Vola Piazza Affari: FTSE Mib +4,24%

Oggi Piazza Affari ha vissuto, finalmente, una giornata decisamente positiva. L’indice Ftse Mib della Borsa italiana ha chiuso a quota 14.645,96 punti con una netta variazione positiva di +4,24%. Quest’oggi, fortunatamente, non ci sono stati timori sul debito pubblico italiano e nemmeno sulla solidità dell’Euro. Oggi non c’era Angela Merkel o FMI che potesse scalfire la voglia di rialzo di Piazza Affari. Dopo 3 sedute pesantemente negative c’era quasi la necessità di una scossa al rialzo, la necessità di scrollarsi di dosso tutte le negatività e le paure dei giorni scorsi.

In generale, comunque, è tutta l’Europa ad aver viaggiato ampiamente in territorio positivo. Germania e Francia hanno chiuso entrambe la seduta in territorio ampiamente positivo, ribaltando completamente il mood dei giorni scorsi che vedeva, specialmente il DAX di Francoforte, molto appesantito e in balìa dei mercati internazionali. Avevano comunque trainato la volata delle borse europee le piazze asiatiche, con l’indice giapponese Nikkei a +2%. Dagli Stati Uniti, invece, giungono voci di un piano Obama per il rilancio dell’economia, specialmente sul fronte occupazionale, fronte che ha visto gli USA e lo stesso Obama sotto pressione.

Insomma, questo mix di voci (senza dimenticare il fatto che, al di là della bontà, finalmente è stata presentata una manovra economica pressoché definitiva dal governo italiano) ha acceso quell’entusiasmo che tanto fa bene ai mercati e, soprattutto, agli operatori di borsa, usciti con le ossa rotte da un agosto tragico e ancora duramente colpiti in questo inizio di settembre. Speriamo in bene, anche se normalmente l’autunno è una stagione borsistiche contraddistinta da alta volatilità, con le acque che normalmente si calmano nei mesi invernali.

Spiazza Affari

Non c’è niente da fare, le Borse non vogliono proprio superare il momento di crisi e continua l’inesorabile caduta libera dei listini mondiali. Quest’oggi avevano cominciato male i listini asiatici: la Borsa di Tokyo chiude la seduta in calo del 2,18%, scontando il downgrade del rating Usa deciso da Standard & Poor’s: l’indice Nikkei si attesta a 9.097,56, con una perdita secca di 202,32 punti; l’indice Composite della borsa cinese ha terminato le contrattazioni a -3,79%, finendo a 2.526,82 punti. Hong Kong -2,17%, grazie ad un recupero finale.

L’Europa, invece, aveva aperto in modo disomogeneo. Molto bene Spagna e Italia (grazie all’intervento della BCE), male il resto, guidato dal DAX tedesco decisamente rosso. Le chiusure, però, sono state tutte decisamente negative: gli indici della borsa milanese hanno terminato le contrattazioni in calo di oltre due punti percentuali allineandosi al resto d’europa, con le piazze finanziarie che hanno accusato forti ribassi a causa della debacle di Wall Street. Il Ftse mib ha terminato le contrattazioni in calo del 2,43% a 15.639 punti, Ftse all share -1,68%, Ftse star -3,75%. Giornata in picchiata per la Borsa di Atene che ha chiuso a -6% con l’indice guida Athex sotto la soglia psicologica dei 1.000 punti a 998,24.Va a picco anche Mosca, trascinata al ribasso dal downgrade degli Stati Uniti e dal calo del prezzo del petrolio. L’indice RTS ha chiuso in calo del 7,84% a 1.657,77 punti.

L’indice tedesco DAX ha chiuso il lunedì nero con una performance negativa di -5,02% a 5.923,27 punti, il CAC40 di Parigi a -4,68% a 3.125,19 punti, mentre la borsa di Londra ha chiuso a -3,39%. Insomma, la giornata è stata nerissima per tutti e noi siamo riusciti a limitare i danni grazie all’avvio spint che ci ha dato un notevole vantaggio rispetto agli altri listini europei. Dio solo sa cosa sarebbe successo se la Banca Centrale Europea non avesse deciso di iniettare nuova liquidità sul mercato acquistando titoli di Stato italiani e spagnoli. È stato come tentare di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua, del tutto inutile. La speculazione si sposta dalla periferia verso il centro, è un virus che non si sconfigge salvando prima l’uno poi l’altro. Manca credibilità all’Euro e a tutta la politica dell’Europa intera.

