Trenord fa vomitare

Trenord_vomitareDall’immagine qui a fianco non so se si vede, ma questo altro non è che uno scorcio di un treno Trenord, preso esattamente questa sera per tornare a casa. Si può apprezzare la chiazza di vomito (umano, immagino, anche se potrebbe essere di origine animale) con accanto della terra, forse, che lascia il dubbio che si tratti di escrementi.

La foto è stata scattata in una delle carrozze di testa, quindi è difficile immaginare che il personale Trenord non si sia accorto (anzi, è altamente probabile che il problema gli sia stato segnalato).

Questa è la vita del pendolare. Non solo bisogna attendere il treno in ritardo, al freddo (di questa stagione); non solo spesso si è costretti a viaggi a mo’ di sardina, in piedi, schiacciati l’un l’altro, perché il treno è palesemente sottodimensionato rispetto agli utenti; non solo gli scioperi, spesso del venerdì, costringono i pendolari a fare orari di lavoro “strani”, oppure a utilizzare permessi o ferie; no, quando si ha la fortuna di trovare un posto libero, ecco che si scopre che il posto era libero non per caso, c’era un motivo sotto sotto.

Intendiamoci Trenord, a me personalmente basterebbe anche solo avere dei treni puntuali, sulla pulizia sono anche pronto a chiudere un occhio (e a turarmi il naso). Ma dato che siete ciò che più lontano non può essere dal concetto di puntualità, proprio non ce la fate, allora cercate di migliorare su aspetti che sono alla vostra portata. Dai, su, è Natale, fateci sto regalo 😉

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Sciopero dei treni del 21 ottobre 2011

Disagi in vista per il trasporto ferroviario. Le segreterie nazionali dei sindacati di categoria, si legge in una nota delle Fs Italiane, hanno proclamato uno sciopero nazionale del personale del gruppo dalle 9 alle 17 di venerdì 21 ottobre. In occasione dello sciopero, spiega la nota, il programma di alcuni treni potrà subire modifiche.

P.S. Olè, altri disagi in vista per chi viaggia e per i pendolari. Spero che Trenord non si inventi altri orari per scioperare, almeno…

(Seguiranno aggiornamenti, se disponibili)

I disagi dello sciopero

Innanzitutto ringrazio il Cielo per essere arrivato a casa, tutto sommato senza fare troppa fatica e in un tempo ragionevole. Dico questo perché le premesse non era delle migliori, visto che, nonostante sia uscito in ampio anticipo dall’ufficio mi sono trovato alla stazione ferroviaria di Milano-Repubblica di fronte allo scenario inaspettato di un sacco di treni soppressi, nonostante le fascie di garanzia che, in questi casi, dovrebbero tranquillizzare quegli sciagurati che si affidano ai trasporti pubblici in una giornata di sciopero dei trasporti pubblici.

Comunque sia, sono riuscito ad arrivare a Bovisa praticamente grazie all’unico treno che passava da Repubblica, il treno per Mariano Comense. Ovviamente era pienissimo e non abbondava di carrozze, tanto per lanciare un messaggio chiaro sulla volontà di cagionare la maggior quantità possibile di disagi per i pendolari. A Bovisa c’era una marea di gente, tutte in attesa dello stesso treno, su cui giravano voci che non sarebbe nemmeno arrivato. Fortunatamente le voci sono state smentite e, anche se in ritardo, da Bovisa sono riuscito a partire e a raggiungere la mia stazione di destinazione.

Al di là dei disagi, comunque, il punto centrale che non riesco a cogliere è l’utilità di questi scioperi. Si colpiscono gli utenti per educare i “padroni”? Che danno possono avere le società dei trasporti pubblici? I soldi degli abbonamenti li incassano puntualmente, con lo sciopero pagano meno i salari dei dipendenti e fanno circolare meno convogli; al di là del danno d’immagine, che comunque ricade sui dipendenti, quali disagi provoca uno sciopero alle società di trasporti? Io non riesco a coglierlo, sarà troppo sottile, o poco visibile.

