La rivolta dello zerbino

Fabio Fazio, giornalista e conduttore tv. È una persona che, si può dire tranquillamente, ha avuto tanto dalla vita professionale, soprattutto in Rai. Sostanzialmente, ha condotto tutti i programmi che uno poteva sognare di condurre, è uno che non si può lamentare. Ma come ha fatto per arrivare all’apice del successo? Senza voler sminuire le sue doti professionali (che non giudico, perché non conosco), Fabio Fazio ha sempre avuto quell’atteggiamento “flessibile”, oserei dire “democristiano”, raggiungendo vette tali da fargli ottenere il titolo di “uomo zerbino”.

Ora, qualche giorno fa, lo zerbino si è ribellato, un evento più unico che raro. Fazio ha denunciato l’intromissione della politica nella Rai, una situazione insostenibile per lui. Ok, bravo, finalmente se n’è accorto! Un po’ tardi, forse, ma meglio tardi che mai. Il punto è che questa polemica, formalmente corretta e condivisibile, è stata tirata in ballo per nascondere il vero motivo della rivolta: i soldi! Eh sì, perché quello che Fazio non digerisce non è tanto l’ingerenza della politica nella Rai, nei suoi contenuti, bensì per il fatto che siano stati imposti dei tetti agli stipendi nel pubblico che, quindi, coinvolgono anche mamma Rai. Finché la politica ha abusato della Rai e lui, da buon zerbino, non ha mai osato alzare la voce, ha sempre sorriso e ammiccato al politico di turno in voga al momento. Spiace dirlo, ma Fazio ha fatto un autogol con questa polemica, ha dimostrato come il denaro sia sovrano su tutto, anche sulla dignità delle persone.

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Gentili signore e signori, buongiorno

Sono trascorsi già 10 anni dalla scomparsa di Adriano De Zan, volto e soprattutto voce del ciclismo, voce che ha saputo anche appassionare gli Italiani con le sue epiche telecronache di, all’incirca, 50 anni di ciclismo su strada. Il titolo del post è, per chi non lo sapesse, la frase introduttiva che apriva le sue cronache, una specie di “slogan” che lo contraddistingueva chiaramente. Non me ne vogliano gli attuali telecronisti Rai per il ciclismo, ma le telecronache di De Zan erano assolutamente uno spettacolo nello spettacolo, riusciva a catalizzare l’attenzione degli ascoltatori e trasmettere loro la passione e la gioia per questo sport. Adesso il ciclismo è fatto più di ragionieri ed ingegneri; ai suoi tempi, invece, il ciclismo era arte ed improvvisazione, bisognava improvvisare in gara e spesso si improvvisava anche in radiocronaca, perché le fonti di informazione non erano efficienti come lo sono adesso.

Adriano De Zan era una persona che amava il ciclismo e amava il proprio lavoro. Si sentiva la felicità nella sua voce, le emozioni erano chiare e nitide nelle sue parole. Ricordo particolarmente bene la sua grinta nel raccontare gli scatti e le imprese del grande Marco Pantani, ma anche la sua tristezza profonda, la sua voce rotta dal pianto nel commentare l’incidente e la morte di Fabio Casartelli, promessa del ciclismo italiano e medaglia olimpica a Barcellona 1992, morto sulle strade del Tour de France lungo la discesa del Colle di Portet-d’Aspet.

Con la sua scomparsa il ciclismo ha perso un autentico fuoriclasse, uno che dal ciclismo ha ricevuto tanto, ma che ha soprattutto dato, al ciclismo e a tutti gli appassionati. Mi auguro che anche lassù tu possa commentare a modo tuo le gare del tuo amatissimo ciclismo.

«Una volta Adorni mandò in fuga appositamente Baffi, Bruni e Pettinati. E in un campionato italiano di Acitrezza, c’era un traguardo di Ficarazzi, e facevano sempre vincere Cazzolato.» [Adriano De Zan]

Il Sancta Santoro

Michele Santoro leva le tende e saluta mamma Rai. Il suo programma, Annozero, è stato tolto dai palinsesti e il noto giornalista e conduttore televisivo ha deciso, consensualmente con la Rai, di separare la propria carriera da quella della tv di Stato. E’ una storia già scritta, prevedibile, data l’aria politica che tira e per l’atteggiamento sempre più provocatorio del buon Michele, sempre pronto a calcare la mano contro l’attuale maggioranza politica, mettendo in serio imbarazzo i vertici di Rai Due e dell’intera Rai.

