Il 41 bis del TG5

Da settimane, oramai, il TG5 conduce un’autentica crociata in nome della verità sull’annosa vicenda legata alla sospensione del 41 bis a diversi mafiosi, durante il periodo delle stragi mafiose. La vicenda storica si inserisce nella presunta trattativa fra Stato e mafia che condusse ad un cessate il fuoco fra le due fazioni, una tregua che a distanza di anni fa ancora discutere, poiché i vertici politici di allora negano la trattativa con la mafia e negano pure di essersi interessati in prima persona della vicenda, trincerandosi dietro molti “non so” e “non ricordo”.

Il punto è che il TG5 martella puntualmente su questa vicenda, senza aggiungere notizie e/o aggiornamenti alla vicenda. L’impressione, e dico solo che è un’impressione, è che il TG5 voglia far soffermare l’opinione pubblica sulle implicazioni della vicenda, un interesse smisurato che, ad esempio, potrebbe distogliere l’attenzione da altre vicende giudiziarie, ad esempio quelle legate al premier. Sembra quasi che ai guai giudiziari di Silvio Berlusconi si voglia porre rimedio infangando la parte politica opposta, quella sinistra che governava nel 1993 e che sarebbe stata l’artefice diretta della trattativa tra Stato e mafia.
Il punto è che della vicenda “41 bis” sappiamo praticamente tutto, con testimonianze, ricostruzioni, carte. Insomma, è stata fatto una magnifica ricostruzione giornalistica che, difatti, ha permesso di conoscere ogni dettaglio della vicenda. Invece, dei procedimenti penali del premier, che cosa si sa? Io credo praticamente nulla, perché a parte qualche discorso su Ruby e Lele Mora direi che del processo Mediatrade e del caso Mills si parla sempre troppo poco.

Personalmente, credo sia più interessante fare chiarezza sulle vicende del premier, dato che ricopre un ruolo decisamente importante e rilevante nel Paese, mentre per quanto riguarda la questione sul 41 bis, con tutto rispetto, si indaga su fossili politici che hanno già dato tutto quello che dovevano dare. E’ giusto fare chiarezza su una pagina oscura della nostra storia, però senza accanimento giornalistico che, sinceramente, mi sembra di notare dai giornalisti del TG5.

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La strategia difensiva di Berlusconi

Utilizzare i legittimi impedimenti per bloccare solo due processi, la presunta corruzione dell’avvocato inglese David Mills e la vicenda Ruby, lasciando andare avanti gli altri due, Mediaset e Mediatrade, che saranno anche i primi a riprendere in ordine di tempo. E’ questa la strategia difensiva di Silvio Berlusconi che sarà messa a punto domani in una riunione mattutina dei legali, Niccolò Ghedini, Piero Longo e Giorgio Perroni a Milano.

Lunedì 28 febbraio riprenderà il processo sui presunti fondi neri relativi ai diritti tv di Mediaset dove il premier risponde di frode fiscale. Sabato 5 marzo toccherà all’udienza preliminare di Mediatrade, controllata Mediaset al 100 per cento, con le accuse di appropriazione indebita fino al 2006 e frode fiscale fino al 2009. Si tratta di due processi lontani dalla conclusione perchè in un caso si è ancora davanti al gup e nell’altro bisognerà sentire diversi testimoni e svolgere udienze all’estero, con il capitolo quasi comico di una rogatoria in Francia finita al giudice sbagliato e non s’è ancora capito per responsabilità di chi tra l’Italia e Oltralpe.

Il processo per il caso Mills riprenderà l’11 marzo, la data in cui a Bruxellex è programmato un consiglio d’Europa straordinario sull’economia. L’istanza di legittimo impedimento in pratica è già pronta e non potrà che essere accolta dai giudici. L’accusa di aver corrotto un testimone affinchè mentisse in due processi dà particolarmente fastidio e per giunta in una vicenda giudiziaria dove la Cassazione pronunciandosi per la prescrizione dell’imputazione del corrotto aveva affermato che il fatto storico si è verificato.

Il 6 aprile inizierà invece il processo in cui Berlusconi risponde di concussione per la famosa telefonata alla polizia per ottenere la “liberazione” di Ruby e di prostituzione minorile per i rapporti sessuali che avrebbe avuto a pagamento con la ragazza marocchina. Insomma, proprio l’affastellarsi di 4 processi dà la possibilità al Cavaliere e ai suoi avvocati di scegliere quali far celebrare e quali no.

