Democratica…mente

Renzi perplessoLa diretta streaming tra Matteo Renzi e Beppe Grillo è stata, francamente, un disastro. Risulta squallido quando va in scena un non dialogo, quando non c’è contraddittorio, quando non si esprimo idee, proposte e  soluzioni.

Ciò nonostante, però, questo tassello si inserisce alla perfezione nel clima attuale della politica italiana. Stiamo vivendo, infatti, una fase assurda, quasi inspiegabile: un esecutivo (non democraticamente eletto, come il suo predecessore) viene sfiduciato da un’assemblea di partito (anziché dal Parlamento sovrano) e viene sostituito da un altro esecutivo, l’ennesimo non eletto dal popolo.
L’artefice di tutto questo pastrocchio è Matteo Renzi (nella foto in una sua celeberrima espressione), il volto nuovo della politica italiana, il segretario-sindaco-rottamatore del PD, il quale, nelle scorse settimane aveva dichiarato:

  • Mai più governo delle larghe intese
  • Mai al governo senza passare dal voto
  • #Enricostaisereno, con cui aveva espresso il suo appoggio al governo Letta.

Ed infatti, il governo Letta è stato fatto fuori proprio dal segretario-sindaco-rottamatore; nulla di male, nel senso che ogni tanto Renzi aveva lasciato intendere che il governo Letta doveva innanzitutto “fare” per andare avanti. Ma la pugnalata alle spalle è arrivata proprio a tradimento, proprio quando meno ce lo si poteva aspettare. L’obiettivo è stato chiaro ed evidente fino al primo minuto: la regola della politica è “togliti tu che mi ci metto io”, ed infatti Renzi a scalzato Letta per sostituirlo, senza passare dalle elezioni. Ma non esiste maggioranza senza centro-destra, senza larghe intese insomma. Ecco che, in un colpo solo, il giovane Matteo ha disatteso le sue promesse, insomma ha mentito.

E allora vi domando: quanto è credibile uno così? Lasciamo perdere che è sponsorizzato dai cosiddetti “poteri forti”, ma quanto ci si può fidare di lui? Finora ha fatto l’opposto di quanto aveva dichiarato, non è la migliore delle premesse. Non è che ci si può fidare ciecamente di Grillo, chiaramente, ma voglio ricordare che, finora, la spinta riformista e rottamatrice generata dalla politica stessa non ha prodotto nulla, ha creato solo fumo e poco, pochissimo arrosto. Eppure è più facile di un buon imbonitore, piuttosto che ascoltare lo stregone del blog. Ed è strano che sia più facile affidarsi al perdente di successo, piuttosto che dare una chance agli outsiders. Questo Paese è fermo su un bipartitismo di fatto, che si sostanzia in un ‘nulla di fatto’ da ambo i lati. Non si punta su chi potrebbe avere idee nuove, abbiamo il voto conformista. Il concetto di “voto utile” ci ha fatto il lavaggio del cervello, fossilizzando le preferenze politiche e fossilizzando il Paese. E tra menzogne, inciuci e interessi personali, siamo e saremo sempre qui, a provare sulla pelle come troppo va male, discutendo di come si potrebbero sistemare le cose.

La patonza deve girare

Berlusconi è alla frutta, è politicamente morto. L’ho scritto tempo fa e lo ribadisco a maggior ragione adesso, alla luce delle nuove intercettazioni che escono sui media, alla luce delle figuracce che il nostro premier ci regala in ambito internazionale, ultima della lunghissima seria la definizione poco elegante di Angela Merkel, giudicata da Berlusconi inadatta a partecipare ai sui festini a luci rosse. Ma il bello è che i festini con le escort ad Arcore, a Palazzo Grazioli o sull’aereo presidenziale sono solo la punta dell’iceberg, perché non sono queste le vere ragioni che dovrebbero impedire a Silvio Berlusconi di governare il Paese.

Innanzitto, la prima ragione che mi viene in mente è l’incapacità: in quasi 20 anni di politica (grossomodo una quindicina passati a governare) non è riuscito a portare a termine nessun punto fondamentale della sua idea politica. Ricordo ancora benissimo la firma del contratto con gli Italiani da Bruno Vespa, contratto con cui si impegnava solennemente a lasciare la politica qualora non fosse riuscito a raggiungere almeno l’80% del proprio ambizioso programma politico. Di quel contratto Berlusconi non parla più e andrebbe processato pure per quello, per inadempienza contrattuale. Berlusconi sarà stato un grande imprenditore, avrà fatto successo e soldi grazie alle proprie capacità, ma come uomo politico ha dimostrato tutti i suoi limiti, nonché i reali motivi per cui è sceso in campo.

