L’incidente mortale di Marco Simoncelli

Marco Simoncelli è morto sull’asfalto di Sepang, in Malesia. E’ morto prematuramente a 24 anni, facendo ciò che amava fare e per cui sapeva di correre tanti rischi, anche mortali. A Sepang doveva essere una gara tranquilla, con il titolo mondiale già assegnato a Casey Stoner e con le Honda ufficiali a spadroneggiare. Invece, non si è disputata alcuna gara, e il mondo del motomondiale piange un altro pilota, uno che, come Daijiro Kato, è morto prima di poter dimostrare tutto il proprio valore e il proprio talento.

La dinamica dell’incidente è strana. Simoncelli fin dalle prime curve era ingarellato con Alvaro Bautista con cui aveva avviato un duello d’altri tempi. Nel corso del secondo giro, però, la sua moto ha perso aderenza in una curva verso destra. La cosa strana, però, è che diversamente da una scivolata “normale” la moto non parte per la tangente ma mantiene quel minimo di aderenza che le consente di continuare la curva. Paradossalmente, questa mancata caduta segna la fine di Marco Simoncelli. Secondo una prima analisi sembrerebbe essere stato causato dall’elettronica della moto. Infatti, le moto da corsa di Moto GP hanno ormai raggiunto un livello di elettronica tale da rendere molto difficile la scivolata per il pilota. In un certo senso, l’intento di aumentare la sicurezza per i piloti ha aperto scenari di pericolo nuovi, rari ma di grande gravità.

L’impatto con le due moto è stato di una violenza mostruosa. Il casco non ha potuto reggere all’impatto e si è staccato; Simoncelli ha perso i sensi istantaneamente e, probabilmente, è morto sul colpo. Infatti sono stati vani i tentativi di rianimarlo, fin da subito si è capito che la situazione era assolutamente gravissima, la conferma è arrivata quando è stato deciso di cancellare la gara. Decisione saggia, poiché il clima nel paddock non poteva permettere la ripresa della corsa, forse nemmeno se fossero giunte dal centro medico del circuito delle notizie che potessero alimentare qualche flebile speranza.

In conclusione, voglio dire una parola sulla stagione di Marco Simoncelli. Simoncelli ha avuto alti e bassi, ma soprattutto è stato la “vittima sacrificale” della motoGP. Simoncelli è stato protagonista di diverse cadute e incidenti, e questo ha acceso la rabbia di altri piloti nei suoi confronti. Soprattutto il clan spagnolo ha preso di mira Marco, additandolo di essere un pilota troppo aggressivo e violento. Forse aveva poca testa, ma credo avesse un gran cuore e un gran manico.

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