Gli Eurobond affossano le Borse europee

E’ notizia di oggi che l’Unione Europea intende accellerare sul fronte Eurobond. La parolina che fa venire l’orticaria alla Merkel sembra essere nei prossimi programmi dell’UE per attenuare la crisi dei debiti sovrani, specialmente quelli periferici. In quest’ottica Giulio Tremonti fu a dir poco lungimirante nel vedere nell’emissione di titoli di debito da parte di un ente sovranazionale europeo era l’unica strada possibile per superare l’empasse politica e finanziaria.

La notizia, però, sembra non essere stata prese bene dalle Borse europee. I mercati hanno aperto tutti negativi per poi virare ulteriormente verso un ulteriore peggioramento. Tutto questo, però, potrebbe essere compatibile con l’annuncio degli eurobond: infatti, se le Borse dovessere salire, che senso avrebbe ricorrere allo strumento dei bond europei? Tutto ciò, dunque, potrebbe essere la risposta indiretta dei mercati verso l’attuazione di questa soluzione, la quale garantirebbe certamente maggiore stabilità ai mercati finanziari del Vecchio Continente.

Non bisogna comunque dimenticare che da oggi si fanno decisamente più insistenti le voci di downgrade della Francia da parte dell’agenzia Moody’s. “La persistenza di elevati costi di raccolta per la Francia amplificherebbe le sfide di bilancio, con implicazioni negative sul credito” scrive Alexander Kockerbeck nell’outlook settimanale datato oggi. Dopo la caduta della tripla A statunitense, ecco affacciarsi lo spettro della caduta di un’altra “grande”, una defezione già ampiamente annunciata dopo la crescita esponenziale degli spread d’oltralpe. Chissà come sta vivendo questa situazione il buon Nicolas… Spero solo che, finalmente, ai sacrifici dei cosiddetti Paesi periferici corrispondano aperture da parte dei Paesi centrali, apparentemente più forti, ma solo nell’apparenza, mi pare…

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Non si vuole dimettere

Quando ho visto Berlusconi lamentarsi per le mancate dimissioni di Lorenzo Bini Smaghi dal Comitato Esecutivo della BCE mi sono cadute le braccia. Cioè, lui che resta attaccato a Palazzo Grazioli come una cozza allo scoglio, proprio lui viene a reclamare le dimissioni dell’economista italiano? E c’è di più: il premier ha colto la palla al balzo per affibiare a Bini Smaghi la colpa della ridicolizzazione del Paese Italia in ambito internazionale, culminato con la risatina in diretta planetaria del presidente francese Sarkozy rivolto verso la cancelliera tedesca Angela Merkel.

Per dovere di cronaca, Lorenzo Bini Smaghi è membro del Comitato Esecutivo della BCE (se la memoria non mi inganna) dal 2005. Ora il mandato dura 8 anni e non è rinnovabile. In sostanza, scaduto il suo mandato lo sostituirà sicuramente un francese dato che con la fine dell’era Trichet i galletti hanno perso un rappresentante nella Banca Centrale Europea. La stessa cosa accadrà, tanto per intenderci, quando scadrà il mandato di Mario Draghi: in quel momento l’Italia perderà un membro e dovrà attendere prima di rientrare. E perché Bini Smaghi non si dimette? Semplicemente perché NON DEVE! Per quale motivo dovrebbe farlo? La BCE stabilisce che un membro del Comitato Esecutivo può essere rimosso dal proprio incarico solo nei casi di incapacità ad assolvere i propri compiti oppure in caso di colpa grave. Non mi sembra che si possa dire che Bini Smaghi non sia in grado di assolvere ai propri compiti e nemmeno che si sia macchiato di colpa grave. Dunque, perché dovrebbe dimettersi?