Altro motivo, che si ricollega al primo: egocentrismo. Come tutti immagino ben sanno, Silvio Berlusconi ha deciso di intraprendere la strada politica per salvaguardare i propri interessi, ottenuti precedentemente grazie alle potenti amicizie con il Partito Socialista. Travolto quest’ultimo Berlusconi si è trovato nudo e ha dovuto investire su se stesso in politica per difendere e incrementare il proprio patrimonio. E difatti, al posto delle leggi pro-Italiani sono spuntate come funghi leggi ad personam, le principali volte ad allontanare lo spettro giudiziario dato che, come uomo politico, si trovò decisamente più esposto alla luce dei riflettori e, quindi, della Magistratura. Ma, a differenza delle riforme strutturali del Paese, sulle leggi ad personam Berlusconi è stato assolutamente inattaccabile: preciso, chirurgico e sistematico. Tempi rapidissimi di approvazione e conflitto spostato con presidenza della Repubblica e, in particolar modo, Corte Costituzionale.

Ultimo motivo: conflitto di interessi. Silvio Berlusconi ha sì creato i presupposti per una crescita del proprio impero economico e finanziario, ma anche utilizzato tale impero a fini politici, per incrementare il consenso. Da persona colta e intelligente quale lui è, ha subito capito che il grimaldello per entrare con prepotenza nella politica italiana era il martellamento mediatico, inizialmente come spot politico per poi convergere via via sempre più verso lo scontro contro il comunismo, le toghe rosse e, in generale, l’illiberalismo delle opposizioni, capaci solo di proporre l’antiberlusconismo senza riuscire a produrre proposte concrete. Ma lo stesso martellamento mediatico ora gli sta implodendo addosso. Ad una certa età e dopo aver raccontanto palle a destra e a manca comincia a non essere più in grado di gestire la baracca senza cadere in fallo, senza contraddirsi e/o sputtanarsi.  E chi lo difende a spada tratta non capisce che sta solamente prolungando la sua agonia, non lo sta aiutando per niente.

Allergia giuridica

Silvio Berlusconi è allergico ai processi e a tutto ciò che gira attorno ad essi. Se incontra un pm gli viene l’orticaria, se vede un giudice stramazza al suolo esanime. E perfino quando è chiamato a testimoniare come parte lesa. Non capita spesso che un pubblico ministero voglia sentire Berlusconi come parte lesa, normalmente lui sta dalla parte opposta e i pm cercano di fargli la pelle.

Quest’oggi doveva essere sentito per il caso Tarantini in cui Berlusconi sarebbe stato vittima di estorsione per coprire le vicende intime e private del premier, impegnato ad Arcore in “seminari” con giovani e procaci donzelle. Il problema per Silvio, comunque, è che qualora ammettesse l’estorsione dovrebbe pure ammettere di essere un puttaniere. Insomma, forse gli converebbe pure ammettere qualche debolezza, perché sarebbe umana e la gente, in parte, lo capirebbe pure. Magari contribuirebbe a frenare l’emoraggia di voti e consensi del PdL, colpito dalla crisi finanziaria e dallo stallo politico. Ed invece fugge, fugge all’estero, si rintana dall’UE fingendo di andare a fare un rapporto sulla manovra economica e per prendersi qualche pacca sulla spalla dai reggenti dell’Unione Europea. Stranamente ha fissato l’appuntamento proprio nel giorno in cui doveva essere ascoltato. Tutto attorno a Berlusconi è sempre tutto così strano, la sua vita è strana, la sua storia è strana e più passa il tempo è più è tutto più strano. Questa volta ha finto di pensare ai problemi del Paese sacrificando la propria sfera privata: secondo voi quanto potrà durare con questo giochetto? E quando curerà quella fastidiosa allergia?

Berlusconi: “Vado via da questo Paese di merda”

Eh sì, Berlusconi è stufo. E’ stufo dell’Italia che non l’apprezza e non gli vuole bene e medita, di nascosto, di abbandonare il Belpaese, magari alla ricerca di lidi più consoni alla sua persona, alla ricerca di luoghi e persone che lo meritino e lo stimino. Intercettato nel luglio scorso in una telefonata con Valter Lavitola, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli sulla presunta estorsione al premier.