Domani si riuniranno anche i pm milanesi, per decidere le modalità della chiusura delle indagini relative al fascicolo dove Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti sono accusati di favoreggiamento della prostituzione e in relazione a Ruby anche di prostituzione minorile. Dovrebbero essere stralciate, probabilmente in vista di una richiesta di archiviazione le posizioni di tre indagati con ruolo ritenuto secondario, l’autista e due collaboratori di Mora. Il capitolo relativo alla prostituzione di un’altra minorenne Iris Berardi per il momento resta fuori e potrebbe essere utilizzato in sede di contestazione suppletiva in aula al momento dei processi.

(TMNews)

Alfano, “Berlusconi non si è mai sottratto ai giudici”

Angelino Alfano, il guardasigilli guardaspalle di Silvio Berlusconi, è proprio un gran mattacchione. In un’intervista rilasciata a Sky Tg24 il ministro della Giustizia ha detto, fra le tante cose, che «Berlusconi non si è mai sottratto ai giudici». Cioè, è come se uno dicesse che Cicciolina è vergine. Insomma, su Berlusconi se ne sono dette tante, probabilmente talvolta si è superato anche il limite oppure lo si è accostato a reati senza avere prove concrete e certe per farlo, però l’affermazione del buon Angelino è qualcosa che non sta né in cielo né in terra, è come una bestemmia in chiesa, cavolo! E’ un’affermazione fuori luogo a prescindere, a maggior ragione in un momento delicato come questo, in cui il premier ha visto limitare il potere del legittimo impedimento, in cui i vari Lodi Alfano sono stati scartati dalla Consulta e in cui i mass media stanno squarciando il velo di omertà e segretezza che copre la vita privata di Berlusconi, vita che sembra essere sempre più tinteggiata di scandali sessuali.

Silvio Berlusconi è sceso in politica per schivare i giudici. Questo è un dato assodato da tempo e mi stupisce che proprio il ministro della Giustizia non si sia accorto di una cosa tanto evidente. Berlusconi si è sottratto ai giudici con la corruzione di David Mills, con le leggi ad personam che hanno depenalizzato i reati per cui lui era indagato, riducendo i termini di prescrizione dei processi oppure congelando i procedimenti giudiziari a suo carico con scudi vari. E queste non sono affermazioni di opposizione, sono fatti storici incontrovertibili. Chi può negare, infatti, che le leggi fatte dai governi Berlusconi (e non solo) siano state spesso leggi a favore della fedina penale del premier o del suo impero industriale ed economico? Chi lo può fare? Solo chi è stipendiato da Berlusconi, credo. Chi guarda la realtà con gli occhi non offuscati dalle banconote credo che possa tranquillamente affermare quanto ho qui sopra riportato, senza per forza definirsi reazionario di sinistra, oppure antiberlusconiano convinto.

Sentenza cassazione processo corruzione Berlusconi-Mills

ROMA (ANSA) – Se le sezioni unite penali della cassazione dichiarassero prescritto il reato di corruzione in atti giudiziari per il quale l’avvocato inglese David Mills e’ stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione, ci sarebbero conseguenze anche sul processo ‘gemello’ che riprendera’ sabato a Milano e nel quale e’ imputato il premier Silvio Berlusconi. Il tribunale, infatti, non potra’ non tenerne conto ”tuttavia il processo di Berlusconi – fanno notare fonti della difesa di Mills – e’ stato sospeso per un anno, quindi per lui, la prescrizione maturerebbe il prossimo novembre, se venisse accolta la tesi sostenuta dalla procura della Suprema Corte”. In pratica, il processo a Berlusconi potrebbe andare avanti per un altro anno ma difficilmente evitera’ di finire in prescrizione. Invece, se la cassazione dovesse ”assolvere Mills stabilendo che non e’ stato un test reticente, allora, subito, il tribunale di Milano dovrebbe prenderne atto e prosciogliere del tutto anche il premier”.

