La nube radioattiva in Italia

Ho letto oggi che in Italia è in arrivo la nube radioattiva proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima. Il primo pensiero è stato “cazzo, pure questa!”, ma a mente fredda ho capito che i rischi per la salute sono del tutto irrisori. I livelli di radioattività sono talmente bassi che non avranno né effetti immediati né effetti duraturi sulla popolazione.

Certo è che è sempre preoccupante sapere che sopra la propria testa aleggia una nube radioattiva, non è un pensiero che aiuta a vivere bene sicuramente. Forse, però, baratterei quasi volentieri la nuvoletta nucleare con la cappa di smog sopra i cieli di Milano. Secondo me la nube potrebbe pure deviare dalla sua traiettoria per evitare di incrociare lo smog sul nord Italia.

Tornando alla nube, penso che più che preoccuparci delle nubi giapponesi: credo che in primis dobbiamo alzare lo sguardo e preoccuparci per tutta la merda chimica che gettiamo quotidianamente nella nostra atmosfera; e sul nucleare, meglio preoccuparsi delle centrali nucleari che l’attuale maggioranza politica vorrebbe installare sul suolo italico. Ora provano a procrastinare l’attuazione di questo programma energetico, ma è solo un vano tentativo di allontanare l’attenzione dal disastro nucleare di Fukushima e dal referendum del giugno prossimo venturo che chiederà agli Italiani di esprimersi a favore o contro il nucleare in Italia. Sono abbastanza schifato da tutto ciò e voglio solo sperare che il referendum non venga ulteriormente danneggiato, perché il tema nucleare è una questione di rara importanza per un referendum popolare.

Da quando un limite di velocità può combattere l’inquinamento?

I primi cartelli sono comparsi sulla Milano-Meda. E in queste notti verranno montati anche sulla ValTidone, sulla Rho-Monza e su alcuni tratti della Paullese: 70 all’ora è il nuove limite da rispettare. Ma le prime multe, assicura la Provincia, scatteranno solo nel weekend, dopo un paio di giorni di tolleranza. Dopo giorni di confusione e rimpalli, Palazzo Isimbardi assicura che la riduzione della velocità come misura antismog debutterà presto anche sulle tangenziali milanesi: i monitor elettronici inizieranno da oggi ad avvisare gli automobilisti della novità e la Serravalle ha cominciato a montare la nuova segnaletica. La data dell’effettiva entrata in vigore del nuovo limite, però, è ancora tutta da definire.

Il presidente della Provincia, Guido Podestà, aveva annunciato che «sulle strade a scorrimento veloce si stanno predisponendo i cartelli». Nel tardo pomeriggio la novità: «I limiti scattano con l’ordinanza ma anche con la segnaletica: lavoriamo anche sulle tangenziali». Serravalle assicura l’impegno «a cercare di rendere operativo il provvedimento nel più breve tempo possibile», ma che «prima dell’autorizzazione finale sono necessari passaggi tecnici che comportano procedure amministrative anche con l’Anas». Prima va risolto il rimpallo di responsabilità tra Anas e Serravalle, poi si procede. Nulla di fatto per l’estensione dei 70 all’ora in autostrada, ai concessionari nemmeno risulta pervenuta una tale proposta: c’è stata solo una loro richiesta di delucidazioni alla prefettura, la quale ha escluso che l’invito del prefetto ad abbassare la velocità riguardasse anche le autostrade.

(Repubblica.it)

Ok, ma chi mi spiega l’utilità di andare piano sulle strade a grande scorrimento per ridurre l’inquinamento atmosferico? A parte che su strade e tangenziali attorno a Milano si scorre già a passo d’uomo, non c’è bisogno di imporre alcun limite, ma le macchine mi sembra di intuire che inquinino più a basse velocità. Insomma, sembra il solito provvedimento-cazzata tanto per dare l’impressione che si vuole combattere il problema, ma nella realtà non si fa un bel fico secco. E qualcuno dovrebbe pure spiegare quanto ci costa dover cambiare la segnaletica stradale, perché so bene quanto costano i cartelli stradali…