Alza i tacchi, Silvio!

L’avventura politica di Silvio Berlusconi credo sia giunta al termine. Dopo oltre 15 anni di tanti buoni propositi e di facili promesse difficili da mantenere si chiude il ciclo berlusconiano. Oggi pomeriggio la maggioranza di centro-destra guidata dal premier di Arcore ha approvato alla Camera il Rendiconto dello Stato con 308 voti favorevoli e 321 astenuti. La soglia della maggioranza assoluta è ben lontana e non ci può essere sempre un responsabile e/o un radicale a salvare le chiappe.

Quest’estate avevo scritto che Berlusconi era morto, ovviamente politicamente morto. I segnali erano inequivocabili, gli scricchiolii troppo forti per non essere uditi. Dalle barzellette condite con bestemmia allo scandalo del sesso con la minorenne Ruby, passando per i rapporti particolari col dittatore Gheddafi. Un premier non più capace di governare gli eventi che si abbattevano sulla sua persona e, soprattutto, sul Paese. E uno che non è in grado di pensare a se stesso, come può pretendere di gestire il futuro e le aspettative di milioni di Italiani?

Caro Silvio, te lo scrivo dal cuore. Lascia. Lascia il governo e lascia la politica. So già che questo vorrebbe dire esilio, perché senza il contatto con la politica sei totalmente nudo, incapace di schivare i processi che, uno dopo l’altro, stanno montando e crescendo attorno a te ed al tuo impero. So che non fosti d’accordo con la scelta di Craxi di andare in esilio, ma un conto è giudicare dall’esterno, un conto è esserci dentro fino al collo. Ora ti sei dato il cambio col tuo caro amico Bettino, avete fatto grossomodo la stessa fine, dopo tanta gloria immersi nella merda, colati a picco nel baratro da essi stessi scavato. E non c’è magistrato di sinistra che tenga qui. La sconfitta è pesante, totale, senza alibi. Abbiamo perso tutto, persino il rispetto internazionale che, comunque, da Paese appartenente al G7 avevamo.

Dai Silvio, ora alza i tacchi e ridacci qualche speranza di uscire, in tempi ragionevoli, da questa profonda crisi che ci sta attanagliando. E’ la cosa migliore che tu possa fare e solo tu non te ne rendi contro, mentre tutto il mondo ti invita a fare un passo indietro (o di lato, per dirla alla Umberto Bossi).

Annunci

Follia Stracquadanio: distrugge telecamera “Piazza Pulita”

Hotel Hassler di Roma, ieri sera, Giorgio Stracquadanio, deputato tra i malpancisti del Pdl, perde la testa. Prima aggredisce verbalmente una troupe del programma Piazzapulita (La7), un cittadino riprende tutto con un videofonino da una finestra di fronte. Il pidiellino grida: ”Te la rompo” e poco dopo spinge l’operatore, la telecamera cade in terra, poi l’onorevole scaglia lontano il flash che finisce in pezzi. Il cronista Antonino Monteleone grida: “Onorevole Stracquadanio, si calmi”.

fonte: Il Fatto Quotidiano

Alfano: «Nel Pdl tutti scelti dal Basso»

Embè, ma cosa cambia, Angelino? A me sembra che siano sempre stati scelti tutti dal basso, o meglio, TUTTE scelte dal basso, dal basso verso l’alto, senza lasciarsi sfuggire nulla.

Il programma di tesseramento del Pdl servirà per introdurre il principio in base al quale nel partito “nessuno sarà più nominato dall’alto, ma tutti saranno scelti dal basso”. Così Angelino Alfano, segretario del partito di via dell’Umiltà, in collegamento telefonico con la trasmissione di Maurizio Belpietro su Canale 5, a proposito delle leadership locali e dell’indicazione e dei candidati alle prossime amministrative. Alla domanda se il Pdl sia ancora il primo partito in Italia, Alfano ha risposto: “Ho visto i sondaggi, tra l’altro pubblicati recentemente da La7 che ci davano ancora come primo partito intorno al 27%”.

Alfano è proprio la serpe in seno di Berlusconi, non perde occasione per punzecchiarlo. Lui che come Silvio è scarsamente crinito ma che, fortuna sua, può contare su un’altezza naturale ben superiore a quella del Cavaliere.

Berlusconi è morto

C’era una volta un ricco imprenditore italiano che scese in campo per combattere l’avanzata dall’est del comunismo e del bolscevismo in Italia. Era il paladino della libertà, nella sua massima espressione. Voleva uno Stato semplice e leggero per i cittadini, uno Stato che lentamente si defilasse a favore dei privati e che costasse sempre meno alle tasche dei cittadini in termini di imposizione fiscale. Era il 1994 e in tanti credettero in lui, a tal punto che vinse le elezioni e da allora molte altre ne ha vinte e per molti anni ha governato e guidato il Paese.