Il punto è che Annozero era uno dei pochi che riusciva a creare audience in Rai. Oramai la tv di Stato ci propina dei programmi inguardabili, delle serie tv soporifere e banali, con un taglio sempre meno giornalistico e sempre più legato al varietà. La gente, però, chiede informazione, ne ha bisogno. E non è che Santoro sia la bocca della verità, è semplicemente quella “voce fuori dal coro” che tanto piace e che ogni tanto si vuole sentire, anche per aprire un dibattito, un contraddittorio. E fa specie, quindi, che una televisione cacci chi gli porta ascolti e, per riflesso, soldi. Per di più si tratta della tv di Stato, quindi la nostra tv. Cioè, adesso chi prenderà il posto di Santoro? Vittorio Sgarbi? Oppure Giuliano Ferrara avrà un programma in prima serata tutto per sé?

Ora La7 è pronta a braccia aperte per accogliere Santoro. Dopo Mentana si fa strada l’ipotesi di un nuovo arrivo per il terzo polo della televisione italiana. E bisogna dire che Mentana è stato un grosso colpo per La7, con i telespettatori che si sono subito resi conti della qualità maggiore del nuovo telegiornale, imparziale e sobrio, un telegiornale che non ha bisogno di leccare il culo a Berlusconi e nemmeno di mostrare tette e culi per aumentare la propria visibilità.
La Rai aveva una grande occasione di mostrare il proprio distacco dal potere politico. Ha fallito in pieno, perché appena il PdL ha cominciato a perdere consensi si è potato colui che dava più fastidio. E se il trend dovesse continuare, il prossimo a saltare sarebbe Giovanni Floris, un altro che sta sulle balle al premier, ma che ancora potrebbe convertirsi.

Video della telefonata di Berlusconi a Ballarò

(Corriere.it) – «Siete prepotenti e mistificatori». Silvio Berlusconi chiama (di nuovo) «Ballaro» per contestare la ricostruzione della trasmissione sull’operato del governo nel risolvere il problema rifiuti. «Lei – dice il premier riferendosi al conduttore Giovanni Florispensa che la Rai sia sua mentre è pagata dai soldi di tutti». Il Cavaliere, parlando del problema dei rifiuti, ha ribadito: «Siamo intervenuti e abbiamo rimediato alla situazione attraverso la Protezione Civile».

Annozero sospeso 10 giorni: trovata pubblicitaria?

Michele Santoro, mandando affanbicchiere il direttore generale della Rai Mauro Masi si è meritato la sospensione del programma e della paga per 10 giorni, ma stranamente questa sera il programma va regolarmente in onda e può approfittare di tutto questo polverone alzato dai vertici aziendali per un mero sfogo del presentatore/giornalista. Personalmente, credo che sarebbe bastata una multa salata per Santoro, perché non trovo assolutamente corretto che per una sua frase debbano pagare tutte le persone direttamente o indirettamente coinvolte col programma.

Comunque sia, non so nemmeno quanto Santoro abbia sbagliato, poiché non ha offeso nessuno e in un Paese libero e civile credo si possa quantomeno esprimere un’opinione senza temere di essere messi alla gogna. E’ una situazione che poteva essere tranquillamente risolta all’interno di mamma Rai, senza scomodare tutto quest’attenzione mediatica che finisce per favorire proprio il Santoro nazionale. Ecco che, quindi, mi viene il sospetto che dietro questa notizia ci sia, in realtà, la volontà di dare clamore e attenzione sulla puntata di Annozero di stasera, in diretta su Rai 2 dalle 21:00. Non amo pensare male, però so per certo che spesso si finisce per azzeccarci. Non vorrei che la querelle si risolvesse poi con la riabilitazione del programma e la cancellazione della sospensione temporanea. E non perché non giudico sbagliata la sua sospensione, ma perché non penso che Annozero abbia bisogno di questi mezzucci per far parlare di sè e per aumentare il proprio audience.

Sarebbe una grossa caduta di stile per il programma, uno dei programmi che reputo migliori sulle reti Rai, tra l’altro. Anche per questo credo che la Rai non possa tagliarsi le palle così a cuor leggero oscurando uno dei programmi a più alto share televisivo. Va bene che non credo che la Rai sia guidata da dei geni, però non posso pensare che siano anche così masochisti da danneggiarsi in maniera così grave per un abbozzo di parolaccia. Tutto ciò sarebbe veramente assurdo…