A un paio di settimane dal fallimento

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La deadline è scattata e nulla si è ancora mosso. Il Tribunale di Verona ha concesso ancora 15 giorni per un ultimo, disperato tentativo di salvataggio della storica società dolciaria. La Melegatti è ad un passo dal fallimento. Le speranze di salvataggio sono, ora, affidate ad un fondo americano D.E Show & Co. che avrebbe presentato una manifestazione d’interesse per la Melegatti.

Finora la questione Melegatti è stata gestita molto, molto male. Non oso immaginare come si sentano i lavoratori Melegatti, anche alla luce del calo di interesse avuto dopo il picco registrato per la campagna natalizia scorsa. Personalmente, ho perso la speranza che si voglia realmente salvare un marchio storico dell’industria italiana, mi sembra che ormai la situazione sia troppo compromessa per poter essere risollevata, ma mi auguro proprio di sbagliarmi…


[Aggiornamento 12/5] Leggo, mio malgrado, che i sindacati sono decisamente più pessimisti (o realisti) nel caso Melegatti.

“Per essere chiari, oggi Melegatti e Nuova Marelli sono esposte al rischio di fallimento. Questi sono i fatti concreti”. Lo scrivono, in una nota congiunta, i segretari provinciali Fail-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil di Verona, a conclusione dell’assemblea dei lavoratori che si è tenuta ieri a San Giovanni Lupatoto, all’indomani della decisione del giudice del Tribunale scaligero di fissare per il 25 maggio l’udienza decisiva per il salvataggio di Melegatti.
“Sul tavolo istituzionale – prosegue la nota sindacale – non c’è nessuna domanda di concordato e Melegatti ha esaurito il periodo di tutela di 120 giorni che il Tribunale di Verona le ha concesso a partire dal 7 novembre scorso e che poi ha autorizzato ad un’ulteriore proroga di 60 giorni”.

I rappresentanti sindacali accusano Melegatti “di incapacità e mancanza di responsabilità e di rispetto nei confronti di tutti i creditori, che ha danneggiato, a partire dalla forza lavoro”.
Ricordando che “in occasione dell’incontro in Tribunale, il fondo americano D.E. Shaw & Co. non ha depositato alcun documento ufficiale per una domanda di concordato”, i sindacati Cgil, Cisl e Uil evidenziano tuttavia che “la notizia della manifestazione d’interesse ha destato nuove aspettative. La speranza si è accesa nel cuore delle lavoratrici e dei lavoratori. Ma non ci si può più affidare agli annunci. I fatti concreti sono la presentazione, da parte di Melegatti, con il sostegno economico del fondo, di una domanda di concordato credibile entro la data del 24 maggio”.

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