Le dimissioni di Renzi, la reazione di Piazza Affari

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Dopo un avvio incerto in territorio negativo, Piazza Affari dimostra di voler guardare oltre all’esperienza del governo Renzi. Guardando al grafico, infatti, non si direbbe che nella notte è avvenuto un pesante scrollone politico in Italia, è come se il referendum non fosse avvenuto. Ovviamente, la giornata borsistica è ancora lunga, ma questo dimostra che parlare prima di possibili reazioni dei mercati è solamente fuffa.

Volendo proseguire, però, sul genere fuffa, mi voglio sbilanciare e dico che il vero scossone ai mercati arriverebbe nel caso (remoto) in cui il presidente Mattarella sciogliesse le Camere e mandasse il Paese a elezioni anticipate. Ecco che, allora, le paure populiste e anti-europeiste svanite sul voto austriaco, riapparirebbero immediatamente sull’Italia.

Questa reazione dei mercati è la dimostrazione che: a) si ritiene improbabile il voto anticipato; b) si crede che il nuovo governo proseguirà sostanzialmente sul solco tracciato dal governo Renzi; c) l’Italia conta veramente poco, per il momento.

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Il lunedì della Borsa di Milano

Piazza Affari ha iniziato la settimana borsistica con un onesto -3,17%, l’ennesima giornata da profondo rosso, l’ennesima mazzata ai mercati europei, veri trascinatori al ribasso in questa fase economica. Il punto è che il giorno del lunedì sembra il giorno nero per eccellenza, oramai: ogni lunedì, infatti, sembra che gli investitori vogliano sfogare sui mercati tutta la loro voglia repressa di vendere, vendere tanto per vendere, perché oggi non ha nemmeno senso tutto questo, perché a certi prezzi e sotto certe condizioni macroeconomiche bisognerebbe anche cominciare a comprare, ma soprattutto mantenere la posizione.

Comunque sia i timori sulla Grecia continuano a farla da padrona. C’è addirittura chi vede in domani 20 settembre la deadline per l’inizio del default pilotato dello Stato ellenico. A mio avviso avrebbe poco senso, anche se gli aiuti alla Grecia assumono sempre più l’aspetto di un accanimento terapeutico, semplicemente per mantenere in vita un malato terminale.

Comunque sia, chi è d’accordo con me per abolire il lunedì? Che sia giorno di festa, che si allunghi il weekend! E’ questo il miglior modo per combattere la crisi e la speculazione finanziaria avversa. Facciamo festa un giorno in più, salviamo le Borse e i nostri risparmi! Chi ci sta? Alla faccia di chi vuol farci lavorare sempre più, qua più sono le giornate di Borsa e più si perde, specialmente il lunedì. E’ possibile che nessuno lo proponga per frenare il depauperamento delle nostre finanze?

P.S. questo post è volutamente fuori di testa a causa di intensa attività lavorativa.

Vola Piazza Affari: FTSE Mib +4,24%

Oggi Piazza Affari ha vissuto, finalmente, una giornata decisamente positiva. L’indice Ftse Mib della Borsa italiana ha chiuso a quota 14.645,96 punti con una netta variazione positiva di +4,24%. Quest’oggi, fortunatamente, non ci sono stati timori sul debito pubblico italiano e nemmeno sulla solidità dell’Euro. Oggi non c’era Angela Merkel o FMI che potesse scalfire la voglia di rialzo di Piazza Affari. Dopo 3 sedute pesantemente negative c’era quasi la necessità di una scossa al rialzo, la necessità di scrollarsi di dosso tutte le negatività e le paure dei giorni scorsi.

In generale, comunque, è tutta l’Europa ad aver viaggiato ampiamente in territorio positivo. Germania e Francia hanno chiuso entrambe la seduta in territorio ampiamente positivo, ribaltando completamente il mood dei giorni scorsi che vedeva, specialmente il DAX di Francoforte, molto appesantito e in balìa dei mercati internazionali. Avevano comunque trainato la volata delle borse europee le piazze asiatiche, con l’indice giapponese Nikkei a +2%. Dagli Stati Uniti, invece, giungono voci di un piano Obama per il rilancio dell’economia, specialmente sul fronte occupazionale, fronte che ha visto gli USA e lo stesso Obama sotto pressione.

