Noci e pesce, un mix vincente

Vuoi vivere a lungo? Mangia meno carne rossa, infatti il consumo di questa carne aumenta il rischio complessivo di morire, (probabilità complessiva di morte per tutte le cause), in particolare per cancro e malattie cardiovascolari. Viceversa, una dieta che prediliga pesce e carni bianche riduce il rischio complessivo di morte.

Il 9,3% e il 7,6% dei decessi rispettivamente per maschi e femmine sarebbe evitabile riducendo le porzioni di carne rossa consumate. Lo rivela uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine da An Pan della Harvard School of Public Health di Boston. Continua a leggere

Sicuramente l’abuso di carne rossa è uno dei fattori che comportano incremento nel rischio di malattie cardiovascolari, in aggiunta però a fattori ambientali, stress, sedentarietà, ecc. Insomma, io sono uno che non disdegna assolutamente la carne rossa e non riesco a credere che una cosa così buona possa fare così male… giusto morigerarsi nei consumi, ma anche la carne rossa ha il suo “fascino”… 😛

In arrivo Eros 433

Si sta avvicinando alla Terra, l’asteroide Eros 433 che domani ‘visitera” il nostro pianeta ma a una distanza di tutta sicurezza. In serata sarà ben visibile anche dall’Italia e si potrà osservare con l’aiuto di un binocolo.

Scoperto nel 1898, è stato il primo asteroide individuato dei cosiddetti Near-Earth Object (Neo), i piccoli corpi del Sistema Solare la cui orbita si avvicina alla Terra. E’ stato anche il primo asteroide ad essere visitato da una sonda, l’americana Near (Near Earth Asteroid Rendezvous), che lo ha incontrato nel 2000. Eros 433 è un oggetto irregolare il cui lato più grande misura circa 30 chilometri di lunghezza.

”Nel suo avvicinamento alla Terra l’oggetto sta guadagnando luminosità’‘, ha osservato l’astrofisico Gianluca Masi. “Per domani, ha aggiunto, è previsto cielo coperto un po’ ovunque, ma per osservarlo si può approfittare del fatto che l’asteroide sarà visibile ancora per qualche giorno e raggiungerà la massima luminosità il 3 febbraio, dovuta a una ottimale configurazione Terra Sole e asteroide”. L’asteroide non è visibile a occhio nudo ma, ha proseguito Masi, ”é possibile osservarlo anche con un piccolo telescopio amatoriale o addirittura un buon binocolo a partire dalle 22,30 guardano in direzione Sud-Est nella costellazione del Sestante, sotto la costellazione del Leone”.

fonte: Ansa.it

Tutti col naso all’insù, allora, sperando di riuscire a vedere qualcosa di questo gigantesco sasso spaziale che, fortunatamente, ci passerà vicino ma eviterà di incontrarci troppo ravvicinatamente… almeno lo spero perché ovviamente sulla vasta rete di internet si leggono diversi commenti e fobie sul possibile impatto dell’asteroide Eros 433 contro la Terra: robe da fantascienza, comunque.

Una rosa nel cielo

Un rosa rossa è sbocciata nell’Universo: sono i resti della supernova Puppis A esplosa 3.700 anni fa che ripresi agli infrarossi somigliano a una rosa dai petali scarlatti. Cio’ che resta della supernova nata migliaia di anni fa e che allora secondo gli esperti è rimasta visibile ad occhio nudo per molto tempo prima di affievolirsi è stato catturato in un’immagina dal telescopio spaziale Wise della Nasa.

La supernova Puppis A, spiegano gli esperti, si è formata quando una stella massiccia ha concluso la sua vita in una gigantesca esplosione, una delle più brillanti e potenti dell’universo.

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In contatto con gli alieni

L’anno 2012 si avvicina e con esso aumenta la speculazione su profezie e credenze popolari. Tra i tanti misteri non può non mancare quello degli alieni. L’esistenza di civiltà aliene è qualcosa che stuzzica nel profondo l’immaginazione di molti, alimenta la curiosità di tutti, perché si tende a credere che gli eventuali alieni sarebbero, nei nostri confronti, benevoli e disponibili a farci acquisire conoscenze e capacità inimmaginabili per l’attuale genere umano. Insomma, se gli alieni fossimo noi ci comporteremmo certamente in questo modo, o no?

