Rivelazioni Maya sul 2012 e Oltre

I Maya erano certamente un popolo avanzato ed evoluto per l’era in cui ha vissuto. Su questo vi sono pochi dubbi, poiché i segni della loro profonda conoscenza sono arrivati fino ai giorni nostri, nonché alcuni misteri che ancora arrovellano le menti di studiosi e curiosi del settore.

Tuttavia, non bisogna confondere l’evoluzione di un popolo con particolari capacità divinatorie e/o di preveggenza. Da decenni, oramai, si continua a parlare del 2012, del calendario Maya che prevederebbe la fine del mondo esattamente il 21 dicembre 2012, giorno in cui il mondo verrà sconvolto da non so quali catastrofi e si chiuderà un’era, forse dando origine ad una nuova. I recenti terremoti in Virginia (Washington e New York) e il terremoto in Peru contribuiscono ad accendere gli animi di chi vede i potenti del mondo occupati a costruire navi spaziali per fuggire dalla profetica catastrofe, per non parlare, comunque, delle difficoltà economiche mondiali, alle prese con una pesante crisi da cui è difficile uscire. A tal proposito, il governo messicano sta rilasciando segreti riguardanti la fine del calendario Maya per produrre un documentario. “Rivelazioni Maya sul 2012 e Oltre”, come appreso da TheWrap. L’informazione, protetta per 80 anni, dovrebbe rivelare le credenze Maya sulle catastrofi future e saggezza, informazioni “sconvolgenti”, come ha detto a TheWrap, il produttore Raul Julia-Levy, figlio dell’attore Raul Julia.

In soldoni si tratta di una trovata commerciale per sfruttare la credulità umana, sfruttando il momento propizio della vigilia del fatidico anno 2012. Io non posso nemmeno immagine che i Maya avessero previsto la fine del mondo nel 2012, soprattutto perché non sono riusciti a prevedere la loro fine, intesa come civiltà, ben antecedente al 2012. Insomma, è come se io oggi prevedessi la fine del mondo nell’anno 2688 d.C., magari motivandolo grazie a qualche congiunzione astrale, oppure a qualche astruso calcolo matematico. Vi parebbe una cosa sensata? Embè, ma se io non sono credibile (ovviamente), perché dovrebbe essere credibile un popolo estinto? Il governo messicano può rivelare ciò che vuole o concedere quasiasi tipo di ripresa: si realizzerà uno splendido documentario, su questo ho pochi dubbi, ma non mi si venga a dire che i Maya ci hanno indicato la data di scadenza del nostro pianeta, non ci credo proprio, non ce la faccio a crederci.

Ovviamente, se qualcuno ci crede e ha argomenti sufficientemente robusti me li può proporre ed esporre brevemente. Non credo che cambierò idea, ma almeno mi sforzerò di capire coloro i quali continuano a credere che il Natale del 2012 non verrà festeggiato. A tal proposito, ai Vanzina, Neri Parenti ecc., un film dal titolo tipo “Natale nel Chiapas” per Natale 2012. Credo che potrebbe essere un modo simpatico per esorcizzare la credenza popolare e devo dire che come titolo suona pure bene.

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Un punto esclamativo nello spazio

La bizzarra immagine qui sopra, tratta dal sito della NASA, mostra la collisione fra due galassie, esattamente VV 340 Nord (in alto) e VV 340 Sud (in basso). Fra milioni o forse miliardi di anni queste due galassie si fonderanno, ma per il momento danno vita ad uno spettacolo meraviglioso ed unico per noi, un’immagine di un gigantesco punto esclamativo! Ovviamente si spera che non sia un presagio di “pericolo”, dato che il 2012 si avvicina e ogni minima cosa viene interpretata in quell’ottica.

Le due galassie distano da noi all’incirca 450 milioni di anni luce per queste immagini stupende bisogna ringraziare il Chandra X-Ray Observatory e il telescopio spaziale Hubble.

