Sciopero dei treni del 21 ottobre 2011

Disagi in vista per il trasporto ferroviario. Le segreterie nazionali dei sindacati di categoria, si legge in una nota delle Fs Italiane, hanno proclamato uno sciopero nazionale del personale del gruppo dalle 9 alle 17 di venerdì 21 ottobre. In occasione dello sciopero, spiega la nota, il programma di alcuni treni potrà subire modifiche.

P.S. Olè, altri disagi in vista per chi viaggia e per i pendolari. Spero che Trenord non si inventi altri orari per scioperare, almeno…

(Seguiranno aggiornamenti, se disponibili)

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Quelli che obliterano sul treno

Sono un pendolare che va a Milano tutti i giorni lavorativi e che si reca nel capoluogo lombardo tramite i trasporti pubblici forniti da Trenitalia – LeNord, per la precisione usufruisco del passante ferroviario. Per l’utilizzo di questo servizio, della cui qualità non voglio in questa sede discutere, pago regolarmente l’abbonamento mensile e sinceramente non faccio troppe storie sul costo, poiché al di là dei recenti aumenti tariffari devo dire che il prezzo mi sembrano abbastanza consono. C’è una cosa, però, che non mi va tanto giù, è una cosa che non sopporto proprio: pagare anche per quelli che non pagano.

Eh sì, perché c’è gente che non paga regolarmente il biglietto e per farlo, immagino, sfrutta i disservizi delle ferrovie LeNord. Basta una macchinetta obliteratrice non funzionante, oppure dal funzionamento altalenante ed il gioco è fatto. A questo, infatti, basta munirsi di biglietto e salire sul treno senza obliterare. In questo caso, infatti, se l’obliteratrice non funziona è ammissibile obliterare manualmente il biglietto, scrivendo data e stazione di partenza. Il punto è che nessuno lo fa, ovviamente, aspettando il passaggio del controllore per effettuare la convalida del biglietto. E il controllore lo si sente arrivare, perché annuncia il suo arrivo e, dunque, una persona abbastanza scaltra e rapida può obliterare solo in occasione del passaggio del controllore.
Quindi, per sintetizzare, calcolando che io mediamente non incontro il controllore più di 2 volte al mese (e la media, probabilmente, è addirittura inferiore) ad una persona basta acquistare un paio di biglietti (facciamo 4, 2 per l’andata e 2 per il ritorno) e sperare che la macchinetta si guasti, oppure che qualcuno la sfasci (magari armato dal medesimo intento) e l’abbonamento low cost è bello che servito.

Personalmente, sento di dover consigliare a Trenitalia – LeNord di incrementare il numero di obliteratrici, nonché di macchinette automatiche per l’erogazione dei biglietti, dato che c’è, per evitare questi spiacevoli inconvenienti che rompono le balle alla società ma anche agli utenti che, ogni mese, pagano regolarmente in anticipo l’abbonamento, confidando in un servizio che poi, ex post, non li lascerà mai completamente soddisfatti.

I disagi dello sciopero

Innanzitutto ringrazio il Cielo per essere arrivato a casa, tutto sommato senza fare troppa fatica e in un tempo ragionevole. Dico questo perché le premesse non era delle migliori, visto che, nonostante sia uscito in ampio anticipo dall’ufficio mi sono trovato alla stazione ferroviaria di Milano-Repubblica di fronte allo scenario inaspettato di un sacco di treni soppressi, nonostante le fascie di garanzia che, in questi casi, dovrebbero tranquillizzare quegli sciagurati che si affidano ai trasporti pubblici in una giornata di sciopero dei trasporti pubblici.

Comunque sia, sono riuscito ad arrivare a Bovisa praticamente grazie all’unico treno che passava da Repubblica, il treno per Mariano Comense. Ovviamente era pienissimo e non abbondava di carrozze, tanto per lanciare un messaggio chiaro sulla volontà di cagionare la maggior quantità possibile di disagi per i pendolari. A Bovisa c’era una marea di gente, tutte in attesa dello stesso treno, su cui giravano voci che non sarebbe nemmeno arrivato. Fortunatamente le voci sono state smentite e, anche se in ritardo, da Bovisa sono riuscito a partire e a raggiungere la mia stazione di destinazione.