Il premier Berlusconi ha così sbottato, ovviamente ignaro di essere intercettato:

«perché io …sono così trasparente… così pulito nelle mie cose che non c’è nulla che mi possa dare fastidio…capito? Io sono uno che non fa niente che possa essere assunto come notizia di reato, quindi io sono assolutamente tranquillo. A me possono dire che scopo, è l’unica cosa che possono dire di me… è chiaro? … quindi io… mi mettono le spie dove vogliono… mi controllano le telefonate. Non me ne fotte niente, io tra qualche mese me ne vado per i cazzi miei. Da un’altra parte e quindi…vado via da questo paese di merda… di cui… sono nauseato…punto e basta…» [Silvio Berlusconi]

Io capisco l’uomo Berlusconi, perché alla sua età non deve essere facile fare la vita con i ritmi da presidente del Consiglio, specialmente in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Lui che potrebbe fare tranquillamente il nonno e che invece si trova sempre al centro della bufera, politica e giudiziaria (personale) e deve stare sempre sereno e lasciarsi tutto alle spalle, recitando il ruolo di chi non può farsi travolgere dagli eventi e rimanere sempre forte, nonostante tutto.

Detto questo, nessuno l’ha obbligato a mettersi lì, se l’è scelta lui e se davvero è stufo per me può pure lasciare. Tra l’altro, a mio avviso, prima lascia e più è meglio anche per lui, perché oramai non ne imbrocca più nemmeno una, perde colpi ed è nel pieno della propria parabola discendente. Ha fatto tanto per l’Italia, non sempre cose positive, e ha fatto tanto per sè.  Si faccia da parte, gli Italiani non sentiranno la sua mancanza, come non sentiranno la mancanza di ogni politico attuale. Il motto dell’attuale politica è “tutti sono inutili, nessuno è indispensabile”. Questo è lo stesso Paese di merda che l’ha reso grande (tranne in un aspetto, perché i miracoli sono in altre realtà), ricco e potente. Che se ne vada pure, ma non troppo lontano, perché i giudici lo aspettano e a fare la fine di Bettino Craxi ad Hammamet non ce lo vedo proprio…

I mercati hanno sempre ragione

Sento da più parti levarsi critiche nei confronti dei mercati finanziari. Quando le cose vanno male si fa presto a cercare un capro espiatorio e, in questo caso, si è finito col dire che sono i mercati ad essere drogati. Non si tratta, quindi, di un problema dell’economia reale, ma il tutto dipende da perfidi speculatori che si divertono ad attaccare (in questo caso l’Italia) perché gli stiamo antipatici o, forse, perché sono invidiosi di noi.

Purtroppo, però, le cose sono ben diverse. La realtà è che siamo sotto attacco perché ce lo meritiamo. Avevamo l’occasione di evitare questo attacco semplicemente attuando quelle riforme strutturali necessarie sia a correggere i conti pubblici sia a migliorare l’economia reale (in primis l’occupazione). La politica cerca di abbindolarci con l’idea che il male venga dall’esterno, ma il tumore è dentro di noi, sono le persone che guidano il Paese e che hanno miseramente fallito negli ultimi anni.

Siamo diventati la nuova Grecia o la nuova Irlanda. Solo che ancora non ce ne rendiamo conto e fingiamo di essere diversi, ma è una mera illusione. Facciamo parte dei PIGS, l’economia italiana è in lento ma inesorabile declino. Solo la struttura di medio-piccole imprese permette alla nostra economia di andare ancora avanti e di sopravvivere, ma senza l’intervento dello Stato e della politica sarà sempre più difficile garantire loro un futuro prospero.

