Corea contro Corea

foto dell'isola colpita tratta dal sito dell'Ansa

Il bombardamento della Nord Corea è iniziato alle 14.34 locali (le 6.24 in Italia), oltre 200 i colpi sparati, ha riferito il colonnello Lee Bung-woo, portavoce degli Stati Maggiori di Seul, all’agenzia Yonhap. L”esercito sudcoreano, ha aggiunto il militare, ha risposto al fuco con colpi di artiglieria. Sul posto è stat inviata una squadriglia di caccia.

L’isola sudcoreana di Yeonpyeong è ancora sotto i colpi dell’artiglieria della Nord Corea, secondo testimoni, per i quali alcune degli edifici colpiti precedentemente sono crollati. Dalle immagini tv si vedono almeno quattro colonne di fumo levarsi da vari punti dell’isola, che si trova lungo la linea di confine tra i due Paesi. Seul ha inviato una squadriglia aerea.

La Cina è “preoccupata” per la situazione tra le due Coree. Pechino, ha affermato un portavoce del ministero degli Esteri cinese, sta “verificandò se le notizie di uno scambio di colpi di artiglieria tra le due Coree “corrisponda al vero” ed esprime la propria “preoccupazione” per la situazione che si è venuta a creare.

La Cina ritiene ”imperativo” rilanciare i colloqui di pace con la Corea del Nord dopo lo scambio di colpi di artiglieria di oggi tra le due Coree. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli esteri Hong Lei dopo aver espresso la ”preoccupazione” di Pechino per il bombardamento effettuato dall’artiglieria nordcoreana contro l’isola sudcoreana di Yeonpyeong, al quale la Corea del Sud ha detto di aver risposto. Secondo il portavoce le due Coree devono ”fare di piu’ per contribuire alla pace” ed e’ necessario riprendere i colloqui a sei sul disarmo nucleare di Pyongyang. Ai colloqui, oltre alle due Coree, partecipano Usa, Cina, Giappone e Russia.

Ma quali colloqui di pace possono essere possibili tra due nazioni che si odiano a tal punto? Lo sforzo comune non serve, servirebbe calmare i bollenti spiriti della Corea del Nord, più bellicosa ed aggressiva di quella del Sud, Paese più moderno, evoluto ed “occidentale”. Mi auguro solamente che non sia l’inizio di un conflitto più globale. Non vorrei, infatti, che si combattesse la crisi economica col solito vecchio modo: fare la guerra.