Addio Ronaldinho, divertiti a Rio

Tanto era arrivato in pompa magna con fuochi d’artificio e una scenografia hollywoodiana, tanto se n’è andato alla chetichella, quasi di nascosto, in silenzio. Ronaldinho lascia il Milan, dopo aver lasciato del bel calcio di cui lui sembrava il profeta più indiscusso e dopo aver finito il tour dei locali della movida milanese. Purtroppo per lui, ma specialmente per noi tifosi rossoneri, il suo stile di vita e le sue scarse motivazioni l’hanno portato ad essere un peso morto nel meccanismo quasi perfetto di mister Allegri. Per R80 la corsa era un optional, erano gli altri a dover faticare per lui, lui era la prima donna e guai a sudare in campo. Questo suo atteggiamento l’ha condotto, suo malgrado, ad allontanarsi dallo spogliatoio Milan che, nel frattempo, ha accolto a braccia aperte il “pibe di Bari” Cassano, sperando che almeno lui possa illuminare il gioco offensivo rossonero.

Ronaldinho non cambia poi casacca, perché vestirà sempre rossonero, ma questa volta quello del Flamengo, la nota squadra di Rio che sta diventando sempre più un centro di disintossicazione da alcol e festicciole (per info chiedere ad Adriano). Io credo che sia il declino inesorabile di un campione che ha finito troppo presto la benzina ed ora pensa semplicemente a godersi la vita e i tanti soldi che il mondo del calcio gli ha permesso di ottenere grazie alle sue mirabolanti doti.

Per il resto gli auguro ogni bene di questo mondo, spero che là si trovi bene e che possa tornare, almeno a sprazzi, il giocatore tanto osannato ai tempi del Barcellona e che i tifosi del Milan hanno ammirato assai di rado. Io ci credo poco, ma una piccola chance gliela voglio comunque concedere, perché quel sorriso mancherà sicuramente al calcio, italiano in primis, e mondiale se non si darà una svegliata…

Cassano al Milan! Ronaldinho non ride più

A breve dovrebbe essere ufficiale, ma ormai è talmente discusso nell’ambiente sportivo: Cassano vestirà la maglia rossonera da gennaio 2011. L’avventura rossonera di Fantantonio dovrebbe iniziare già da lunedì 27 dicembre, con la partenza insieme al resto della squadra per la tourneé invernale a Dubai. La lite con Garrone ha sancito una rottura insanabile che ha portato alla cessione al Milan del discusso campione barese. Discusso non dal punto di vista tecnico, poiché la classe non gli manca, ma alle qualità tecniche non è accompagnata una spiccata dose di autocontrollo e disciplina, che nel passato lo ha rilegato spesso a posizioni a margine.

E per un campione che arriva, ce n’è uno che parte. Ronaldinho è volato in Brasile per trascorrere le vacanze natalizie, ma potrebbe essere un viaggio di sola andata per il Gaucho. E’ forte l’interesse del Gremio (squadra in cui si è affacciato al calcio professionistico) per il fantasista rossonero e le critiche berlusconiane sono il principale segnale di un addio che sta diventando sempre più certo. Rilevanti le parole del presidente del Gremio: “Sono ottimista, le possibilità di chiudere l’operazione ci sono. Comunque non possiamo far nulla fino al primo gennaio, dobbiamo aspettare che il giocatore risolva direttamente il suo rapporto col Milan, poi ci muoveremo”, si legge su Calciomercato.it. Direi che anche in questo caso manca solo l’ufficialità

Milan-Fiorentina: diretta streaming e formazioni

L’anticipo del sabato sera in programma alle ore 20:45 per la 13^ giornata della Serie A vedrà in campo a San Siro il Milan di Allegri e la Fiorentina di Mihajlovic. Il primo sta prendendo una boccata d’ossigeno dopo un avvio deludente che lo vedeva persino in bilico sulla panchina rossonera, il secondo è ancora nell’occhio del ciclone, perché ha avuto un avvio disastroso e sta cercando di risollevarsi dalle sabbie mobili in cui ha contribuito a portare la sua squadra.

Nella scorsa stagione Milan-Fiorentina andò in scena verso la fine della stagione 2009/2010, precisamente il 1 maggio. Le due squadre erano allenate da tecnici con la valigia già in mano (Leonardo e Prandelli) ed anche in netta contrapposizione con le rispettive società. La gara vide il successo del Milan per 1 a 0 con rete di Ronaldinho su calcio di rigore (vedere foto). Da notare che anche allora si giocava di sabato sera, come accadrà oggi.