I mercati finanziari non mentono mai, hanno sempre ragione. Guai a sfidarli e minacciarli, come ha fatto il premier nel suo intervento alla Camera. Di fronte alla forza dei mercati bisogna chinare il capo e riconoscere i propri errori, qualità che evidentemente è del tutto assente nell’attuale esecutivo. L’ennesima lacuna da aggiungere alla lista…

Salva prostitute Berlusconi

Il “Salva prostitute Berlusconi” è il nuovo prodotto lanciato oggi sul mercato dal premier per salvare le giovani donne, specialmente se parenti di capi di Stato esteri, di cadere nella rete della prostituzione. Il prodotto è molto semplice da ottenere ed utilizzare. Per la richiesta basta spedire una mail con foto a Palazzo Grazioli, via del Plebiscito Roma, all’attenzione di Silvio Berlusconi. Lui, dopo attenta analisi, spedirà a casa della donzella il kit di salvataggio. Una volta ricevuto basterà metterlo al collo e, all’occorrenza pigiare il pulsante di richiesta di soccorso.

Il sistema garantisce un accredito immediato su c/c di un importo certamente superiore alle esigenze. Il Salva prostitute Berlusconi non vuole badare a spese per bloccare la tratta del corpo femminile, oramai divenuto una merce di scambio, per far tornare la donna alla sua vera essenza, una donna da festa, in casa, lontano da occhi indiscreti, specialmente dagli occhi dei magistrati. Riporto di seguito l’annuncio criptato del lancio del nuovo prodotto sul mercato:

I cronisti gli chiedono del caso Ruby, lui spiega che “le ho dato dei soldi per evitare che si prostituisse, le avevo dato la possibilità di entrare in un centro estetico con un’amica, che lei avrebbe potuto realizzare se portava un laser per la depilazione, per un importo che a me sembrava di 45mila euro. Invece lei ha dichiarato di 60mila e io ho dato l’incarico di darle questi soldi per sottrarla a qualunque necessità, per non costringerla a fare la prostituta e portarla anzi nella direzione contraria”.

Cioè, ma ci rendiamo conto? Qua si accusa un uomo di concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile quando invece, da filantropo quale è, voleva semplicemente testare il nuovo prodotto salva-prostitute aiutando una giovane parente di Mubarak, ex capo di Stato dell’Egitto. Come si fa, dico io, a non credere ad un uomo così? Ovvio che poi sia necessario accellerare leggermente il percorso legislativo per i provvedimenti di riforma della Giustizia. Siete tutti d’accordo, dunque, nel dire che il procedimenti a carico di Berlusconi devono essere stalciati immediatamente e sostituiti con un’immunità totale per il Cavaliere, nonché una santificazione immediata ad personam direttamente dal Vaticano. Direi che questo sarebbe il minimo sindacale per il premier, il nostro Santo premier inventore…

Berlusconi e la barzelletta hard

La mela sa di fica

Silvio Berlusconi ha sbagliato carriera, non doveva fare né l’imprenditore, né il politico. Doveva fare il comico, il comico da Colorado Cafè, il tipico comico che tra un culo e una figa riesce a strappare risate ed applausi. Però, dato che ha scelto la carriera politica, potrebbe anche decidere di accantonare questa sua vena comica, anche perché ogni puttanata che dice in pubblico finisce in rete con danno d’immagine per lui, ma soprattutto per l’Italia, dato che i video vengono poi tradotti e ripubblicati anche all’estero.

Il bello è, a mio parere, non può non sapere che certi exploit finiranno poi per diventare di dominio pubblico. Non posso credere che una persona che ha creato un impero economico ed è pure divenuta la persona più influente di un intero Paese non sia in grado di comprendere che grandi responsabilità richiedono anche grande attenzione alla vita privata ed ai comportamenti pubblici. Di Berlusconi ora sappiamo che organizzava festini hard ad Arcore, anche con minorenni, e che racconta barzellette sporche in pubblico. Voglio ricordare, ad esempio, la barzelletta con bestemmia racconta in una sua lontana visita a l’Aquila. Tra l’altro, allora, la vittima della barzelletta era pure la presidente del partito principale d’opposizione; insomma, una caduta di stile su cui, va detto, la Chiesa non prese le distanze, manifestando un certo interesse politico verso Berlusconi che andava oltre le bestemmie pubbliche.

Questa volta, l’oggetto della barzelletta è la mela, una mela speciale che ha bisogno di essere brevettata tanto è unica nel suo genere. Il riassunto della barzelletta lo pubblico tramite il sito di Repubblica, sito da cui proviene anche il video che ritrae lo show di Berlusconi.

