Il favoloso mondo di Pisapie

Come potrebbe diventare Milano qualora Giuliano Pisapia divenisse sindaco? Nessuno lo può sapere, ma qualcuno ha provato a ricostruirlo, in base agli scenari ipotizzati dal centro-destra e dalla Lega Nord. Buona visione del video, godetevelo perché è veramente ben fatto. Diciamo che riassume molto bene e in pochi minuti tutta la merda mediatica messa in giro attorno alla figura del candidato sindaco del centro-sinistra a Milano.

P.S. forza milanesi, andate a votare!

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Berlusconi e il pericolo rosso a Milano

La campagna elettorale per il ballottaggio alle amministrative di Milano sta mettendo in evidenza tutto lo schifo e il marciume che la politica italiana possa esprimere, c’è una parte politica che sta colpendo da settimane sotto la cintura, cercando di procurare un ko all’avversario, l’eversivo, terrorista rosso, ladro d’auto, drogato, malato di mente, pazzo, pericoloso Giuliano Pisapia. Eccovi qui di seguito l’ultima sparata del premier Berlusconi, l’ennesima uscita fuoriluogo di un presidente del Consiglio che fa sempre più campagna elettorale rispetto all’attività di governo.

«Milano non può, alla vigilia dell’Expò 2015, diventare una città islamica, una zingaropoli piena di campi rom e assediata dagli stranieri a cui la sinistra dà anche il diritto di voto». È quanto dice il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi rivolgendo un appello al voto dei milanesi tramite il sito del Pdl. Berlusconi chiede ai milanesi di non consegnare la città all’estrema sinistra. Il premier sottolinea l’importanza di votare domenica perché si tratta «di una scelta importante per il futuro della nostra città e per tutti noi. Milano – aggiunge – ha una storia che la colloca di diritto nella rosa delle capitali più importanti dell’Europa per l’intelligenza, la creatività e l’imprenditorialità. Una città così – insiste – non vorrà certo consegnarsi all’estrema sinistra con il rischio di diventare una città disordinata, caotica e insicura»

Cioè, a parte il fatto che se fossi un sindaco di sinistra italiano o europeo mi sentirei particolarmente offeso per la sparata di Berlusconi. Insomma, sulla base di quali dati e fatti si permette di dire che una città governata dalla sinistra è “disordinata, caotica e insicura”? Perché Milano, attualmente, può definirsi al contrario? Può esserci correlazione tra schieramento politico degli amministratori e tali effetti? Ma è fuori di melone? Da un lato si predica di non alimentare tensioni inutili, si denunciano aggressioni che, forse, nemmeno si sono verificate tra l’altro e poi si continua nella campagna mediatica contro l’avversario, dandogli del criminale, drogato ed incapace? E nessuno dice niente, specialmente il Quirinale che, come spesso accade, monitora in silenzio queste uscite fuoriluogo della politica nostrana: CHE SCHIFO!

Il Colmo: Bossi dà del pazzo a Pisapia

La politica è strana, è spesso fatta di incongruenze e cose al limite dell’imprevedibile. Ma sentire Umberto Bossi definire “matto” Giuliano Pisapia ha un fascino tutto suo, veramente. Il ministro dimezzato, infatti, ha deciso di continuare la strategia elettorale antecedente al primo turno, primo turno che a Milano ha visto la sonora sconfitta del centro-destra, con la Lega decisamente danneggiata nell’immagine proprio per la vicinanza al PdL di Berlusconi, per il suo atteggiamento “zerbinesco” che non è andato giù ai militanti più accesi del partito leghista e nordista.

Insomma, il Bossi che aveva deciso, saggiamente, di parlare poco dopo la debacle elettorale è durato ben poco. Siamo tornati alle origini, con quel Bossi guascone che sbraida e sputa anatemi, per tenere assieme il suo partito, un partito che solo lui tiene in piedi e unito, perché oramai è evidente ai più che la Lega Nord è al collasso interno, molte voci si levano dalla base e sono voci piene di rabbia e rammarico, per un sogno politico che sta svanendo all’ombra della politica romana, oramai lontana nemica.

Personalmente credo che il programma elettorale di Pisapia sia criticabile, ma senza dover arrivare all’attacco personale, dato che di “pazzesco” non ho visto nulla. Credo che nell’attuale politica italiana vi siano tante cose pazzesche, addirittura alcune superano persino il limite della mera pazzia, ma credo che il buon Pisapia abbia tutto per poter governare Milano e per meritare il giudizio dei cittadini, non quello dei politici di Roma (la città che tempo fa era ladrona…).

