RegENI

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Se ancora c’è qualche incurabile ottimista che crede che si farà luce veramente sulla vicenda legata alla tortura e all’omicidio di Giulio Regeni credo che dovrà presto ricredersi. L’Egitto e il governo egiziano non hanno collaborato e mai collaboreranno alla ricerca del colpevole. Tutti gli indizi portano verso un’unica direzione, sarebbe un caso semplice da risolvere se non fosse che è coinvolto fino al collo un governo straniero e che con questo governo l’Italia (e alcune sue aziende) hanno ingenti interessi economici.

Le “rivelazioni” di Mohamed Abdallah, capo del sindacato autonomo degli ambulanti del Cairo, erano note agli inquirenti da mesi, addirittura da settembre a quanto pare. Di Giulio Regeni si parla sempre meno, solo Amnesty International continua a chiedere #veritàpergiulioregeni, la stampa e la politica hanno decisamente voltato pagina. Una eccezione è rappresentata dal Fatto Quotidiano che mette in luce che queste ultime notizie, insieme all’ammissione di Abdallah di aver segnalato ai servizi segreti egiziani Giulio Regeni, arrivano in un momento di normalizzazione dei rapporti fra Italia e Egitto.

Al-Masry Al-Youm, quotidiano egiziano, ha pubblicato il 25 dicembre scorso la notizia, appresa da fonti della Farnesina, che Giampaolo Cantini, nominato da Matteo Renzi a maggio scorso ambasciatore d’Italia in Egitto, arriverà a gennaio al Cairo prendendo il posto lasciato vacante, dall’aprile scorso, dall’ambasciatore Maurizio Massari, assegnato a Bruxelles. Rapporti in distensione, come ha fatto capire il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa di fine anno che ha spiegato che la linea del governo in questi mesi è stata improntata “alla fermezza e alla richiesta di collaborazione verso le autorità egiziane” e “dopo i depistaggi iniziali, abbiamo visto una collaborazione molto utile“.

Oltre alla distensione politica, anche sul lato economico si sono aperti nuove opportunità per il nostro Paese in Egitto: L’Eni infatti ha annunciato di aver firmato due nuovi accordi di concessione per i blocchi offshore di North El Hammad e North Ras El Esh, situati nelle acque convenzionali dell’offshore egiziano del Mediterraneo, che la società si era aggiudicati nell’ambito del Bid Round Internazionale competitivo Egas 2015. La memoria di Giulio Regeni viene sepolta da una montagna di petrodollari, è un meccanismo già visto e ben oliato (fin troppo, date le circostanze). Se non volete dimenticare Giulio Regeni, lasciate un segno concreto. Firmate l’appello di Amnesty. Forse non servirà a nulla, ma è un gesto che può alimentare la fiamma della speranza, per portare un po’ di luce in questa triste vicenda.

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