A 17 anni di distanza, però, quell’uomo, con cuore grondante di sangue, si è visto costretto a mettere le mani nelle tasche degli Italiani dopo che per oltre 15 anni non è comunque riuscito a toglierle. Il debito pubblico è salito, l’Italia ha vissuto un lungo periodo di stagnazione economica, aggravata da crisi che non siamo stati in grado di schivare. La colpe delle crisi era sempre degli altri, se qualcosa non funzionava era colpa dell’opposizione che si oppone, oppure dei giudici (comunisti) che giudicavano. Mai un errore, mai un rimpianto (a parte quello dei capelli) e dopo 15 anni di suo governo ci troviamo a dover correre ai ripari con manovre correttive d’urgenza, perché altrimenti si rischia di mandare a puttane l’Euro e l’intera Europa.

E non è nemmeno riuscito a semplificare la vita alle imprese italiane, anzi. Da imprenditore quale è ci si attendeva una spiccata sensibilità verso il mondo aziendale, si vedeva in lui lo stargate verso una burocrazia più gestibile da parte della rete imprenditoriale d’Italia e invece è stato esattamente l’opposto, è riuscito persino a peggiorare le cose, incrementando l’aggravio per le aziende e complicando notevolmente le cose. Sulla Giustia non mi soffermo più di tanto, perché è sotto gli occhi di tutti quanto è stato fatto negli ultimi anni per “correggere” la Magistratura italiana. Non è riuscito ad alleggerire il carico di lavoro alle procure e, quindi, non è riuscito a velocizzare l’iter processuale. Ma su questo punto è scusato, perché essendo spesso imputato aveva il chiaro interesse nel rallentare i processi, non velocizzarli.

E’ chiaro che mi sto riferendo a mister Silvio Berlusconi, il principale artefice della caduta del Belpaese in ambito internazionale. Ed ora, augurandogli comunque una lunga vita, credo di poter dire con tutta certezza che Berlusconi è politicamente morto. Non è più credibile, ha comprato la fedeltà del Parlamento e anche all’interno del PdL qualche mormorio di critica comincia a sentirsi. Lo scisma di Fini era un segnale inequivocabile di malessere all’interno del centro-destra, malessere causato dalla deriva del leader, deriva che oramai è incontrollabile e rischia solamente di peggiorare le cose. Se ancora gli rimane un briciolo di lucidità e saggezza, dovrebbe farsi da parte e lasciare il campo a qualcuno di più credibile, perché il Paese gli ha voltato le spalle ed è sinceramente stufo dei suoi atteggiamenti privati e del suo modo di condurre la politica.

Giuliano Pisapia sindaco di Milano

Pisapia è irraggiungibile. E’ lui il (nuovo) sindaco di Milano.

A Milano il ballottaggio per le elezioni a sindaco sembra che sia sostanzialmente orientato verso il risultato del primo turno elettorale. Nelle proiezioni di voto Giuliano Pisapia conduce attualmente con il 55,10% dei consensi, mentre la sfidante Letizia Moratti si ferma al 44,89%. Un divario netto e indiscutibile, un divario che conferma e che potrebbe addirittura amplificare la sconfitta elettorale del PdL+Lega del primo turno. L’asse Lega_PdL sembra essere sempre più fragile e debole, un asse in cui ci si scambia accuse reciproche senza che nessuno si voglia attribuire sul groppone la parte di responsabilità per la debacle elettorale.

La debacle è ancora più grossa se si pensa che a Napoli il candidato dell’IdV Luigi De Magistris sta letteralmente surclassando il candidato PdL Gianni Lettieri, con l’ex pm dato ad oltre il 60% dei consensi. Se doveva essere un sondaggio sulla persona di Silvio Berlusconi, direi che la risposta del popolo è stata forte e chiara.

“Berlusconi aveva chiesto un referendum sulla sua persona: è stato sonoramente bocciato e siamo dinanzi alla fine del berlusconismo e alla prova che appena ha rotto con Fini per andare avanti con i Responsabili, un gruppo mercenario della politica, il premier non ha possibilità di vincere”. Lo afferma Italo Bocchino di Fli allo speciale elezioni de ‘La 7’. “Oggi – spiega – Berlusconi si trova con un centrodestra che, con questi numeri, non è più in grado di vincere. A Napoli Lettieri ha pagato molto l’essere il candidato di Cosentino”.

