Rimborsate i rimborsi elettorali

La politica forse si è accorta che l’aria che tira non è delle migliori. Il tesoriere della Margherita Lusi prima, gli scandali della Lega Nord poi, hanno divelto il vaso di Pandora della politica e ne hanno mostrato la faccia peggiore (su quella migliore ancora non si è certi dell’esistenza, gli esperti dicono che potrebbe esistere comunque). I soldi hanno palesemente rovinato la politica, e la politica stessa ora non vive senza soldi. Ricordo che Rosy Bindi, in un programma televisivo di La7 (In Onda?), quasi piangeva al solo pensiero che fossero cancellate le ultime “tranche” di rimborsi. Come poteva sopravvivere il suo partito? Come si potevano pagare tutti i dipendenti dell’apparato politico? Per la leader del PD era un discorso inammissibile.

Ma per dimostrare un’altra volta che all’interno del PD uno dice una cosa e un altro pensa esattamente l’opposto, oggi il segretario Bersani propone di dimezzare i rimborsi (da 180 a 90 milioni) e di legare i futuri rimborsi al numero di voti ottenuti alle elezioni politiche. A parte il fatto che mi sembra di ricordare che già attualmente i rimborsi sono legati al numero di voti, la domanda sorge spontanea: che senso ha chiamare “rimborso” ciò che non rimborsa di fatto una spesa? Messo in questi termini sembra più un premio elettorale, ma a sto punto se il mio voto costa, allora preferisco starmene a casa. Dovrebbero pagarmi loro per votare, eccheccazz…

E non poteva comunque mancare l’aggiunta di Pierferdy Casini, il quale ha dichiarato: «Dimezzare i finanziamenti ai partiti ed andare verso un progressivo azzeramento degli stessi è possibile anche con la nostra proposta». Le parole sono sempre belle, ma sai com’è, non è che mi fidi più di tanto. Stonano soprattutto le parole “progressivo” e “possibile“. Infatti, quanto progressivo? 20 anni? Oppure il tempo per costruire qualcosa di alternativo, come fatto per il passaggio da finanziamenti a rimborsi? E la parola ‘possibile’ si commenta da sola, è la tipica frase da politichese spinto che vuol dir tutto e non vuol dire nulla.

Proposta mia: cominciamo a restituire le eccedenze dei rimborsi elettorali passati. Tanto sono soldi pubblici, sono nostri e dovremmo disporne. Che se ne fa un partito di tutti quei soldi? Li tiene per farli amministrare da persone come Lusi e Belsito? Qua si parla tanto di ridurre quelli futuri, ma li vogliamo aggredire i tesoretti che col tempo si sono costruiti?

2 thoughts on “Rimborsate i rimborsi elettorali

  1. quando si tratta di toccare i loro “tesoretti” … seee… campa cavallo che l’erba cresce… :((( guarda caso anche delle riduzioni dei loro strapagati stipendi se n’è parlato… quanto? 1 giorno? Ma anche meno… e cosa ne è risultato? Si sono tolti il minimo del minimo dal lordo di ciò che prendono… preferiscono spennare noi poveri lavoratori e onesti cittadini… e intanto a loro non fa niente che aumenti la benzina o le assicurazioni auto o le bollette… loro hanno tutto o quasi gratis… e poi con quello che prendono avanzano… :(((

  2. Hanno dilapidato le casse dello stato, hanno venduto le banche dell’IRI,hanno fatto 1 milione e 900.000 euro di debiti, hanno aumentato le tasse e continuano a pagare
    ai dirigenti statali stipendi che arrivano fino ad 1 milione all’anno.=
    come possono risanare il bilancio statale?
    Il bilancio si può risanare mettendo al governo un generale come De Gaulle e mandare tutti i politici a casa con tutti i suoi amici.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...