Da quando un limite di velocità può combattere l’inquinamento?

I primi cartelli sono comparsi sulla Milano-Meda. E in queste notti verranno montati anche sulla ValTidone, sulla Rho-Monza e su alcuni tratti della Paullese: 70 all’ora è il nuove limite da rispettare. Ma le prime multe, assicura la Provincia, scatteranno solo nel weekend, dopo un paio di giorni di tolleranza. Dopo giorni di confusione e rimpalli, Palazzo Isimbardi assicura che la riduzione della velocità come misura antismog debutterà presto anche sulle tangenziali milanesi: i monitor elettronici inizieranno da oggi ad avvisare gli automobilisti della novità e la Serravalle ha cominciato a montare la nuova segnaletica. La data dell’effettiva entrata in vigore del nuovo limite, però, è ancora tutta da definire.

Il presidente della Provincia, Guido Podestà, aveva annunciato che «sulle strade a scorrimento veloce si stanno predisponendo i cartelli». Nel tardo pomeriggio la novità: «I limiti scattano con l’ordinanza ma anche con la segnaletica: lavoriamo anche sulle tangenziali». Serravalle assicura l’impegno «a cercare di rendere operativo il provvedimento nel più breve tempo possibile», ma che «prima dell’autorizzazione finale sono necessari passaggi tecnici che comportano procedure amministrative anche con l’Anas». Prima va risolto il rimpallo di responsabilità tra Anas e Serravalle, poi si procede. Nulla di fatto per l’estensione dei 70 all’ora in autostrada, ai concessionari nemmeno risulta pervenuta una tale proposta: c’è stata solo una loro richiesta di delucidazioni alla prefettura, la quale ha escluso che l’invito del prefetto ad abbassare la velocità riguardasse anche le autostrade.

(Repubblica.it)

Ok, ma chi mi spiega l’utilità di andare piano sulle strade a grande scorrimento per ridurre l’inquinamento atmosferico? A parte che su strade e tangenziali attorno a Milano si scorre già a passo d’uomo, non c’è bisogno di imporre alcun limite, ma le macchine mi sembra di intuire che inquinino più a basse velocità. Insomma, sembra il solito provvedimento-cazzata tanto per dare l’impressione che si vuole combattere il problema, ma nella realtà non si fa un bel fico secco. E qualcuno dovrebbe pure spiegare quanto ci costa dover cambiare la segnaletica stradale, perché so bene quanto costano i cartelli stradali…

Allarme polveri sottili a Milano (e non solo)

Milano e il nord Italia sono impolverate. Questo 2011 si è aperto all’insegna dei temibili pm10, le polveri sottili che sono uno dei nemici pubblici dichiarati dalle nostre città. L’inquinamento in città, si sa, è un problema annoso. Specialmente l’aria del nord Italia è tutt’altro che salubre, un pericoloso mix di sostanze pericolose che mettono a rischio anche la salute dei cittadini.
Io non sono un “cittadino”, vado a Milano per lavoro ma abito fuori città. Prima, addirittura, abitavo nella bassa bresciana, immerso nel verde della pianura padana. Quindi, io ho vissuto una gioventù felice per quanto riguarda la qualità dell’aria, o meglio, non ho dovuto sopportare l’inquinamento di città. Ed io sento la differenza dell’aria di Milano. Fin dal primo mattino c’è una strana pesantezza nell’aria, mi rendo conto che a parità di sforzo tendo ad andare più facilmente in affanno, come se l’aria fosse rarefatta. Ahimè non è un problema di altitudine, è proprio l’aria di Milano che fa cagare.

Lancia l’allarme per lo smog a Milano la fondazione “Legambiente innovazione” che in una nota parla di “valori di pm10 superati per il 14esimo giorno di fila solo nel mese di gennaio”. “Comune, Provincia e Regione hanno abbandonato i milanesi – accusa Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente – l’ecopass è ormai irrilevante, le metropolitane non partono, i treni sono più cari, i divieti regionali non rispettati, i referendum per l’ambiente sono fermi al palo, la mobilità sostenibile e le misure antismog sono solo promesse. Se a Milano c’è una lenta diminuzione dell’inquinamento da polveri sottili non è certo merito loro, ma delle norme europee e delle automobili e camion nuovi che inquinano un po’ meno meno”. Sulla questione inquinamento è intervenuto anche Edoardo Croci, presidente di Milanosimuove. “Occorre rafforzare le politiche di risanamento della qualità dell’aria, a partire dalle misure strutturali – fa sapere Croci in una nota – ma anche con interventi nelle situazioni di inquinamento acuto”.

