Senza colonnine elettriche la mobilità elettrica farà poca strada

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fonte: https://www.ideegreen.it

Qualche settimana fa mi sono imbattuto (non casualmente, era mia intenzione vederlo) in un servizio della trasmissione Report che, con il titolo emblematico di “Diamoci una scossa” poneva l’accento anche sulla situazione della mobilità elettrica in Italia. L’esperimento condotto dai 2 inviati di Report era banale: viaggiare con un’auto elettrica da Milano a Roma, valutando tempi e strutture adatte alla E-mobility. Il risultato? Alquanto impietoso. Premesso che i giornalisti hanno scelto un’auto elettrica decisamente più adatta al trasporto urbano, il servizio ha dimostrato come sia praticamente impossibile viaggiare in elettrico nella rete autostradale italiana; infatti, le colonnine elettriche sono praticamente assenti in autostrada e, quindi, per ricaricare le batterie è necessario uscire dall’autostrada, cercare la colonnina, sperare che sia funzionante e libera (soprattutto sul “funzionante” bisogna porre l’attenzione) e poi ripartire, rientrando in autostrada e proseguendo il viaggio.

Al di là delle evidenze emerse dall’esperimento condotto, quello che emerge chiaramente è lo scarso interesse e le scarsa attenzione pubblica sul tema della E-mobility. Non si investe in colonnine elettriche perché ci sono poche auto elettriche in Italia. Ma nessuno comprerà mai un’auto elettrica se la situazione delle infrastrutture rimarrà quella attuale.
Per rimediare alla situazione, Enel l’anno scorso ha annunciato l’installazione di 180 colonnine elettriche fast charge all’interno della rete autostradale italiana entro il 2018. Un piccolo passo, forse, verso l’abbandono dei combustibili fossili a favore dell’elettrico, possibilmente da fonti rinnovabili.

Sul tema delle colonnine elettriche, inoltre, voglio citare un articolo a firma del giornalista Fabio Gemelli che ha fatto il punto della situazione, confrontando la situazione dell’Italia nello scenario europeo. Da tale articolo si evince che la situazione italiana è critica, ma non tragica: l’Italia è quinta in Europa per numero di colonnine di ricarica e tale numero risulta essere abbastanza congruente con il numero di veicoli elettrici in circolazione. Il vero problema, semmai, è che i veicoli elettrici sono autentiche mosche bianche. L’Italia è 26esima in Europa nel rapporto “numero di abitanti per punto di ricarica”, a dimostrazione che è il concetto di auto elettrica a non aver ancora preso piede nel Belpaese, probabilmente per i costi ancora elevati dell’elettrico.

Infine, approfitto per segnalare il sito “Go Electric Stations” (o tramite app “Nextcharge”) il quale mostra le colonnine elettriche di ricarica vicine ad un indirizzo indicato, nonché informazioni aggiuntive quali il costo, il tipo di ricarica supportata, i commenti/opinioni/segnalazioni degli utenti, ecc.

Cartelli pubblicitari sull’autostrada A4

A4_Bergamo.jpgQuesto post vuole essere un piccolo sfogo per dare risalto ad un problema di malcostume (chiamiamolo così) legato all’installazione di grandi cartelli pubblicitari proprio nei pressi dell’autostrada, nel mio caso l’autostrada A4 nel tratto tra Milano e Brescia, il tratto che per ragioni familiari mi trovo spesso a frequentare.

Ricordo che anche Le Iene si occuparono del problema, ma devo dire che il problema è lungi dall’essere risolto, perché i cartelli continuano a spuntare come funghi e non è che vengano rimossi tanto celermente. Insomma, sono talmente evidenti che come si fa a non accorgersene? D’altronde se fossero poco visibili sarebbero praticamente inutili, ergo basterebbe controllare un attimino, basterebbe aprire gli occhi e quei cartelli sarebbero rimossi in un battibaleno.