Al di là dei disagi, comunque, il punto centrale che non riesco a cogliere è l’utilità di questi scioperi. Si colpiscono gli utenti per educare i “padroni”? Che danno possono avere le società dei trasporti pubblici? I soldi degli abbonamenti li incassano puntualmente, con lo sciopero pagano meno i salari dei dipendenti e fanno circolare meno convogli; al di là del danno d’immagine, che comunque ricade sui dipendenti, quali disagi provoca uno sciopero alle società di trasporti? Io non riesco a coglierlo, sarà troppo sottile, o poco visibile.

Vabbè, mi auguro che tutti quanti riescano a tornare a casa senza troppo soffrire per gli scioperi. Tanto non è il primo e non sarà certo l’ultimo. E’ troppo conveniente scioperare, soprattutto il venerdì, sembra fatto apposta… 😛

Treno intercity Milano-Reggio, class action in arrivo

“Proseguono gli incredibili disagi subiti dai passeggeri di Trenitalia: dopo il freccia argento Roma-Venezia, i cui passeggeri sono rimasti intrappolati per oltre tre ore in una galleria vicino Roma senza ricevere alcuna informazione su ciò che stava avvenendo; dopo gli intollerabili disservizi causati dal maltempo, tra l’altro largamente preannunciato; ora è la volta dell’incredibile e vergognosa vicenda dell’Intercity Milano – Reggio Calabria”. È quanto denunciano in una nota Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, presidenti di Federconsumatori e Adusbef.

“I malcapitati passeggeri di questo treno, infatti, hanno dovuto affrontare un viaggio di oltre 10 ore senza poter usufruire dei servizi, tutti quanti inagibili, dalla prima all’ultima carrozza. Si tratta dell’ennesima, inaccettabile, negligenza da parte di Trenitalia, per la quale chiederemo i dovuti rimborsi e risarcimenti”, dichiarano Trefiletti e Lannutti nell’annunciare di aver dato mandato ai propri legali di studiare l’avvio di Class Action per risarcire i passeggeri costretti a subire queste insopportabili disagi e disservizi.

Personalmente credo che in casi di particolare gravità non si dovrebbe nemmeno arrivare a richiedere lo strumento delle vie legali per ottenere un risarcimento danni. Trenitalia e le FFSS avrebbero dovuto offrire direttamente un risarcimento consono per i disagi arrecati, senza dover far scomodare le associazioni dei consumatori, alle quali comunque va dato il merito di essersi mosse tempestivamente in difesa degli utenti di questi disastrati convogli.

Il punto centrale, che non mi stancherò mai di sottolineare e ripetere, è che un servizio pubblico può anche essere costoso come nel caso di Trenitalia, ma deve garantire uno standard minimo di qualità che non può essere per nessuna ragione violato, perché altrimenti vien meno il presupposto del “sovrapprezzo”. Inutile riempirsi la bocca con l’alta velocità se non si riesce a migliorare l’efficienza media del servizio. Qui sembra che si voglia potenziare il trasporto su rotaia di fascia alta a discapito della qualità globale e media del trasporto. Non so dove si voglia andare a parare con tutto ciò, è una politica societaria che, probabilmente, darà frutti economici, poiché l’alta velocità garantisce certamente elevati introiti, ma la sopportazione della gente comune ha un limite, lo dico da pendolare e anche nel mio interesse.

AV: firmato accordo per 50 nuovi treni

Roma, 30 set. – (Adnkronos) – Trenitalia ha firmato il contratto con il consorzio Ansaldo Breda-Bombardier per la fornitura di nuovi 50 treni ad Alta velocita’ per un valore di 1,5 mld di euro. Ad annunciarlo e’ stato l’amministratore delegato di Fs Spa Mauro Moretti a margine della presentazione dell’iniziativa Freccia Rosa del gruppo.

”Ero e sono sereno -ha detto Moretti- e’ stato firmato e perfezionato il contratto. I tempi delle Ferrovie – ha sottolineato – sono rapidi”.

