La patonza deve girare

Berlusconi è alla frutta, è politicamente morto. L’ho scritto tempo fa e lo ribadisco a maggior ragione adesso, alla luce delle nuove intercettazioni che escono sui media, alla luce delle figuracce che il nostro premier ci regala in ambito internazionale, ultima della lunghissima seria la definizione poco elegante di Angela Merkel, giudicata da Berlusconi inadatta a partecipare ai sui festini a luci rosse. Ma il bello è che i festini con le escort ad Arcore, a Palazzo Grazioli o sull’aereo presidenziale sono solo la punta dell’iceberg, perché non sono queste le vere ragioni che dovrebbero impedire a Silvio Berlusconi di governare il Paese.

Innanzitto, la prima ragione che mi viene in mente è l’incapacità: in quasi 20 anni di politica (grossomodo una quindicina passati a governare) non è riuscito a portare a termine nessun punto fondamentale della sua idea politica. Ricordo ancora benissimo la firma del contratto con gli Italiani da Bruno Vespa, contratto con cui si impegnava solennemente a lasciare la politica qualora non fosse riuscito a raggiungere almeno l’80% del proprio ambizioso programma politico. Di quel contratto Berlusconi non parla più e andrebbe processato pure per quello, per inadempienza contrattuale. Berlusconi sarà stato un grande imprenditore, avrà fatto successo e soldi grazie alle proprie capacità, ma come uomo politico ha dimostrato tutti i suoi limiti, nonché i reali motivi per cui è sceso in campo.

Altro motivo, che si ricollega al primo: egocentrismo. Come tutti immagino ben sanno, Silvio Berlusconi ha deciso di intraprendere la strada politica per salvaguardare i propri interessi, ottenuti precedentemente grazie alle potenti amicizie con il Partito Socialista. Travolto quest’ultimo Berlusconi si è trovato nudo e ha dovuto investire su se stesso in politica per difendere e incrementare il proprio patrimonio. E difatti, al posto delle leggi pro-Italiani sono spuntate come funghi leggi ad personam, le principali volte ad allontanare lo spettro giudiziario dato che, come uomo politico, si trovò decisamente più esposto alla luce dei riflettori e, quindi, della Magistratura. Ma, a differenza delle riforme strutturali del Paese, sulle leggi ad personam Berlusconi è stato assolutamente inattaccabile: preciso, chirurgico e sistematico. Tempi rapidissimi di approvazione e conflitto spostato con presidenza della Repubblica e, in particolar modo, Corte Costituzionale.

Ultimo motivo: conflitto di interessi. Silvio Berlusconi ha sì creato i presupposti per una crescita del proprio impero economico e finanziario, ma anche utilizzato tale impero a fini politici, per incrementare il consenso. Da persona colta e intelligente quale lui è, ha subito capito che il grimaldello per entrare con prepotenza nella politica italiana era il martellamento mediatico, inizialmente come spot politico per poi convergere via via sempre più verso lo scontro contro il comunismo, le toghe rosse e, in generale, l’illiberalismo delle opposizioni, capaci solo di proporre l’antiberlusconismo senza riuscire a produrre proposte concrete. Ma lo stesso martellamento mediatico ora gli sta implodendo addosso. Ad una certa età e dopo aver raccontanto palle a destra e a manca comincia a non essere più in grado di gestire la baracca senza cadere in fallo, senza contraddirsi e/o sputtanarsi.  E chi lo difende a spada tratta non capisce che sta solamente prolungando la sua agonia, non lo sta aiutando per niente.

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Berlusconi: “Non ho nulla di cui vergognarmi”

Caro direttore,

è vero, come Lei scrive, che il mio comportamento, così come descritto dai giornali in questi giorni, appare scandaloso. Ma il mio comportamento non è stato assolutamente quello che viene descritto ed io Le confermo, come ho già avuto modo di dirLe, che non ho fatto mai nulla di cui io debba vergognarmi. E’ invece, per fare un esempio, del tutto inaccettabile e addirittura criminale che persone che sono solo state presenti a mie cene con numerosi invitati siano marchiate a vita come “escort”. Mi dispiace anche, per fare un altro esempio, dei falsi pettegolezzi che sono stati creati grazie ai soliti brogliacci telefonici sulla signora Arcuri, che è stata invece mia ospite inappuntabile in Sardegna e a Palazzo Grazioli.