Insomma, questo mix di voci (senza dimenticare il fatto che, al di là della bontà, finalmente è stata presentata una manovra economica pressoché definitiva dal governo italiano) ha acceso quell’entusiasmo che tanto fa bene ai mercati e, soprattutto, agli operatori di borsa, usciti con le ossa rotte da un agosto tragico e ancora duramente colpiti in questo inizio di settembre. Speriamo in bene, anche se normalmente l’autunno è una stagione borsistiche contraddistinta da alta volatilità, con le acque che normalmente si calmano nei mesi invernali.

Altro giovedì nero per Piazza Affari (e non solo)

Altra giornata di passione per le borse mondiali. I principali listini del mondo vivono oggi una giornata contraddistinta da pesanti vendite. Traino della crisi finanziaria sembra essere l’Europa, specialmente il mercato guida del Vecchio Continente, quella Germania che tanto aveva sostenuto Europa ed Euro nel passato ora vacilla pesantemente e mette a rischio l’intera Eurozona. La crescita economica della Germania è ferma, immobile. E non aiuta nemmeno lo stallo delle trattative Sarkozy-Merkel che hanno semplicemente alimentato confusione ed incertezza, benzina per chi vuole speculare al ribasso.

Anche l’America non aiuta, anzi. Brutti i dati sul mercato del lavoro e sull’inflazione, l’ennesima conferma che gli Stati Uniti vivono un periodo di grossa difficoltà che va ben oltre la perdita della tripla A da Standard & Poor’s. Non si è riusciti a curare al meglio la crisi finanziaria precedente, ora potrebbe essere l’avvio di una vera e profonda recessione, perché la liquidità scarseggia e in pochi possono permettersi di investire nell’economia, è la sconfitta dell’economia del debito.

Per quanto riguarda la cosiddetta “Tobin tax” sulle transazioni finanziarie credo sia più che giusta. Il punto è che non bisogna solo annunciarla, bisogna imporla. Con gli annunci finiamo soltanto col peggiorare le cose, facendo anticipare operazioni speculative. E’ tempo di “fare”, non di “parlare”. Le parole stanno a zero e, a dirla proprio tutta, più si parla e più i mercati crollano. Quindi, cari potenti della Terra, tappatevi la bocca e pensate e trovare le soluzioni migliori e a metterle in pratica nel minor tempo possibile.

P.S. Milano, al momento, fa all’incirca -6%. Il DAX tedesco è sulla falsariga della nostra performance. USA a -4%.

Misure restrittive sulle vendite allo scoperto imposte dalla Consob

La Commissione ha deciso oggi, con la delibera n. 17902, l’adozione di misure restrittive sulle posizioni nette corte. La decisione – presa sulla base l’articolo 74 del Tuf, che assegna alla Consob il compito di vigilare sui mercati regolamentati al fine di assicurare la trasparenza, l’ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori adottando, in caso di necessità e urgenza, i provvedimenti necessari – tiene conto della la straordinarietà delle condizioni di mercato rilevate nelle sedute del mese di agosto 2011, caratterizzate da un rilevante incremento della volatilità.

Ritenuto non più sufficiente, alla luce delle mutate condizioni di mercato, il regime di comunicazione delle posizioni nette corte, adottato lo scorso 10 luglio, e considerati i provvedimenti in materia di posizioni nette corte adottati dalle competenti Autorità francese, spagnola e belga, la Commissione ha deliberato il divieto di assumere posizioni nette corte ovvero incrementare posizioni nette corte esistenti, anche intraday, in relazione al capitale degli emittenti del settore finanziario.