Questa mattina la terza sezione del Tar del Lazio ha depositato l’ordinanza che respinge l’istanza cautelare presentata da Alstom, concorrente nella gara di Ansaldo Breda-Bombardier, per confermare la sospensiva all’aggiudicazione della gara prevista dal decreto emanato dal Tar il 27 agosto scorso.

Da stasera ore 21 sciopero dei treni di 24h

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L’86% dei treni a media e lunga percorrenza viaggerà regolarmente. Altrettanto regolare la circolazione dei Frecciarossa e della quasi totalità degli Eurostar. Qualche cancellazione sarà possibile nel trasporto regionale.
Sono questi gli effetti previsti dall’astensione dal lavoro, proclamata dai sindacati autonomi Or.S.A. e CUB Trasporti, che riguarderà una parte del personale ferroviario e scatterà alle ore 21.00 di sabato 11 per terminare alle 21.00 di domenica 12 luglio.
Nel corso dello sciopero il collegamento tra Roma Termini e l’aeroporto di Fiumicino continuerà ad essere assicurato.
Lo sciopero non riguarderà il Friuli Venezia Giulia.

(Il Sole 24 Ore)

Quindi non si prevedono troppi disagi per lo sciopero proclamato dalle 21 di questa sera alle 21 di domenica sera, 24 ore di sciopero che non dovrebbero bloccare molti treni, non limitando quindi gli spostamenti dei vacanzieri di luglio che preferiscono viaggiare in treno piuttosto che in macchina e in aereo. Meno male, perché gli scioperi servono oramai solo a creare disagi e casini agli utenti che nulla c’entrano con le beghe sindacali.

Ora il G8 lo spostiamo a Viareggio?

L’Italia è messa in ginocchio dai treni merci. Prima l’incidente fra Vaiano e Prato del 22 giugno scorso che aveva spaccato la penisola a metà, ora il tragico incidente di Viareggio che ha causato, almeno per ora, 14 vittime, tra cui 3 bambini. L’incidente è avvenuto nella tarda serata di ieri sera ed ha coinvolto un treno merci che trasportava 14 cisterne cariche di gas GPL. Nel deragliamento del treno una cisterna si è danneggiata ed il gas è stato innescato causando una forte esplosione, causando un incidendio molto grave. Ad ora, vi sono ancora dei dispersi e molti feriti, tra cui alcuni veramente gravissimi.

La domanda sorge spontanea: questo tipo di incidente è veramente inevitabile? E’ mai possibile che non si presti la massima cura ed attenzione per questi treni pericolosi? Un treno merci carico di GPL è potenzialmente una bomba in movimento. Possibile che questa cosa non sia chiara ed evidente? Si continua a parlare di “alta velocità”, ma io insisto sempre sull’idea di “Alta puntualità” ed “Alta sicurezza”. Non riesco nemmeno a capire se sia stata una fatalità che l’incidente sia avvenuto nella centralissima stazione di Viareggio, perché si paventa la possibilità di un urto con un altro treno in sosta proprio nella stazione. Le cose vanno pensate prima, bisogna essere prudenti e previdenti, ma vedo invece un peggioramento degli standard di sicurezza sulle reti ferroviarie italiane, confermato dall’aumento degli incidenti, specialmente quelli riguardanti i treni merci.

Ora che facciamo? Spostiamo il summit del G8 a Viareggio? Magari proprio nella stazione ferroviaria, in memoria delle vittime. E’ così che si risolvono i problemi in Italia, si pensa sempre dopo ed ai segnali premonitori si dà poca o scarsa importanza… e a pagare è sempre chi non c’entra nulla…
Mi dispiace tantissimo per le vittime innocenti, e mi dispiace forse ancora di più per chi sta patendo le pene dell’inferno per restare aggrappato alla vita, benché le speranze siano poche. Mi auguro che il bilancio delle vittime non aumenti, ma sono consapevole che molte persone con il 100% del corpo coperto da ustioni non può avere molte possibilità di sopravvivenza.
La vera speranza è che i responsabili paghino, ma siamo in Italia, il Paese in cui la Giustizia esiste solo di nome, ma non di fatto.