Chandra osserva un buco nero

Il flusso di gas caldo verso un buco nero è stato chiaramente ripreso per la prima volta ai raggi-X. Le osservazioni della NASA Chandra X-ray Observatory aiuterà ada risolvere due misteri fondamentali dell’astrofisica moderna: capire come buchi neri crescono e come si comporta la materia nella loro intensa gravità.

Il buco nero è al centro di una grande galassia conosciuta come NGC 3115, che si trova a circa 32 milioni di anni luce dalla Terra ed è classificata come una cosiddetta galassia lenticolare perché contiene un disco e un rigonfiamento centrale di stelle, ma senza un modello a spirale rilevabile. Una grande quantità di dati precedenti ha mostrato materiale in caduta verso e sui buchi neri, ma nessuno con la chiararezza e nitidezza di questo flusso di gas caldo. Grazie alle immagini del gas caldo a diverse distanze da questo buco nero, gli astronomi hanno osservato una soglia critica in cui il movimento del gas diventa dipendente dalla gravità del buco nero e cade verso l’interno. Questa distanza dal buco nero è conosciuto come il “raggio Bondi“.

I flussi di gas verso un buco nero vengono “spremuti”, rendendoli più caldi e luminosi, una firma ora confermata dalle osservazioni radiografiche. I ricercatori hanno trovato l’aumento della temperatura del gas inizia circa 700 anni luce dal buco nero, dando la posizione del raggio Bondi. Questo suggerisce il buco nero nel centro di NGC 3115 ha una massa di circa due miliardi di volte quella del sole, diventando così il più vicino buco nero di quelle dimensioni rispetto alla nostra Terra.

Supernove e polvere cosmica

Nuove osservazioni agli infrarossi fornite dall’Osservatorio Spaciale Herschel hanno evidenziato che una stella supernova esplosa ha esploso nell’universo una quantità di polveri pari, grossomodo, a 160.000 – 230.000 la massa della nostra Terra. La polvere cosmica è composta da vari elementi, come il carbonio, ossigeno, ferro e altri atomi più pesanti di idrogeno ed elio. E’ il materiale di cui sono fatti i pianeti e le persone, ed è essenziale per la formazione stellare.

“La Terra su cui ci troviamo è fatta quasi interamente di materiale creato all’interno di una stella”, ha spiegato il principale ricercatore del progetto di indagine, Margaret Meixner dello Space Telescope Science Institute di Baltimora, Maryland. “Ora abbiamo una misura diretta di come supernove arricchirscano lo spazio con elementi che si condensano nella polvere che è necessaria per le stelle, i pianeti e la vita. ”

Lo studio, pubblicato sul numero dell’8 luglio della rivista Science, si è concentrata sui resti della supernova più recente visibile ad occhio nudo dalla Terra. Chiamata SN 1987A, questo residuo è il risultato di una esplosione stellare che si è verificati a 170.000 anni luce di distanza ed è stata vista sulla Terra nel 1987. Quando la stella è esplosa ha illuminato il cielo notturno e poi lentamente è sbiadita nei mesi successivi. Poiché gli astronomi sono in grado di testimoniare le fasi della morte di questa stella nel corso del tempo, SN 1987A è uno degli oggetti più studiati nel cielo.

fonte: NASA

Ottobre 2011: Allarme pioggia di meteoriti

La Nasa lancia l’ allarme: i Draconidi potrebbero danneggiare il sistema satellitare mondiale, nonchè la stazione spaziale.
Occhio al cielo: l’ appuntamento è per ottobre 2011 quando i Draconidi, meteoriti che orbitano presso la costellazione del Drago, entreranno nell’ atmosfera terrestre creando quella che in termine tecnico viene definita “doccia di meteoriti”. Secondo la Nasa, però, non sarà un bello spettacolo, una cosina divertente che potremo guardare con gli occhi al cielo. Sarà un momento critico, invece, per il sistema satellitare mondiale, perchè i meteoriti potrebbero seriamente danneggiare gli impianti che orbitano intorno all’orbe terracqueo.

