno una durata nettamente superiore a quelle ad incandescenza, per cui il maggior costo iniziale, oltre ad un risparmio in bolletta e ad una miglior salute del nostro pianeta, si traduce in un minor “turnover” delle luci stesse, anno dopo anno.

Poi, se si vuole proprio esagerare, si possono seguire questi accorgimenti:

  • Utilizzare luci a led dotate di pannelli solari. In questo modo, con l’energia immagazzinata durante le ore diurne può essere utilizzata per far funzionare le luci nelle ore notturne.
  • Collegare le luci ad un timer, in modo da evitare che le luci vadano a vuoto, senza che siano visibili

Le dimissioni di Renzi, la reazione di Piazza Affari

borsa_dimissioni_renzi

Dopo un avvio incerto in territorio negativo, Piazza Affari dimostra di voler guardare oltre all’esperienza del governo Renzi. Guardando al grafico, infatti, non si direbbe che nella notte è avvenuto un pesante scrollone politico in Italia, è come se il referendum non fosse avvenuto. Ovviamente, la giornata borsistica è ancora lunga, ma questo dimostra che parlare prima di possibili reazioni dei mercati è solamente fuffa.

Volendo proseguire, però, sul genere fuffa, mi voglio sbilanciare e dico che il vero scossone ai mercati arriverebbe nel caso (remoto) in cui il presidente Mattarella sciogliesse le Camere e mandasse il Paese a elezioni anticipate. Ecco che, allora, le paure populiste e anti-europeiste svanite sul voto austriaco, riapparirebbero immediatamente sull’Italia.

Questa reazione dei mercati è la dimostrazione che: a) si ritiene improbabile il voto anticipato; b) si crede che il nuovo governo proseguirà sostanzialmente sul solco tracciato dal governo Renzi; c) l’Italia conta veramente poco, per il momento.

Dai Matteo, almeno ha vinto la Fiorentina

Renzi_piangeIeri si è celebrato l’arcinoto referendum costituzionale confermativo che ha visto soccombere la riforma Boschi-Renzi con un netto 59,1% per il no. La stella del premier è tramontata dopo che poco più di 2 anni fa vinceva trionfante le elezioni europee del 2014 col 40,81% del suo Partito Democratico. Che peccato, poteva essere un buon governo il suo, e invece da quel giorno si è fatto prendere decisamente la mano, si è sentito invincibile quasi fosse un semi-Dio. La riforma della Costituzione ne è un chiaro esempio: non era necessaria, una minoranza del suo partito non la voleva, le opposizioni gridavano al regime, ma lui ha tirato sempre dritto, convinto che la maggioranza degli Italiani sarebbe stata dalla sua parte. Aveva preparato una riforma un po’ raffazzonata, ma le aveva dato un titolo accattivante, in grado di puntare più che all’efficacia della riforma, ai risparmi per le casse dello Stato (risparmi gonfiati, certo, ma pur sempre risparmi). Un altro chiaro esempio è stato l’Italicum, una riforma elettorale cucita addosso ai risultati delle elezioni europee. Insomma, Matteo Renzi si stava preparando il terreno per governare ancora più agilmente, conquistando il potere con ampio margine, tale da permettergli di non dover sottostare all’inevitabile minoranza dem che si sarebbe palesata, prima o dopo.

Ma arrivano le elezioni amministrative e, a Torino, succede qualcosa che stravolge i piani di Renzi. La candidata grillina Chiara Appendino, arrivata al ballottaggio con Fassino in netto svantaggio, ribalta tutti i pronostici e stravince. L’Italicum, cucito addosso a se stesso, comincia a stargli largo e, soprattutto, si accorge che è il Movimento 5 Stelle a vestirlo meglio. Gli rimane, quindi, l’ultima carta da giocarsi: trasformare il Senato nella camera delle opposizioni al M5S. Se la gioca al massimo delle proprie capacità, spende la propria immagine in ogni modo e, forse, è proprio suo esporsi mediaticamente che spinge in massa elettori per il no. Ha annunciato le proprie dimissioni da premier, rimetterà il mandato nelle mani del presidente della Repubblica. Personalmente, auspico che si possa andare a elezioni anticipate, perché di governi tecnici, “di scopo”, ecc., siamo veramente stufi. Se il popolo è veramente sovrano, allora mi aspetto che il popolo possa esprimere la propria opinione.

Comunque Matteo non piangere, ora potrai tornare alla tua vita normale, lontano dalla polit… Aspetta, ma tu non hai sempre e solo fatto politica? Vabbè, goditi le partite della Fiorentina, allora. Ciaone.