NeverEnding Closing

Closing_Milan

Fonte foto: milannight.com


Ormai la cessione del Milan si sta trasformando in una telenovela, più che in una normale trattativa. Ogni settimana vengono resi pubblici, più o meno direttamente dagli attori coinvolti, nuovi aggiornamenti che spostano più in là nel tempo la chiusura della cessione alla celeberrima cordata cinese (di cui, al momento, non si conoscono nemmeno i nomi e/o le società coinvolte).

È vero che trattare col mondo Cina non è mai facile, i tempi si dilatano a causa delle autorizzazioni governative necessarie per esportare i capitali all’estero, ma se si paragona la trattativa per la cessione del Milan alla cessione dell’Inter, per esempio, in cui era coinvolto un compratore cinese, ecco che i dubbi non possono non venire alla mente. La trattativa, tralasciando la lunga parentesi Mister Bee) dura ormai da molti mesi, il primo accordo vincolante tra le parti è stato sottoscritto nei primi giorni di agosto, con la scissione di una parte della cordata originaria. 100 milioni di euro versati nelle casse di Fininvest come “acconto”, la parte restante da versare, inizialmente entro ottobre-novembre, poi entro il 13 dicembre, ora Silvio Berlusconi apre addirittura alla possibilità di concedere una proroga ai cinesi di un mese e mezzo circa. Più che una trattativa, sembra sempre più una gravidanza. 

Personalmente, per come la vedo io e per come conosco (si fa per dire) Berlusconi, io credo che lui non abbia assolutamente cercato di vendere il Milan all’acquirente migliore (intendendo con “migliore” quello che avesse le maggiori chances di riportare in auge la squadra); questo perché lui vuole essere ricordato come il presidente vincente, anche dopo la cessione. La cordata esiste ed è solida, ma trattandosi di una cordata, credo non sarà facile andare tutti di comune accordo per il bene del club. Verosimilmente, vedo più un’operazione di private equity con l’intento di quotare la società in borsa. Silvio è un vecchio volpone, sicuramente vuole approfittare delle divergenze interne alla cordata per mantenere delle deleghe operative all’interno della società, comandare con i soldi degli altri per lui sarebbe lo scenario best. E una cordata disorganizzata e poco preparata al mondo del calcio europeo è il partner ideale per fare bella figura con gli altri (come quando si faceva fotografare accanto a Brunetta, tanto per intenderci). Silvio Berlusconi è sicuramente innamorato del Milan, ma non quanto sia innamorato di se stesso: questo è poco, ma è sicuro.

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