La tesi di Guttemberg

Il ministro tedesco Guttenberg abbandona la politica. Finito al centro di uno scandalo per la tesi di dottorato quasi completamente copiata, il ministro della Difesa Karl Theodor zu Guttenberg annuncia le dimissioni. Il premier Angela Merkel perde, così, uno degli uomini più importanti del suo governo, ma, forse, anche uno dei rivali più temibili: palesi le ambizioni dell′ ex dottore a diventare, un giorno, capo dell′esecutivo. “Non ce la faccio più, ho raggiunto i limiti della sopportazione“, spiega Guttenberg dopo le critiche ricevute per la laurea. Qualche giorno fa, infatti, la Sueddeutsche Zeitung, quotidiano di Monaco di Baviera, aveva riportato la notizia del plagio quasi totale di cui l′ex ministro si era reso responsabile: la tesi era copiata al 70% senza riportare alcuna fonte. Fa riflettere l′entità dello scandalo se rapportato all′attuale situazione politica italiana, tanto per riportare l′esempio di Silvio Berlusconi, le cui dimissioni sono chiamate (e auspicate) a gran voce da più parti. A scagliarsi contro Guttenberg, e a chiederne la resa politica, anche ministri del centrodestra come Annett Schavan, che si era detta imbarazzata dalla situazione. Le polemiche correvano sul filo del rasoio nelle ultime ore anche per la lettera di protesta inviata da rettori e docenti universitari. La carriera politica del ministro della Difesa si chiude con la stessa velocità con cui era nata: Guttenberg ha solo 39 anni e, sia l′appoggio della Bild, il quotidiano più letto in Europa, sia quello dei suoi sostenitori, non sono stati sufficienti. La Merkel perde il ministro della Difesa in un momento storico cruciale, tra continue emergenze per le missioni in Afghanistan e, non ultima, al crisi in Libia. Colui che i quotidiani tedeschi hanno ormai ribattezzato “ex dottore” si è reso responsabile, secondo le alte cariche dello Stato, di una leggerezza “inaccettabile e irrispettosa anche per la reputazione del mondo scientifico“. Di sicuro, un colpo pesante sull′immagine dell′attuale compagine politica tedesca.

(Newsnotizie)

Si è dimesso per aver copiato la tesi di dottorato… cioè, in Italia l’avrebbero premiato per una cosa simile, per essere riuscito ad aggirare il sistema. Invece in Germania rimette il mandato ministeriale… è proprio un altro mondo…

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Solo un fatto di contabilizzazione

Il nostro ministro dell’economia, Giulio Tremonti, dice che non bisogna preoccuparsi delle voci di un presunto buco di bilancio, perché si tratta di un semplice fatto di contabilizzazione. Oltre a ciò, le nostre pensioni sono sicure perché noi la riforma l’abbiamo già fatta, la nostra economia non risente della crisi e nemmeno dei problemi della Grecia e il resto d’Europa praticamente ci invidia. Io quando sento queste vagonate di ottimismo spontaneo da parte di un politico sento sempre un brivido lungo la schiena, uno strano presagio che mi mette addosso un’ansia e un terrore che nemmeno “Paranormal Activity” potrebbe fare…

BRUXELLES
Pil, pensioni, conti pubblici, Grecia. Tremonti a tutto campo all’Ecofin. «Nei nostri bilanci nessun buco, solo un fatto di contabilizzazione», dice il ministro del Tesoro mettendo a freno le voci che parlavano di un maxi-debito. Quello del rosso «è un non problema». Nessun allarme anche sulle pensioni, dopo che Berlusconi aveva parlato di eccessiva pesantezza del sistema previdenziale: «Molti in Europa hanno problemi con le pensioni- ha detto Tremonti- ma in Italia non è un problema. Noi la riforma l’abbiamo già fatta».

Il ministro poi si è espresso per Draghi alla Bce. Nella scelta dei candidati alla guida dell’Eurotower «non esistono criteri geografici né quello di paesi piccoli o grandi ma solo il criterio del candidato migliore». «Quando tra venti mesi porremo la questione della scelta del presidente, chiederemo di nuovo di usare questo criterio», ha sottolineato il ministro dell’Economia.

Infatti nella scelta del portoghese Constancio alla vicepresidenza della Bce è stato seguito appunto il criterio del merito in quanto, ha spiegato Tremonti «il portoghese è stato ministro, ha avuto una notevole esperienza universitaria ed è Governatore della Banca centrale di Lisbona», quindi «il candidato giusto per il posto giusto» ha aggiunto.

Tremonti ha anche affrontato il nodo Grecia, spiegando che l’esposizione del sistema Italia nei confronti della Grecia è dieci volte inferiore rispetto a quello della Francia e molto più basso di quello tedesco. «Sulla Grecia a noi risulta che il sistema Italia è esposto per 8 miliardi, quello tedesco per 35 e quello francese per 80», così il ministro, che non accetta gli allarmismi sul Pil in calo: «Non stiamo peggio di altri».

Al vertice di Bruxelles i ministri dell’Economia hanno ribadito la loro disponibilità ad aiutare Atene. Nell’eventualità in cui si rendesse necessario, la Commissione europea sarà pronta a mettere in atto un «quadro» coordinato di sostegni finanziari a favore della Grecia ha detto il commissario europeo agli Affari economici, Olli Rehn, precisando durante una conferenza stampa al termine del vertice dei ministri finanziari che l’Unione europea dispone «dei mezzi» per effettuare un simile intervento.

fonte: La Stampa

Quanto è credibile uno come Tremonti? E la credibilità in economia è fondamentale, altrimenti meglio starsene zitti e togliersi dalla politica…

The Brunetta Show

Il ministro in miniatura Renato Brunetta (ritratto qui sopra in una gigantografia) sta concludendo una settimana da spettacolo, iniziata con l’iniziativa propagandistica contro i padoaschioppani “bamboccioni” e sfociata, oggi, in un altro slogan elettorale decisamente più diretto: 25 miliardi di euro per Venezia!
Eh sì, il buon Renato Brunetta non lascia, bensì raddoppia. Oltre allo scranno da ministro della Repubblica, ora mira pure a diventare il primo cittadino di Venezia. Personalmente, trovo che sia una pessima idea, anche perché si può facilmente fare ironia sul fenomeno dell’acqua alta… Vabbè, comunque sia Venezia è una città che sta morendo, una città che ha sicuramente bisogno di interventi radicali per evitare che sparisca e per mantenere il proprio valore prettamente turistico. Brunetta è un ottimo pragmatico ed è certamente valido il suo lavoro contro il fenomeno dell’assenteismo sul pubblico impiego, credo che risulterebbe fuoriluogo nel panorama romantico della laguna veneziana, non trovate?

Per quanto concerne la boutade sui bamboccioni, direi che come tale va presa e non bisogna dare troppo peso, perché se si comincia a considerarla troppo sul serio diventa necessario trattarla come una pura e semplice cazzata. I bamboccioni sono figli di un costo della vita troppo elevato per essere sostenuto da uno studente universitario, nonché da un neo-lavoratore. Le basse retribuzioni, caro ministro, sono la causa principale di questo fenomeno: i giovani, mediamente, non sono carenti di voglia di indipendenza, bensì sono carenti di palanche…