Le bugie di Trenord

Trenord_soppresso

Che Trenord non fosse l’emblema della società di servizi più efficiente lo si era capito, lo hanno capito più o meno tutti i suoi abbonati. Ora, però, comincio a dubitare perfino della sincerità della società. Oggi, infatti, mi trovavo in viaggio sul treno della linea S1 S 23260 da Lodi a Saranno. Il treno era perfettamente in orario, anzi, addirittura in anticipo (link allo screenshot che continuava a mostrare il treno in orario) ed ero sinceramente sorpreso, non capita tutti i giorni di vedere un treno Trenord addirittura in anticipo.

Arrivato alla stazione di Milano Bovisa, in anticipo, il treno è stato soppresso, senza alcuna spiegazione. Il treno non era guasto, perché infatti viaggiava puntualissimo. Semplicemente non aveva voglia di arrivare fino a Saranno. Se fosse possibile avere una spiegazione della soppressione del treno S 23260 sarebbe fantastico, ma mi rendo conto che non si può pretendere più di un miracolo al giorno (oltre al treno in anticipo).

La cosa bella, però, è arrivata dopo. Infatti, sull’app di Trenord è apparsa la seguente comunicazione: 


Dunque, alle 13:30 Trenord comunica che il treno in partenza da Saranno alle 14:08 e diretto a Lodi alle 15:37 oggi terminerà la corsa a Milano Bovisa, a causa di un guasto tecnico al treno. Cioè, il treno è guasto per arrivare fino a Lodi, mentre può arrivare tranquillamente fino alla Bovisa? Io trovo che sia alquanto anomalo tutto questo, sembra quasi che la giustificazione addotta da Trenord sia, in realtà, una balla gigantesca, roba che farebbe inorridire pure Pinocchio.

Un consiglio per Trenord: abbiate il coraggio di ammettere che non potete o non volete garantire il servizio, non inventatevi scuse assurde e campate in aria (“guasto tecnico al treno che il personale in servizio sta cercando di risolvere” non si può sentire, si vede lontano un miglio che è una frottola). Siate sinceri, ammettete i vostri limiti, ché almeno sembrereste incapaci, ma simpatici.

L’autostrada Salerno-Reggio Calabria è finita! (Forse)

Salerno_Reggio_Calabria.jpgIeri sera, tramite la sua pagina Facebook, l’ex premier Matteo Renzi ha esultato per il completamento dell’autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria nei tempi previsti. Era, infatti, il 22 febbraio scorso quando Renzi, di fronte ai giornalisti, promise che l’autostrada sarebbe stata completata entro il 22 dicembre 2016. E l’ex premier non poteva perdere l’occasione di rivendicare un suo successo personale, una promessa mantenuta agli Italiani.

Tutto ok, se non fosse che il buon Renzi, diciamo, ha mantenuto la promessa come tutte le altre. L’ha mantenuta a metà, per così dire. Oh, sia ben chiaro, meglio un po’ che niente, ma se si guarda alla realtà si intuisce che la Salerno-Reggio Calabria non è propriamente ‘completata’. Come scrive Anas sul proprio sito:

10 km, relativi al tratto tra lo svincolo di Campo Calabro, al km 433+750 ca., e lo svincolo di Reggio Calabria/Santa Caterina, al km 442+920: sono previsti lavori di manutenzione straordinaria, la procedura di gara è in corso.

Inoltre, sempre sul sito, si dice che “Per i restanti 58 km di autostrada, già caratterizzati da quattro corsie e a standard autostradale, Anas ha avviato, di intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, un Piano di manutenzione che prevede specifici interventi per il rifacimento profondo della pavimentazione, risanamento di viadotti, posa in opera di nuove barriere di sicurezza, nuovi impianti di illuminazione e tecnologici, nuova segnaletica”. [infografica piano di manutenzione] [video 3D piano di manutenzione]

Quindi, l’esultanza di Renzi è il solito gioco delle 3 carte: chiudo i cantieri e li rinomino in “lavori di manutenzione”. Va detto che è il suo stile e che, dopo la scoppola del 4 dicembre, ha un disperato bisogno di rivendicare a sé i risultati positivi dell’Esecutivo (a Gentiloni l’arduo compito di incassare, in silenzio, i pugni di quelli negativi).

P.S. il costo complessivo della Salerno-Reggio Calabria ammonta, finora, a 7,446 miliardi di euro.

Trenord fa vomitare

Trenord_vomitareDall’immagine qui a fianco non so se si vede, ma questo altro non è che uno scorcio di un treno Trenord, preso esattamente questa sera per tornare a casa. Si può apprezzare la chiazza di vomito (umano, immagino, anche se potrebbe essere di origine animale) con accanto della terra, forse, che lascia il dubbio che si tratti di escrementi.