L’intensità di questa pioggia si prevede tanto forte che la Nasa sta già pensando di riorientare la Stazione spaziale internazionale per resistere al brutale impatto. La piattaforma monta uno scudo protettore per evitare questo tipo di bombardamento siderale, ma la potenza dei prossimi Draconidi porta a temere che non sarà sufficiente per sopportare gli impatti letali dei bolidi.

Altri fronti di rischio saranno la salvaguardia del telescopio spaziale Hubble, peraltro appena riparato dopo un periodo di inattività; e le “passeggiate spaziali”, che saranno proibite. E, aggiunge Space prefigurando gli scenari più apocalittici, potrebbero andare Ko tutti i dispositivi che contano sulla rete satellitare per il proprio funzionamento.

A parte il pericolo fisico che potrà provocare il bombardamento, le scariche elettrostatiche potrebbero friggere molti componenti elettronici vitali. Il caos che provocherà questa pioggia di bolidi, potrebbe essere enorme. Immaginiamo solo ciò che potrebbe succedere ai GPS, ai telefoni senza fili o alle Tv senza cavo.

notizia tratta da Giornalettismo.com

Il buco nero si ciuccia la stella

La stella divorata dal buco neroGli scienziati della Nasa si sono imbattuti, tempo fa, in uno strano ed insolito fenomeno nell’universo lontano, grossomodo a circa 4 miliardi di anni luce orsono, grossomodo 38.000 miliardi di miliardi di chilometri. Il satellite Swift della Nasa  ha osservato l’ultimo respiro di una stella mentre viene divorata da un buco nero: si tratta di un lampo molto intenso e lunghissimo, di un fenomeno mai visto prima. A registrare il flash, lo scorso 28 marzo, sono stati i ricercatori dell’Università di California (Berkeley). Pare che nel fenomeno osservato la stella vagasse a una distanza troppo ravvicinata dal buco nero e che sia  stata risucchiata dalla sua enorme forza gravitazionale. In questo processo, secondo gli esperti, circa il 10% della massa della stella è stata trasformata in energia e irradiata nell’universo in forma di raggi X e gamma. Quest’ultime emissioni sono prodotte dal materiale che gira vorticosamente intorno al buco nero e da due potenti getti che fuoriescono da questo, uno dei quali punta direttamente verso la Terra.

Queste notizie riaccendono l’attenzione e l’interesse sull’origine e le conseguenze che i buchi neri comportano alla materia che risucchiano. Questi corpi oscuri, queste “stelle nere” talmente dense che risucchiano persino la luce. Ciò dipende dal fatto che la velocità di fuga dalla sua superficie è maggiore della velocità della luce che, come in molti sapranno, è pari a 300.000 Km/s. Non è impressionante tutto ciò? Non ci fa sentire tanto piccoli nell’universo sterminato? Una stella mangiata da un buco nero… non mi par vero.

Eclissi totale di Luna il 15 giugno

Appuntamento con la Luna rossa per mercoledì sera. Se il tempo sarà bello lo spettacolo è assicurato, grazie alla Luna che si tingerà di un rosso più scuro, come non si vede da dieci anni. Sarà, insomma, ancora più spettacolare dell’eclissi del 2007 perché questa volta la Luna si troverà più in profondità nel cono d’ombra della Terra.

”L’eclissi sarà ben visibile dall’Italia” e ”la Luna si tingerà di un bel rosso carico, perché va proprio verso il centro del cono d’ombra”, spiega l’astronoma Elena Lazzaretto, dell’osservatorio di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). ”Le tonalità del rosso – aggiunge – dipendono molto anche dalle caratteristiche dell’atmosfera, come quelle che derivano dall’inquinamento o quelle liberate dai fenomeni vulcanici”. L’Unione Italiana Astrofili (Uai) non esita a definire l’eclissi di mercoledì l’evento astronomico dell’anno. La Luna comincerà a entrare nel cono d’ombra della Terra alle 19,23 e l’eclisse parziale comincerà ad essere visibile dalle 20,22. Da Roma in giù il fenomeno si potrà osservare solo dopo le 20,40 perché la Luna sorgerà solo allora. Ma se non ci saranno nuvole nessuno rischierà di perdersi la fase totale, che comincerà alle 21,22 e raggiungerà il culmine alle 22,12, quando la Luna sarà entrata in profondità all’interno del cono d’ombra della Terra e apparirà di un rosso intenso e molto scuro.