Tale divieto si applica a chiunque, persone fisiche o  giuridiche e altri soggetti giuridici, sia italiani che esteri.
Restano valide, in ogni caso, le disposizione definite con la Delibera n. 17862 in materia di reporting delle posizioni nette corte.
Le disposizioni hanno effetto dal 12 agosto 2011 alle ore 9:00 e resteranno in vigore per 15 giorni.

Consob

Sapevo che prima o poi si sarebbe arrivato a vietare le vendite allo scoperto, anche se temo che questo provvedimento sia più dannoso che utile. L’ammontare degli short non è mai sembrato elevato anche nelle giornate più negative. Il sentiment del mercato è pessimo e questa scure della Consob che si abbatte sui mercati dopo una giornata di euforia potrebbe portare ad ulteriori vendite, piuttosto che calmare le acque come, invece, sperano in Consob. Speriamo bene, ma nel frattempo la giornata borsistica è iniziata col segno meno.

Spiazza Affari

Non c’è niente da fare, le Borse non vogliono proprio superare il momento di crisi e continua l’inesorabile caduta libera dei listini mondiali. Quest’oggi avevano cominciato male i listini asiatici: la Borsa di Tokyo chiude la seduta in calo del 2,18%, scontando il downgrade del rating Usa deciso da Standard & Poor’s: l’indice Nikkei si attesta a 9.097,56, con una perdita secca di 202,32 punti; l’indice Composite della borsa cinese ha terminato le contrattazioni a -3,79%, finendo a 2.526,82 punti. Hong Kong -2,17%, grazie ad un recupero finale.

L’Europa, invece, aveva aperto in modo disomogeneo. Molto bene Spagna e Italia (grazie all’intervento della BCE), male il resto, guidato dal DAX tedesco decisamente rosso. Le chiusure, però, sono state tutte decisamente negative: gli indici della borsa milanese hanno terminato le contrattazioni in calo di oltre due punti percentuali allineandosi al resto d’europa, con le piazze finanziarie che hanno accusato forti ribassi a causa della debacle di Wall Street. Il Ftse mib ha terminato le contrattazioni in calo del 2,43% a 15.639 punti, Ftse all share -1,68%, Ftse star -3,75%. Giornata in picchiata per la Borsa di Atene che ha chiuso a -6% con l’indice guida Athex sotto la soglia psicologica dei 1.000 punti a 998,24.Va a picco anche Mosca, trascinata al ribasso dal downgrade degli Stati Uniti e dal calo del prezzo del petrolio. L’indice RTS ha chiuso in calo del 7,84% a 1.657,77 punti.

L’indice tedesco DAX ha chiuso il lunedì nero con una performance negativa di -5,02% a 5.923,27 punti, il CAC40 di Parigi a -4,68% a 3.125,19 punti, mentre la borsa di Londra ha chiuso a -3,39%. Insomma, la giornata è stata nerissima per tutti e noi siamo riusciti a limitare i danni grazie all’avvio spint che ci ha dato un notevole vantaggio rispetto agli altri listini europei. Dio solo sa cosa sarebbe successo se la Banca Centrale Europea non avesse deciso di iniettare nuova liquidità sul mercato acquistando titoli di Stato italiani e spagnoli. È stato come tentare di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua, del tutto inutile. La speculazione si sposta dalla periferia verso il centro, è un virus che non si sconfigge salvando prima l’uno poi l’altro. Manca credibilità all’Euro e a tutta la politica dell’Europa intera.

Per quanto riguarda Piazza Affari, direi che nemmeno gli interventi straordinari della BCE sono in grado di dare una scossa rialzista al mercato. C’è tanta voglia di vendere e si continua a sprofondare. Qualcuno già ipotizza un FTSE Mib che potrebbe arrivare fino a 13.500 punti prima di invertire la tendenza. Dagli Stati Uniti si parla di una possibile nuova crisi, dagli effetti tremendamente superiori a quella del 2008. Mi auguro che tutto ciò non corrisponda al vero, ma sinceramente comincio ad essere un pochino preoccupato, seriamente preoccupato.

