Le bugie di Trenord

Trenord_soppresso

Che Trenord non fosse l’emblema della società di servizi più efficiente lo si era capito, lo hanno capito più o meno tutti i suoi abbonati. Ora, però, comincio a dubitare perfino della sincerità della società. Oggi, infatti, mi trovavo in viaggio sul treno della linea S1 S 23260 da Lodi a Saranno. Il treno era perfettamente in orario, anzi, addirittura in anticipo (link allo screenshot che continuava a mostrare il treno in orario) ed ero sinceramente sorpreso, non capita tutti i giorni di vedere un treno Trenord addirittura in anticipo.

Arrivato alla stazione di Milano Bovisa, in anticipo, il treno è stato soppresso, senza alcuna spiegazione. Il treno non era guasto, perché infatti viaggiava puntualissimo. Semplicemente non aveva voglia di arrivare fino a Saranno. Se fosse possibile avere una spiegazione della soppressione del treno S 23260 sarebbe fantastico, ma mi rendo conto che non si può pretendere più di un miracolo al giorno (oltre al treno in anticipo).

La cosa bella, però, è arrivata dopo. Infatti, sull’app di Trenord è apparsa la seguente comunicazione: 


Dunque, alle 13:30 Trenord comunica che il treno in partenza da Saranno alle 14:08 e diretto a Lodi alle 15:37 oggi terminerà la corsa a Milano Bovisa, a causa di un guasto tecnico al treno. Cioè, il treno è guasto per arrivare fino a Lodi, mentre può arrivare tranquillamente fino alla Bovisa? Io trovo che sia alquanto anomalo tutto questo, sembra quasi che la giustificazione addotta da Trenord sia, in realtà, una balla gigantesca, roba che farebbe inorridire pure Pinocchio.

Un consiglio per Trenord: abbiate il coraggio di ammettere che non potete o non volete garantire il servizio, non inventatevi scuse assurde e campate in aria (“guasto tecnico al treno che il personale in servizio sta cercando di risolvere” non si può sentire, si vede lontano un miglio che è una frottola). Siate sinceri, ammettete i vostri limiti, ché almeno sembrereste incapaci, ma simpatici.

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Le segrete vasche di laminazione

Vasche di laminazione a Senago

E a quanto pare le vasche di laminazione sul fiume Seveso si faranno e si faranno nel comune di Senago (dove il Seveso nemmeno passa, vabbè…). Ne avevo parlato qualche tempo fa, parecchio tempo fa, e, nella disamina conclusiva avevo detto:

Ma cosa ne pensano i senaghesi? E soprattutto cosa ne pensano gli abitanti nella zona di via De Gasperi? Sarebbe bello chiedere un piccolo parere anche a loro o al massimo dar loro la giusta informazione in merito a quest’opera che potrebbe comportare grossi disagi, per non parlare dei problemi ambientali e di salute.

Ed ecco infatti la risposta del “Collegio di Vigilanza dell’Accordo per la salvaguardia e la riqualificazione dei corsi d’acqua dell’area metropolitana milanese” (Regione, Provincia e comune di Milano) è stata chiara: non hanno informato delle loro decisione, di indire una riunione, nemmeno il comune di Senago, diretto interessato dell’opera; ora si potrebbe anche pensare che il comune, facendo la parte dello “gnorri” stia cercando di crearsi un alibi difensivo, dato che nella lotta istituzionale contro Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano ne uscirebbe probabilmente sconfitto. Escludendo però questa ipotesi, bisogna dire che i metodi utilizzati nella vicenda sono francamente discutibili. E l’Amministrazione senaghese, in questo caso, è molto chiara: «il Comune di Senago non sa nulla dell’indizione di questa riunione e ne viene a conoscenza a giochi fatti, quando viene pubblicato il comunicato stampa congiunto di Regione, Provincia e Comune di Milano. Se l’esser piccoli, rapportandoci agli altri soggetti istituzionali, è la natura del nostro Ente, l’accettiamo; quello che non possiamo accettare è l’essere ignorati da altre, seppur “più importanti” Istituzioni».