Mills prescritto, Berlusconi salvo. La sentenza della Cassazione che ha dichiarato “estinto” il reato di corruzione del testimone David Mills ha l’effetto (indiretto, ma ormai scontato) di concedere pochi mesi di vita anche al processo al suo presunto corruttore, Silvio Berlusconi. Un dibattimento gemello che il tribunale di Milano aveva sospeso proprio per aspettare il verdetto di oggi delle Sezioni Unite. La maggiore conseguenza politica è che ora diventa meno urgente approvare le varie leggi ad personam (processo breve, legittimo impedimento, scudo-tris per le alte cariche, ripristino dell’immunità parlamentare) messe in cantiere con l’obiettivo unificato di bloccare i processi al premier, a cominciare dall’emergenza Mills.

TU CHIAMALE SE VUOI PRESCRIZIONI
La prescrizione non è un’assoluzione, ma un proscioglimento tecnico per motivi solamente procedurali: l’avvocato inglese David Mills, dunque, è colpevole di essersi fatto corrompere con 600 mila dollari per favorire l’imputato Berlusconi in due processi (tangenti alla Guardia di Finanza; fondi neri Fininvest – All Iberian), ma non può più essere punito, perché ha incassato la tangente più di dieci anni fa. Della condanna di primo grado, che era stata confermata anche in appello, resta valido solo il risarcimento civilistico del danno morale (che non cade in prescrizione): Mills dovrà versare 250 mila euro allo Stato italiano, che per legge, paradossalmente, è rappresentato nel processo dalla presidenza del consiglio dei ministri.

IL REBUS DELLE DATE
Il principale cavillo giuridico che la Cassazione era chiamata a dirimere (a sezioni unite, proprio perché la questione era controversa) era appunto un problema di date: quando fu commessa quella corruzione? La corte d’appello, confermando la condanna a quattro anni e mezzo di reclusione, aveva stabilito che Mills fu corrotto il 29 febbraio 2000, quando incassò materialmente i soldi, intestandosi quote per 600 mila dollari del fondo estero (chiamato Torrey) dove aveva parcheggiato la tangente che gli era stata materialmente destinata da un defunto manager della Fininvest. La Cassazione invece ha deciso che Mills era diventato padrone di quei soldi già tre mesi prima, e precisamente l’11 novembre 1999, quando fornì le istruzioni per far entrare quella tangente in un precedente contenitore (il fondo Giano Capital), dove i soldi dell’avvocato inglese erano mescolati con quelli di altri suoi clienti. Da questa seconda data (a differenza che dalla prima) sono ormai passati più di dieci anni, per cui la corruzione è stata dichiarata prescritta per scadenza dei termini.

L’ACCUSA GARANTISTA
Questa tesi, oltre che dai difensori di Mills (che come prima richiesta domandavano però l’assoluzione piena, bocciata dalla Cassazione), è stata appoggiata in udienza anche dal sostituto procuratore generale Gianfranco Ciani, che in teoria rappresentava l’accusa, con queste parole: «Quanto c’ è incertezza sulla data di commissione di un reato, da sempre vale la regola del “favor rei”, e il decorrere della prescrizione va fissato nel momento più favorevole all’imputato».

GLI EFFETTI PER BERLUSCONI
A questo punto gli stessi pm milanesi prevedono che, per la medesima corruzione, il tribunale dovrà dichiarare la prescrizione. Questo dovrebbe accadere probabilmente (i conteggi sono in corso) nel novembre prossimo: quindi il processo potrà continuare, ma sarà difficile arrivare a una sentenza di primo grado, e impossibile chiudere in tempo anche l’appello e la Cassazione. Berlusconi originariamente era coimputato di Mills, ma è stato separato per effetto del lodo Alfano: il “salvacondotto” poi dichiarato incostituzionale per violazione del principio di uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge. Il rinvio di circa un anno della data di prescrizione per Berlusconi è dovuto proprio alla legge Alfano, che per sospendere il processo congelò tutti i termini.