Ricordo a Silvio Berlusconi che Bini Smaghi non si è reso protagonista di gaffes in incontri internazionali, non mi risulta sia indagato per diversi reati (tra cui favoreggiamento della prostituzione minorile, corruzione in atti giudiziari, ecc.) e non ha nemmeno definito la cancelliera Angela Merkel “Culona Inchiavabile“. Chi danneggia l’immagine dell’Italia? Ho le idee un po’ confuse… Silvio, aiutami a capire…

Altro giovedì nero per Piazza Affari (e non solo)

Altra giornata di passione per le borse mondiali. I principali listini del mondo vivono oggi una giornata contraddistinta da pesanti vendite. Traino della crisi finanziaria sembra essere l’Europa, specialmente il mercato guida del Vecchio Continente, quella Germania che tanto aveva sostenuto Europa ed Euro nel passato ora vacilla pesantemente e mette a rischio l’intera Eurozona. La crescita economica della Germania è ferma, immobile. E non aiuta nemmeno lo stallo delle trattative Sarkozy-Merkel che hanno semplicemente alimentato confusione ed incertezza, benzina per chi vuole speculare al ribasso.

Anche l’America non aiuta, anzi. Brutti i dati sul mercato del lavoro e sull’inflazione, l’ennesima conferma che gli Stati Uniti vivono un periodo di grossa difficoltà che va ben oltre la perdita della tripla A da Standard & Poor’s. Non si è riusciti a curare al meglio la crisi finanziaria precedente, ora potrebbe essere l’avvio di una vera e profonda recessione, perché la liquidità scarseggia e in pochi possono permettersi di investire nell’economia, è la sconfitta dell’economia del debito.

Per quanto riguarda la cosiddetta “Tobin tax” sulle transazioni finanziarie credo sia più che giusta. Il punto è che non bisogna solo annunciarla, bisogna imporla. Con gli annunci finiamo soltanto col peggiorare le cose, facendo anticipare operazioni speculative. E’ tempo di “fare”, non di “parlare”. Le parole stanno a zero e, a dirla proprio tutta, più si parla e più i mercati crollano. Quindi, cari potenti della Terra, tappatevi la bocca e pensate e trovare le soluzioni migliori e a metterle in pratica nel minor tempo possibile.

P.S. Milano, al momento, fa all’incirca -6%. Il DAX tedesco è sulla falsariga della nostra performance. USA a -4%.

La tesi di Guttemberg

Il ministro tedesco Guttenberg abbandona la politica. Finito al centro di uno scandalo per la tesi di dottorato quasi completamente copiata, il ministro della Difesa Karl Theodor zu Guttenberg annuncia le dimissioni. Il premier Angela Merkel perde, così, uno degli uomini più importanti del suo governo, ma, forse, anche uno dei rivali più temibili: palesi le ambizioni dell′ ex dottore a diventare, un giorno, capo dell′esecutivo. “Non ce la faccio più, ho raggiunto i limiti della sopportazione“, spiega Guttenberg dopo le critiche ricevute per la laurea. Qualche giorno fa, infatti, la Sueddeutsche Zeitung, quotidiano di Monaco di Baviera, aveva riportato la notizia del plagio quasi totale di cui l′ex ministro si era reso responsabile: la tesi era copiata al 70% senza riportare alcuna fonte. Fa riflettere l′entità dello scandalo se rapportato all′attuale situazione politica italiana, tanto per riportare l′esempio di Silvio Berlusconi, le cui dimissioni sono chiamate (e auspicate) a gran voce da più parti. A scagliarsi contro Guttenberg, e a chiederne la resa politica, anche ministri del centrodestra come Annett Schavan, che si era detta imbarazzata dalla situazione. Le polemiche correvano sul filo del rasoio nelle ultime ore anche per la lettera di protesta inviata da rettori e docenti universitari. La carriera politica del ministro della Difesa si chiude con la stessa velocità con cui era nata: Guttenberg ha solo 39 anni e, sia l′appoggio della Bild, il quotidiano più letto in Europa, sia quello dei suoi sostenitori, non sono stati sufficienti. La Merkel perde il ministro della Difesa in un momento storico cruciale, tra continue emergenze per le missioni in Afghanistan e, non ultima, al crisi in Libia. Colui che i quotidiani tedeschi hanno ormai ribattezzato “ex dottore” si è reso responsabile, secondo le alte cariche dello Stato, di una leggerezza “inaccettabile e irrispettosa anche per la reputazione del mondo scientifico“. Di sicuro, un colpo pesante sull′immagine dell′attuale compagine politica tedesca.

(Newsnotizie)

Si è dimesso per aver copiato la tesi di dottorato… cioè, in Italia l’avrebbero premiato per una cosa simile, per essere riuscito ad aggirare il sistema. Invece in Germania rimette il mandato ministeriale… è proprio un altro mondo…