Per quanto riguarda Piazza Affari, direi che nemmeno gli interventi straordinari della BCE sono in grado di dare una scossa rialzista al mercato. C’è tanta voglia di vendere e si continua a sprofondare. Qualcuno già ipotizza un FTSE Mib che potrebbe arrivare fino a 13.500 punti prima di invertire la tendenza. Dagli Stati Uniti si parla di una possibile nuova crisi, dagli effetti tremendamente superiori a quella del 2008. Mi auguro che tutto ciò non corrisponda al vero, ma sinceramente comincio ad essere un pochino preoccupato, seriamente preoccupato.

Finalmente un rimbalzo di Piazza Affari

La Borsa di Milano ha centrato il rimbalzo dopo aver bruciato ieri circa 12 miliardi di euro. La performance odierna, con il Ftse Mib tornato saldamente sopra quota 18.000 punti, è stata favorita dalla ritrovata vena del comparto finanziario. È calata la tensione anche sul mercato obbligazionario, dove lo spread Btp-Bund è sceso a 305 punti base dopo aver toccato ieri i 337 punti, non lontano dal record di 347 pb della scorsa settimana. Una spinta è arrivata anche dall’andamento positivo di Wall Street, favorito da alcune trimestrali e dai dati oltre le attese sul mercato immobiliare. I nuovi cantieri residenziali, infatti, a giugno si sono attestati a 629 mila dalle 560 mila unità del mese precedente superando le previsioni degli analisti che avevano pronosticato 575 mila unità. Sul fronte europeo l’indice Zew tedesco sulle aspettative economiche si è attestato a luglio a -15,1 punti rispetto ad un consensus di -12,5 punti. Una discesa dovuta soprattutto ai problemi legati al debito di alcuni Paesi dell’area euro. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha guadagnato l’1,92% a 18.229 punti, mentre il Ftse All Share è avanzato dell’1,71% a quota 18.946.

Acquisti sostenuti sulle banche dopo la debacle di ieri, nonostante Nomura, in vista della presentazione dei risultati trimestrali, abbia decurtato le attese sull’utile per azione di Unicredit e Intesa SanPaolo per il periodo 2011-2013. Proprio i due colossi del credito italiano hanno svettato sul paniere principale: Unicredit ha guadagnato il 4,68% a 1,186 euro, mentre Intesa il 4,32% a 1,544 euro. Bene anche Banco Popolare (+3,35% a 1,388 euro), Monte dei Paschi (+3,22% a 0,475 euro) e Ubi Banca (+1,95% a 3,34 euro). Più contenuto il rialzo della Popolare di Milano (+0,89% a 1,468 euro) che si appresta a varare il nuovo piano industriale. Oggi, infatti, il Consiglio di amministrazione dell’istituto di piazza Meda si riunirà per definire le linee guida del nuovo business plan (che verrà presentato domani mattina). Secondo indiscrezioni di stampa, la banca milanese si concentrerà sul miglioramento dell’efficienza, il contenimento dei costi e l’incremento della redditività. Il tutto sarà supportato da una razionalizzazione delle controllate.

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Settimana piatta a Piazza Affari

Piazza Affari ha chiuso la settimana sostanzialmente in pareggiocon il FTSEMIB a quota 22015,11. Sarebbe stata una settimana positiva se non fosse stato per il tonfo finale, giustificato da un mese di gennaio insolitamente positivo per la Borsa di Milano e, quindi, per le prese di profitto inevitabili che scaturiscono per i timori ancora latenti di nuovi ribassi diffusi. La paura è ancora presente sui mercati, questo è evidente, ma l’aria che si respira è diversa, c’è voglia di ripresa e di crescita dopo un 2010 avaro di investimenti e rendimenti, soprattutto.

Finalmente i titoli bancari sembrano aver preso una boccata d’ossigeno. Da tenere sott’occhio specialmente il titolo Intesa, molto bello sul listino, che sembra aver intrapreso un buon cammino ascendente. In generale è il settore finanziario che può essere il vero motore trainante del listino italiano. Si è visto, infatti, come il mercato azionario italiano sia stato spesso il migliore in ambito europeo, e vedere il FTSEMIB battere il DAX tedesco è sempre una discreta soddisfazione.

Certo, è ancora presto per cantare vittoria e per esultare, ma se il buongiorno si vede dal mattino è già qualcosa di enorme vedere un mese di Borsa largamente positivo. Dopo un periodo cupo e buio, forse, e dico forse, si ricomincia a vedere la luce, l’uscita dal tunnel che ha portato alla sfiducia più totale nel comparto azionario italiano.