Finalmente un rimbalzo di Piazza Affari

La Borsa di Milano ha centrato il rimbalzo dopo aver bruciato ieri circa 12 miliardi di euro. La performance odierna, con il Ftse Mib tornato saldamente sopra quota 18.000 punti, è stata favorita dalla ritrovata vena del comparto finanziario. È calata la tensione anche sul mercato obbligazionario, dove lo spread Btp-Bund è sceso a 305 punti base dopo aver toccato ieri i 337 punti, non lontano dal record di 347 pb della scorsa settimana. Una spinta è arrivata anche dall’andamento positivo di Wall Street, favorito da alcune trimestrali e dai dati oltre le attese sul mercato immobiliare. I nuovi cantieri residenziali, infatti, a giugno si sono attestati a 629 mila dalle 560 mila unità del mese precedente superando le previsioni degli analisti che avevano pronosticato 575 mila unità. Sul fronte europeo l’indice Zew tedesco sulle aspettative economiche si è attestato a luglio a -15,1 punti rispetto ad un consensus di -12,5 punti. Una discesa dovuta soprattutto ai problemi legati al debito di alcuni Paesi dell’area euro. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato l’1,92% a 18.229 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dell’1,71% a quota 18.946.

Acquisti sostenuti sulle banche dopo la debacle di ieri, nonostante Nomura, in vista della presentazione dei risultati trimestrali, abbia decurtato le attese sull’utile per azione di Unicredit e Intesa SanPaolo per il periodo 2011-2013. Proprio i due colossi del credito italiano hanno svettato sul paniere principale: Unicredit ha guadagnato il 4,68% a 1,186 euro, mentre Intesa il 4,32% a 1,544 euro. Bene anche Banco Popolare (+3,35% a 1,388 euro), Monte dei Paschi (+3,22% a 0,475 euro) e Ubi Banca (+1,95% a 3,34 euro). Più contenuto il rialzo della Popolare di Milano (+0,89% a 1,468 euro) che si appresta a varare il nuovo piano industriale. Oggi, infatti, il Consiglio di amministrazione dell’istituto di piazza Meda si riunirà per definire le linee guida del nuovo business plan (che verrà presentato domani mattina). Secondo indiscrezioni di stampa, la banca milanese si concentrerà sul miglioramento dell’efficienza, il contenimento dei costi e l’incremento della redditività. Il tutto sarà supportato da una razionalizzazione delle controllate.

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Milano a picco, banche italiane sotto attacco speculativo

Seconda peggior seduta dell’anno per Piazza Affari che, dopo lo scivolone dello scorso 21 febbraio (-3,59% a 22.230 punti) in piena crisi libica, ha ceduto oggi il 3,47%, portando l’indice di riferimento Ftse Mib a quota 19.049 punti a ridosso della soglia dei 19.000 punti. Dietro al ciclone di vendite, hanno indicato le sale operative, l’indebolimento della figura di Giulio Tremonti, ministro dell’Economia e persona chiave, secondo i mercati, per la tenuta dei conti dell’Italia, i cui titoli di stato hanno battuto un nuovo record negativo in quanto a divario con il Bund tedesco, salito oltre i 245 punti, con un tasso di rendimento al 5,25% per i titoli decennali, contro il 2,82% di quelli tedeschi. Tra scambi vivaci per 3,39 miliardi di euro di controvalore, hanno prevalso le vendite a partire dalle banche, ma alla fine il tracollo è stato totale. Un solo titolo non ha ceduto: Bulgari, mantenendosi poco sopra la parità