La trama: un signore si reca all’ufficio brevetti. Qui Berlusconi imita un gruppo di sfaccendati uscieri napoletani che indicano all’inventore “‘o cesso”. Ma il protagonista ha davvero un prodotto inimitabile. Arriva allo sportello giusto dove trova altri annoiati dipendenti. Che lo sottovalutano, lo prendono in giro, perdono un po’ di tempo. “Qual è la sua invenzione?”. “Una mela”, risponde con la vocina chioccia il Berlusconi-Archimede, suscitando le risate dei primi cittadini. Si può brevettare una mela? Altri secondi preziosi vengono usati per raccontare le beffe degli impiegati, il loro darsi di gomito. “Ma questa è una mela speciale”, insiste il signore parlando in falsetto. Speciale perché? “Perché sa di fica”. Pausa scenica, tempi comici da autodidatta. Siamo vicini al dunque. Un uomo dell’ufficio brevetti afferra la mela e la assaggia. Berlusconi mima il morso mentre con la destra tiene un frutto immaginario. Fa l’espressione schifata, poi la faccia di chi protesta: “Ma sa di culo”.
Berlusconi cambia ruolo, torna l’inventore. Si alza finalmente in piedi perché narrare una barzelletta seduti è veramente strambo. Allunga il braccio, ruota la mano che impugna la mela, arriva al finale usando il voi come si fa a Napoli: “E giratela”.

Allora, la barzelletta è di pessima qualità. Scontatissima nella sua volgarità, ma credo che rappresenti appieno l’attuale Silvio Berlusconi: decadente, banale e volgare. L’uomo innovativo e brillante ha lasciato il posto ad un vecchio vive una duplice vita: da un lato la gioia carnale con giovani ragazze, dall’altro lato la vita politica in eterna fuga dai propri processi. Direi proprio una vita che sa di culo.

Ragazzo grida «coglione»: Berlusconi si sente chiamato in causa

ROMA – «Lei è un coglione». È la frase pronunciata da un ragazzo di poco più di 20 anni che si trovava tra la folla mentre il premier Silvio Berlusconi si era fermato a salutare una scolaresca fuori da palazzo Chigi prima di un incontro sull’Expo di Milano. Il presidente del Consiglio, evidentemente convinto che la frase fosse indirizzata a lui, ha subito replicato «Senti chi parla…». Il ragazzo è stato fermato dagli agenti delle forze dell’ordine, identificato e subito rilasciato. (Corriere.it)

Non so se l’insulto fosse rivolto direttamente al premier, però la reazione del premier italiano dimostra come il buon Silvietto abbia i nervi a fior di pelle e cominci ad accusare i colpi di una situazione da lui creata e da lui ingigantita, dopo aver cercato di occultare e mascherare il tutto. Questo episodio, comunque, mi fa tornare in mente l’analogo fatto con protagonista Piero Ricca, attivista di Milano che vinse la causa col premier. Credo che ognuno abbia ciò che si merita; non è giusto l’insulto alla persona, nessuno si dovrebbe permettere, però l’immagine pubblica dell’uomo pubblico Berlusconi è ormai alla soglia della non-sopportazione. Ma quello che più mi preoccupa è il danno per il Paese Italia, oggetto di scherno ed ironia da parte del mondo intero proprio per i presunti comportamenti libertini e festaioli del suo premier. Ci vuole chiarezza, bisogna far chiarezza. Non deve nemmeno esserci il sospetto che Berlusconi sia un puttaniere, e nemmeno un coglione, ovviamente.

Alfano, “Berlusconi non si è mai sottratto ai giudici”

Angelino Alfano, il guardasigilli guardaspalle di Silvio Berlusconi, è proprio un gran mattacchione. In un’intervista rilasciata a Sky Tg24 il ministro della Giustizia ha detto, fra le tante cose, che «Berlusconi non si è mai sottratto ai giudici». Cioè, è come se uno dicesse che Cicciolina è vergine. Insomma, su Berlusconi se ne sono dette tante, probabilmente talvolta si è superato anche il limite oppure lo si è accostato a reati senza avere prove concrete e certe per farlo, però l’affermazione del buon Angelino è qualcosa che non sta né in cielo né in terra, è come una bestemmia in chiesa, cavolo! E’ un’affermazione fuori luogo a prescindere, a maggior ragione in un momento delicato come questo, in cui il premier ha visto limitare il potere del legittimo impedimento, in cui i vari Lodi Alfano sono stati scartati dalla Consulta e in cui i mass media stanno squarciando il velo di omertà e segretezza che copre la vita privata di Berlusconi, vita che sembra essere sempre più tinteggiata di scandali sessuali.