Milano, risultati elezioni amministrative

“Quello di Milano è un voto anomalo perché non è mai successo che la città sia stata in mano agli estremisti”. E’ il commento sulle amministrative del viceministro leghista Roberto Castelli per il quale è necessario “riflettere” in vista del ballottaggio. Gli fa eco il ministro Calderoli: “Un’anomalia il voto di Milano. Vogliamo e possiamo correggerlo: andare al ballottaggio non vuol dire aver perso. Ci impegneremo. Più in generale, penso che il Governo dovrà essere più determinato sulle riforme”.
Avete capito quali menti illuminate può annoverare la Lega Nord tra le sue fila? Cioè, Pisapia è pure un estremista, un eversivo estremista di stampo marxista-leninista, oserei dire. Basta dargli un’occhiata per capire che sotto quella scorza da nonnino al parco coi nipotini si nasconde un pericoloso rivoluzionario. Un consiglio per gli esponenti del Carroccio: levategli il vino!

Continua ad aumentare il divario a favore di Giuliano Pisapia. Le ultime proiezioni danno il candidato del centrosinistra avvantaggiato di circa 5 punti percentuali, un netto vantaggio che ribalta completamente le prime proiezioni espresse sulla base delle intenzioni di voto.

Ore 17:30 – MILANO, PISAPIA AL 46,2%  – Secondo la terza proiezione dell’Istituto Piepoli per TG Norba 24 per il Sindaco di Milano, Giuliano Pisapia (Centrosinistra) è al 46,2%, Letizia Moratti (Centrodestra) al 44,3%.

Lieve vantaggio a Milano per Giuliano Pisapia: secondo la prima proiezione Ipr Marketing per la Rai, basata sul 5% dei seggi, il candidato del centrosinistra sarebbe al 45%, mentre Letizia Moratti (centrodestra) è data al 44%. Seguono Manfredi Palmeri (Udc) al 5,5% e Mattia Calise (5 Stelle) al 4%.  Si profila, comunque, il ballottaggio a Milano.

A Milano si gioca una buona fetta delle elezioni amministrative odierne. I seggi stanno per chiudersi, manca meno di un’ora e poi inizierà la fase dello spoglio, fase che potrebbe già dare la vittoria ad uno dei contendenti, oppure rimandare il tutto al ballottaggio del 29-30 maggio.

Seguiranno aggiornamenti

Elezioni Amministrative 2011

Sono state aperte alle 8 le oltre 13 mila sezioni elettorali per le elezioni amministrative che interesseranno, oggi e domani, circa 13 milioni di italiani. Si vota per l’elezione del presidente e del consiglio provinciale di 11 province (Vercelli, Mantova, Pavia, Treviso, Trieste, Gorizia, Ravenna, Lucca, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria); del sindaco e dei consiglio comunale di 1.315 comuni, tra i quali sette capoluoghi di regione (Torino, Milano, Trieste, Bologna, Napoli, Catanzaro, Cagliari). I seggi, aperti oggi alle ore 8, resteranno in funzione fino alle ore 22, mentre lunedì si può votare dalle ore 7 alle ore 15.

Tante le sfide che faranno stare col fiato sospeso svetta a Milano quella tra il sindaco uscente Letizia Moratti e l’avvocato Giuliano Pisapia; ma forte attesa circonda anche l’esito di Napoli, dove il candidato di centrodestra Gianni Lettieri dovrà fare i conti allo stesso tempo con Mario Morcone, sostenuto dal Pd e dal centrosinistra, e Luigi De Magistris, candidato dell’Idv. Occhi puntati anche su Torino, dove l’ex segretario dei Ds Piero Fassino sfiderà l’assessore regionale alla Cultura Michele Coppola nel difficile compito di raccogliere l’eredità di Sergio Chiamparino. Altra città sotto i riflettori è Bologna, capofila dei 189 comuni commissariati che andranno al voto: nel capoluogo felsineo il centrosinistra punterà su Virginio Merola, ex assessore all’urbanistica della Giunta Cofferati, per battere l’esponente del Carrocio Manes Bernardini, sostenuto anche dal Pdl.

Vedemecum per le elezioni amministrative

Letizia Moratti alla frutta

Letizia Moratti deve essere proprio alla frutta, o alla canna del gas, per dirla con più enfasi ed impatto. La calunnia nel dibattito elettorale a Sky, una falsità spudorata che non ha permesso, nemmeno, il diritto di replica all’avversario Pisapia è un colpo basso degno del peggior pugile che, stretto alle corde, lega l’avversario e ricorre ad ogni sorta di scorrettezza per ribaltare le sorti dell’incontro. La ricca Moratti, la donna che già avuto la fortuna di sposare un Moratti e che ora vuole sfidare ancora la sorte raggiungendo il secondo mandato come sindaco di Milano si sente in difficoltà e, per dirla a mo’ di Giornale, ha tirato fuori le unghie, ma probabilmente s’è pure ficcata un dito in un occhio.