Il Comune prova anche a spiegare, per l’ennesima volta, che il “NO” non è un no a prescindere, per partito preso. Quello che viene messo in dubbio, oltre alla scelta di Senago come sede dell’opera (contro atti votati all’unanimità da vari Consigli comunali nel corso degli anni), è rappresentato anche dalla validità dell’opera che, senza altri interventi importanti, risulterebbe pressoché inutile a risolvere il problema delle piene del Seveso, mantenendo inalterati i disagi per gli abitanti di Milano (zona Niguarda). E se non fossimo in Italia, direi che tutto questo non ha senso…

Per approfondimenti:
Canale scolmatore e vasche di laminazione a Senago

Esorcizzare il Barcellona

Ricordo dettagliatamente il Milan-Barcellona del 18 maggio 1994. Era la finale di Champions League, la seconda di fila dopo quella contro il Marsiglia, finita con la vittoria dei transalpini. Anche allora, come oggi, il Barcellona era considerata la squadra più forte del pianeta, era una squadra stellare che univa la spettacolarità tecnica all’estrema efficacia dei propri finalizzatori (come non citare Romario e Stojckov).

Le similitudini non si fermano qui: 18 anni fa il Milan giocò la finale senza il miglior difensore al mondo, all’anagrafe Franco Baresi, e pure il suo vice Billy Costacurta. Mancava l’intera difesa centrale titolare contro il miglior attacco del mondo; sembrava una sfida impossibile da vincere, ma la sagacia tattica di Capello e la certezza di vittoria di Johan Cruyff confezionarono un indimenticabile 4-0 per noi, con sonora batosta per i blaugrana. Oggi, invece, dobbiamo affrontare uno dei migliori attacchi al mondo privi del miglior difensore al mondo, il nostro Thiago Silva che contro la Roma si è infortunato al bicipite femorale, un infortunio che lo terrà lontano dai campi di gioco per almeno 3-4 settimane.

E comunque sia, anche il Barça qualche problema ce l’ha: Guardiola arriva a San Siro privo di Eric Abidal (in attesa di una nuova operazione di trapianto al fegato) e di Adriano, ovvero di un difensore titolare e della sua prima riserva. E, salvo sorprese, proporrà una retroguardia con l’aggiunta di Javier Mascherano a Dani Alves, Gerard Piqué e Carles Puyol, probabilmente dirottato sulla fascia sinistra (escluso che possa propendere per la difesa a tre). Il punto “debole”, comunque, potrebbe essere Piqué, da un po’ di mesi a questa parte apparentemente distratto dagli sculettamenti della propria fidanzata Shakira e lontano dalla forma migliore.

Vincere si può, passare il turno si può, ma teniamo presente che servirà l’impresa, una grande impresa.

Il problema di testa di Cassano

C’è una sorta di “strano destino” nel problema di salute di Antonio Cassano. Il ragazzo difficile, il ragazzo diventato uomo troppo velocemente senza la necessaria maturazione è stato colpito da un ictus ischemico, un problema neurologico che, verosimilmente, lo terrà lontano dai campi di gioco per diversi mesi, anche se l’ipotesi di una carriera oramai conclusa non è totalmente da escludere. Il giocatore verrà sottoposto a breve ad un’operazione di cardiochirugia per risolvere un problema al cuore. Qui di seguito riporto il testo integrale del comunicato dell’AC Milan:

“AC Milan, in base ai rapporti medici del Policlinico di Milano, comunica che Antonio Cassano ha manifestato una sofferenza cerebrale su base ischemica. Gli esami strumentali e neuroradiologici hanno richiesto 72 ore per il loro svolgimento ed hanno evidenziato la sofferenza di un’area cerebrale circoscritta che non ha determinato deficit neurologici persistenti. La causa è stata identificata nella presenza di un forame ovale pervio cardiaco interatriale, evidenziabile solo con sofisticati esami specialistici. La tempestività della terapia instaurata ha permesso un rapido recupero e miglioramento delle condizioni cliniche che sono buone. Il calciatore – conclude la nota – verrà sottoposto nei prossimi giorni a un piccolo intervento di cardiologia interventistica (chiusura del forame ovale), i tempi di recupero per il ritorno all’attività agonistica saranno meglio definiti dopo l’intervento, ma verosimilmente saranno di qualche mese”.