Non ho affatto intenzione di respingere una richiesta di testimonianza, che è mio interesse rendere, tanto che ho già inviato una dichiarazione scritta ma che ha, così come congegnata, l’aria di un trappolone politico-mediatico-giudiziario. Pretendo però come ogni cittadino che i magistrati rispettino anche loro la legge. Da tre anni sono sottoposto a un regime di piena e incontrollata sorveglianza il cui evidente scopo è quello di costruirmi addosso l’immagine di ciò che non sono, con deformazioni grottesche delle mie amicizie e del mio modo di vivere il mio privato, che può piacere o non piacere, ma che è personale, riservato e incensurabile. Il problema però è che da tre anni è in atto un mascalzonesco tentativo di trasformare la mia vita privata in un reato.  Ed è questo uno scandalo intollerabile da parte di un circuito mediatico e giudiziario completamente impazzito di cui nessuno sembra preoccuparsi e di cui nessuno si scusa.

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Viagra for Condoms

Realizzato  dalla società biotecnologica britannica Futura Medical PLC e concesso in licenza alla Durex SSL International, il nuovo prodotto è in attesa di ricevere l’approvazione dall’autorità di regolamentazione europea che dovrebbe arrivare nella prima metà del 2011  e poi potrà finalmente alleviare di chi soffre di impotenza e anche i loro rispettivi partner.

Tale preservativo presenta al suo interno un gel  a base di un agente vasodilatatore, in grado di aumentare il flusso di sangue quando viene assorbito dalla pelle, e che permette di avere una erezione per un maggior periodo di tempo, più lunga del normale. Si tratta inoltre di un gel studiato per essere incorporato nel preservativo senza alterare e deteriorare il lattice. Il principio attivo è dato dal composto generico per il trattamento dell’angina, una malattia causata dalla mancanza di flusso di sangue al cuore.

Insomma sta per  approdare sul mercato qualcosa di davvero innovativo, sicuro e che avrebbe lo scopo di incentivare gli uomini a indossare il preservativo più spesso. Si abbatte inoltre il fattore vergogna, perché non sarà necessaria la ricetta medica richiesta invece per il viagra.

Il Quotidiano Italiano

Per la serie “unire l’utile al dilettevole”, insomma. Oppure per dire che non sanno più cosa inventarsi per stimolare la libido umana che, oggettivamente, continua a perdere colpi indipendentemente dal successo o meno di queste invenzioni.

Sesso orale e cancro alla gola

Se da un lato sempre più notizie asseriscono che il sesso fa bene alla salute dell’intero organismo: dalla prevenzione delle malattie cardiovascolari, al rafforzamento del sistema immunitario; dall’altro c’è chi dice che non tutto il sesso è benefico. Quale? Quello orale per esempio.

Una nuova ricerca condotta dall’Ohio State University di Columbus, sostiene che praticare il sesso orale potrebbe aumentare il rischio di cancro alla gola.
Non il tabacco, come fino a poco tempo fa si asseriva, quindi, ma la colpa del cancro alla gola sarebbe imputabile al sesso orale.
Secondo gli scienziati, tutto ciò sarebbe causato da un virus che si trasmette proprio durante questa pratica sessuale. E sarebbe proprio tale microrganismo il principale indiziato per quanto riguarda il contrarre questa temibile malattia. In particolare, se si tratta di persone affetta da cancro alla gola che hanno meno di cinquant’anni.

Il suo nome in molti già lo conoscono: è il Papilloma Virus ed è responsabile di molte malattie sessualmente trasmissibili. L’inquietante aumento di tumori del cavo orale tra la popolazione giovanile sarebbe quindi dovuto al fatto che sempre più persone pratica il sesso orale.

A detta della dottoressa Maura Gillison, il tumore derivante da questa pratica sarebbe di gran lunga superiore da quello derivante dall’abuso di tabacco.
Sul Daily Mail si legge che «la cosa più fortemente legata all’infezione orale da HPV è il numero di partner sessuali che si sono avuti nella propria vita, in particolare il numero di individui su cui è stato praticato sesso orale».
Secondo Gillison, quindi, «Più alto è il numero di partner con cui si è avuto a che fare, tanto maggiore è la probabilità di contrarre un’infezione orale».

La scoperta, presentata alla conferenza dell’American Association for the Advancement of Science a Washington, mette in evidenza un possibile pericolo reale per le persone che praticano abitualmente il sesso orale. Se gli studi venissero confermati, sarebbe senz’altro opportuno fare una campagna preventiva al fine di diminuire l’insorgenza di tumori del cavo orale nei giovani.