La foto è stata scattata in una delle carrozze di testa, quindi è difficile immaginare che il personale Trenord non si sia accorto (anzi, è altamente probabile che il problema gli sia stato segnalato).

Questa è la vita del pendolare. Non solo bisogna attendere il treno in ritardo, al freddo (di questa stagione); non solo spesso si è costretti a viaggi a mo’ di sardina, in piedi, schiacciati l’un l’altro, perché il treno è palesemente sottodimensionato rispetto agli utenti; non solo gli scioperi, spesso del venerdì, costringono i pendolari a fare orari di lavoro “strani”, oppure a utilizzare permessi o ferie; no, quando si ha la fortuna di trovare un posto libero, ecco che si scopre che il posto era libero non per caso, c’era un motivo sotto sotto.

Intendiamoci Trenord, a me personalmente basterebbe anche solo avere dei treni puntuali, sulla pulizia sono anche pronto a chiudere un occhio (e a turarmi il naso). Ma dato che siete ciò che più lontano non può essere dal concetto di puntualità, proprio non ce la fate, allora cercate di migliorare su aspetti che sono alla vostra portata. Dai, su, è Natale, fateci sto regalo 😉

Sciopero dei treni del 21 ottobre 2011

Disagi in vista per il trasporto ferroviario. Le segreterie nazionali dei sindacati di categoria, si legge in una nota delle Fs Italiane, hanno proclamato uno sciopero nazionale del personale del gruppo dalle 9 alle 17 di venerdì 21 ottobre. In occasione dello sciopero, spiega la nota, il programma di alcuni treni potrà subire modifiche.

P.S. Olè, altri disagi in vista per chi viaggia e per i pendolari. Spero che Trenord non si inventi altri orari per scioperare, almeno…

(Seguiranno aggiornamenti, se disponibili)

Trenord e lo sciopero generale a Milano

In occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil per la giornata di domani martedì 6 settembre, sulle linee della rete Ferrovienord (Milano – Seveso – Asso; Milano -Como Lago; Milano – Varese – Laveno Mombello; Milano – Novara; Brescia – Iseo – Edolo) lo sciopero si svolgerà dalle 9.01 alle 16.30. Per tutti gli altri treni regionali e suburbani, circolanti sulla rete Rfi, e per quelli del Passante ferroviario lo sciopero si svolgerà dalle 9.01 alle 17.

Al di fuori delle fasce di garanzia (al mattino dalle ore 6 alle 9 su entrambe le reti e nel pomeriggio dalle ore 16.30 alle 19.30 su rete Ferrovienord e dalle ore 18 alle 21 su rete Rfi) i treni potranno subire soppressioni totali o parziali. I treni garantiti sono pubblicati nell’orario ufficiale di Trenord consultabile anche dal sito http://www.trenord.it/ .

Per il solo Malpensa Express via Milano Cadorna, durante gli orari dello sciopero, saranno istituite corse sostitutive da via Paleocapa, con partenza agli stessi orari del treno. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al numero verde del Contact center Trenord 800.500.005, operativo tutti i giorni dalle 7 alle 21.

Il consiglio che mi permetto di dare è informarsi bene per non trovarsi spiazzati nella giornata di sciopero di domani. Per esperienza posso anche dire che le fasce di garanzia non sono il Vangelo e le soppressioni dei treni sono frequenti anche negli orari in cui, teoricamente, i treni dovrebbero esserci sempre. Lo sciopero, giusto o sbagliato che sia, fa ancora più incazzare visti i recenti aumenti tariffari per il trasporto a Milano, aumenti a dir poco considerevoli e a cui, immagino, non corrisponderà assolutamente un miglioramento dei servizi; anzi, finora direi che i servizi sono addirittura peggiorati da inizio settembre.

Sciopero Trasporti del 21 e 22 luglio

Le sigle sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti, Orsa Trasporti, Faisa e Fast hanno proclamato un nuovo sciopero di 24 ore per il 21 e il 22 luglio nel trasporto pubblico locale e ferroviario “a sostegno della vertenza per la sottoscrizione del nuovo contratto della mobilità”.

Una nota congiunta spiega che il 21 luglio si fermeranno tutti gli addetti ai bus che effettuano i servizi extraurbani mentre il 22 la protesta interesserà il personale di bus, metro e tram dei servizi urbani.

Gli addetti alle ferrovie si fermeranno invece dalle 21 del 21 luglio alla stessa ora del 22 luglio.