Silvio Berlusconi è sceso in politica per schivare i giudici. Questo è un dato assodato da tempo e mi stupisce che proprio il ministro della Giustizia non si sia accorto di una cosa tanto evidente. Berlusconi si è sottratto ai giudici con la corruzione di David Mills, con le leggi ad personam che hanno depenalizzato i reati per cui lui era indagato, riducendo i termini di prescrizione dei processi oppure congelando i procedimenti giudiziari a suo carico con scudi vari. E queste non sono affermazioni di opposizione, sono fatti storici incontrovertibili. Chi può negare, infatti, che le leggi fatte dai governi Berlusconi (e non solo) siano state spesso leggi a favore della fedina penale del premier o del suo impero industriale ed economico? Chi lo può fare? Solo chi è stipendiato da Berlusconi, credo. Chi guarda la realtà con gli occhi non offuscati dalle banconote credo che possa tranquillamente affermare quanto ho qui sopra riportato, senza per forza definirsi reazionario di sinistra, oppure antiberlusconiano convinto.

Ruby e il sesso con Berlusconi

La procura di Milano non ha perso tempo ed ha accusato il premier Silvio Berlusconi di un nuovo reato: favoreggiamento della prostituzione minorile. Il caso risale alla nota vicenda di Ruby Rubacuori, la ragazza marocchina che è stata lasciata in libertà grazie all’interessamento diretto del premier il quale, tramite persone di sua fiducia, l’avrebbe messa sotto la custodia di Nicole Minetti, la sua igienista dentale fatta parlamentare. Secondo la procura di Milano Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali con la suddetta ragazza, ben sapendo che era minorenne, e in cambio di favori e sontuosi regali. Riporto dal sito di Repubblica:

Ascoltiamola al telefono, ora che è a Milano e si racconta a un amico: “A me non me ne frega niente, la mia vita non è qui, faccio più soldi possibile e poi me ne torno in Marocco…”. In questa conversazione si parla di Berlusconi, appaiono cifre che possono nascere dalla fantasiosa millanteria della ragazza, eppure chi ha letto le carte su tre punti è molto esplicito: “Quando diventeranno pubbliche le fonti di prova, chiunque potrà rendersi conto come sia evidente che Ruby ha fatto sesso con il presidente, il quale era consapevole della sua minore età, e che in cambio è stata generosamente retribuita”.
Sesso con il presidente: questo è il punto che nelle interviste e negli interrogatori Ruby nega con ostinazione. Per lei questa vaghezza è una nuova opportunità e lo confessa in qualche occasione: “Mi pagano per parlare. Mi pagano per tacere. Sono diventata ricca”.

E’ chiaro come la ragazza stia sfruttando la situazione, trovandosi fra due fuochi. Popolarità più soldi facili, è quello che aveva sempre desiderato ed ora sta riuscendo nei suoi intenti. Chiaramente non è facile crederla completamente attendibile, sia quando afferma di aver fatto sesso con Berlusconi, sia quando lo nega. Personalmente, è avvilente vedere una politica italiana legata a tematiche così frivole e prive di contenuti. Quello che bisogna capire è perché Silvio Berlusconi si sia sputtanato così facilmente per aiutare una ragazza minorenne, immagino ben sapendo che qualche illazione (anche se totalmente infondata) sarebbe venuta fuori. Berlusconi non è stupido, è un abile pubblicitario e sa come indirizzare e manipolare l’opinione pubblica a suo favore, magari scegliendo il male minore. Avrà avuto i suoi buoni motivi, quindi, per creare un caso “privato” come quello di Ruby, non credo all’ipotesi di un Berlusconi rimbambito dall’età, è quasi inverosimile.

Comunque sia, va detto che Berlusconi non rischia poco. Qualora fosse condannato, anche solo per un brevissimo periodo di detenzione, sarebbe costretto a scontarlo, perché la stessa legge proposta dal suo governo impedisce benefici carcerari per questo tipo di reato. E il legittimo impedimento indebolito non lo agevola ulteriormente, probabilmente costringerà i suoi fidati onorevoli-avvocati a creare una scappatoia legislativa per non rischiare nulla. Quindi, Angelino e Niccolò sono avvisati…