Vabbè, mi auguro che tutti quanti riescano a tornare a casa senza troppo soffrire per gli scioperi. Tanto non è il primo e non sarà certo l’ultimo. E’ troppo conveniente scioperare, soprattutto il venerdì, sembra fatto apposta… 😛

Sciopero mezzi pubblici il 31 marzo e 1 aprile 2011

È di nuovo tempo di scioperi, a cavallo tra il corrente mese di marzo e quello di aprile 2011. Le organizzazioni sindacali del settore del trasporto, infatti, hanno proclamato lo sciopero dei treni e quello del Tpl, il trasporto pubblico locale, per le date del 31 marzo 2011 e 1 aprile 2011. L’agitazione è su scala nazionale, avrà una durata pari a 24 ore, e si articolerà come al solito con orari differenti di sciopero da città a città. In particolare, bus, tram e metropolitana sono a rischio l’1 aprile 2011, mentre per i treni i disagi sono attesi già dalle ore 21 del 31 marzo 2011. Le sigle sindacali che hanno proclamato lo sciopero, ovverosia la Fast, Filt Cgil, Faisa, Fit Cisl, Orsa Trasporti, Ugl Trasporti e UilTrasporti, rivendicano il persistente immobilismo per quel che riguarda la definizione del CCNL, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Mobilità.

Dunque ci aspetta un fine mese all’insegna dello sciopero dei trasporti e del disagio diffuso. Certo, ultimamente e fortunatamente gli scioperi dei mezzi pubblici non hanno avuto una percentuale di adesione molto elevata, oltre al fatto che da qui a fine mese manca ancora diverso tempo, quindi si è sempre in tempo a revocare lo sciopero stesso. Però resta sempre questa spada di Damocle pendente sulla testa dei pendolari d’Italia. Resta sempre il contrasto fra i diritti dei lavoratori del settore del trasporto pubblico e i diritti di chi paga regolarmente abbonamento o biglietto. Insomma, la frequenza degli scioperi è troppo elevata, bisognerebbe darsi una calmata in questo senso, perché non riesco più nemmeno a seguire tutti gli sciopero proclamati; sarebbe necessario, finalmente, uno sciopero dello sciopero!

Sciopero trasporti del 26 gennaio 2011

Confermato lo sciopero nazionale generale di autoferrotranviari e metroferroviari indetto da Unione sindacale di base (Usb) in programma per mercoledì 26 dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 a fine servizio. La protesta, che si svolgerà nel rispetto delle fasce di garanzia, coinvolge bus, tram, metro e ferrovie con personale viaggiante e interno, compresi addetti alla verifica dei titoli di viaggio, addetti ai parcheggi, ausiliari del traffico e lavoratori delle biglietterie.

Un esponente del CUB-Trasporti ha spiegato che:

“Scioperiamo per aumenti salariali degni di un paese europeo, per una politica di miglioramento delle condizioni di lavoro, della salute e della sicurezza dei lavoratori, contro la politica dei premi ad personam e contro i tagli al trasporto pubblico dalla finanziaria che creano pesanti ricadute sui livelli occupazionali, sulla qualità e quantità del servizio, con l’aumento delle tariffe per i cittadini”.

E’ solo l’inizio dell’anno, già m’immagino un anno denso di scioperi nei trasporti, tanto per non far mancare nulla ai pendolari abbonati che, pagando per un servizio, si ritrovano solo disservizi. Ovviamente il diritto di sciopero è insindacabile e voglio credere che chi ha indetto questo sciopero abbia ottimi motivi per farlo e lo faccia con un peso sullo stomaco di dover recare danno e problemi a chi non c’entra nulla, a chi paga e deve solo stare zitto.

Faccio però notare che gli aumenti salariali richiesti dai lavoratori del settore trasporti ricadranno inevitabilmente sulle tasche degli utenti finali, in termini di aumenti delle tariffe, aumenti che già si sono verificati e che sono già in programma per l’anno in corso. Insomma, cornuti e mazziati! La terra dei cachi

Dicembre nero per scioperi nei trasporti

Si preannuncia un dicembre nero per chi dovrà muoversi con i mezzi. Sono infatti previsti diversi scioperi nei trasporti, scioperi che rischiano di paralizzare il Paese in un mese che è già caotico già di suo. I primi ad incrociare le braccia saranno gli autisti e macchinisti di bus e treni. Lo sciopero è previsto dalla sera del 9 dicembre per proseguire poi nella giornata del 10; 24 ore di sciopero a cavallo tra giovedì e venerdì, tanto per aprire nel migliore dei modi il prossimo weekend pre-natalizio.

La settimana successiva saranno gli aerei a rimanere a terra, con ben due scioperi distinti proclamati per il giorno 17 dicembre, casomai che ne saltasse uno c’è sempre l’altro a paralizzare tutto quanto. In questo senso i lavoratori nel settore aeroportuale si dimostrano una spanna sopra tutti gli altri, molto astuti e previdenti. Sarà, dunque, un bel venerdì 17 per tutti quanti dovranno volare e avranno un motivo in più per essere più incazzati con la categoria.