”A renderla ancora più scura e opaca contribuiranno anche le ceneri liberate nell’atmosfera dalle eruzioni vulcaniche in Cile e in Islanda”, spiega l’astrofisico Gianluca Masi, del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope. L’eclisse totale si concluderà alle 23,02; un’ora più tardi si concluderà anche quella parziale. Per osservare l’eclissi al meglio bisogna considerare che la Luna sarà molto bassa sull’orizzonte. ”Per questo – aggiunge Masi – è importante cercare un punto di osservazione dal quale l’orizzonte sia libero verso Sud-Est: in città bastano un albero o un palazzo a rovinare lo spettacolo”.

(Ansa.it)

Qualcuno potrebbe dire che pure la Luna si tinge di rosso, dopo i recenti risultati elettorali che hanno visto tingersi di rosso buona parte d’Italia, per non parlare della vergogna elettorale della maggioranza per aver cercato in ogni modo di boicottare i referendum abrogativi. Mi auguro che si possa godere di questo spettacolo della natura, anche se il meteo non promette nulla di buono in questo giugno che sa d’autunno… speriamo bene! 😉

Berlusconi e la massa mancante

Una stagista, Amelia Fraser-McKelvie, giovane studentessa di ingegneria aerospaziale di appena 22 anni dell’Università Monash di Melbourne (Australia) è riuscita ad individuare la materia oscura dell’universo, la cosiddetta “massa mancante“. In realtà, però, il popolo italiano l’aveva già scoperta da tempo, aveva già intuito quale massa fosse mancante e, soprattutto, dove questa massa mancante fosse ubicata.

L’ultima manifestazione lampante della massa mancante è stata all’attuale G8 di Deauville dove il nostro premier Berlusconi non ha perso l’occasione per far parlare di sè, approfittando dell’incontro internazionale. Prima ha infastidito Barack Obama con le solite frasi contro la magistratura italiana e Dio solo sa cosa avrà pensato il presidente americano nel vedere quell’ometto che potrebbe essere suo padre (e non solo per l’età, visto che Berlusconi sembra essersi fatto mezzo pianeta) avvicinarglisi e propinargli l’ennesimo sproloquio sui suoi processi, sul fatto che lui è vittima della Giustizia e che i magistrati rossi politicizzati ce l’hanno sempre con lui e hanno instaurato una simil-dittatura.

Avete capito dove si trova la massa mancante, quindi? Eh già, proprio dove state pensando! Se ne sono accorti tutti nel mondo; noi partiamo avvantaggiati, perché possiamo godere delle peripezie lessicali del premier, siamo spettatori passivi della morte dolorosa del nostro Paese e della nostra dignità di popolo. Anche oggi, Berlusconi, ha voluto rincarare la dose, sostenendo che:

‘La giustizia è una patologia, ne ho parlato con Obama e con tutti i leader del G8. E’ mio dovere difendere l’istituzione del presidente del Consiglio’

Cioè, la sua massa mancante gli suggerisce di difendere l’istituzione del presidente del Consiglio. Geniale, non ha la benché minima idea di cosa sia e cosa significhi ‘conflitto di interessi‘. Lui non vuole difendere se stesso, nooo! Lui vuole semplicemente difendere la figura del presidente del Consiglio! Bastava dirlo prima! Lui agisce nel bene del Paese per difendere il premier!
Successivamente, in aggiunta alla precedente dichiarazione, ha detto:

‘Non abbandonerò la politica fino a quando in Italia non ci sarà una giustizia giusta’

Berlusconi, per raggiungere tale scopo, ha stretto un patto con la Morte, sostenendo con la medesima che è legittimamente impedito a morire, dato il suo ruolo istituzionale. La Morte ha fatto subito ricorso, ma dopo l’appoggio esterno del PD ha perso ogni minima speranza.