(La Stampa)

Diciamo, per riassumere, che il sesso andrebbe fatto con più attenzione. La banalizzazione del sesso porta anche a questo, alla diffusione delle malattie sessuali. E se il cattivo esempio viene dato dall’alto e dai media è una battaglia persa in partenza.

La strategia difensiva di Berlusconi

Utilizzare i legittimi impedimenti per bloccare solo due processi, la presunta corruzione dell’avvocato inglese David Mills e la vicenda Ruby, lasciando andare avanti gli altri due, Mediaset e Mediatrade, che saranno anche i primi a riprendere in ordine di tempo. E’ questa la strategia difensiva di Silvio Berlusconi che sarà messa a punto domani in una riunione mattutina dei legali, Niccolò Ghedini, Piero Longo e Giorgio Perroni a Milano.

Lunedì 28 febbraio riprenderà il processo sui presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset dove il premier risponde di frode fiscale. Sabato 5 marzo toccherà all’udienza preliminare di Mediatrade, controllata Mediaset al 100 per cento, con le accuse di appropriazione indebita fino al 2006 e frode fiscale fino al 2009. Si tratta di due processi lontani dalla conclusione perchè in un caso si è ancora davanti al gup e nell’altro bisognerà sentire diversi testimoni e svolgere udienze all’estero, con il capitolo quasi comico di una rogatoria in Francia finita al giudice sbagliato e non s’è ancora capito per responsabilità di chi tra l’Italia e Oltralpe.

Il processo per il caso Mills riprenderà l’11 marzo, la data in cui a Bruxellex è programmato un consiglio d’Europa straordinario sull’economia. L’istanza di legittimo impedimento in pratica è già pronta e non potrà che essere accolta dai giudici. L’accusa di aver corrotto un testimone affinchè mentisse in due processi dà particolarmente fastidio e per giunta in una vicenda giudiziaria dove la Cassazione pronunciandosi per la prescrizione dell’imputazione del corrotto aveva affermato che il fatto storico si è verificato.

Il 6 aprile inizierà invece il processo in cui Berlusconi risponde di concussione per la famosa telefonata alla polizia per ottenere la “liberazione” di Ruby e di prostituzione minorile per i rapporti sessuali che avrebbe avuto a pagamento con la ragazza marocchina. Insomma, proprio l’affastellarsi di 4 processi dà la possibilità al Cavaliere e ai suoi avvocati di scegliere quali far celebrare e quali no.

Domani si riuniranno anche i pm milanesi, per decidere le modalità della chiusura delle indagini relative al fascicolo dove Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti sono accusati di favoreggiamento della prostituzione e in relazione a Ruby anche di prostituzione minorile. Dovrebbero essere stralciate, probabilmente in vista di una richiesta di archiviazione le posizioni di tre indagati con ruolo ritenuto secondario, l’autista e due collaboratori di Mora. Il capitolo relativo alla prostituzione di un’altra minorenne Iris Berardi per il momento resta fuori e potrebbe essere utilizzato in sede di contestazione suppletiva in aula al momento dei processi.

(TMNews)

Emilio Fede va in pensione: Salvo Sottile al Tg4

La carriera da direttore del Tg4 di Emilio Fede sta per giungere al termine. Dopo una lunghissima carriera da giornalista e da fido leccaculo di Silvio Berlusconi, Emilio Fede appende la penna al chiodo e si toglie finalmente dalla tv, prima che gli scandali dei bunga bunga del premier travolga pure lui e la sua fragile immagine mediatica. Al suo posto dovrebbe arrivare Salvo Sottile, un altro che definire giornalista è un eufemismo: quindi si continua sulla strada tracciata dall’Emilio nazionale, quella del non-giornalismo insomma.

Il cambio dovrebbe avvenire in estate, ma non si esclude che la sostituzione possa arrivare anche prima, già dal mese di febbraio, probabilmente qualora il braccio della giustizia italiana dovesse raggiungere pesantemente il buon Fede. Si conclude, quindi, nel peggiore dei modi la carriera dell’anchorman più noto d’Italia, il ministro della propaganda politica di Berlusconi, un uomo che è stato folgorato sulla via di Arcore dall’uomo che ha stravolto la sua vita. Più che di un rapporto professionale e/o di stima reciproca, da parte di Emilio Fede c’è stato e immagino ci sia ancora un rapporto di amore sincero per il premier, un’adorazione quasi incondizionata per tutto ciò che Berlusconi rappresenta, sia il Berlusconi uomo, sia il Berlusconi imprenditore, sia il Berlusconi politico.