IL GRAN PRESCRITTO
Con analoghe dichiarazioni di prescrizione si erano chiusi altri importanti processi aperti a Milano in questi anni a carico di Berlusconi, tra cui spiccano i falsi in bilancio della Fininvest per circa un miliardo di euro (conti esteri della rete All Iberian), i finanziamenti illeciti per 21 miliardi di lire a Bettino Craxi in Svizzera, la corruzione del giudice romano Vittorio Metta attraverso l’avvocato Cesare Previti per conquistare la Mondadori.

fonte: l’Espresso

Il Times attacca Berlusconi: «The Clown’s Mask Slips»

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Il premier Silvio Berlusconi non conosce sosta agli attacchi ricevuti. Oggi la bordata arriva dal noto giornale “Times” che, in un lungo editoriale “The Clown’s Mask Slipsattacca duramente il presidente del Consiglio, per tutte le vicende a lui connesse nell’ultimo mese. In particolar modo, il giornale inglese si sofferma sul disprezzo che Silvio Berlusconi avrebbe verso gli Italiani. Non è un attacco contro i comportamenti libertini del premier, dei commenti piccanti rivolti a donne, oppure la serie di contraddizioni e di smentite del caso Noemi Letizia, bensì la figuraccia internazionale che il premier fa fare a tutta l’Italia ed al popolo italiano, dato soprattutto che quest’anno l’Italia ha la presidenza del G8 (Che si svolgerà a L’Aquila).

Berlusconi ha liquidato l’editoriale del Times sostenendo che «I giornali stranieri sono in collegamento diretto con quelli della sinistra italiana: sono cose ispirate e insufflate dalla sinistra italiana che spinge per ottenere attenzione alle nostre vicende viste dalla loro parte. La carta dei valori della sinistra è diventata Novella 2000». La solita replica contro il potere mediatico rosso, una replica che non dissipa le nubi attorno alla propria immagine e, difatti, lo stesso premier è costretto ad ammettere che la sua popolarità è in calo (Dal 75,1% al 73%). Purtroppo, invece, la tecnica si basa sul tentativo di distogliere l’attenzione dal caso principale verso altre notizie, in questo caso di gossip. Ad esempio, come spiega il blog Italian Spot, Daniela Santanché, leader del Movimento per l’Italia, ha accusato Veronica Lario di essere lei la causa della rottura del matrimonio, poiché l’ormai ex moglie di Silvio Berlusconi avrebbe una storia con un altro uomo da oltre un anno, precisamente col responsabile della sicurezza della Villa Macherio. In questo caso si mescola la volontà di depistare con l’intenzione di fare una bella figura nei confronti del “papi” che, probabilmente, terrà molto in considerazione la mano tesa della Santanché.

Comunque vada a finire la vicenda, l’Italia sta facendo la solita figura di merda a livello internazionale, e tutto questo ciacolare sul matrimonio al tramonto del premier e delle sue possibili relazioni piccanti con una ragazza minorenne distolgono l’attenzione dai casi veramente importanti, ossia il caso Mills, per cui Silvio Berlusconi è riuscito ad evitare una condanna in primo grado per corruzione in atti giudiziari. Al di là di tutto, la cosa più grave resta ancora questa, a mio avviso. Nel caso Noemi sono voci ed illazioni, qui si tratta di un processo e di una sentenza che parla chiaro. La vera maschera deve ancora cadere…

Una strana forma di altruismo

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Dopo la strampalata reazione del premier Berlusconi alle motivazioni del processo che lo vede coinvolto insieme all’avvocato inglese David Mills, era ovvio che anche qualcun’altro seguisse il suo esempio e ne approfittasse per esternare dichiarazioni a dir poco farneticanti. Mi riferisco soprattutto all’idea che Berlusconi non rinunciasse al lodo Alfano semplicemente per non lasciare il Paese senza governo in un momento così delicato per la nostra economia. Che altruista! Che uomo di Stato! Pensare che potrebbe tranquillamente farsi processare e condannare per corruzione in atti giudiziari ed invece resta lì al proprio posto, come il comandante che per ultimo abbandona la nave che affonda. Sono quasi commosso…
Il giro delle puttanate comincia con una perla, una delle tante di questo personaggio; non voglio lasciarmi sfuggire, infatti, la chicca di Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e pupazzo del Cavaliere, il quale, durante la trasmissione Mattino 5, ha dichiarato:

E’ un attacco politico a orologeria e il premier Silvio Berlusconi risponde con il calore e l’umanità che gli sono propri ma subito si legge sui giornali dello ‘sfogo’, ‘dell’ira del premier

Paolo Bonaiuti è un grande, riesce ad inventarsi delle puttanate spaziali in pochi attimi. Rilascia dichiarazioni ogni giorno, smentisce ed attacca tutti, anche se stesso e il proprio datore di lavoro… la sua è un’arte, affinata negli anni… andrebbe promosso uno così!

