Federico Aldrovandi: 6 anni dopo

Il 25 settembre 2005 moriva, nei pressi dell’ippodromo di Ferrara, un ragazzo di nome Federico Aldrovandi. Era mattina presto, ma non morì in un incidente stradale o in una cosiddetta “strage del sabato sera”. La sua morte è stata ufficialmente ricondotta ad un malore, ma l’immagine a destra e l’iter processuale hanno rivelato una verità ben più grave, un autentico omicidio, perpetrato da uomini dello Stato, poliziotti chiamati a risolvere un semplice caso di “disturbo della quiete pubblica” e che, invece, hanno distrutto una giovane vita e quella della sua famiglia. Riporto qui di seguito l’invito della mamma di Federico Aldrovandi che, dal blog creato in ricordo della scomparsa del figlio, chiama all’appello i ferraresi e chiunque possa e voglia interessarsi alla tematica della facile violenza, troppo spesso gratuita.

Sei anni, sono passati sei anni. Federico ci manchi sempre di più.

Dovunque tu sia e ovunque andiamo noi.

Pensare a come saresti. Mi sembravi grande e invece sei rimasto un ragazzino, senza la possibilità di crescere e vedere il mondo. Spero che tu sia ovunque ti piaccia. Che tu veda e senta tutto. Noi che ti vogliamo bene parleremo sempre per te, siamo la tua voce.

Ci sono state due sentenze, condanna del primo giudice e conferma di condanna da parte della Corte d’Appello.

Conseguenze per i responsabili? ancora no.

ma hanno picchiato a lungo, hanno continuato a infierire anche quando eri a terra inerme, anche quando chiedevi aiuto. Non riesco a dire di più fa troppo male anche parlarne.

Questa violenza gratuita, che troppo spesso è arrivata fino all’omicidio, sarà il tema del 25 settembre alla sala estense in piazza municipale a Ferrara.

Il reato invisibile.

La tortura: una lacuna nella legge italiana
Sala Estense – Ferrara ore 20.00

Interverranno:
Luigi Manconi
Lorenzo Guadagnucci
Patrizia Moretti
Ilaria Cucchi
Lucia Uva
Domenica Ferulli
Fabio Anselmo
Mauro De Marchi

modera:
Filippo Vendemmiati

A seguire sit-in in via Ippodromo

3 thoughts on “Federico Aldrovandi: 6 anni dopo

  1. Perche’ lo stesso interessamento giornalistico non viene riservato anche agli uomini dello stato che perdono la vita per darci sicurezza?Chi sbaglia e’ giusto che paghi:ma in egual misura.E senza discriminazioni tra persone ‘normali’ e tutori dell’ordine.Comunque le mie condiglianze alla famiglia del ragazzo.Ma c’e’ un carabiniere da mesi in coma a causa dell’aggressione di teppisti gia’ liberati(3 su 4)e nessuno ne parla:e’ forse una bestia ?

  2. Quale sicurezza ci danno 3 poliziotti che rompono i loro manganelli sulle spalle di un ragazzo diciottenne? Che sicurezza ci da quel poliziotto che ha bastonato senza motivo Stefano Gugliotta? E che sicurezza ci ha dato colui che sparando come Tex Willer ha ucciso Gabriele Sandri? Quale pensione e/o risarcimento prenderà il povero carabiniere e/o i suoi familiari e quali risarcimenti hanno ricevuto le vittime sopracitate????

  3. Mi ha lasciato un malessere dentro al cuore questa storia , non so perchè me la sono presa così, forse perchè mi immedesimo in federico , quando ero più giovane e me ne andavo a ballare la sera e fortunatamente sulla mia strada non ho trovato questi assassini che inv
    vece di proteggerci hanno messo la parola fine alla vita di un ragazzo e non hanno avuto piètà neanche quando lui gli implorava di fermarsi perchè non riusciva più a respirare, o perchè mi immedesimo da mamma ( quale lo sono anchio ) che aspetta con un occhio chiuso e uno aperto il rientro di un figlio sperando che non gli succeda un incidente , e invece 4 polizziotti glielo ammazzano di botte a 200 metri da casa mentre rincasava a piedi , e dopo si è conclusa con 3 anni di carcere per uno …. dico solo una cosa , Federico vive e vivrà nelle persone che lo amano giorno dopo giorno , mentre questi polizziotti moriranno dentro ogni giorno della mloro vita !!!!! MILLY

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