Queste potrebbero essere le formazioni titolari di stasera:

Milan (4-3-1-2): Abbiati; Bonera, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Gattuso, Flamini, Ambrosini; Seedorf; Ibrahimovic, Robinho. A disposizione: Amelia. Yepes, Papastathopoulos, Zambrotta, Jankulovski, Boateng, Ronaldinho. Allenatore: Allegri.
Indisponibili: Pato (Gennaio), Inzaghi (stagione finita), Oddo (17^ giornata), Pirlo (14^ giornata).
Squalificati:
Abate.
Diffidati: Pirlo, Ambrosini.

Fiorentina (4-2-3-1): Boruc; Comotto, Kroldrup, Natali, Pasqual; D’Agostino, Donadel; Santana, Ljajic, Cerci; Gilardino. A disposizione: Avramov. De Silvestri, Gamberini, Gulan, Marchionni, Vargas, Babacar. Allenatore: Mihajlovic.
Indisponibili: Frey (Aprile), Montolivo (Gennaio), Jovetic (Marzo), C. Zanetti (14^ giornata), Felipe (13^ giornata), Mutu (15^ giornata).
Squalificati: nessuno.
Diffidati: Comotto.

Segui la diretta streaming in internet

Ricordo che l’uso dello streaming via web è ancora considerato uno strumento illegale.

Milan-Real Madrid: probabili formazioni

C’è voglia di riscatto in casa rossonera dopo le sconfitta di sabato scorso contro la Juventus. Si ritorna a giocare la Champions League. Questa sera al Meazza c’è di scena il Real Madrid di Josè Mourinho. Il Milan ha voglia di conquistare i tre punti, l’obiettivo qualificazione è troppo importante, sia dal punto di vista degli stimoli sia da quello economico. Ecco le probabili formazioni:

Milan (4-3-1-2): Abbiati, Abate, Nesta, Thiago Silva, Zambrotta, Pirlo, Gattuso, Boateng, Ibrahimovic, Ronaldinho, Pato.
Panchina: Amelia, Antonini, Papastathopoulos, Seedorf, Flamini, Outamadi, Robinho, Inzaghi.
Real Madrid (4-2-3-1): Casillas; Sergio Ramos, Pepe, R. Carvalho, Marcelo; Khedira, Xabi Alonso; C. Ronaldo, Ozil, Di Maria; Higuain.
Panchina: Aden, Mateos, Arbeloa, Albiol, L. Diarra, Granero, Benzema, Pedro Leon.

Il Milan targato Allegri ha troppo bisogno di ribaltare i due risultati negativi con la Juventus e l’andata a Madrid, dove la compagine rossonera ha rimediato una sonora e preoccupante sconfitta. L’unico vero dubbio resta la presenza in campo del Gaucho Ronaldinho, perché se non sta al 100% rischia di essere un peso morto per la squadra. Preoccupante la presenza di Abate a destra, perché il giocatore non ha ancora dimostrato di meritare appieno la maglia del Milan e la sua fase difensiva lascia spesso a desiderare.
Per quanto riguarda il Real Madrid si conosce sicuramente la tattica: puntare sulle rapide ripartenze per bucare la retroguardia rossonera. Per fortuna che questa volta ci sarà Thiago Silva a difendere e questo dovrebbe essere garanzia di maggiore tenuta del reparto arretrato.

Kakà al Milan per sostituire Ronaldinho: affare o sogno impossibile?

Ricardo Kaká è attualmente un giocatore (infortunato) del Real Madrid e secondo me è lì che rimarrà per quest’anno. Ma sognare non costa nulla e l’anima del tifoso necessita di sogni per alimentare l’amore verso un club. Kakà rappresenta, dunque, quel sogno impossibile che il tifoso rossonero, sotto sotto, spera di veder realizzarsi persino a gennaio, nella finestra di calciomercato che solitamente non riserva grossi colpi di mercato, al massimo qualche toppa per coprire i buchi nella rosa.