Dunque, il meteo non favorisce il ricambio dell’aria, l’ecopass non serve a nulla se non a rimpinguare le casse comunali, sempre comunque in deficit. Oltre a tutto ciò corriamo rischi per la salute, legate a malattie respiratorie e come beffa in aggiunta al danno ci stiamo giocando già tutto il bonus di 35 giorni massimo di sforamento delle soglie di pm10, bonus annuo che se sfondato comporterebbe pesanti multe. Insomma, oltre a pagare l’ecopass si rischia pure di dover pagare la multa all’Europa. Se continua così ci saranno tante inutili giornate di blocco del traffico o di targhe alterne, lo sento nell’aria…

Il blocco del traffico che non serve a una cippa

Oggi è la giornata del blocco del traffico nel comune di Milano e di altri comuni della provincia di Monza e Brianza per combattere gli elevati livelli di PM10 registrati negli ultimi giorni, sempre al di sopra dei livelli di guardia. E non ci vuole un bambino per capire che non è certamente questo il modo per combattere un fenomeno che mina seriamente la salute dei cittadini; e quando si parla di salute, meglio rizzare le orecchie e stare attenti, perché gli errori rischiano di essere pagati a caro prezzo.
È la sconfitta palese dell’ecopass, un modo come un altro per arrotondare le entrate delle casse del comune, senza mettere in primo piano il vero nocciolo della questione, ossia preservare la nostra salute e quella delle generazioni future. Noi abbiamo sempre questa pessima abitudine di voler scaricare sul futuro i nostri problemi, senza cercare di risolverli in maniera più o meno definitiva. Siamo troppo presi a pensare all’oggi per occuparci anche del domani. Ma il domani che ci attende non è così lontano e dobbiamo rimboccarci le maniche per migliorare una situazione che diventa insostenibile.

Certamente, un blocco di 8 ore del traffico non serve a nulla, specialmente poi in una giornata bella come quella odierna, in cui il vento ha sistemato un pochino le cose, molto meglio di quanto potesse fare l’uomo. Il cielo su Milano è azzurro e terso come non si vedeva da tempo ormai, ma non si tratta degli effetti miracolosi del blocco. Da domani, se le condizioni meteo non dovessero assistere la pianura padana, si tornerà alla medesima situazione precedente e si tornerà a parlare di smog, inquinamento, PM10… e così non va, non va proprio bene. Bloccare le auto per qualche ora non serve a una cippa, serve solo ai nostri politicanti per pararsi il culo di fronte ad ulteriori denunce per mancati interventi contro questo autoflagello. Bisogna piuttosto disincentivare l’uso delle auto, rafforzando il trasporto pubblico e il car sharing, aumentando inoltre le aree verdi nelle nostre città, per renderle quantomeno più vivibili. Basta poco per ottenere tanto… 😉

Intanto, il blocco del traffico sarà sospeso pure nelle zone attorno allo stadio di San Siro per favorire l’afflusso e il deflusso dei tifosi per la partita Milan-Livorno. Riporto da Leggo:

Il blocco del traffico di domenica a Milano, in vigore dalle 10 alle 18, sarà temporaneamente sospeso nelle vie di accesso allo stadio di San Siro per favorire l’ingresso e l’uscita degli spettatori di Milan-Livorno. La circolazione sarà consentita tra le 13 e le 15 e tra le 16,30 e le 18 in via Natta, via Diomede, via Ippodromo, via Montale, via Patrocolo e via Novara. È quanto si legge nell’ordinanza firmata dal vicesindaco di Milano Riccardo De Corato che dispone il blocco totale del traffico per otto ore…