Treni, aumentano solo le tariffe

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Da alcuni anni, ormai, viaggio in treno sulla tratta Brescia-Milano e devo dire che ho provato sulla mia pelle un aumento incredibile delle tariffe. Ricordo, infatti, che all’inizio viaggiavo comodamente su un treno InterCity pagando il biglietto di seconda classe 8,00 euro. A mio avviso era un prezzo ottimo e altamente competitivo con l’automobile, inoltre i treni erano spesso puntuali, o per meglio dire, non è che riuscissi a lamentarmi più di tanto.
Il passo successivo è stato il passaggio all’InterCity Plus, in cui il “plus” era rappresentato dall’obbligo di prenotazione del posto con una maggiorazione di un euro rispetto all’IC; dunque, stesso identico treno, ma con prenotazione obbligatoria: risultato, 9,00 euro per un biglietto di seconda classe.

La vera evoluzione arriva con i treni Eurostar City. Questi, infatti, sostituiscono i vecchi IC, garantendo ben 4 minuti di percorrenza in meno sulla tratta, con una tariffa base di seconda classe pari a 14,00 euro (e di questo avevo già parlato nel blog). Ora, però, sempre lo stesso treno ES City ha subito un ulteriore aumento delle tariffe, passando ad un costo di 15,50 euro per il biglietto di seconda classe. Trentamila lire per viaggiare da Brescia a Milano centrale, e soprattutto quasi un raddoppio del costo negli ultimi anni, da 8,00 a 15,50 euro. ‘Sticazzi’ mi verrebbe da dire. Perché il numero dei treni è rimasto sostanzialmente invariato (forse addirittura è diminuito), non si è sviluppato il settore dei treni regionali (tutt’altro) e non si sono nemmeno diminuiti i ritardi, tutt’altro pure qua! Basti pensare che la scorsa settimana ho viaggiato da Brescia a Milano centrale un paio di volte e in entrambi i casi mi sono dovuto sorbire un ritardo di 40 minuti, sia in partenza da Brescia che all’arrivo a Milano.

Perché bisogna pagare di più per avere un servizio più scadente? Quello che fa girare le balle, infatti, non è il costo in sè, bensì il costo riportato alla qualità del servizio offerto! Ritardi, sporcizia, aria condizionata a livelli polari quando non è necessaria, riscaldamento fuori uso in inverno, ecc.. Io sono disponibile a pagare per un servizio, purché sia valido ed efficiente. Altrimenti, caro gruppo Trenitalia, cambiate mestiere!

L’insostenibile lentezza del regionale

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Mi capita spesso di viaggiare in treno tra Brescia e Milano e normalmente viaggio con treni diretti, prima gli Intercity (ora estinti) ed ora gli EuroStar City (che hanno sostituito i precedenti con un aumento del prezzo del biglietto: da 9 euro a 14 euro, per 4 minuti in meno di percorrenza). Comunque non voglio parlare di questo fatto, bensì dei treni che, con l’Alta Velocità che imperversa in Italia, nessuno considera più. Parlo ovviamente dei treni regionali, poiché ieri mattina mi è toccato prendere il regionale da Milano centrale delle 8:40 per Brescia (arrivo previsto 10:16), poiché i posti sull’ES delle 9:05 erano esauriti. Un’ora e trentasei minuti di viaggio previsto, che in realtà hanno superato i 100 minuti di viaggio, nonostante il treno fosse sostanzialmente vuoto e pochissima gente fosse salita o scena nelle tante fermate intermedie (Milano Lambrate, Pioltello-Limito, Vignate, Melzo, Trecella, Cassano D’Adda, Treviglio, Vidalengo, Morengo-Bariano, Romano, Calcio, Chiari, Rovato, Ospitaletto-Travagliato).