Inutile dire che gli scioperi non servono a nulla se non a far soffrire le coronarie degli abbonati e degli utenti in generale. Si complica loro la vita, si peggiora ulteriormente la percezione di un servizio che già normalmente, per via dei ritardi sistematici e dei viaggi simili ad animali da macello. Visto che il governo è ormai agli sgoccioli, perché non precetta subito questi scioperi? Ne guadagnerebbe anche molto nell’immagine e, quindi, nel consenso elettorale che, dato l’aria che tira, non sarebbe proprio una pessima idea…

vignetta: Graffi Digitali

Calcio in sciopero 11 e 12 dicembre

Il mondo del calcio dice basta. Anche loro vogliono far valere i propri diritti e tramite l’Associazione italiana calciatori proclama uno sciopero per la giornata dell’11 e 12 dicembre prossimo. Se non erro, l’Inter sarà già a Dubai per giocare il mondiale per club, quindi non so come possano scioperare i calciatori nerazzurri. Ergo, potrebbe essere un bel vantaggio per la squadra del patron Moratti, poiché perderà dovrà recuperare solo una giornata di campionato e non due come avrebbe dovuto in condizioni normali.

Lo sciopero ritengo sia lo strumento ultimo da utilizzare come extrema ratio. Certamente, quando penso allo sciopero non penso immediatamente al calciatore, perché il calciatore per me non lavora, è un atleta, al massimo un artista nel migliore dei casi. Anche i calciatori hanno i loro diritti, ma è indubbiamente vero che sono una categoria particolare e molto privilegiata, sono pagati per correre dietro una palla e prenderla a calci, niente di eccezionale insomma. Ma loro non sono mai contenti, vogliono di più, ed ecco riassunte le loro richieste:

  • CONTRATTO: per la Lega deve essere flessibile, e prevedere stipendi per i calciatori in gran parte legati ai risultati (compresa l’automatica riduzione degli stipendi in caso di retrocessione in serie B); l’AIC accetta la parte variabile solo per il 50%.
  • PROFESSIONALITÀ: per la Lega il calciatore deve fare soltanto il calciatore, per l’Aic deve restare libero di decidere cosa fare fuori dall’orario di lavoro, come per esempio accettare altri lavori.
  • COMPORTAMENTI: la Lega chiede codici ferrei di condotta ed etica anche fuori dal campo, l’Aic è per mantenere libertà assoluta nel tempo libero.
  • CURE: le società chiedono che dipendano esclusivamente da specialisti di fiducia del club, i giocatori vogliono restare liberi di scelta facendo pagare al club.
  • TRASFERIMENTI: la Lega chiede che un giocatore non possa rifiutare il trasferimento ad un club di stessa qualità e con soldi garantiti. Se rifiuta, risoluzione del contratto ma pagamento del 50% dell’emolumento e libertà di firmare con chi vuole.
  • PREPARAZIONE: per la Lega il tecnico deve avere la possibilità di decidere di far allenare anche in più gruppi, l’Aic è per mantenere il gruppo unico.
  • SANZIONI: automatiche per i club in caso di mancanze classiche, l’Aic vuole restino di volta in volta decise dal collegio arbitrale.
  • ARBITRI: la lega vuole riformare il collegio arbitrale con un presidente esterno al calcio, l’Aic insiste per non toccarlo, con presidente sorteggiato tra quelli designati da Lega e Aic.

Su alcuni punti si potrebbe anche discutere, ma in generale vi sono dei punti che non sono assolutamente ammissibili; ad esempio, come si può pretendere che le società di calcio paghino le spese mediche per le prestazioni mediche decise dai giocatori? Se un giocatore non vuole affidarsi alle cure del club di appartenenza dovrebbe poter affidarsi anche a cure esterne ma A SUE SPESE! Troppo comodo fare visite specialistiche, consultare luminari della medicina e poi presentare il conto alle società.
Sul trasferimento bisognerebbe aprire un dibattito, poiché non è facile obbligare una persona a cambiare città e/o nazione, anche per via della vita privata dei giocatori stessi che verrebbe inevitabilmente stravolta da questa decisione.

Io non amo fare demagogia, ma non si può accettare di vedere dei multimiliardari chiedere di avere ancora di più, più soldi più diritti e meno doveri. Che andassero veramente a lavorare questi lavativi, hanno rotto il cazzo veramente e che facessero sciopero per mesi, si avranno più weekend da dedicare alla famiglia e allo shopping natalizio, un toccasana per la nostra economia.

