Che Bella Giornata: nuovo grande successo di Checco Zalone

Giovedì sera, per far rilassare la mia ragazza dopo la nottata in giro sulla scopa (:P), siamo andati al cinema Le Giraffe di Paderno Dugnano a vedere il nuovo film di Checco Zalone “Che Bella Giornata“, perché dopo le grasse risate del primo film del comico pugliese (Cado dalle nubi) non potevamo esimerci dall’assistere alla proiezione della pellicola del gran maestro, per dirla alla Checco.
Devo dire che all’inizio sono stati maggiori i disagi, perché pareva che si fossero perse le chiavi della sala G tanto s’è dovuto attendere per vedere aperte le porte della sala. Il film iniziava alle 20:40, ma fino quasi alle 21 non si è riusciti ad entrare. Passato questo momento di difficoltà tutto è filato via liscio ed il film è stato più che godibilissimo. Ne è la riprova anche il grande successo economico che sta ottenendo il film che, addirittura, ha battuto Avatar come incassi nei primi 2 giorni di uscita.

Non voglio raccontare il film, perché non voglio rovinare l’attesa e la sorpresa di chi ha intenzione di vedere il film attendendo un periodo più tranquillo per andare al cinema. Mi basta dare qualche mia personale opinione sul film, con gli occhi di spettatore semplice e non di critico cinematografico. A mio parere il film è anche più godibile del primo film di Zalone che mantiene sempre il leit motive dell’ignoranza/cafoneria del ragazzo meridionale, immerso in un contesto molto diverso da lui, la città di Milano e, nello specifico, l’ambiente ecclesiastico milanese. Il binomio ‘Checco Zalone-Chiesa‘ sembra quasi assurdo, surreale, ma l’effetto che si ottiene è molto azzeccato. Sottolineo, però, specialmente, che i miglioramenti nel film sono soprattutto nel cast di protagonisti: Rocco Papaleo, il padre di Checco, recita divinamente la parte del militare italiano che preferisce la trincea irachena alla vita di casa con la moglie; Tullio Solenghi è uno splendido vescovo del nord, avvezzo alla raccomandazione. Praticamente all’esordio cinematografico Luigi Luciano, passato dai trailer di Maccio Capatonda (video) ad essere l’amico succube di Checco Zalone, ancora vergine e una specie di marionetta nelle mani di Checco.

In generale è un film di cui consiglio la visione. Si tratta di un film adatto ad ogni genere di pubblico, dai giovani ai meno giovani. È proprio vero, ora, che il cinedigestivo batte il cinepanettone e per Checco Zalone si tratta dell’ennesimo, grande successo. Buona visione a tutti voi e che sia sempre una “Bella Giornata”.

La solita estate dei giornali sportivi

Non ho mai avuto un grande interesse per i quotidiani sportivi, specialmente poi durante il periodo estivo, in cui direttori e giornalisti d’assalto danno sempre il peggio di quanto sono in grado di offrire, ossia una serie di balle giornalistiche di calciomercato, vagonate di milioni di euro che dovrebbero muoversi da un importante club di calcio ad un altro, ingaggi stratosferici, ecc. La realtà, purtroppo per loro, è ben diversa. Il calcio è un’industria in profonda crisi (crisi iniziata ben prima della recessione globale), specialmente poi quello italiano. Il solo presidente dell’Inter Massimo Moratti potrebbe essere in grado di mettere sul mercato soldi freschi per acquistare giocatori, ma l’Inter deve prima pensare a liberarsi dei suoi 178 giocatori in esubero.

E bisogna ammettere che, comunque, quest’anno gli è andata bene alle varie Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport, Tuttosport, ecc., poiché Florentino Perez ha fatto i fuochi d’artificio in questo inizio di mercato estivo, acquistando prima Kakà (sigh) e poi Cristiano Ronaldo, con i soldi delle banche e di quella multinazionale chiamata Real Madrid finanziata, appunto, anche dalla famiglia reale spagnola. A parte l’exploit di Perez, quindi, il mondo del calcio è a secco di capitali, ma leggendo le testate sportive sembra che ogni giorno i principali club italiani debbano acquisire 2-3 giocatori, ovviamente tutti di livello mondiale. Invece nulla di quello che scrivono si verificherà, o quasi. I club devono necessariamente ricorrere a scambi per fare affari e, soprattutto, il calcio italiano non ha più appeal e i giocatori più bravi preferiscono andare in campionati più ricchi e seguiti, come la Premier League inglese e la Liga spagnola (soprattutto per ragioni fiscali). Quindi, mi domando, ma come fanno a riempire i quotidiani di stronzate ogni giorno? Ce ne vuole di fantasia, eh? Io sotto l’ombrellone ho sempre preferito dedicarmi ai cruciverba della Settimana Enigmistica, piuttosto che leggere le presunte trattative fatto da questa o da quella società… bisogna che il calcio torni ad essere quello che è, ovvero uno sport!