Il treno non era assolutamente di ultima generazione. Era palesamente vecchio, ma quello che sorprendeva era lo stato di apparente abbandono a cui sembrava essere lasciato. Se si trovano zecche nei sedili di ES o di Intercity, non oso immaginare cosa si potrebbe trovare nei sedili di questi treni regionali! Ho provato a cercare un posto leggermente più pulito degli altri (perché ricordo che il treno era semivuoto), ma quando mi sono accorto che si trattava di una ricerca vana ho lasciato perdere e mi sono “comodamente accomodato” in un posto che, quantomeno, mi permetteva di vedere il panorama esterno. Infatti, buona parte dei finestrini era imbrattata da scritte di writers che occultavano la vista esterna. In aggiunta a tutto questo, pure il controllore non sembrava affatto un tipo amichevole e gioviale, e nonostante io cercassi di sorridere alle sue richieste, lui sembrava essere incazzato col mondo intero, me compreso. Comunque era lunedì mattina, faceva già un gran caldo, di aria condizionata nemmeno a parlarne, e posso capire che lavorare in quelle condizioni non fosse cagione di grande gioia ed allegria.

Il mondo dei trasporti ferroviari italiano è un mondo in cui una parte viaggia a velocità sostenuta, mentre l’altra è completamente ferma. Il contrasto tra gli investimenti nell’Alta Velocità e lo stato pietoso delle reti regionali è impressionante: treni logori e maltenuti, linee vecchie, stazioni fatiscenti e pericolose (soprattutto in orari serali e notturni). Vorrei tanto sapere se vale la pena investire così tanto su treni velocissimi, quando il sistema ferroviario regionale rasenta livelli di qualità così bassi…

Brennero, siglato accordo per galleria Corridoio 1 (Berlino-Palermo)

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Mentre i lavori per la Tav Torino-Lione procedono a rilento, con costi esorbitanti e con un’utilità che, a tutt’oggi, non si è ancora capita del tutto, per non parlare del discorso del ponte sullo stretto di Messina assolutamente improponibile, il governo italiano ha siglato un nuovo accordo per la costruzione di un nuovo tunnel ferroviario all’altezza del Brennero, accordo che vede protagonisti, insieme all’Italia, anche l’Austria e la Germania, Paesi coinvolti nel progetto del cosiddetto Corridoio 1, quello che teoricamente dovrebbe collegare Berlino a Palermo. Dico “teoricamente”, perché a me già pare una baggianata voler collegare a mezzo treno due città così distanti, ma soprattutto credo che l’opera sia irrealizzabile, poiché non credo minimamente nella realizzabilità del ponte sullo stretto e credo che sia semplicemente uno slogan per tenersi buono il Sud Italia, politicamente parlando, ovviamente.

La galleria di base del Brennero sarà realizzata entro il 2022, così si legge dalle dichiarazioni degli interessati. Ergo, credo che sarà terminata non prima del 2030, se tutto va bene. Noi Italiani siamo famosi per non portare a termine i lavori nei tempi stabiliti, per essere maestri nel dilatare i tempi e, quindi, i costi di queste opere, le “Grandi Opere” berlusconiane. Il punto, comunque, non riguarda la dilatazione dei costi, bensì la necessità di questi investimenti. E’ ormai noto come il traforo in Val di Susa per la realizzazione della linea Torino-Lione sia sostanzialmente una spesa inutile, perché le stime di traffico su rotaia (persone e merci) sono addirittura in calo. Non v’è dunque necessità di bucare una montagna per far passare una mangiata di treni al altissima velocità; avrebbe senso qualora la nuova rete venisse sfruttata in maniera intensiva, questo sì! Per il Corridoio 1 credo che possa valere la medesima cosa: alti costi, società coinvolte nell’opera che si arricchiscono e scarsa utilità per i cittadini.
Ovviamente, si spera sempre che non vada a finire così, ovvero che l’opera abbia costi e tempi contenuti per la sua realizzazione e che, soprattutto, essa permetta di trasferire persone e merci dal trasporto su gomma a quello su rotaia, con un impatto positivo sul traffico e, in particolare, sull’inquinamento acustico e atmosferico. Chissà, magari è la volta buona che si riesce a costruire qualcosa di intelligente ed utile… chissà…