Tav o No-Tav, questo è il problema

Oggi è la giornata del corteo “Sì-Tav”, manifestazione organizzata presso il Lingotto di Torino come contraltare alle manifestazioni pacifiche continue degli abitanti della Val di Susa contro la nuova linea ad alta velocità che dovrebbe permettere al nostro Paese di mantenere il passo economico ed il contatto con il resto d’Europa. Il sindaco del capoluogo piemontese Chiamparino ha così commentato l’evento:

«Non è una dimostrazione muscolare quella di oggi, tanto meno un braccio di ferro, ma solo una grande occasione democratica per illustrare un’opera di cui l’Italia ha bisogno per stare sul mercato. Un’opera davvero bipartisan: infatti qui non c’è nessuna bandiera di partito. Un’opera bipartisan come furono il traforo del Frejus e in tempi più recenti la metropolitana di Torino, che, programmata decine di anni, fu oggetto degli stessi timori anche da parte degli ambientalisti e di cui invece i torinesi possono ora godere».

Personalmente sono un grande ammiratore del progresso e di base sono convinto che le “grandi opere” siano spesso utili al Paese, all’economia, allo sviluppo anche di grandi opportunità di lavoro. Ma l’utilità che può comportare deve essere sempre pesata al costo dell’opera stessa. Cito, ad esempio, il blog di Beppe Grillo per avere qualche dato sull’opera:

Utilità – La linea attuale internazionale tra Torino e Modane è utilizzata al 30% della sua reale capacità ed anche l’autostrada è utilizzata per meno del 50%.

Previsioni Traffico – Le previsioni di traffico dei progettisti finora si sono rivelate errate. Si basano sul concetto della crescita infinita che prevede per ogni punto di PIL in più una crescita dei traffici di 1,4 punti.La linea attuale secondo le stime doveva essere satura già quest’anno, la cosa non è avvenuta. La crescita continua non esiste ed il trasporto di merci diminuisce costantemente e di conseguenza le necessità di trasporto.
Secondo LTF la linea futura troverebbe una stabilità di bilancio con 40 milioni di tonnellate di merci all’anno trasportate. La linea attuale ne può trasportare almeno 20 milioni. Ne vengono oggi trasferite 4,8 milioni. Anche trasferendo tutto il traffico merci autostradale sulla ferrovia attuale si arriverebbe ad un utilizzo della ferrovia attuale di circa il 50% della sua capacità

Costi – Mauro Moretti, AD di Trenitalia ha dichiarato che il costo a preventivo della linea è di 120 milioni al km, 3/4 volte in più rispetto ai costi medi francesi (vedi articoli Il Sole 24 ore del 13 gennaio corrente). Inoltre i costi a preventivo aumentano in genere di 2,3 volte a fine lavori. L’Italia ha anche sottoscritto un accordo economico per cui la parte internazionale sarebbe a carico del nostro paese per il 65%.

Finanziamenti – I finanziamenti della UE di circa 600 milioni oggi in ballo servirebbero essenzialmente per gli studi. Le azioni a garanzia dei territori portate avanti sotto forma di petizioni dai cittadini ed amministratori locali a partire dal 2004 sono ancora aperte presso la UE e riguardano la mancanza condivisione del progetto, i rischi sanitari per i territori, i rischi ambientali.

Se questi dati fossero veri, che senso ha buttare via miliardi e miliardi di soldi pubblici per un’opera che potrebbe risultare superflua per l’Italia e la propria economia? Possibile che la nostra politica sia così corrotta e avida di soldi? Possibile che questo sia l’unico modo per avere una politica bipartisan? Possibile che i soldi siano l’unico collante dei nostri governanti? Io non so più cosa credere e nemmeno cosa pensare…

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Brennero, siglato accordo per galleria Corridoio 1 (Berlino-Palermo)

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Mentre i lavori per la Tav Torino-Lione procedono a rilento, con costi esorbitanti e con un’utilità che, a tutt’oggi, non si è ancora capita del tutto, per non parlare del discorso del ponte sullo stretto di Messina assolutamente improponibile, il governo italiano ha siglato un nuovo accordo per la costruzione di un nuovo tunnel ferroviario all’altezza del Brennero, accordo che vede protagonisti, insieme all’Italia, anche l’Austria e la Germania, Paesi coinvolti nel progetto del cosiddetto Corridoio 1, quello che teoricamente dovrebbe collegare Berlino a Palermo. Dico “teoricamente”, perché a me già pare una baggianata voler collegare a mezzo treno due città così distanti, ma soprattutto credo che l’opera sia irrealizzabile, poiché non credo minimamente nella realizzabilità del ponte sullo stretto e credo che sia semplicemente uno slogan per tenersi buono il Sud Italia, politicamente parlando, ovviamente.