La cosa ancora più “strana” è che il Pibe de Bari quest’anno stava vivendo un anno magico, nel quale stava dimostrando il suo valore in una squadra di alto livello come il Milan, smentendo chi sosteneva che fosse solamente forte fra i deboli, e senza commettere le cosiddette “cassanate” che tanto l’avevano reso celebre. Probabilmente questo infortunio comporterà anche la sua partecipazione agli Europei di calcio; dunque, in pochi giorni, abbiamo perso Giuseppe Rossi per la rottura del crociato e Antonio Cassano per un problema cardiaco. D’ora in poi Cassano sarà il Julian Ross di Bari vecchia. Forza FantAntonio! Torna più forte di prima! 😉

Open Day Corpo Musicale Senaghese

Il Corpo Musicale Senaghese, (CM Senaghese),  è una libera associazione senza scopo di lucro per la promozione e la diffusione della cultura musicale bandistica. Opera nel territorio di Senago attraverso l’insegnamento della Musica (strumenti a fiato e a percussione) e l’organizzazione di eventi musicali come concerti e rassegne musicali. Negli ultimi anni ha tenuto concerti nell’ambito della expo di Senago, in concomitanza con la festa patronale, oltre a seguire i vari festeggiamenti per le manifestazioni civili  e religiose lungo le vie principali della città. Per il CM Senaghese la Musica d’insieme è una passione ed un valore da coltivare e da promuovere.
Le prove settimanali si svolgono presso un aula del complesso scolastico Salvador Allende con accesso da via Volta, (Ludoteca) i lunedì dalle ore 21 e sono aperte al pubblico: chiunque abbia voglia di avvicinarsi alla Musica è il benvenuto.

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La Torre Garibaldi (230 metri)

Si tratta dell’edificio più alto d’Italia, con l’altezza record di 230 metri. La torre da primato fa parte del nuovo centro direzionale di Porta Nuova, realizzato dalla società immobiliare Hines e uno dei progetti di riqualificazione (come Citylife, che riguarda l’area della vecchia fiera) che sta cambiando lo skyline della città. La cittadella trasformerà l’area compresa fra la Stazione Centrale e la Stazione di Porta Garibaldi dove il grattacielo terminato oggi rappresenta, spiega l’ad di Hines Italia, Manfredi Catelli, “un simbolo importante dell’impegno imprenditoriale, degli investitori, delle banche e della squadra pubblica-privata, dedicato all’Italia ed alla capacità che il nostro Paese può avere nel realizzare progetti straordinari reagendo in momenti di crisi profonda”.

Trenord e lo sciopero generale a Milano

In occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil per la giornata di domani martedì 6 settembre, sulle linee della rete Ferrovienord (Milano – Seveso – Asso; Milano -Como Lago; Milano – Varese – Laveno Mombello; Milano – Novara; Brescia – Iseo – Edolo) lo sciopero si svolgerà dalle 9.01 alle 16.30. Per tutti gli altri treni regionali e suburbani, circolanti sulla rete Rfi, e per quelli del Passante ferroviario lo sciopero si svolgerà dalle 9.01 alle 17.

Al di fuori delle fasce di garanzia (al mattino dalle ore 6 alle 9 su entrambe le reti e nel pomeriggio dalle ore 16.30 alle 19.30 su rete Ferrovienord e dalle ore 18 alle 21 su rete Rfi) i treni potranno subire soppressioni totali o parziali. I treni garantiti sono pubblicati nell’orario ufficiale di Trenord consultabile anche dal sito http://www.trenord.it/ .

Per il solo Malpensa Express via Milano Cadorna, durante gli orari dello sciopero, saranno istituite corse sostitutive da via Paleocapa, con partenza agli stessi orari del treno. Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al numero verde del Contact center Trenord 800.500.005, operativo tutti i giorni dalle 7 alle 21.