Blog in sciopero contro ddl Alfano

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Oggi blog chiusi per sciopero. I cyber opinion leader si autocensurano per protestare contro il ddl Alfano che ”mette il bavaglio”, per dirla con Antonio Di Pietro, ”all’ultimo prezioso spazio di democrazia”, ovvero la rete. Megafono arancio in campo nero con la scritta ”Questo blog alza la voce contro il bavaglio del ddl Alfano” è il logo dell’iniziativa, promossa da ‘Diritto alla rete è ampiamente diffusa anche su Facebook. E’ la prima volta che va in scena questo tipo di ‘astensione dal lavoro’.

Da stasera ore 21 sciopero dei treni di 24h

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L’86% dei treni a media e lunga percorrenza viaggerà regolarmente. Altrettanto regolare la circolazione dei Frecciarossa e della quasi totalità degli Eurostar. Qualche cancellazione sarà possibile nel trasporto regionale.
Sono questi gli effetti previsti dall’astensione dal lavoro, proclamata dai sindacati autonomi Or.S.A. e CUB Trasporti, che riguarderà una parte del personale ferroviario e scatterà alle ore 21.00 di sabato 11 per terminare alle 21.00 di domenica 12 luglio.
Nel corso dello sciopero il collegamento tra Roma Termini e l’aeroporto di Fiumicino continuerà ad essere assicurato.
Lo sciopero non riguarderà il Friuli Venezia Giulia.

(Il Sole 24 Ore)

Quindi non si prevedono troppi disagi per lo sciopero proclamato dalle 21 di questa sera alle 21 di domenica sera, 24 ore di sciopero che non dovrebbero bloccare molti treni, non limitando quindi gli spostamenti dei vacanzieri di luglio che preferiscono viaggiare in treno piuttosto che in macchina e in aereo. Meno male, perché gli scioperi servono oramai solo a creare disagi e casini agli utenti che nulla c’entrano con le beghe sindacali.

«Ci scusiamo per il disagio»: Ma Vaffanculo!

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I mezzi di trasporto d’Italia oggi hanno incrociato le braccia. Ma soprattutto hanno rotto le balle ai pendolari e ai comuni cittadini-lavoratori che, come ogni giorno, non si potevano permettere di scioperare e si dovevano recare regolarmente sul luogo di lavoro. Personalmente, mi sono trovato a Milano questa mattina e devo dire che non è stato facile tornare a Brescia. Perché gli scioperi dei trasporti sono spesso trasversali, coinvolgono tutti i mezzi del trasporto pubblico e paralizzano le città. Indicativamente, bisognava muoversi entro le 9:00 (8:45) del mattino, per sfuggire al blocco dei mezzi pubblici. Giunto alla stazione di Milano centrale, ho dovuto fare i conti con lo sciopero dei treni, messo giusto giusto tra le giornate di ieri ed oggi, 24 ore di sciopero che riguardano, principalmente, i treni del trasporto locale con la cancellazione anche di alcuni treni ES, IC e simili, di lunga percorrenza. Insomma, si tratta di un lunedì nero per i trasporti nazionali.

Il punto è che, oltre ad essere molto frequenti, questi scioperi sembrano proprio avere una regia alle spalle, che li crea e li organizza a puntino per dare maggiori disagi ai cittadini. Ma i cittadini non hanno alcuna colpa per quanto concerne le trattative per il rinnovo di contratti sindacali, diamine! Perché devono essere sempre gli utenti a pagare? Perché chi paga deve sempre pagare? Si possono accettare e condividere le idee di piloti, macchinisti, assistenti di volo, autoferrotramvieri, ecc., ma quando poi si provano sulla pelle le conseguenze dei loro scioperi, ecco che la rabbia ci porta a cambiare idea, perché rispondere ad un disagio creandone altri non è certamente una buona cosa.
Inoltre, mi fanno veramente arrabbiare le frasi del tipo “Ci scusiamo per il disagio arrecato”. Come se non ci potessero fare nulla, siamo costretti a fare così, siamo costretti a rendervi una giornata infernale, però ce ne scusiamo: sai quanto me ne faccio delle scuse quando rimango appiedato in una stazione, oppure quando devo aspettare ore ed ore e pagare comunque per il servizio utilizzato… ma vaffanculo va, perché quando ci vuole è più che lecito! L’Italia, in un momento di crisi, pensa solo a far scioperi…