Mi pareva strano che in estate non vi fossero scioperi dei mezzi pubblici. Solitamente hanno una certa regolarità, perché è un peccato non fare qualche giorno di vacanza con lo sciopero mensile. E’ un vero spreco. Le motivazioni dello sciopero sono le solite, ovvero economiche. Siccome non hanno ricevuto gli aumenti contrattuali degli anni 2009-2010, ecco che per protestano lasciano a piedi gli utenti, cioè chi paga regolarmente.

Speriamo che lo ritirino, ma non ci credo più di tanto. Lo sciopero di luglio è quasi un diritto dei lavoratori, difficile che si rinunci ad un’opportunità così ghiotta, a meno che non raggiungano i loro obiettivi.

Val di Suca

In Val di Susa è guerra civile. O per meglio dire, è in atto da un lato una guerra civile e dall’altro lato una specie di disobbedienza civile. Chi disobbedisce sono i veri e propri “no Tav”, i valsusini che da anni si battono per evitare lo scempio di una valle stupenda ed incontaminata, uno scempio dovuto ad un’infrastruttura che, a detta degli oppositori, non serve a nulla, è solo un costo per la collettività e un danno per l’ambiente. Accanto a questi che legittimamente protestano, sono giunti da varie parti d’Italia e persino dall’estero dei facinorosi che volevano semplicemente menare le mani. E’ una cosa troppo palese per essere smentita, non c’è bisogno nemmeno di invocare i black block.

Per una volta devo essere d’accordo con Casini, il quale, rispondendo a Beppe Grillo che aveva detto:

“In Valle di Susa state facendo una rivoluzione straordinaria, siete tutti eroi, le campane suonano per tutta l’Italia che ci sta guardando attraverso la rete. La Torino-Lione è la più grande truffa del secolo, pensare di fare viaggiare le merci a 300 all’ora è roba da anni Settanta, il futuro è fare viaggiare meno le merci, è il regionalismo”

Il massimo esponente dell’Udc ha detto che ”In Val di Susa gli eroi sono i poliziotti e gli operai, non i manifestanti ne’ tantomeno i delinquenti che tirano le pietre”. Perché al di là dei validi motivi che guidano la protesta valsusina, credo che le vere vittime di tutta questa situazione siano quei poveri cristi che quotidianamente vanno a presidiare il cantiere di Chiomonte e le zone limitrofe, beccandosi sassaiole di cortesia. I No-Tav dovrebbero andare a protestare a Roma, contro la politica. Basta mandare al pronto soccorso le forze dell’ordine. Possibile che non capiscano che è solo tempo sprecato e un palese autogol d’immagine?

Gli abitanti della valle non vogliono la Tav, ma il governo la vuole a tutti i costi. Sono due poteri che si scontrano e generano conflitto. E mi domando: quando le ragioni di pochi devono prevalere sulla collettività? Se le cifre e i dati diffusi dai comitati no tav fossero vere sarebbe il solito sperpero di denaro pubblico, un’opera inutile e costosa, sulla scia del ponte sullo stretto di Messina che, fortunatamente, la crisi economica ha spento nelle menti folli dei nostri politicanti. Ma queste stime sono attendibili? Le previsioni di traffico sulla linea sono veritiere? E come mai quest’opera ha trovato una così grande opposizione solo in Italia? In Francia, ad esempio, ci sono comitati no tav? E sono così combattivi come in Italia? Io ammetto di non aver mai sentito nulla nemmeno paragonabile a quanto accaduto oggi, in Francia. Sinceramente, io fatico a capire la reale situazione…

Quello che posso dire, in conclusione, è che i no Tav dovrebbero cominciare a mettersi il cuore in pace o, al massimo, rivolgersi all’Unione Europea per contrastare la realizzazione dell’opera. Basta scene di violenza come quelle odierne, non fanno certamente il bene del Paese anche se avessero tutte le ragioni e combattessero una battaglia giusta.

Quelli che obliterano sul treno

Sono un pendolare che va a Milano tutti i giorni lavorativi e che si reca nel capoluogo lombardo tramite i trasporti pubblici forniti da Trenitalia – LeNord, per la precisione usufruisco del passante ferroviario. Per l’utilizzo di questo servizio, della cui qualità non voglio in questa sede discutere, pago regolarmente l’abbonamento mensile e sinceramente non faccio troppe storie sul costo, poiché al di là dei recenti aumenti tariffari devo dire che il prezzo mi sembrano abbastanza consono. C’è una cosa, però, che non mi va tanto giù, è una cosa che non sopporto proprio: pagare anche per quelli che non pagano.

