Moody’s e il downgrade dell’Italia

Circa 3 mesi fa l’agenzia di rating Moody’s aveva messo sotto osservazione il rating dell’Italia ed ora è chiamata a prendere una decisione: mantenere il rating attuale, oppure downgradare il rating-Paese. 3 mesi orsono l’Italia è stata posta sotto la lente di ingrandimento della società di rating Moody’s, la quale non ha escluso una rivisitazione al ribasso del rating del nostro debito. Dopo l’outlook negativo del 21 maggio da parte dell’agenzia Standard & Poor’s, anche Mooody’s ha avanzato questa ipotesi.

Le motivazioni di Moody’s erano le seguenti:

La revisione del rating si concentrerà soprattutto sulle prospettive di crescita per l’economia italiana nei prossimi anni, ed in particolare sulla rimozione di importanti e strutturali colli di bottiglia che possono frenare la ripresa economica nel medio termine.”

Di fatto, alla luce della manovra economica del governo, sarebbe comunque una mazzata non da poco, perché i mercati finanziari sembrano aver ritrovato un minimo di parvenza di stabilità e serenità e il downgrade dell’Italia sarebbe il peggior modo possibile per mantenere questa situazione di pseudo-tranquillità nell’area Euro. L’idea migliore (un po’ per tutti) sarebbe quella di lasciare il rating invariato e, quantomeno, concedere all’Italia altri 3 mesi per riuscire, almeno, a rialzare la testa dopo l’estate pesantissima che è stata vissuta dai mercati domestici.

Va precisato, comunque, che le tensioni sui nostri titoli di Stato, segnalato dall’aumento dello spread fra Btp e Bund ha segnalato un certo malessere del debito italiano, un segnale premonitore del fatto che i mercati potevano già scontare un peggioramento del merito creditizio del Paese Italia. Ma questa è solo una faccia della medaglia, perché dall’altra parte c’è la parte speculativa, la quale ha prontamente colto le difficoltà dell’Italia e ha puntato dove ha visto dei facili profitti.

Quindi non resta che attendere e sperare che in quel di Moody’s prevalga il buonsenso… anche se non ci credo più di tanto, devo ammettere. Mi basta guardare come sta chiudendo la Borsa di Milano per essere assolutamente preoccupato. Le banche hanno sbracato nel finale a causa dei problemi delle banche francesi con i titoli americani da svalutare, ma è anche un chiaro segnale dei timori del downgrade italiano, che appare sempre più probabile.

2 thoughts on “Moody’s e il downgrade dell’Italia

  1. Downgrade italia : Standard & Poor’s taglia il rating italiano

    A dire il vero, il preannunciato taglio del rating italiano lo attendevo per il 17 settembre, conseguentemente alla estromissione di Unicredit Banca e Intesa Sanpaolo dall’Euro Stoxx 50, avvenuta in data 15 settembre ed alla ridicola comica politica delle manovre finanziarie annunciate. modificate, eliminate, ritirate, ripetute, di cui nessuna ha colto nel segno delle richieste dei mercati internazionali e dei paesi europei “amici” dell’italia, quelli che sarebbero chiamati a rispondere del debito pubblico italiano in caso di default definitivo del sistema paese italia.

    Invece, è Standard & Poor’s a determinare l’annunciato downgrade italiano, nonostante il tentativo di intimidazione partito proprio nei confronti delle due più importanti agenzie di rating internazionale (Moody’s e Standard & Poor’s) proveniente dalla Procura della repubblica italiana di Trani che aveva avviato un fascicolo sulle due agenzie americane, sotto la spinta di denunce generiche di associazioni di consumatori italiane e di un loro omologo greco, denunce che favoleggiano di un «atto criminoso organizzato dalla mafia finanziaria internazionale».

    Ma il tentativo italo-greco (ma guarda caso, proprio i due paesi maggiormente a rischio default in Europa …) non ha intimidito le agenzie di rating, che hanno continuato ad analizzare i continui errori del governo italiano nel rispondere alle richieste esogene al sistema italia che chiedevano contrazione significativa della spesa pubblica (che invece è aumentata!), contenimento e diminuzione del debito pubblico, varo effettivo delle riforme strutturali, delle liberalizzazioni e delle privatizzazioni, indirizzi peraltro giù contenuti nel programma della maggioranza di governo e puntualmente quanto volontariamente disattesi dalla casta politico-burocratico-partitocratica italiana.

    Ma le caste corporative che effettivamente governano il paese hanno impedito ogni sostanziale modifica del loro status quo, ogni possibile perdita di potere e di ricchezza raggiunto sinora, aprendo la strada al downgrade di tutto il sistema paese.

    La casta dominante non ha varato nessuna manovra “lacrime e sangue” che diminuisse di almeno la metà l’enorme, inutile ed ingiustificato numero posti di lavoro pubblici, delle poltrone, dei privilegi e dei costi della casta politica, condannando così l’italia ad un fallimento annunciato.

    Ed è proprio un fallimento annunciato e non contrastato del sistema italia quello di cui assistiamo oggi.

    A vuoto sono andati i richiami continui e pressanti delle agenzie di rating internazionale, della Commissione Europea, della Banca Centrale Europea, e di autorevoli leader politici e di governo europei che richiamavano il governo italiano al proprio dovere, come pure numerosi e continui sono stati i moniti indignati partiti dalle parti sociali come il potente sindacato degli industriali italiani e le numerose grida allarmate provenienti dal libero mondo del web, a partire proprio da questo blog.

    Ma la casta politica ha fatto finta di non udire il grido di dolore che partiva dal basso e nemmeno i richiami provenienti dall’alto, ed ha praticato procedimenti inutili che avevano il solo scopo di procrastinare e ritardare le scelte difficili e coraggiose che il momento imponeva.

    Con tali comportamenti, la casta si è resa colpevole e responsabile in toto di questo fallimento annunciato, come pure ha contribuito grandemente e gravemente alla continua e massiccia perdita di credibilità del sistema italia, già depresso dalla continua e dilagante corruzione politica e burocratica, dalla oppressione e dai condizionamenti delle numerose organizzazioni mafiose operanti in tutto il territorio italiano, dalle ampie fette di mercato economico e produttivo illecite o illegali, dal mondo del lavoro nero, dalla intollerabile pressione fiscale che grava su famiglie ed aziende italiane, dalla enorme evasione fiscale che grava sui conti pubblici, dall’impossibile degrado delle società meridionali e napoletana in particolare, responsabile di gran parte della caduta di credibilità del paese, anche a causa della infinita emergenza della monnezza napoletana e della extra territorialità concessa ai napoletani in tema di rispetto della legge.

    Ora, il sistema esogeno a quello italiano ha fatto la prima mossa, declassando il rating italiano e limitando l’acquisto dei BTP italiani.

    La casta politica italiana è avvisata:

    ogni errore d’ora in poi, sarà pagato da chi lo commette.

    La casta politica italiana è avvisata:

    il popolo non può essere raggirato ancora, nemmeno una volta, mai più.

    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

  2. Pingback: Taglia che ti passa « Risklover Weblog

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