Brennero, siglato accordo per galleria Corridoio 1 (Berlino-Palermo)

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Mentre i lavori per la Tav Torino-Lione procedono a rilento, con costi esorbitanti e con un’utilità che, a tutt’oggi, non si è ancora capita del tutto, per non parlare del discorso del ponte sullo stretto di Messina assolutamente improponibile, il governo italiano ha siglato un nuovo accordo per la costruzione di un nuovo tunnel ferroviario all’altezza del Brennero, accordo che vede protagonisti, insieme all’Italia, anche l’Austria e la Germania, Paesi coinvolti nel progetto del cosiddetto Corridoio 1, quello che teoricamente dovrebbe collegare Berlino a Palermo. Dico “teoricamente”, perché a me già pare una baggianata voler collegare a mezzo treno due città così distanti, ma soprattutto credo che l’opera sia irrealizzabile, poiché non credo minimamente nella realizzabilità del ponte sullo stretto e credo che sia semplicemente uno slogan per tenersi buono il Sud Italia, politicamente parlando, ovviamente.

La galleria di base del Brennero sarà realizzata entro il 2022, così si legge dalle dichiarazioni degli interessati. Ergo, credo che sarà terminata non prima del 2030, se tutto va bene. Noi Italiani siamo famosi per non portare a termine i lavori nei tempi stabiliti, per essere maestri nel dilatare i tempi e, quindi, i costi di queste opere, le “Grandi Opere” berlusconiane. Il punto, comunque, non riguarda la dilatazione dei costi, bensì la necessità di questi investimenti. E’ ormai noto come il traforo in Val di Susa per la realizzazione della linea Torino-Lione sia sostanzialmente una spesa inutile, perché le stime di traffico su rotaia (persone e merci) sono addirittura in calo. Non v’è dunque necessità di bucare una montagna per far passare una mangiata di treni al altissima velocità; avrebbe senso qualora la nuova rete venisse sfruttata in maniera intensiva, questo sì! Per il Corridoio 1 credo che possa valere la medesima cosa: alti costi, società coinvolte nell’opera che si arricchiscono e scarsa utilità per i cittadini.
Ovviamente, si spera sempre che non vada a finire così, ovvero che l’opera abbia costi e tempi contenuti per la sua realizzazione e che, soprattutto, essa permetta di trasferire persone e merci dal trasporto su gomma a quello su rotaia, con un impatto positivo sul traffico e, in particolare, sull’inquinamento acustico e atmosferico. Chissà, magari è la volta buona che si riesce a costruire qualcosa di intelligente ed utile… chissà…

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