Non è detto che questa boutade morattiana non permetta alla Letizia di vincere le elezioni, perché ha investito un sacco di soldi per la campagna elettorale, perché psicologicamente può aver minato leggermente l’immagine del buon Pisapia, spostando verso di sè una parte degli indecisi che, notoriamente, hanno un’importanza strategica fondamentale in elezioni così combattute. Il punto è che lei, con quel comportamento, vincendo eventualmente le elezioni comunali, sarebbe comunque la vincitrice immorale. Per me è come se avesse già perso, ha violato il patto di lealtà con l’avversario politico, è scesa nei bassifondi della politica più bieca e becera per raggranellare qualche consenso in più. A questo punto spero quasi che vinca Pisapia, se lo meriterebbe Pisapia, ma anche il PD che negli ultimi anni ha preso un sacco di scarpate in faccia nelle elezioni. A mio avviso non si può vincere seminando falsità sugli avversari, è una cosa indecente. Troppi soldi fanno male alla politica e l’uscita di melone della Moratti ne è la riprova più evidente.

Il bilancio di “Insieme per Senago”

Nella giornata odierna, 1° maggio festa dei lavoratori, ai cittadini di Senago è stata recapitato il bilancio dei lavori dell’ormai ex amministrazione Rossetti, l’ex sindaco di Senago che per 22 mesi ha guidato il paese a capo della coalizione di centro-destra formata da PdL, Lega Nord, Farfalla ed Alleanza per Senago, da parte di Insieme per Senago e, senza alcun tipo di sorpresa, si tratta di un bilancio assolutamente negativo. Dico “ovviamente” perché la coalizione di centro-destra ha effettivamente deluso i cittadini ed anche perché Insieme per Senago rappresenta una forza di opposizione, forza politica che è uscita rafforzata dalla recente crisi politica.

Ecco il testo del volantino (una parte):

in 22 mesi di governo NIENTE

E’ stata l’amministrazione del NIENTE.
Fondo per le famiglie in difficoltà: 15 mesi per realizzarlo.
Rinegoziazione mutui: NIENTE, e il comune ha perso 168.000 euro.
PGT: nessun nuovo documento.
Nuova scuola dell’infanzia: NIENTE.
Atto di indirizzo sull’utilizzo degli spazi del centro sportivo comunale e per promuovere la programmazione di altri impianti sportivi di uso pubblico: NIENTE
1490 metri di piste ciclabili da costruire nel 2010: NIENTE
Vasche di laminazione: mai nessuna assemblea pubblica per informare la popolazione.
Strada provinciale 119 (prolungamento della tangenziale sud): hanno assunto una posizione attendista verso l’inerzia della Provincia.
Completamento della Casa della salute: NIENTE.
Azienda multiservizi: in dissesto finanziario.
La mensa scolatistica: incremento dei costi di riscossione a carico dei genitori.
Chiusura di: servizio ludoteca e servizi prima infanzia.

Il volantino continua con ulteriori critiche all’amministrazione Rossetti ma mi voglio fermare qui perché già mi ha stufato. Pubblico volentieri le critiche dell’opposizione come monito per le medesime a fare le cose bene, qualora venissero elette a governare Senago. Insomma, a criticare gli altri son buoni tutti, è un mestiere facile e non bisogna essere particolarmente bravi o capaci. Il difficile arriva quando alle parole bisogna contrapporre dei fatti che siano coerenti con quanto si dice. In questo senso si misura la vera qualità della politica, troppo spesso basata sulle parole e non sui fatti.

Harakiri della Lega Nord a Senago

La notizia era nell’aria da tempo, ma è maturata qualche giorno fa. La giunta di Senago è caduta a causa delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri comunali, in particolare dei consiglieri della Lega Nord e di Alleanza per Senago. Il sindaco Franca Rossetti, quindi, è stata mandata a casa perché incapace di gestire le diverse anime di una coalizione che non ha fatto delle coesione d’intenti il proprio cavallo di battaglia. Per di più è stato un pessimo regalo di Pasqua per tutti i senaghesi e non certo una bella immagine di cui andare fieri proprio nell’anno dei 150 anni di unità nazionale e proprio nel periodo culmine di celebrazioni dell’evento.

Lo strappo della Lega Nord di Senago è stato forte e deciso, in pieno stile leghista. Ma, a mio avviso, è stato un harakiri (in Giappone “seppuku”, il noto suicidio rituale) che consegna alle forze di sinistra la guida del Paese. L’esperimento di un governo di centro-destra con l’appoggio della Lega Nord è fallito miseramente a causa di una classe politica incapace di governare, inadatta e lontana dal capire a fondo cosa significhi veramente guidare un comune e amministrarlo nel migliore dei modi.