Il consiglio che mi permetto di dare è informarsi bene per non trovarsi spiazzati nella giornata di sciopero di domani. Per esperienza posso anche dire che le fasce di garanzia non sono il Vangelo e le soppressioni dei treni sono frequenti anche negli orari in cui, teoricamente, i treni dovrebbero esserci sempre. Lo sciopero, giusto o sbagliato che sia, fa ancora più incazzare visti i recenti aumenti tariffari per il trasporto a Milano, aumenti a dir poco considerevoli e a cui, immagino, non corrisponderà assolutamente un miglioramento dei servizi; anzi, finora direi che i servizi sono addirittura peggiorati da inizio settembre.

Spiazza Affari

Non c’è niente da fare, le Borse non vogliono proprio superare il momento di crisi e continua l’inesorabile caduta libera dei listini mondiali. Quest’oggi avevano cominciato male i listini asiatici: la Borsa di Tokyo chiude la seduta in calo del 2,18%, scontando il downgrade del rating Usa deciso da Standard & Poor’s: l’indice Nikkei si attesta a 9.097,56, con una perdita secca di 202,32 punti; l’indice Composite della borsa cinese ha terminato le contrattazioni a -3,79%, finendo a 2.526,82 punti. Hong Kong -2,17%, grazie ad un recupero finale.

L’Europa, invece, aveva aperto in modo disomogeneo. Molto bene Spagna e Italia (grazie all’intervento della BCE), male il resto, guidato dal DAX tedesco decisamente rosso. Le chiusure, però, sono state tutte decisamente negative: gli indici della borsa milanese hanno terminato le contrattazioni in calo di oltre due punti percentuali allineandosi al resto d’europa, con le piazze finanziarie che hanno accusato forti ribassi a causa della debacle di Wall Street. Il Ftse mib ha terminato le contrattazioni in calo del 2,43% a 15.639 punti, Ftse all share -1,68%, Ftse star -3,75%. Giornata in picchiata per la Borsa di Atene che ha chiuso a -6% con l’indice guida Athex sotto la soglia psicologica dei 1.000 punti a 998,24.Va a picco anche Mosca, trascinata al ribasso dal downgrade degli Stati Uniti e dal calo del prezzo del petrolio. L’indice RTS ha chiuso in calo del 7,84% a 1.657,77 punti.

L’indice tedesco DAX ha chiuso il lunedì nero con una performance negativa di -5,02% a 5.923,27 punti, il CAC40 di Parigi a -4,68% a 3.125,19 punti, mentre la borsa di Londra ha chiuso a -3,39%. Insomma, la giornata è stata nerissima per tutti e noi siamo riusciti a limitare i danni grazie all’avvio spint che ci ha dato un notevole vantaggio rispetto agli altri listini europei. Dio solo sa cosa sarebbe successo se la Banca Centrale Europea non avesse deciso di iniettare nuova liquidità sul mercato acquistando titoli di Stato italiani e spagnoli. È stato come tentare di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua, del tutto inutile. La speculazione si sposta dalla periferia verso il centro, è un virus che non si sconfigge salvando prima l’uno poi l’altro. Manca credibilità all’Euro e a tutta la politica dell’Europa intera.

Per quanto riguarda Piazza Affari, direi che nemmeno gli interventi straordinari della BCE sono in grado di dare una scossa rialzista al mercato. C’è tanta voglia di vendere e si continua a sprofondare. Qualcuno già ipotizza un FTSE Mib che potrebbe arrivare fino a 13.500 punti prima di invertire la tendenza. Dagli Stati Uniti si parla di una possibile nuova crisi, dagli effetti tremendamente superiori a quella del 2008. Mi auguro che tutto ciò non corrisponda al vero, ma sinceramente comincio ad essere un pochino preoccupato, seriamente preoccupato.