Eh sì, perché c’è gente che non paga regolarmente il biglietto e per farlo, immagino, sfrutta i disservizi delle ferrovie LeNord. Basta una macchinetta obliteratrice non funzionante, oppure dal funzionamento altalenante ed il gioco è fatto. A questo, infatti, basta munirsi di biglietto e salire sul treno senza obliterare. In questo caso, infatti, se l’obliteratrice non funziona è ammissibile obliterare manualmente il biglietto, scrivendo data e stazione di partenza. Il punto è che nessuno lo fa, ovviamente, aspettando il passaggio del controllore per effettuare la convalida del biglietto. E il controllore lo si sente arrivare, perché annuncia il suo arrivo e, dunque, una persona abbastanza scaltra e rapida può obliterare solo in occasione del passaggio del controllore.
Quindi, per sintetizzare, calcolando che io mediamente non incontro il controllore più di 2 volte al mese (e la media, probabilmente, è addirittura inferiore) ad una persona basta acquistare un paio di biglietti (facciamo 4, 2 per l’andata e 2 per il ritorno) e sperare che la macchinetta si guasti, oppure che qualcuno la sfasci (magari armato dal medesimo intento) e l’abbonamento low cost è bello che servito.

Personalmente, sento di dover consigliare a Trenitalia – LeNord di incrementare il numero di obliteratrici, nonché di macchinette automatiche per l’erogazione dei biglietti, dato che c’è, per evitare questi spiacevoli inconvenienti che rompono le balle alla società ma anche agli utenti che, ogni mese, pagano regolarmente in anticipo l’abbonamento, confidando in un servizio che poi, ex post, non li lascerà mai completamente soddisfatti.

Eyjafjallajokull, un anno dopo

Esattamente un anno fa, era il 15 aprile 2010, la Terra scoprì come un’eruzione di un vulcano islandese potesse avere effetti devastanti e incontrollabili sul sistema dei trasporti aerei internazionali. L’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull (che in antica lingua islandese significa “mo’ col cazzo che parti con l’aereo”) fu l’ennesimo esempio della forza della Natura rispetto all’uomo, una battaglia persa in partenza ma che noi ci ostiniamo a voler combattere, perché siamo orgogliosi e soprattutto presuntuosi.

Le polveri di ceneri e lapilli scagliate nell’aria erano un grosso pericolo per gli aerei dotati di motori a reazione, perché si rischiava sul serio di bloccare completamente i motori nel passaggio attraverso la nube. E qualche aereo ebbe pure qualche inconveniente, senza però causare vittime. Insomma, per una volta prevalse il buon senso e la prudenza e questo permise di non dover raccontare oggi un’immane tragedia.
L’anno scorso era la volta del vulcano islandese, quest’anno sembra essere il terremoto in Giappone il protagonista. La morale della favola è sempre la stessa, ossia che di fronte alla Natura l’uomo è destinato a rimanere inerte, incapace di arginare lo strapotere delle forze della natura, spesso da lui stesso scatenate. Con buona pace di chi desidera viaggiare, ovviamente…

Sciopero trasporti 1 aprile a Milano: info e orari

Per venerdì 1 aprile, le strutture Nazionali delle organizzazioni sindacali FILT CGIL, FIT CISL, UIL UILT, ORSA, FAISA CISAL, UGL e FAST Ferrovie hanno proclamato uno sciopero nazionale di 24 ore.
Le modalità di adesione previste variano da città a città. A Milano l’agitazione è prevista dalle 8,45 alle 15 e dalle 18 al termine del servizio: durante queste fasce orarie saranno quindi possibili disagi al trasporto pubblico. Corse garantite dal mattino fino alle 8,45 e dalle 15 alle 18.
A Como, per la funicolare Como-Brunate gestita da Atm, possibili disagi, invece, dalle 8,30 alle 16,30 e dalle 19,30 al termine.
Attivo il sistema Infomobilità: edizioni di Atm Tg, annunci sonori, messaggi sui display alle fermate di superficie e sui video a bordo dei bus. Per informazioni: numero verde 800.80.81.81.

(ATM)

Il miglior consiglio che si possa dare in questi casi è tenersi aggiornati ed informati tramite i siti delle società di trasporti interessate ed armarsi di tanta santa pazienza. Come sempre gli scioperi colpiscono gli utenti finali e sono solo quest’ultimi ad essere toccati dai disagi della protesta.
Stamattina ho sentito anche un controllore delle ferrovie LeNord sostenere che lo sciopero potrebbe pure essere revocato all’ultimo, come un pesce d’aprile insomma. Speriamo bene, anche se ci credo poco alla revoca.