La galleria di base del Brennero sarà realizzata entro il 2022, così si legge dalle dichiarazioni degli interessati. Ergo, credo che sarà terminata non prima del 2030, se tutto va bene. Noi Italiani siamo famosi per non portare a termine i lavori nei tempi stabiliti, per essere maestri nel dilatare i tempi e, quindi, i costi di queste opere, le “Grandi Opere” berlusconiane. Il punto, comunque, non riguarda la dilatazione dei costi, bensì la necessità di questi investimenti. E’ ormai noto come il traforo in Val di Susa per la realizzazione della linea Torino-Lione sia sostanzialmente una spesa inutile, perché le stime di traffico su rotaia (persone e merci) sono addirittura in calo. Non v’è dunque necessità di bucare una montagna per far passare una mangiata di treni al altissima velocità; avrebbe senso qualora la nuova rete venisse sfruttata in maniera intensiva, questo sì! Per il Corridoio 1 credo che possa valere la medesima cosa: alti costi, società coinvolte nell’opera che si arricchiscono e scarsa utilità per i cittadini.
Ovviamente, si spera sempre che non vada a finire così, ovvero che l’opera abbia costi e tempi contenuti per la sua realizzazione e che, soprattutto, essa permetta di trasferire persone e merci dal trasporto su gomma a quello su rotaia, con un impatto positivo sul traffico e, in particolare, sull’inquinamento acustico e atmosferico. Chissà, magari è la volta buona che si riesce a costruire qualcosa di intelligente ed utile… chissà…

Io non credo alla “metropolitana d’Italia”

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Iene – Costo dell’Alta Velocità

Personalmente mi ritengo un amante del progresso, sono affascinato dalle nuove tecnologie, soprattutto quando queste possono portare sviluppo. Il progresso, però, deve essere economicamente valido e sostenibile, e deve avere un senso, altrimenti non è progresso, è puro e semplice sperpero di denaro (pubblico).
Il prossimo 14 dicembre le Ferrovie dello Stato sono pronte a tagliare il primo nastro della linea ad Alta Velocità tra Milano e Roma, precisamente nel tratto tra Milano e Bologna. All’incirca un’ora per percorrere quest’ultima tratta, circa 3 ore e mezza per collegare il capoluogo lombardo alla capitale d’Italia. E nei prossimi anni saranno previsti ulteriori tagli per arrivare allo sbalorditivo tempo di 2 ore e 30 minuti per percorrere, in treno, la tratta Milano-Roma. Su questi numeri c’è poco da dire, sarebbero veramente stupefacenti e permetterebbero di ridurre il traffico aereo nei nostri cieli, preferendo il più comodo e economico treno su rotaia. Ovviamente, queste sono solo tempi stimati. Chi viaggia in treno sa benissimo che un treno che rispetta l’orario stabilito è quasi una mosca bianca; i ritardi sono quotidiani, causati da una miriade di cause da cui, ovviamente, Trenitalia prende sempre le distanze. Fa impressione vedere una società che si preoccupa di far viaggiare ulteriori treni ad alta velocità, quando tra quelli attualmente in circolazione sovente si registrano ritardi, anche grossi. Auguro loro di riuscire nell’impresa di migliorare il servizio, anche se la vedo dura…

Il punto in questione, però, è un altro: perché in Italia la Tav costa il triplo rispetto al resto d’Europa? Le cifre sono spaventose e le trovate guardando il video qui sopra, un servizio delle Iene. La cifra complessiva dovrebbe aggirarsi intorno ai 66 miliardi di euro (il servizio delle Iene è datato 2006, però). Per completezza, vi linko anche le altre due parti: parte seconda e parte terza del video. Su questa Tav molti in Italia hanno banchettato, è un’opera pubblica finanziata da debito pubblico mascherato e da denaro pubblico. Ecco perché bisogna tagliare e tagliare su importanti voci di bilancio! Dobbiamo far viaggiare i treni a 300 Km/h! Perché si sa, lo sviluppo di un Paese si vede proprio dalla velocità con cui fa circolare i propri treni. Poca importa se costano un occhio della testa, oppure se sono in ritardo mostruoso, l’importante è che siano veloci, altamente veloci.