Le performance della Borsa di Milano sono totalmente decorrelate con il resto del mercato, palesando un attacco speculativo internazionale nei nostri confronti. I principali istituti bancari hanno vissuto l’ennesima giornata nera, con il titolo Unicredit a guidare la fila dei peggiori, segnando a fine giornata -7,85%. Ma è in buona compagnia: Banco Popolare (-6,46%), Bpm (-6,46%), Ubi (-5,84%) e Intesa Sanpaolo (-5,46%).
Le debolezze del nostro Paese si stanno palesando al mercato internazionale e stiamo offrendo il fianco a chi vuole approfittare delle difficoltà altrui per arricchirsi. Lo spread contro il Bund tedesco è salito vertiginosamente, ma lo spread è peggiorato persino contro la Spagna, un Paese che fino a qualche mese fa sembrava quasi morto. Lunedì c’è il rischio che riprendano ad affossarci, almeno fintantoché non usciranno i risultati degli stress test sulle banche europee, risultati che Mario Draghi ha già anticipato essere positivi per gli istituti di credito italiani, ma che non ci ha liberati dalla caduta libera dei listini nostrani.

Giornata Nazionale della Previdenza: 4 e 5 maggio

 La Giornata nazionale della Previdenza si terrà il 4 e 5 maggio a Milano, in Piazza Affari, presso la Borsa Italiana. E’ stata organizzata da Itinerari Previdenziali in collaborazione con Borsa Italiana e Prometeia e con il sostegno di AdEPP (Associazione tra le casse previdenziali privatizzate), Assoprevidenza, Cisl, Confindustria, Federazione delle Banche, delle Assicurazioni e della Finanza, Rete Imprese Italia e Uil, in partnership con Intesa Sanpaolo e con l’alto patronato della presidenza della Repubblica. Si dice che questa sarà la generazione dei senza pensione. E proprio per cercare di sensibilizzare il Paese, e in particolare i giovani, su questa tematica d’attualità, è stata organizzata la prima Giornata nazionale della previdenza dedicata al mondo delle pensioni pubbliche e private. Obiettivo: cercare di costruire un dialogo con i professionisti del settore, imparare a conoscere i prodotti e raccogliere quante più informazioni possibili per operare scelte pensionistiche consapevoli. Saranno presenti 65 enti previdenziali pubblici e privati, sono previste inoltre tre conferenze istituzionali e 23 incontri di approfondimento.

Direi che l’evento è lodevole e utile per chiunque, specialmente per le giovani generazioni che si affacciano al mondo del lavoro e che, con mille difficoltà nel trovare un lavoro devono pure penare al pensiero che tutte queste fatiche, in realtà, si tramuteranno in una batosta futura.
Chiunque fosse interessato all’evento può cominciare a cliccare sul sito ufficiale della manifestazione ed iscriversi direttamente online. E’ presente sul sito anche un test per verificare le proprie conoscenze in ambito previdenziale.

Altri canali per seguire la Giornata nazionale della Previdenza 2011:

Settimana piatta a Piazza Affari

Piazza Affari ha chiuso la settimana sostanzialmente in pareggiocon il FTSEMIB a quota 22015,11. Sarebbe stata una settimana positiva se non fosse stato per il tonfo finale, giustificato da un mese di gennaio insolitamente positivo per la Borsa di Milano e, quindi, per le prese di profitto inevitabili che scaturiscono per i timori ancora latenti di nuovi ribassi diffusi. La paura è ancora presente sui mercati, questo è evidente, ma l’aria che si respira è diversa, c’è voglia di ripresa e di crescita dopo un 2010 avaro di investimenti e rendimenti, soprattutto.

Finalmente i titoli bancari sembrano aver preso una boccata d’ossigeno. Da tenere sott’occhio specialmente il titolo Intesa, molto bello sul listino, che sembra aver intrapreso un buon cammino ascendente. In generale è il settore finanziario che può essere il vero motore trainante del listino italiano. Si è visto, infatti, come il mercato azionario italiano sia stato spesso il migliore in ambito europeo, e vedere il FTSEMIB battere il DAX tedesco è sempre una discreta soddisfazione.

Certo, è ancora presto per cantare vittoria e per esultare, ma se il buongiorno si vede dal mattino è già qualcosa di enorme vedere un mese di Borsa largamente positivo. Dopo un periodo cupo e buio, forse, e dico forse, si ricomincia a vedere la luce, l’uscita dal tunnel che ha portato alla sfiducia più totale nel comparto azionario italiano.