Oggi la Lega Nord difende la propria scelta, la propria scelta di tagliare i ponti con la maggioranza, ma di fatto offre un assist alle forze di opposizione (che non si aspettavano nemmeno un regalo così grande), perdendo una parte di reputazione e, provo ad immaginare, perdendo una ghiotta occasione di governare il paese meglio di quanto fosse stato fatto precedentemente dalle amministrazioni rosse. Questa è la dimostrazione lampante che a parole son tutti bravi, ma nei fatti bisogna essere capaci a far politica. Innanzitutto bisogna avere idee chiare e condivise, cosa che l’ormai ex maggioranza non aveva o non mostrava di avere. Poi bisogna essere capaci di essere pazienti e, ogni tanto, anche accomodanti. E’ chiaro, infatti, che se tutti pretendono di comandare e decidere finisce tutto a scatafascio, come poi è puntualmente successo. Non basta organizzare falò o feste di partito, bisogna andare oltre, bisogna fare un salto di qualità.

Ora Senago aspetta le prossime elezioni amministrative. Non credo sia stata fissata ancora la data, ma credo che a questo punto tutto si sposti alla primavera 2012. Come previsione vedo favoritissime le ex opposizioni che, se riusciranno a trovare un comune accordo, saranno in grado di stravincere le elezioni, su questo non ci piove assolutamente.

Beppe Grillo ripudia Luigi De Magistris

Luigi De Magistris, ormai, è a tutti gli effetti un politico. La vera consacrazione l’ha avuta voltando le spalle a chi l’aveva appoggiato ed aiutato nella campagna elettorale per le elezioni europee, avvicinandosi ai vecchi partiti politici contro cui, teoricamente, avrebbe dovuto combattere. Sembrava dovesse essere il delfino di Beppe Grillo, una presenza fondamentale dal Parlamento Europeo come controllore dell’attività parlamentare e dei finanziamenti europei all’Italia, soldi che troppo spesso sono finiti nelle mani sbagliate, nelle tasche di chi le aveva già piene.

Oggi, sul suo blog, Beppe Grillo rompe definitivamente con l’ex pm di Catanzaro scrivendo:

Quando sbaglio lo faccio in buona fede, ma subito dopo mi incazzo con me stesso. Di errori ne ho commessi molti e purtroppo ne commetterò altri, uno dei più imbarazzanti è stato Luigi de Magistris, eurodeputato grazie (anche) ai voti del blog come indipendente che subito dopo si è iscritto per coerenza a un partito. Sulla sua attività europarlamentare tantissimi contavano, io per primo, per contrastare i fondi europei destinati alle mafie. In questi mesi è stato forse più presente sui giornali e in televisione che nei banchi di Bruxelles. L’europarlamento è un passaggio per traguardi più importanti e di grande visibilità. Ah, la visibilità. Ah, la coerenza.

Ricordo la gioia di Grillo nell’annunciare la vittoria di De Magistris, una vittoria fatta di preferenze, non di semplici voti. Secondo solo dietro a Berlusconi, uno che non si può battere su questo campo. Grillo scriveva: «Luigi de Magistris e Sonia Alfano sono stati eletti al Parlamento Europeo. E’ una straordinaria vittoria della Rete e della società civile. Mi unisco a tutta la comunità del Blog nel congratularmi con Luigi e Sonia per lo straordinario successo ottenuto. Ora siamo pronti a ripartire!»
Nulla è ripartito, tutt’altro. Si è tornati indietro, una pesante inversione ad U per il movimento politico di Grillo che, comunque, è abituato ad una vita difficile, dato che non ha finanziamenti pubblici e non gode di visibilità mediatica (tranne rare eccezioni). Bisogna ammettere, infine, che Beppe Grillo ha avuto il merito di ammettere i propri errori: questa è una qualità ancora molto rara, specialmente in politica. Credo che in questi casi non vi sia cosa migliore che tagliare i ponti col passato per ripartire più forti di prima. De Magistris ha, a mio avviso, avuto una grossa occasione per essere il simbolo di un cambiamento e rinnovamento politico in Italia. Invece, si è rivelato il solito politico attaccato ai soldi ed alle poltrone. Ha utilizzato la propria posizione politica per evitare di essere processato, un comportamento che si addice pienamente ad un politico italiano; diciamo che il buon Luigi ha imparato in fretta come si gestisce il potere, non vi sono dubbi in merito. Come sindaco di Napoli lo vedrei persino bene, una degna continuazione rispetto ai suoi ipotetici predecessori.