Il mondo del giornalismo italiano non sentirà la sua mancanza, assolutamente. Anzi, il giornalismo italiano necessita di un ricambio generazionale che porti nuovi volti e nuove opinioni in un mondo oramai fossilizzato su posizioni storiche e banali nella loro diffusione capillare. Emilio Fede e il suo telegiornale non sono esenti da responsabilità nella situazione dell’informazione in Italia che si è venuta a creare, ma il problema è che di Fede ce ne sono troppi, troppi servi e troppo servilismo in un ambiente che dovrebbe essere il primo organo di controllo del mondo politico ed economico del Paese.

Azzardo uno scenario possibile: Emilio Fede futuro uomo politico del PdL. È solo una supposizione, ma credo che Berlusconi possa riconoscere i meriti e la fedeltà del suo scudiero salvandolo dalla gogna mediatica e giuridica portandolo nel paradiso della politica, paradiso che offre un discreto riparo dalle spire della Magistratura e Berlusconi ne sa qualcosa in merito. Personalmente credo sia l’unico modo per ricollocare Emilio Fede, evitandogli guai giudiziari e una vita tediosa priva dei suoi show davanti alle telecamere del Tg4. Goditi la pensione Emilio, non ci mancherai!

Nadia Macrì dai pm di Milano

Nadia Macrì aveva messo a verbale di aver avuto due incontri sessuali con il premier, ad Arcore e a Villa Certosa, e di aver ricevuto cinque mila euro per ogni prestazione. In un’intervista trasmessa ieri da Annozero, la escort ha raccontato di essere stata ad Arcore il 24 aprile dello scorso anno, quando, stando agli atti dell’inchiesta milanese che vede indagato il premier per concussione e prostituzione minorile, era presente anche la giovane marocchina Ruby. La ragazza ha raccontato nell’intervista di aver preso cinque mila euro in una busta dal premier dopo la serata di aprile e di aver visto che una busta con cinque mila euro era stata consegnata dal presidente del Consiglio anche a Ruby. La giovane, sempre nell’intervista, ha spiegato che quella sera ad Arcore erano presenti anche Emilio Fede e Lele Mora (indagati nell’inchiesta per induzione e favoreggiamento della prostituzione) e altre ragazze, con le quali, sempre stando al racconto della escort, il premier avrebbe avuto rapporti. (Repubblica.it)

Il vaso di Pandora è stato aperto, sta venendo fuori tanto di quel marcio che non si può nemmeno immaginare. Dalle dichiarazioni della escort Nadia Macrì il premier sarebbe una specie di maniaco sessuale, un sex-addicted a tutti gli effetti, malato di sesso e con una considerazione bassissima della donna, una merce da comprare e da usare a piacimento. Altro che case a Montecarlo, qui siamo su di un altro piano, completamente diverso, qualcosa che può scuotere le fondamenta della nostra politica.

Ruby e il sesso con Berlusconi

La procura di Milano non ha perso tempo ed ha accusato il premier Silvio Berlusconi di un nuovo reato: favoreggiamento della prostituzione minorile. Il caso risale alla nota vicenda di Ruby Rubacuori, la ragazza marocchina che è stata lasciata in libertà grazie all’interessamento diretto del premier il quale, tramite persone di sua fiducia, l’avrebbe messa sotto la custodia di Nicole Minetti, la sua igienista dentale fatta parlamentare. Secondo la procura di Milano Berlusconi avrebbe avuto rapporti sessuali con la suddetta ragazza, ben sapendo che era minorenne, e in cambio di favori e sontuosi regali. Riporto dal sito di Repubblica:

Ascoltiamola al telefono, ora che è a Milano e si racconta a un amico: “A me non me ne frega niente, la mia vita non è qui, faccio più soldi possibile e poi me ne torno in Marocco…”. In questa conversazione si parla di Berlusconi, appaiono cifre che possono nascere dalla fantasiosa millanteria della ragazza, eppure chi ha letto le carte su tre punti è molto esplicito: “Quando diventeranno pubbliche le fonti di prova, chiunque potrà rendersi conto come sia evidente che Ruby ha fatto sesso con il presidente, il quale era consapevole della sua minore età, e che in cambio è stata generosamente retribuita”.
Sesso con il presidente: questo è il punto che nelle interviste e negli interrogatori Ruby nega con ostinazione. Per lei questa vaghezza è una nuova opportunità e lo confessa in qualche occasione: “Mi pagano per parlare. Mi pagano per tacere. Sono diventata ricca”.