I motivi per cui Kakà potrebbe tornare al Milan sono molteplici: innanzitutto, nella rosa del Milan ci sono parecchi giocatori in scadenza di contratto, fra cui non bisogna dimenticare Ronaldinho, giocatore trentenne che per le sue caratteristiche mal si presta al gioco dinamico dettato da Allegri. Probabilmente il Milan gli ha proposto un rinnovo al ribasso dell’ingaggio e, sempre probabilmente, queste voci su Kakazinho sono sempre un’abile mossa mediatica del Milan per porre pressione sul Gaucho che, comunque, sembra sempre attratto dalle sirene americane, anche per ragioni commerciali, non solo per l’ingaggio che potrebbe spillare.
Inoltre Kakà pare non avere un ottimo rapporto con José Mourinho e con la città di Madrid in generale. Tra di loro non è scattata la scintilla, non c’è stato quel feeling immediato che aveva, invece, contraddistinto l’avvio della carriera di Kakà a Milano, sponda rossonera ovviamente. Mourinho ha l’abitudine di far fuori qualche pezzo grosso dalla rosa, forse come segno di forza all’interno del gruppo, per darsi autorità. Kakà rappresenta proprio la pecorella da sacrificare, l’agnello da immolare per creare a Madrid lo stesso gruppo formato nell’annata vincente con l’Inter.
Kakà ha pure lasciato il Milan in malo modo, ceduto in fretta e furia dal club e svanito in poco tempo dalle mani dei rossoneri. Sicuramente lui conserva un ottimo ricordo del Milan e della sua tifoseria, a Milano stava bene e sa che al Milan troverebbe una squadra competitiva, non certamente una squadra ancellottiana che puntata tutto su di lui, affidandogli completamente le sorti della squadra. La presenza di gente come Ibrahimovic, Robinho e Pato è garanzia di qualità e questo potrebbe influire parecchio. Non credo molto, quindi, alle voci di un suo approdo all’Inter, perché sarebbe un alto tradimento e non è da lui, non è da Kakà.

Giustamente c’è chi sostiene che si tratterebbe della solita minestra riscaldata. I grandi ritorni hanno spesso portato solamente grandi delusioni. Questo è un pensiero latente che non si può non considerare, a maggior ragione considerando le precarie condizioni fisiche di Kakà mostrate nella sua avventura madridista. Dopo aver rifilato il pacco al Real rischieremmo di riprendercelo con gli interessi. E’ da sperare che, comunque, un eventuale arrivo del giocatore sia un approdo in prestito, al massimo con diritto di riscatto. Da tifoso mi piacerebbe assai rivederlo ancora con la maglia del Milan e vederlo giocare con Ibra sarebbe pura poesia calcistica… ho i brividi al solo pensiero.

Ajax-Milan: formazioni

Queste le formazioni di Ajax-Milan:

AJAX (4-3-3): Stekelenburg; Van Der Wiel, Alderweireld, Vertoghen, Anita; Enoh, De Jong, De Zeeuw; Suarez, El Hamdaoui, Emanuelson.
Panchina: Verhoeven, Oleger, Ojier, Lindgren, Tainio, Eriksen, Sulajmani. All: Jol.

MILAN (4-3-1-2): Abbiati; Zambrotta, Nesta, Thiago Silva, Antonini; Gattuso, Pirlo, Flamini; Seedorf; Robinho, Ibrahimovic.
Panchina: Amelia, Bonera, Papastathopoulos, Abate, Boateng, Ronaldinho, Inzaghi. All: Allegri.

Arbitro: Brych (Ger).

Sono proprio curioso di vedere il Milan privo di Ronaldinho. Si perde qualcosa in fantasia, ma si dovrebbe guadagnare certamente in dinamismo e mobilità, in generale. L’Ajax è una squadra temibile, perché giovane e perché, dopo la sconfitta contro il Real Madrid, avrà tanta voglia di rimettersi in corsa nel girone. Dietro non sono irresistibili, ma davanti hanno il potenziale della grande squadra. L’importante è non farsi schiacciare troppo, specialmente all’inizio.

Milan-Auxerre 2-0: doppio Ibra, tanti infortuni e pagelle del Milan

Il Milan comincia nel migliore dei modi l’avventura nella Champion’s League 2010-2011 battendo la squadra francese dell’Auxerre per 2 reti a 0, con due gol di Zlatan Ibrahimovic, entrambi nella ripresa e segnati nell’arco di 3 minuti, dal 66′ al 69′. Milan molto deludente nella prima frazione di gara, apparso lento ed impacciato come nella sconfitta di Cesena. La musica cambia, ma nemmeno troppo, nella ripresa, quando sale in cattedra il gigante svedese e pure Ronaldinho toglie dal cilindro alcuni suoi colpi aumentando anche la sua mobilità sul campo.

Si tratta di un’autentica boccata d’ossigeno per Allegri, messo già sotto la lente d’ingrandimento della critica dopo la partita di sabato sera. Ciò che preoccupa, invece, sono gli infortuni di serata. Alla defezione di Thiago Silva bisogna aggiungere l’acciacco di Massimo Ambrosini, il problema muscolare all’adduttore di Pato e l’affaticamento muscolare di Antonini. Siamo solo alla terza partita ufficiale della stagione e già l’infermeria si riempie, cominciando a mettere in dubbio la tenuta fisica della squadra specialmente per tutta la durata della stagione.

