Waka waka Mazembe! This time is for Africa

Il Mazembe ha compiuto l’impresa. Battendo l’Internacional di Porto Alegre si laurea come prima squadra non europea e non sudamericana ad accedere alla finale del Mondiale per club 2010, finale che era sempre stata un’esclusiva delle vincitrici della Champions League e della Copa Libertadores. Battendo 2-0 i favoritissimi brasiliani, la squadra congolese aspetta in finale la vincente tra l’Inter di Benitez (per ora) e un’impronunciabile squadra coreana, completamente sconosciuta e, oramai, vittima sacrificale della resurrezione nerazzurra. Per me la finale è già scritta, sarà Mazembe-Inter e credo che il sogno africano sia destinato a terminare proprio in finale, per mano dei Pancho Villa boys.

Il gol del Mazembe arriva come un fulmine all’8’ della ripresa: Ekanga colpisce di testa come viene una palla al limite dell’area dell’Internacional. Diventa un assist per l’ossigenato Kabangu, che la doma alla grande e poi mentre scende la colpisce con un destro a giro sul secondo palo: 1-0. L’Internacional preme, Kidiaba respinge tutto al mittente, e quando non c’è lui, manca la mira. Dai e dai, pareggeranno, si pensa. Invece a 5’ dalla fine Kidiaba rinvia coi piedi e pesca nella metà campo avversaria Kaluyituka: doppi passi, uno contro uno contro Bolivar e poi tiro secco sul primo palo: 2-0 e finale raggiunta. Il Mazembe può tutto.

Si è scritta una bellissima pagina di calcio questa sera. Il calcio africano sta crescendo, sta maturando e questi risultati, uniti al recente mondiale in Sudafrica, ha dato lustro ad uno sport che potrebbe essere occasione di unione e riconciliazione fra i popoli, momento di svago per non pensare solamente ai grandi problemi di quelle regioni. Questo è il momento dell’Africa, è un momento che si sono meritati e che si devono gustare a fondo.

Calcio in sciopero 11 e 12 dicembre

Il mondo del calcio dice basta. Anche loro vogliono far valere i propri diritti e tramite l’Associazione italiana calciatori proclama uno sciopero per la giornata dell’11 e 12 dicembre prossimo. Se non erro, l’Inter sarà già a Dubai per giocare il mondiale per club, quindi non so come possano scioperare i calciatori nerazzurri. Ergo, potrebbe essere un bel vantaggio per la squadra del patron Moratti, poiché perderà dovrà recuperare solo una giornata di campionato e non due come avrebbe dovuto in condizioni normali.

Lo sciopero ritengo sia lo strumento ultimo da utilizzare come extrema ratio. Certamente, quando penso allo sciopero non penso immediatamente al calciatore, perché il calciatore per me non lavora, è un atleta, al massimo un artista nel migliore dei casi. Anche i calciatori hanno i loro diritti, ma è indubbiamente vero che sono una categoria particolare e molto privilegiata, sono pagati per correre dietro una palla e prenderla a calci, niente di eccezionale insomma. Ma loro non sono mai contenti, vogliono di più, ed ecco riassunte le loro richieste:

  • CONTRATTO: per la Lega deve essere flessibile, e prevedere stipendi per i calciatori in gran parte legati ai risultati (compresa l’automatica riduzione degli stipendi in caso di retrocessione in serie B); l’AIC accetta la parte variabile solo per il 50%.
  • PROFESSIONALITÀ: per la Lega il calciatore deve fare soltanto il calciatore, per l’Aic deve restare libero di decidere cosa fare fuori dall’orario di lavoro, come per esempio accettare altri lavori.
  • COMPORTAMENTI: la Lega chiede codici ferrei di condotta ed etica anche fuori dal campo, l’Aic è per mantenere libertà assoluta nel tempo libero.
  • CURE: le società chiedono che dipendano esclusivamente da specialisti di fiducia del club, i giocatori vogliono restare liberi di scelta facendo pagare al club.
  • TRASFERIMENTI: la Lega chiede che un giocatore non possa rifiutare il trasferimento ad un club di stessa qualità e con soldi garantiti. Se rifiuta, risoluzione del contratto ma pagamento del 50% dell’emolumento e libertà di firmare con chi vuole.
  • PREPARAZIONE: per la Lega il tecnico deve avere la possibilità di decidere di far allenare anche in più gruppi, l’Aic è per mantenere il gruppo unico.
  • SANZIONI: automatiche per i club in caso di mancanze classiche, l’Aic vuole restino di volta in volta decise dal collegio arbitrale.
  • ARBITRI: la lega vuole riformare il collegio arbitrale con un presidente esterno al calcio, l’Aic insiste per non toccarlo, con presidente sorteggiato tra quelli designati da Lega e Aic.

Su alcuni punti si potrebbe anche discutere, ma in generale vi sono dei punti che non sono assolutamente ammissibili; ad esempio, come si può pretendere che le società di calcio paghino le spese mediche per le prestazioni mediche decise dai giocatori? Se un giocatore non vuole affidarsi alle cure del club di appartenenza dovrebbe poter affidarsi anche a cure esterne ma A SUE SPESE! Troppo comodo fare visite specialistiche, consultare luminari della medicina e poi presentare il conto alle società.
Sul trasferimento bisognerebbe aprire un dibattito, poiché non è facile obbligare una persona a cambiare città e/o nazione, anche per via della vita privata dei giocatori stessi che verrebbe inevitabilmente stravolta da questa decisione.

Io non amo fare demagogia, ma non si può accettare di vedere dei multimiliardari chiedere di avere ancora di più, più soldi più diritti e meno doveri. Che andassero veramente a lavorare questi lavativi, hanno rotto il cazzo veramente e che facessero sciopero per mesi, si avranno più weekend da dedicare alla famiglia e allo shopping natalizio, un toccasana per la nostra economia.