Ultimamente, comunque, c’è chi sostiene che i contatti con forme di vita aliena sono già avvenuti e sono persino duraturi, da decenni ormai. E’ Richard Dolan a lanciare l’allarme: «Ci sono stati incontri continui con gli Alieni a partire dal 1947. Sono probabilmente civiltà molto diverse dalla nostra. Hanno l’abilità di entrare ed uscire da questa realtà in qualche modo, di cambiare dimensione. La Nasa, la Cia e le forze governative tentano di insabbiare la verità e controllano non solo i media, ma anche la comunità scientifica ed accademica». Dolan è intervenuto alla conferenza «Ufos and the evolution of consciousness», a New York alla Community Church di  Manhattan. Il ricercatore ha studiato per oltre 20 anni l’argomento della possibile vita extraterrestre e ha pubblicato diversi libri, basati anche su documenti governativi blindati e top secret, in cui spiega come il governo americano e i servizi segreti nascondono la verità sul fenomeno. «Non so chi  siano, ma credo di aver comunicato con alcuni di questi esseri. Ho l’obbligo morale di essere cauto, quindi non do nulla per certo o per scontato. Ma la nostra società cambierà completamente appena sarà rivelata la verità. È solo questione di tempo, ma  ormai le testimonianze venute fuori sono troppe. È sicuro che il governo continuerà a fare di tutto per impedirci di sapere; sarà una dura lotta, forse ci vorranno molti anni».

Insomma, la solita teoria molto cinematografica, fatta di dossier segreti e poche prove concrete. Ottimo modo per farsi della pubblicità e di far parlare di sè, ma credo che sarebbe meglio portare qualche dato concreto a supporto di certe teorie, altrimenti chiunque potrebbe legittimamente dire di aver visto o essere entrato in contatto con gli alieni. Spero che quel 21-12-2012 arrivi e passi in fretta, comincio ad essere stUFO…

Incidente fra galassie

L’immagine ha come protagoniste ‘Le Antenne’, due galassie a spirale (chiamate NGC 4038 e 4039) in collisione e distanti circa 70 milioni di anni luce, in direzione della costellazione del Corvo. Grazie all’osservatorio astronomico Alma è stato possibile scoprire qualcosa che non sarebbe mai stato possibile identificare nella luce visibile: le nubi di gas freddo e denso nel cuore delle galassie e nella regione caotica dello scontro da cui si formano le nuove stelle.

fonte: Ansa

Rosat, nuovo satellite che ci piove in testa

Dopo aver scampato l’impatto del satellite Uars, ecco all’orizzonte una nuova minaccia, l’ennesimo satellite spazzatura che dovrebbe precipitare sulla Terra tra la fine di ottobre e i primi di novembre. Il satellite prossimo venturo si chiama Rosat; la zona del possibile impatto esclude praticamente solo i ghiacci artici e antartici. E’ munito di un grande specchio concepito apposta per resistere al calore e andrà in pezzi solo a contatto con il suolo.

Dunque, l’ennesimo bus che sta precipitando sulle nostre Terre, dopo anni di onorato servizio. Il punto è che non è possibile che quei geni della NASA costruiscano satelliti ipertecnologici con capacità mirabolanti e non pensino a come mandarli decorosamente in pensione senza essere un peso e un rischio per le popolazioni mondiali. Autentici prodigi della tecnica si trasformano in minacce per l’incolumità di persone e cose. E il bello che è praticamente imprevedibile sia il tempo sia il luogo dell’impatto, il che aumenta ancora di più la paura, perché è una minaccia indefinita.

Comunque questo post vuol essere un plauso ai capoccioni della NASA che avranno pure un QI mostruoso, ma non si rendono conto dell’importanza di prevedere lo smaltimento del satellite, una volta terminato il suo compito. Troppo comodo aspettare che cada; sarei capace persino io…

Il pianeta con 2 Soli

Come in Guerre Stellari, esiste davvero un pianeta con due soli, come Tatooine. Lo ha visto il cacciatore di pianeti della Nasa, il telescopio spaziale Kepler, e questo mondo alieno si trova solamente a 200 anni luce dalla Terra. Il risultato è annunciato su Science da un gruppo di ricerca coordinato dall’americano Laurance Doyle, del Seti Institute.