E’ chiaro come la ragazza stia sfruttando la situazione, trovandosi fra due fuochi. Popolarità più soldi facili, è quello che aveva sempre desiderato ed ora sta riuscendo nei suoi intenti. Chiaramente non è facile crederla completamente attendibile, sia quando afferma di aver fatto sesso con Berlusconi, sia quando lo nega. Personalmente, è avvilente vedere una politica italiana legata a tematiche così frivole e prive di contenuti. Quello che bisogna capire è perché Silvio Berlusconi si sia sputtanato così facilmente per aiutare una ragazza minorenne, immagino ben sapendo che qualche illazione (anche se totalmente infondata) sarebbe venuta fuori. Berlusconi non è stupido, è un abile pubblicitario e sa come indirizzare e manipolare l’opinione pubblica a suo favore, magari scegliendo il male minore. Avrà avuto i suoi buoni motivi, quindi, per creare un caso “privato” come quello di Ruby, non credo all’ipotesi di un Berlusconi rimbambito dall’età, è quasi inverosimile.

Comunque sia, va detto che Berlusconi non rischia poco. Qualora fosse condannato, anche solo per un brevissimo periodo di detenzione, sarebbe costretto a scontarlo, perché la stessa legge proposta dal suo governo impedisce benefici carcerari per questo tipo di reato. E il legittimo impedimento indebolito non lo agevola ulteriormente, probabilmente costringerà i suoi fidati onorevoli-avvocati a creare una scappatoia legislativa per non rischiare nulla. Quindi, Angelino e Niccolò sono avvisati…

Porno Cina

Quest’anno, in Cina, sono stati chiusi oltre 60000 siti porno, praticamente una media di quasi 200 siti pornografici al giorno. Ques’operazione ha portato contestualmente all’arresto di quasi 5000 persone. Molto dure le pene nei confronti dei responsabili. L’operazione ha permesso, su 4.965 sospetti di arrestare 1.332 persone che sono state “punite penalmente”. Di questi addirittura 58 sono state condannate ad almeno cinque anni di carcere. Il lavoro del governo è stato enorme, dal momento che è stato necessario monitorare 1,79 milioni di siti web, eliminando dalla rete 350 milioni di articoli pornografici e volgari, oltre che immagini e brani video. La portata dell’operazione si comprende ancor di più se si considera che la Cina ha 450 milioni di utenti Internet, vantando la più grande popolazione online del mondo. Ecco perchè il governo monitora costantemente internet, per fare in modo che non diventi veicolo di propaganda o di idee che vengono ritenute pericolose.

 Ma gli arresti e le chiusure non si fermano qui: i responsabili hanno infatti annunciato che la lotta contro i siti vietati ai minori proseguirà senza sosta. Si tratta di una filosofia adottata nel dicembre 2009. Le polemiche non mancano, dal momento che secondo molti questa chiusura si tratta di spazi non necessariamente vietati ma spesso politicamente sensibili o che servivano a ospitare solo contenuti inseriti dagli utenti.

La Cina scopre che il progresso e lo sviluppo economico hanno anche dei limiti e dei punti negativi. In realtà, comunque, credo che il vero intento del governo cinese sia il controllo totale della Rete; la lotta alla diffusione della pornografia online è solamente la punta di un iceberg ben più grande e profondo. Altra cosa evidente è che i cinesi, rimasti chiusi e isolati per lunghi periodi, ora si scoprono drogati di sesso e questo è certamente un mercato fiorente e redditizio, un mercato che non si vorrà lasciare in mano agli stranieri…