Sui cartelli, specialmente quelli vuoti, sono presenti pure numeri di cellulari a caratteri cubitali, quindi non credo che sarebbe poi così difficile incastrare chi alimenta questo business illegale, poiché voglio ricordare che sulle autostrade è vietato fare pubblicità, perché i cartelli possono distrarre chi guida. Posso confermare che quelli presenti lungo la A4 distraggono molto, perché sono grandi ed appariscenti e si notano molto facilmente. A chi bisogna fare le segnalazioni? Alla polizia stradale? Ma non è un po’ avvilente dover segnalare una cosa tanto evidente? Comincio a sospettare che chi organizza e gestisce queste attività abbia preventivamente fatto in modo di far chiudere gli occhi agli organi competenti al controllo e credo che una semplice segnalazione di un privato cittadino (unita alle altre che certamente saranno arrivati da altri guidatori) non servirebbe a nulla. Forse è meglio affidarsi alle Iene per mettere un po’ di pepe al culo a chi dovrebbe controllare queste cose.

Traffico intenso nel weekend

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Il weekend che ci apprestiamo a vivere sarà piuttosto intenso dal punto di vista del traffico autostradale. Sono infatti finite le vacanze estive per molti e tantissimi saranno coloro che si metteranno a bordo della loro auto per tornare dal luogo di villeggiatura.
La fascia critica per i rientri di questo weekend sarà quella compresa tra le 6 e le 22 di sabato e domenica. Anche per lunedì mattina è previsto traffico intenso, in particolare nei tratti Napoli-Roma, Riccione-Bologna e dalla Liguria verso Milano.

Per ovviare ai problemi del traffico del weekend del 20,21 e 22 agosto i mezzi pesanti non potranno circolare dalle 7 alle 24 di sabato e domenica e i cantieri stradali presenti nei punti critici verranno rimossi.
Per rimanere costantemente aggiornati in tempo reale sulle condizioni del traffico vi consigliamo comunque di chiamare il numero verde dell’Anas 800-290-092 specifico per l’A3 Salerno-Reggio Calabria o il numero unico Pronto Anas 841 148. Per avere informazioni su tutta la rete autostradale vi segnaliamo anche il 1518 del CCISS “Viaggiare Informati” e l’803 116 dell’ACI.

Autostrade per l’Italia ha anche potenziato il suo call center all’840 04 2121 mentre sul web potete consultare i siti stradeanas.it, autostrade.it e poliziadistato.it. Per coloro che preferiscono essere aggiornati sulla radio consigliamo le frequenze di Isoradio 103.3 e di RTL 102.5.

fonte: www.automobili10.it

Beppe Grillo, l’ultimo casello


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Beppe Grillo, tramite il suo blog, ha lanciato l’ennesima protesta e/o provocazione: posticipare il pagamento dei pedaggi autostradali di 15 giorni. La procedura è semplice: basta chiedere uno scontrino al casello (alias, mancato pagamento) che permette di pagare l’importo entro 15 giorni senza alcun aggravio. Dopo il quindicesimo giorno scatta una penale di 2,58 €. Ovviamente, ritardando ulteriormente il pagamento si andrebbe incontro anche alla riscossione forzosa del credito, cosa che il comico genovese sconsiglia caldamente. Non si tratta, infatti, di voler pagare di più, bensì di posticipare il tutto per dare un segnale ai proprietari delle nostre autostrade, i Benetton.

Detto questo, credo che l’iniziativa in sè non avrà alcun valore o significato. Ritardare un pagamento ha un minimo valore simbolico, ma a conti fatti sempre si paga. Mi ricorda tanti gli scioperi del carburante, oppure gli “scioperi della pagnotta”: per un giorno si può fare a meno di comprare, ma si assorbe questo comprando di più nei giorni adiacenti. Ergo, posticipare il pagamento dei pedaggi può essere una scocciatura per i casellanti e per gli utenti, molto meno per chi quei soldi li incassa.
Sono invece d’accordo sul fatto che non sia corretto far pagare i pedaggi autostradali. Una volta che sono stati assorbiti i costi, non è giusto far pagare i cittadini per poter circolare su una strada, a maggior ragione pagando non lo Stato, ma una società privata. E’ giusto opporsi a questa frode italica, per non sono 15 giorni di ritardo a fornire un duro a questi clan. Molto meglio evitare le autostrade, il più possibile, e soprattutto lasciare deserti gli Autogrill. Questo è e sarebbe un segnale veramente forte. Anche Beppe Grillo, ovviamente, ha sottolineato questo aspetto, ma credo che dovesse dargli maggior peso rispetto ai pedaggi posticipati.