Il pianeta, battezzato Kepler-16b, è un gigante gassoso grande quanto Saturno, anche se più denso e non si pensa possa ospitare forme di vita. Questo mondo extrasolare simile al Tatooine della saga di Guerre Stellari impiega 229 giorni per orbitare intorno alle due stelle, dalle quali dista circa 100 milioni di chilometri: una distanza confrontabile a quella che separa Venere e il Sole. Le stelle del sistema che ospita il pianeta appartengono a un sistema binario e sono entrambe più piccole e fredde del Sole, con una massa, rispettivamente, pari al 20% e al 69% della massa della nostra stella. Per questa ragione la superficie del pianeta dovrebbe essere molto fredda, si calcola sia compresa fra -73 e -100 gradi. Secondo i ricercatori il pianeta si sarebbe formato nello stesso disco di polveri e gas dal quale sono nate le due stelle.

Sebbene si sospettasse da tempo l’esistenza di pianeti che orbitano intorno a due astri, è la prima volta che uno di questi viene visto mentre transita davanti alle sue stelle. «È il primo esempio, confermato senza ambiguità, di un pianeta circumbinario, cioè di un pianeta che orbita intorno a due stelle», ha osservato uno degli autori, Josh Carter, del Centro per l’Astrofisica Harvard-Smithsonian. «Ancora una volta – ha aggiunto – scopriamo che il nostro Sistema Solare è solo un esempio della varietà di sistemi planetari che la natura può creare».

Ansa.it

La missione MAVEN e l’atmosfera di Marte

La missione MAVEN (acronimo di Mars Atmosphere and Volatile EvolutioN), il cui lancio è previsto per fine 2013, sarà la prima missione dedicata a comprendere e studiare la parte superiore dell’atmosfera marziana. L’obiettivo di Maven è quello di determinare l’origine e la storia della perdita di gas atmosferici nello spazio nel tempo, fornendo risposte sull’evoluzione del clima di Marte. Si realizzerà questo misurando l’attuale tasso di fuga verso lo spazio e la raccolta di informazioni sufficienti sui processi rilevanti per permettere l’estrapolazione all’indietro nel tempo.

“Comprendere come e perché l’atmosfera è cambiata nel tempo è un importante obiettivo scientifico riguardante Marte”, ha detto Bruce Jakosky, Principal Investigator Maven del Laboratorio di fisica atmosferica e spaziale dell’Università del Colorado (CU / LASP) a Boulder. “Maven farà idonee misure per permetterci di rispondere a questa domanda. Siamo nel bel mezzo di un duro lavoro in questo momento di costruzione delle strumentazioni e veicoli spaziali, e siamo incredibilmente entusiasti dei risultati scientifici che si vogliono ottenere dalla missione “.

Maven porterà con sè tre suite strumento. Il pacchetto di particelle e campi, costruito dalla Università della California a Berkeley con il sostegno di CU / LASP e la NASA Goddard, contiene sei strumenti che analizzano il vento solare e la ionosfera del pianeta. Il pacchetto Remote Sensing, costruito da CU / LASP, determinerà le caratteristiche globali della parte alta dell’atmosfera e ionosfera. Infine uno spettrometro misurerà la composizione e gli isotopi di ioni neutri.

Per ulteriori info sulla missione MAVEN: MAVEN mission

Una supernova visibile a occhio nudo

Una nuova supernova di tipo Ia, denominata PFT11kly, è stata osservata nella galassia M 101, detta anche galassia “girandola” per la sua perfetta forma a spirale, che si trova a circa 21 milioni di anni luce da noi in direzione della costellazione dell’Orsa Maggiore. Questo la rende la supernova di questo tipo più vicina osservata negli ultimi 40 anni.
La scoperta è merito di un gruppo di astronomi che ha usato il Palomar Transient Factory (PTF), un sistema robotizzato per osservazioni astronomiche, situato presso l’osservatorio astronomico di Monte Palomar (California), ed è stata effettuata proprio il giorno in cui è avvenuta l’esplosione e l’essere riusciti a individuarla così presto, insieme alla sua relativa vicinanza (in termini cosmici almeno) offre una rara opportunità per poter effettuare ricerche approfondite su questa importante classe di esplosioni stellari. Già tutti i più grandi telescopi a terra e nello spazio, tra cui il telescopio spaziale Hubble ed il telescopio Keck da 10 metri di apertura, sono stati puntati su questo oggetto, che sta rapidamente aumentando in luminosità, per ottenere immagini di dettaglio. Data la sua vicinanza alla Terra, è la più giovane supernova di tipo Ia mai osservata.

