Draghi e il sotto utilizzo dei giovani

Il governatore della BCE Mario Draghi è probabilmente uno dei pochi che sta facendo il possibile e l’impossibile per salvare l’Europa e l’Euro. Effettivamente sulla moneta unica ha qualche interesse, ma rispetto ad un potere politico decisamente inadatto e incapace a trovare la via d’uscita, il governatore Draghi ha sicuramente svolto una funzione attiva nel processo che sta cercando di portare il Vecchio Continente al di fuori delle sabbie mobili della crisi.

Oggi, però, Draghi ha toccato il tasto dell’occupazione in Italia, specialmente dell’occupazione giovanile. È evidente, infatti, come un Paese che non consenta ai propri giovani di lavorare sia un Paese che non scommette sul proprio futuro. Draghi ha commentato: «Il sotto utilizzo dei giovani riduce la crescita ed è uno spreco che non possiamo permetterci». Questa frase sembra tratta dal Vangelo del buon economista e non credo possa essere criticata. Il punto e/o problema è che si indica il sintomo, ma si cerca di nascondere la causa. La causa vera, infatti, è una politica del lavoro che in Italia ha portato ad una situazione di empasse totale, per cui un giovane su 3 non lavora e quelli che lavorano sono in maggioranza bloccati nel limbo della precarietà, fatta di contratti a tempo determinato, a progetto, Partite Iva…
Ed infatti, ecco che Mario Draghi aggiunge:

«Non si può accettare l’idea che un’intera generazione di giovani debba considerare di essere nata in anni sbagliati e debba subire come fatto ineluttabile il suo stato di precarietà occupazionale». Nella Ue, tra il 2007 e il 2011, il tasso di disoccupazione è aumentato di 5,8 punti percentuali nella classe di età 15-24, di 3,5 punti nella classe 25-34 e di 1,8 punti nella classe 35-64»

Io da precario mi sento nato in un momento sbagliato, caro Draghi. La crisi non l’ho creata io (ci mancherebbe pure questo…) e nemmeno la mia generazione. Ma il danno maggiore viene inevitabilmente scaricato su di noi, non sui veri responsabili. Insomma, è bello dire che non è una giusta situazione, ma questo non basta a risollevare il morale e a rilanciare l’economia. Hai già fatto tanto, caro Draghi, ma c’è sempre quel filo che lega BCE e Germania che non mi garba tantissimo. Talvolta quel filo diventa un guinzaglio e questo contribuisce e, soprattutto, ha contribuito a portare la situazione fino a questo punto. Perché, sarà un caso, in un contesto europeo in piena crisi, recessione e aumento della disoccupazione, la Germania sperimenta crescita economica, bassa disoccupazione (anche giovanile) con i salari più alti a livello europeo.

Dunque, caro governatore della BCE, aiuti l’Europa per aiutare i giovani, oppure viceversa. L’importante è che qualcosa si muova, perché altrimenti la crisi greca sarà una sciocchezza rispetto a quello a cui andremo incontro.

One thought on “Draghi e il sotto utilizzo dei giovani

  1. caro Stefano, tu sei precario e non è una bella situazione… ma pensa a chi come la sottoscritta per aver messo al mondo un figlio si è ritrovata senza lavoro e ………. adesso all’alba dei miei 40 anni (febbraio si avvicina… :P) non riesco a trovara alcun lavoro o straccio di lavoro… nonostante il centro dell’impiego mi abbia detto di inserire nel mio curriculum che chi mi assume per 3 anni può avere sgravi contributivi visto che dal novembre 2008 sono disoccupata… ti sembra giusto che una donna sia penalizzata perchè dona la vita???? A me no… mah…

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