Il Colmo: Bossi dà del pazzo a Pisapia

La politica è strana, è spesso fatta di incongruenze e cose al limite dell’imprevedibile. Ma sentire Umberto Bossi definire “matto” Giuliano Pisapia ha un fascino tutto suo, veramente. Il ministro dimezzato, infatti, ha deciso di continuare la strategia elettorale antecedente al primo turno, primo turno che a Milano ha visto la sonora sconfitta del centro-destra, con la Lega decisamente danneggiata nell’immagine proprio per la vicinanza al PdL di Berlusconi, per il suo atteggiamento “zerbinesco” che non è andato giù ai militanti più accesi del partito leghista e nordista.

Insomma, il Bossi che aveva deciso, saggiamente, di parlare poco dopo la debacle elettorale è durato ben poco. Siamo tornati alle origini, con quel Bossi guascone che sbraida e sputa anatemi, per tenere assieme il suo partito, un partito che solo lui tiene in piedi e unito, perché oramai è evidente ai più che la Lega Nord è al collasso interno, molte voci si levano dalla base e sono voci piene di rabbia e rammarico, per un sogno politico che sta svanendo all’ombra della politica romana, oramai lontana nemica.

Personalmente credo che il programma elettorale di Pisapia sia criticabile, ma senza dover arrivare all’attacco personale, dato che di “pazzesco” non ho visto nulla. Credo che nell’attuale politica italiana vi siano tante cose pazzesche, addirittura alcune superano persino il limite della mera pazzia, ma credo che il buon Pisapia abbia tutto per poter governare Milano e per meritare il giudizio dei cittadini, non quello dei politici di Roma (la città che tempo fa era ladrona…).

Il bilancio di “Insieme per Senago”

Nella giornata odierna, 1° maggio festa dei lavoratori, ai cittadini di Senago è stata recapitato il bilancio dei lavori dell’ormai ex amministrazione Rossetti, l’ex sindaco di Senago che per 22 mesi ha guidato il paese a capo della coalizione di centro-destra formata da PdL, Lega Nord, Farfalla ed Alleanza per Senago, da parte di Insieme per Senago e, senza alcun tipo di sorpresa, si tratta di un bilancio assolutamente negativo. Dico “ovviamente” perché la coalizione di centro-destra ha effettivamente deluso i cittadini ed anche perché Insieme per Senago rappresenta una forza di opposizione, forza politica che è uscita rafforzata dalla recente crisi politica.

Ecco il testo del volantino (una parte):

in 22 mesi di governo NIENTE

E’ stata l’amministrazione del NIENTE.
Fondo per le famiglie in difficoltà: 15 mesi per realizzarlo.
Rinegoziazione mutui: NIENTE, e il comune ha perso 168.000 euro.
PGT: nessun nuovo documento.
Nuova scuola dell’infanzia: NIENTE.
Atto di indirizzo sull’utilizzo degli spazi del centro sportivo comunale e per promuovere la programmazione di altri impianti sportivi di uso pubblico: NIENTE
1490 metri di piste ciclabili da costruire nel 2010: NIENTE
Vasche di laminazione: mai nessuna assemblea pubblica per informare la popolazione.
Strada provinciale 119 (prolungamento della tangenziale sud): hanno assunto una posizione attendista verso l’inerzia della Provincia.
Completamento della Casa della salute: NIENTE.
Azienda multiservizi: in dissesto finanziario.
La mensa scolatistica: incremento dei costi di riscossione a carico dei genitori.
Chiusura di: servizio ludoteca e servizi prima infanzia.

Il volantino continua con ulteriori critiche all’amministrazione Rossetti ma mi voglio fermare qui perché già mi ha stufato. Pubblico volentieri le critiche dell’opposizione come monito per le medesime a fare le cose bene, qualora venissero elette a governare Senago. Insomma, a criticare gli altri son buoni tutti, è un mestiere facile e non bisogna essere particolarmente bravi o capaci. Il difficile arriva quando alle parole bisogna contrapporre dei fatti che siano coerenti con quanto si dice. In questo senso si misura la vera qualità della politica, troppo spesso basata sulle parole e non sui fatti.

