La vespa cinese e la stagione nera delle castagne

La crisi colpisce anche le castagne. Un insetto venuto dall’est, dalla Cina, da anni sta minacciando la raccolta autunnale delle castagne e dei marroni italiani. Si tratta del cinipide galligeno, nome scientifico Dryocosmus kuriphilus, che da anni danneggia gravemente i nostri boschi di castagni. E come se non bastasse in agosto e settembre ci si è messa pure una forte siccità senza precedenti. Un mix micidiale che porterà con tutta probabilità al dimezzamento dei quantitativi prodotti, con punte del 70 e dell’80 per cento. Il cinipide galligeno del castagno è anche noto con il nome di vespa cinese, date le sue origini e la somiglianza con le vespe comuni.

Quali sono i danni prodotti dalla vespa cinese del castagno?

Innanzitutto, indebolendo la pianta, può ridurre la produzione di castagne e, in generale, rendere la pianta più vulnerabile nei confronti di altri agenti patogeni. Se colpisce la gemma può impedire o ostacolare lo sviluppo delle piante giovani, senza comunque compromettere (almeno direttamente) la sopravvivenza della pianta.
Gli effetti sulle castagne non sono direttamente visibili. Diciamo che la castagna non presenta buchi o imperfezioni, è solo aprendo il guscio che si nota la castagna nera. Ergo, amanti delle caldarroste, preparatevi a tante amare sorprese…

Come combattere la vespa cinese?

Le possibilità di lotta sono minime ed escludono il ricorso alla difesa chimica sia perché prove, condotte anche in Italia, hanno evidenziato la scarsa efficacia dei trattamenti insetticidi, sia per le gravi implicazioni di carattere ambientale che tali interventi possono provocare nelle aree di diffusione del castagno (specialmente boschi).

Nel breve periodo le forme di contenimento del cinipide sono riconducibili ad azioni di sorveglianza diretta dei castagneti nei mesi compresi indicativamente da metà maggio a metà giugno, al fine di una tempestiva individuazione delle galle; questo periodo è limitato e rende comunque difficile un tempestivo intervento diretto per la raccolta delle galle attraverso la potatura e la successiva distruzione delle medesime.
Per quanto riguarda il lungo periodo, invece, la soluzione migliore si basa sulla lotta biologica, impiegando l’imenottero calcidoideo Torymus sinensis Kamijo, che da molti anni viene impiegato con successo in Giappone. Le prime esperienze intraprese con questo limitatore naturale in alcune aree infestate della provincia di Cuneo si sono dimostrate incoraggianti (ottimi il primo anno di sperimentazione, successivamente sono stati riscontrati problemi legati alla mancata sincronizzazione fra il ciclo del Torymus sinensis e quello del cinipide). Il Torymus sinensis è un insetto antagonista della vespa cinese e ad oggi è l’unica soluzione possibile per contrastare la vespa cinese, una soluzione “naturale” che, comunque, darà i suoi frutti fra anni.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...