Sesso: medicina perfetta

Se vuoi vivere più a lungo devi essere fedele. E’ quanto rivela una ricerca portata avanti dal Dipartimento di fisiopatologia clinica dell’Università di Firenze, che ha esaminato un campione di 4mila uomini fotografando il rapporto di coppia, le disfunzioni sessuali e il livello di testosterone.
È uno studio sui benefici dell’avere una vita sessuale piena e piacevole, che proteggerebbe gli uomini dai problemi cardiovascolari. Soprattutto se lui è fedele e gode di una serena vita di coppia, oppure se tradisce solo saltuariamente.
I dati dello studio in questione sono stati incrociati con quelli dei registri delle Asl sugli eventi cardiovascolari.
Uno dei risultati è che gli infedeli occasionali hanno un più basso rischio cardiovascolare, mentre per chi mantiene un rapporto parallelo a lungo si hanno aumenti di stress e senso di colpa, una situazione che induce l’uomo ad adottare comportamenti a rischio: aumento del peso corporeo, tensioni sul lavoro e a casa, abuso di alcol e fumo. Al contrario, negli uomini fedeli, il testosterone svolge un ruolo protettivo, ma solo se la coppia è sessualmente attiva, la quantità dell’ormone è infatti influenzata dalla qualità dei rapporti sessuali, ma anche il solo interesse erotico femminile percepito dall’uomo è sufficiente ad abbassare il rischio cardiovascolare.
La fedeltà però ha anche dei contro, chi ha una compagna fissa soffre maggiormente di ipogonadismo, ovvero di calo di produzione di ormoni androgeni. Emmanuele Jannini, coordinatore della commissione scientifica Siams spiega che “I dati dimostrano che l’attività sessuale frequente e soddisfacente dovrebbe essere prescritta come una medicina per curare patologie psichiche (depressione), relazionali (problemi di coppia), dismetabolismi. A letto si recupera la linea e un diabetico che ha una buona attività sessuale si cura meglio. Il sesso è utile addirittura per prevenire neoplasie come quelle della prostata”.
Inoltre, è cosa nota che l’attività sessuale permette un miglior metabolismo dello zucchero nel sangue. Merito del testosterone, l’ormone sessuale maschile per eccellenza, in grado di ridurre la resistenza all’insulina, gli stati infiammatori e la massa grassa corporea. Al contrario, quando l’amore finisce o si attraversa una crisi di coppia, la sindrome metabolica peggiora, aumentano le citochine infiammatorie e con loro il rischio cardiovascolare. Questo aspetto è stato oggetto di uno studio, condotto dal Dipartimento di fisiopatologia medica dell’Università La Sapienza di Roma, e che sarà anch’esso presentato nel corso dei congresso Siams. Su 45 uomini di mezza età con ipogonadismo e sindrome metabolica sono stati studiati i livelli di insulina, la composizione corporea e le citochine infiammatorie.
L’esperimento è durato tre mesi e si è svolto in doppio cieco. Si è evidenziato spesso, in associazione con l’ipogonadismo, la comparsa della sindrome metabolica o da insulino-resistenza, una situazione ad alto rischio cardiovascolare e che riguarda una fetta elevata di popolazione in età matura. Somministrando testosterone ai 45 pazienti si è scoperto che la capacità dell’insulina di fare entrare zuccheri nelle cellule aumenta in media del 25%, mentre le citochine diminuiscono del 20%, riducendo così gli stati infiammatori. Anche la forma fisica trova giovamento, aumenta infatti la massa magra corporea a discapito di quella grassa.
Uno studio dello scorso anno rivelava che il buon sesso fa bene alla salute maschile ma anche a quella femminile. Le signore, per sentirsi meglio, dovrebbero mantenere una vita sessuale attiva e, sopratutto, appagante. Il lavoro che è stato svolto presso la Monash University, in Australia, ha indagato il rapporto tra la vita sessuale e il benessere psicofisico femminile. La ricerca, pubblicata sul “Journal of sex medicine”, ha ha considerato un campione di 295 donne, di età compresa tra i 20 e i 65 anni, che avevano almeno due rapporti sessuali al mese.
Dai risultati raccolti dall’indagine è emerso che non è la frequenza degli incontri intimi a incidere sul benessere sessuale femminile, dato che spesso questi avvengono anche se la donna prova poco o nessun piacere, ma è la qualità dell’amplesso a incidere sulla soddisfazione e sulla salute psicofisica del gentil sesso. Per misurare il rapporto tra la qualità della vita sessuale e il benessere generale femminile, i ricercatori australiani hanno chiesto alle donne del campione di valutare il livello della loro soddisfazione sessuale, facendo opportune distinzioni tra donne già in menopausa e ancora fertili.
La dott.ssa Sonia Davison, del Women’s Health Program della Monash University, afferma che le donne sessualmente insoddisfatte rivelano una bassa vitalità. Questo dato, per l’esperta, dovrebbe spingere a trattare di questi temi come una parte essenziale dell’assistenza sanitaria da fornire alle donne, che spesso sono restie a parlare di questi argomenti col proprio medico.

fonte: Italia Salute