Immunizzazione in corso…

La difesa processuale del premier passa direttamente dalle aule parlamentari. Subito dopo il rinvio a giudizio immediato fissato per il giorno 6 aprile 2011 dalla procura di Milano, avente per oggetto i reati di favoreggiamento della prostituzione minorie e concussione, Berlusconi ha fatto partire la sua personalissima macchina governativa per tentare un salvataggio in corner da una condanna che, sulla carta, sembra quasi inevitabile. Il prode Alfano, dunque, ha proposto una radicale riforma della Giustizia italiana, una riforma che mira a colpire e indebolire il potere dei magistrati e, d’altro canto, aumentare la protezione giuridica della casta parlamentare, oggetto di voci che minano la credibilità del sistema politico italiano.

ROMA – Sul tema della giustizia dobbiamo fare in fretta perche’ e’ un problema non piu’ rinviabile che dobbiamo risolvere quanto prima. Cosi’ il premier Silvio Berlusconi nel corso della riunione del Consiglio dei ministri ha insistito sulla necessita’ di andare avanti il piu’ speditamente possibile con la riforma della giustizia, inclusa quelle delle intercettazioni e dell’immunita’ parlamentare prevista dal vecchio articolo 68 della Costituzione. (Ansa)

Quindi, per Berlusconi, e soltanto per lui, il vero problema dell’Italia è la Giustizia. Per questo merita di essere in cima alle agende politiche delle prossime settimane, proseguendo nel frattempo lo shopping di deputati e senatori, riacquisendo le pecorelle smarrite che avevano precedentemente abbandonato il PdL. E intanto il Paese va in malora, l’economia non gira e collezioniamo figure da peraccottari nel mondo, con un premier-clown che mette in ridicolo l’intera nazione.

E mentre nel mondo sembra essere in atto un rimescolamento politico-sociale che sta portando a pesanti mutamenti e stravolgimenti, l’Italia è ferma, immobile, contenta di festeggiare i suoi primi 150 anni, 150 anni portati malissimo, da coma farmacologico. Siamo atrofizzati, non ci rendiamo nemmeno conto della situazione di merda che si è venuta a creare e non riusciamo a capire le pesanti complicazioni future che da esso scaturiranno…

Emilio Fede va in pensione: Salvo Sottile al Tg4

La carriera da direttore del Tg4 di Emilio Fede sta per giungere al termine. Dopo una lunghissima carriera da giornalista e da fido leccaculo di Silvio Berlusconi, Emilio Fede appende la penna al chiodo e si toglie finalmente dalla tv, prima che gli scandali dei bunga bunga del premier travolga pure lui e la sua fragile immagine mediatica. Al suo posto dovrebbe arrivare Salvo Sottile, un altro che definire giornalista è un eufemismo: quindi si continua sulla strada tracciata dall’Emilio nazionale, quella del non-giornalismo insomma.

Il cambio dovrebbe avvenire in estate, ma non si esclude che la sostituzione possa arrivare anche prima, già dal mese di febbraio, probabilmente qualora il braccio della giustizia italiana dovesse raggiungere pesantemente il buon Fede. Si conclude, quindi, nel peggiore dei modi la carriera dell’anchorman più noto d’Italia, il ministro della propaganda politica di Berlusconi, un uomo che è stato folgorato sulla via di Arcore dall’uomo che ha stravolto la sua vita. Più che di un rapporto professionale e/o di stima reciproca, da parte di Emilio Fede c’è stato e immagino ci sia ancora un rapporto di amore sincero per il premier, un’adorazione quasi incondizionata per tutto ciò che Berlusconi rappresenta, sia il Berlusconi uomo, sia il Berlusconi imprenditore, sia il Berlusconi politico.

Il mondo del giornalismo italiano non sentirà la sua mancanza, assolutamente. Anzi, il giornalismo italiano necessita di un ricambio generazionale che porti nuovi volti e nuove opinioni in un mondo oramai fossilizzato su posizioni storiche e banali nella loro diffusione capillare. Emilio Fede e il suo telegiornale non sono esenti da responsabilità nella situazione dell’informazione in Italia che si è venuta a creare, ma il problema è che di Fede ce ne sono troppi, troppi servi e troppo servilismo in un ambiente che dovrebbe essere il primo organo di controllo del mondo politico ed economico del Paese.

Azzardo uno scenario possibile: Emilio Fede futuro uomo politico del PdL. È solo una supposizione, ma credo che Berlusconi possa riconoscere i meriti e la fedeltà del suo scudiero salvandolo dalla gogna mediatica e giuridica portandolo nel paradiso della politica, paradiso che offre un discreto riparo dalle spire della Magistratura e Berlusconi ne sa qualcosa in merito. Personalmente credo sia l’unico modo per ricollocare Emilio Fede, evitandogli guai giudiziari e una vita tediosa priva dei suoi show davanti alle telecamere del Tg4. Goditi la pensione Emilio, non ci mancherai!