Ma il premio per la puttanata del giorno, con encomio per la faccia tosta dimostrata, va al mitico Calisto Tanzi il quale, all’uscita dall’aula di Milano dove si sta svolgendo il processo Parmalat-banche, incalzato dai cronisti che gli hanno fatto notare che nelle motivazioni della sentenza con cui i giudici milanesi lo hanno condannato a 10 anni di carcere per aggiotaggio lo si accusava di non aver mai lavorato per salvare l’azienda ma solo per arricchirsi, ha completamente sbroccato sostenendo che lui ha fatto quello che ha fatto per salvare la società! A lui non interessavano i soldi, lui voleva salvare la Parmalat! E lo processiamo pure uno così? Questo è il nuovo Craxi, bisogna intitolargli strade, monumenti, bisogna che entri in politica uno così, diamine! Non ha spolpato la società per sè, l’ha fatto per i propri dipendenti, diretti o indiretti! Bastava dirlo, Calisto, ora è tutto più chiaro. Mi auguro che anche i giudici capiscano che tu in realtà sei una bravissima persona e che hai agito per il bene della Parmalat e non per il tuo tornaconto economico.

…Sì, però, dove sono finiti i soldi?

Sentenza Mills e Lodo Alfano

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Con l’arrivo della sentenza del processo Mills (sentenza di condanna in primo grado), in cui è direttamente coinvolto anche il premier Silvio Berlusconi, per il Papi cominciano a sorgere delle vere e proprie grane, poiché se prima poteva appellarsi al Lodo Alfano senza tanti problemi (esclusa l’eccezione di costituzionalità mossa su di esso), ora è più difficile sostenere la validità di quel lodo, dato che Berlusconi si trova in una posizione di condanna, condanna non ancora effettiva ma semplicemente posticipata dallo stesso lodo.
E’ inutile che il premier Berlusconi sostenga che la sentenza è scandalosa. Contro una sentenza ci si può appellare, è una forma di garanzia del nostro sistema giuridico. Ciò che è veramente scandaloso è il fatto che alcune persone siano immuni alla Legge italiana, e soprattutto il presidente del Consiglio che, a differenza del presidente della Repubblica, non può nemmeno essere processato per Alto tradimento o per attentato alla Costituzione. Silvio Berlusconi deve capire che non può sempre manipolare la Giustizia a suo favore, non può pretendere di aggiustare ogni suo processo. In alcuni casi può anche darsi che la Magistratura fosse prevenuta nei suoi confronti, ma nel caso Mills c’è poco da dire, la sentenza era già scritta poiché i fatti erano palesi e fin troppo evidenti: Silvio Berlusconi ha corrotto l’avvocato David Mills, il quale ha contattato il proprio commercialista Bob Drennan per motivare la presenza della tangente; purtroppo, però, il commercialista non ha voluto essere coinvolto nella vicenda e ha accusato il proprio assistito per evasione fiscale, coinvolgendo anche Mister B., alias mister Berlusconi.

Inutile la reazione di Berlusconi, inutile e scontata la risposta di Nicolò Ghedini, parlamentare ed avvocato del premier, che ha ribadito la scandalosità e la faziosità della sentenza, annunciando che il presidente del Consiglio non ha nessunissima intenzione di rinunciare allo scudo del lodo Alfano. E c’era bisogno di dirlo? Sarebbe il colmo se Berlusconi rinunciasse alla protezione del lodo! Ghedini dice che lo fa per non lasciare il Paese nell’ingovernabilità, ma si vede lontano un chilometro che sta dicendo una balla spaziale. La verità è che non può permettersi di rinunciare a tale protezione, poiché senza di essa rischierebbe di finire in carcere. Probabilmente, anche dopo il verdetto della Corte costizionale, credo che il lodo verrà presentato di nuovo, magari leggermente ritoccato ma sostanzialmente immutato, nel rispetto dello stile del nostro papi-premier. Ed io, pur condividendo gli ideali politici del centro-destra, non posso accettare di essere governato da un pregiudicato, da un deliquente, da un corruttore. In Inghilterra il governo è in ginocchio per uno scandalo legato a dei rimborsi spese, in Italia abbiamo il capo del governo accusato e praticamente condannato per corruzione in atti giudiziari e non sento levare molte voci contro l’esecutivo: come mai? Pignoli gli inglesi, o fessi noi?