Pagelle del Milan

Abbiati 6: normale amministrazione, qualche bell’intervento nel complesso; una sicurezza.
Zambrotta 6,5: a parte i cross, tutti orrendi, si muove bene sulla destra e mostra una discreta condizione nonostante lo scarso utilizzo.
Nesta 6: l’importante è che sia in campo, basta solo la sua presenza.
Bonera 7: i piedi lasciano a desiderare, però dietro le prende quasi tutte lui: utile ed essenziale.
Antonini 7: uno dei pochi che corre dall’inizio alla fine; l’affaticamento muscolare è più che comprensibile.
Pirlo 5,5: pochi sprazzi, poca intensità e qualche leziosità di troppo che poteva costare caro.
Ambrosini s.v.: esce quasi subito, ingiudicabile.
Seedorf 6: spesso lezioso come Pirlo, ogni tanto si destreggia in qualche giocata delle sue. Come per Nesta basta la sua presenza in campo.
Boateng 7: entra al posto di Ambrosini e gioca una partita eccellente, molta quantità mista a della buona qualità. Da riproporre nelle prossime partite.
Ronaldinho 7: primo tempo brutto, nella ripresa mette magia sul campo di San Siro e lo spettacolo cambia.
Pato 6: poco incisivo, forse perché ben marcato. E’ l’unico che si muove in avanti, ma l’infortunio all’adduttore lo toglie anzitempo dalla partita.
Ibrahimovic 7: due gol e qualche buona giocata; il resto può essere ancora migliorato, ma oggi ha il merito di buttare due volte la palla in rete.
Robinho 5,5: ancora lontano dal miglior Robinho, può fare molto di più.
Abate s.v.: meriterebbe un 3 per la cappellata appena entrato, fortuna che il guardalinee era di destra…

Leonardo, il Milan è davvero competitivo?

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Riapro il blog parlando del campionato di calcio che sta per riaprire i battenti. E, per chi non lo sapesse, io sono un tifoso del Milan, tifoso deluso per la cessione di Kakà e che non vede un futuro roseo, non certamente coincidente con quanto espresso prima dal presidente Berlusconi e poi dal neo allenatore Leonardo. Riporto ora un’estratto della sua conferenza odierna, alla vigilia della partita col Siena di domani sera:

«Arriva la prima di campionato, ora siamo tutti a zero punti e partiamo tutti alla pari. Quella di domani è una partita da affrontare con la concentrazione massima. Dobbiamo comportarci come nel Trofeo Berlusconi, giocare con la stessa attenzione e concentrazione. E’ stato un mese importante di lavoro, penso che la squadra sia pronta».

«Partire bene è fondamentale sempre, riuscire a dare subito un’impronta alla nostra prestazione sarebbe importante per noi stessi. Non penso però che sia determinante vincere o perdere ma io credo che la squadra sia in grado di cominciare bene. Abbiamo reagito bene alle difificoltà e la dimostrazione è stata Milan-Juve a San Siro. Abbiamo bisogno di dare subito un segnale a noi stessi e agli altri di quello che siamo. Non possiamo dire oggi cosa siamo, saranno le partite a dirlo, nel cammino della stagione».

«Chi può vincere lo scudetto? Non farei troppo calcoli adesso, pensiamo a noi e a come possiamo crescere. A parte Bonera, Dida e Abbiati, oltre a Di Gennaro, abbiamo tutti a disposizione e questo è molto importante. Sappiamo gli impegni che abbiamo, non voglio stare qui a predicare cosa faremo e cosa no. Il Milan parte sempre con la voglia di vincere. Partita per partita capiremo quello che possiamo fare. Partiamo con la consapevolezza che siamo il Milan e che abbiamo dentro questa voglia di vincere. Poi saranno le partite a determinare le cose. Giochiamo gara dopo gara e vediamo dove possiamo arrivare».

Io spero di sbagliarmi, ma non vedo assolutamente un Milan competitivo. Al di là della possibile bravura di Leonardo come allenatore, troppe sono le variabili in gioco nel Milan, il successo è legato ad un incastro di eventi che molto difficilmente si potrà verificare, specialmente quello connesso alle prestazioni di Ronaldinho, il nostro nuovo Bolt come l’ha definito Berlusconi, giocatore dalle immense qualità tecniche ma non più sorretto da un fisico da atleta. Spero di sbagliarmi, ma prevedo una stagione magra di soddisfazioni, con possibilità di grandi delusioni, dato che non c’è più Kakà a toglierci le castagne dal fuoco…