Finalmente un rimbalzo di Piazza Affari

La Borsa di Milano ha centrato il rimbalzo dopo aver bruciato ieri circa 12 miliardi di euro. La performance odierna, con il Ftse Mib tornato saldamente sopra quota 18.000 punti, è stata favorita dalla ritrovata vena del comparto finanziario. È calata la tensione anche sul mercato obbligazionario, dove lo spread Btp-Bund è sceso a 305 punti base dopo aver toccato ieri i 337 punti, non lontano dal record di 347 pb della scorsa settimana. Una spinta è arrivata anche dall’andamento positivo di Wall Street, favorito da alcune trimestrali e dai dati oltre le attese sul mercato immobiliare. I nuovi cantieri residenziali, infatti, a giugno si sono attestati a 629 mila dalle 560 mila unità del mese precedente superando le previsioni degli analisti che avevano pronosticato 575 mila unità. Sul fronte europeo l’indice Zew tedesco sulle aspettative economiche si è attestato a luglio a -15,1 punti rispetto ad un consensus di -12,5 punti. Una discesa dovuta soprattutto ai problemi legati al debito di alcuni Paesi dell’area euro. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato l’1,92% a 18.229 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dell’1,71% a quota 18.946.

Acquisti sostenuti sulle banche dopo la debacle di ieri, nonostante Nomura, in vista della presentazione dei risultati trimestrali, abbia decurtato le attese sull’utile per azione di Unicredit e Intesa SanPaolo per il periodo 2011-2013. Proprio i due colossi del credito italiano hanno svettato sul paniere principale: Unicredit ha guadagnato il 4,68% a 1,186 euro, mentre Intesa il 4,32% a 1,544 euro. Bene anche Banco Popolare (+3,35% a 1,388 euro), Monte dei Paschi (+3,22% a 0,475 euro) e Ubi Banca (+1,95% a 3,34 euro). Più contenuto il rialzo della Popolare di Milano (+0,89% a 1,468 euro) che si appresta a varare il nuovo piano industriale. Oggi, infatti, il Consiglio di amministrazione dell’istituto di piazza Meda si riunirà per definire le linee guida del nuovo business plan (che verrà presentato domani mattina). Secondo indiscrezioni di stampa, la banca milanese si concentrerà sul miglioramento dell’efficienza, il contenimento dei costi e l’incremento della redditività. Il tutto sarà supportato da una razionalizzazione delle controllate.

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Le vasche di laminazione si faranno

Approfittando della rovinosa caduta della ex giunta Rossetti di centro-destra, ecco che a Senago le arcinote vasche di laminazione sono in dirittura d’arrivo. Addirittura, rispetto al progetto iniziale, quello nuovo prevederebbe 2 vasche anziché una con una cubatura molto superiore. Insomma, dato che si poteva approfittare si è voluto calcare la mano finché si poteva. A questo punto mi viene pure da pensare che la maggioranza di PdL + Lega si sia politicamente suicidata per evitare di arrivare allo scontro con i propri esponenti in Regione Lombardia e nel governo nazionale di Roma.

Da studi ed accertamenti fatti dal Comitato “Senago Sostenibile” attraverso la consultazione dei progetti ufficiali è stata resa pubblica la possibile verità sulla vicenda. I “laghetti” di acque putride e puzzolenti saranno due, sorgeranno in terreni alle porte di Senago, quasi ai confini con Bollate. «Siamo finalmente riusciti a vedere il progetto tecnico per la realizzazione delle vasche di laminazione di Senago. Purtroppo non abbiamo potuto fotocopiarlo, ma abbiamo potuto verificare che le nostre ipotesi, quelle relative alla dimensioni di 14 campi di calcio, erano errate. Le vasche avranno un’estensione di almeno 20 campi», affermano gli aderenti al Comitato Senago Sostenibile. Dal progetto elaborato sulla mappa del satellite, risulta che le due vasche, e non più una che doveva sorgere nei pressi della cava di via Brodoloni, sono state spostate più a sud del canale scolmatore, una parte, la più piccola a destra di via De Gasperi e l’altra la più grande a sinistra ed arriverà fino ai boschi delle Groane: i due vasconi potranno contenere fino a 1 milione di metri cubi di acque che provengono dal fiume Seveso. Opere mastodontiche che anche secondo la Metropolitana Milanese che sta seguendo il progetto, non scongiureranno le piene del Seveso che allagano Niguarda.

Ma cosa ne pensano i senaghesi? E soprattutto cosa ne pensano gli abitanti nella zona di via De Gasperi? Sarebbe bello chiedere un piccolo parere anche a loro o al massimo dar loro la giusta informazione in merito a quest’opera che potrebbe comportare grossi disagi, per non parlare dei problemi ambientali e di salute.