Adesso, è iniziata la corsa per cercare di accumulare quanti più dati possibile riguardo alla sua natura, e il più velocemente possibile. Questi dati aiuteranno a chiarire cosa succede in una delle prime fasi dell’esplosione di una supernova di questo raro tipo, quando la maggior parte della luce è emessa dagli strati più esterni della stella in esplosione. In questa prima fase, infatti, la supernova cambia letteralmente di ora in ora.
Diversamente dagli altri tipi di supernovae, originate dall’improvviso collasso di stelle massicce, le supernove di tipo Ia, sono prodotte da stelle nane bianche appartenenti a sistemi binari, che, “risucchiando” materia dalla stella compagna, superano il limite di massa di stabilità al di sopra del quale si verifica l’esplosione che ha la caratteristica di raggiungere un picco di luminosità ben definito, che rende questi eventi ideali per essere usati come “candele standard” per la misura delle distanze extragalattiche.
Osservazioni di supernove di tipo Ia in galassie remote hanno portato alla sorprendente scoperta, nel 1998, del fatto che l’espansione dell’Universo sta accelerando nel tempo per via della presenza di una “energia oscura”, un fenomeno cosmico ancora avvolto nel mistero. Si prevede che la supernova PFT11kly raggiungerà il picco massimo di luminosità verso l’inizio di settembre, quando la sua magnitudine avrà un valore compreso tra 9 e 10 e sarà quindi ben visibile anche con dei piccoli telescopi o dei  buoni binocoli, la luminosità inizierà poi a diminuire lentamente.

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Rivelazioni Maya sul 2012 e Oltre

I Maya erano certamente un popolo avanzato ed evoluto per l’era in cui ha vissuto. Su questo vi sono pochi dubbi, poiché i segni della loro profonda conoscenza sono arrivati fino ai giorni nostri, nonché alcuni misteri che ancora arrovellano le menti di studiosi e curiosi del settore.

Tuttavia, non bisogna confondere l’evoluzione di un popolo con particolari capacità divinatorie e/o di preveggenza. Da decenni, oramai, si continua a parlare del 2012, del calendario Maya che prevederebbe la fine del mondo esattamente il 21 dicembre 2012, giorno in cui il mondo verrà sconvolto da non so quali catastrofi e si chiuderà un’era, forse dando origine ad una nuova. I recenti terremoti in Virginia (Washington e New York) e il terremoto in Peru contribuiscono ad accendere gli animi di chi vede i potenti del mondo occupati a costruire navi spaziali per fuggire dalla profetica catastrofe, per non parlare, comunque, delle difficoltà economiche mondiali, alle prese con una pesante crisi da cui è difficile uscire. A tal proposito, il governo messicano sta rilasciando segreti riguardanti la fine del calendario Maya per produrre un documentario. “Rivelazioni Maya sul 2012 e Oltre”, come appreso da TheWrap. L’informazione, protetta per 80 anni, dovrebbe rivelare le credenze Maya sulle catastrofi future e saggezza, informazioni “sconvolgenti”, come ha detto a TheWrap, il produttore Raul Julia-Levy, figlio dell’attore Raul Julia.

In soldoni si tratta di una trovata commerciale per sfruttare la credulità umana, sfruttando il momento propizio della vigilia del fatidico anno 2012. Io non posso nemmeno immagine che i Maya avessero previsto la fine del mondo nel 2012, soprattutto perché non sono riusciti a prevedere la loro fine, intesa come civiltà, ben antecedente al 2012. Insomma, è come se io oggi prevedessi la fine del mondo nell’anno 2688 d.C., magari motivandolo grazie a qualche congiunzione astrale, oppure a qualche astruso calcolo matematico. Vi parebbe una cosa sensata? Embè, ma se io non sono credibile (ovviamente), perché dovrebbe essere credibile un popolo estinto? Il governo messicano può rivelare ciò che vuole o concedere quasiasi tipo di ripresa: si realizzerà uno splendido documentario, su questo ho pochi dubbi, ma non mi si venga a dire che i Maya ci hanno indicato la data di scadenza del nostro pianeta, non ci credo proprio, non ce la faccio a crederci.

Ovviamente, se qualcuno ci crede e ha argomenti sufficientemente robusti me li può proporre ed esporre brevemente. Non credo che cambierò idea, ma almeno mi sforzerò di capire coloro i quali continuano a credere che il Natale del 2012 non verrà festeggiato. A tal proposito, ai Vanzina, Neri Parenti ecc., un film dal titolo tipo “Natale nel Chiapas” per Natale 2012. Credo che potrebbe essere un modo simpatico per esorcizzare la credenza popolare e devo dire che come titolo suona pure bene.