Tornando a cose più serie, faccio i complimenti alla giovane stagista australiana che pare essere riuscita nell’impresa di scoprire ciò che sembrava invisibile. Finalmente una donna giovane che, per godere delle luci della ribalta, non ha avuto bisogno di passare dal letto di qualche potente

Apocalypse Now (parola di Harold Camping)

Domani, 21 maggio 2011, dovrebbe essere l’inizio della fine, l’inizio della prima fine del mondo annunciata o, per essere più precisi, l’inizio dell’Apocalisse, il Giudizio Universale. A sostenerlo è Harold Camping, vecchietto statunitense riportato accanto in foto che, data l’età avanzata non ha trovato di meglio da fare che cercare nella Bibbia la data esatta dell’Apocalisse e l’ha pure trovata! Secondo i suoi calcoli (di cui non spiega il metodo, almeno a quanto ne so) domani sarà la fine per molti o un nuovo inizio per i più meritevoli e santi.

Gli indizi non mancano, comunque. Basta guardare al mancato terremoto a Roma finito poi in Spagna, oppure il recentissimo sisma in Turchia. Chiari segnali che è il momento del giudizio divino, ovviamente. Comunque sarebbero sufficienti i calcoli del buon Harold, una persona che ha proprio quella parvenza di affidabilità e credibilità. Comunque in America sembra che ci credano (ma là credono un po’ a tutto) e migliaia di persone si stanno già radunando per attendere assieme l’arrivo di non so cosa. Buon attesa a costoro e mi auguro che attendano invano, perché la strada verso la fine 2012 è ancora lunga e ne ho già le scatole piene di catastrofi e cataclismi soprannaturali. E poi, perché l’Apocalisse dovrebbe iniziare proprio di sabato? Non potrebbe cominciare di lunedì?

Non succede, ma se succede…

L’11 maggio Roma potrebbe essere spazzata via da un immane terremoto. E’ questa la previsione catastrofica di Raffaele Bendandi, scienziato autodidatta che era convinto di aver trovato il modo di prevedere i terremoti, specialmente quelli di grande magnitudo. La sua teoria trae origine dalle influenze che la Luna avrebbe sulla crosta terrestre, un’influenza che sotto particolari condizioni cosmiche avrebbe effetti devastanti sulla Terra.

Personalmente, io non credo assolutamente alle previsioni di terremoti, poiché reputo che i terremoti non siano prevedibili in termini di luogo, tempo e magnitudo. Cioè, è possibile dire che il cosmo abbia effetti ed influssi sulla Terra, magari anche negli strati inferiori della crosta terrestre, ma ciò non significa necessariamente dire che tali effetti abbiano una netta correlazione con il manifestarsi di terremoti. Prevedere i terremoti, quindi, sarebbe come provare a prevedere le sestine vincenti al superenalotto: praticamente impossibile a livello scientifico, si può solo provare a giocare.

Detto questo, però, cosa accadrebbe se effettivamente l’11 maggio 2011 la città di Roma fosse scossa da un terremoto di immane potenza? Bisognerebbe credere alle voci messe in giro in nome di Raffaele Bendandi, oppure si tratterebbe sempre e comunque di un tragico fato? Insomma, il caso esiste oppure no?  Come ci porremmo di fronte ad un evento catastrofico predetto con largo anticipo? Io non credo a queste profezie delle sciagure, ma spero anche che esse siano realmente frutto di fantasie, perché altrimenti ne sarei quasi spaventato, ancora più spaventato rispetto alle conseguenze nefaste di un sisma distruttivo.