Manovra all’italiana

Finalmente la maggioranza politica è riuscita a partorire una manovra economica che rispettasse i diktat della Lega Nord di Bossi e del leader tascabile Berlusconi. E va premesso che non è mai facile tagliare, perché qualche scontento lo si trova sempre, è praticamente inevitabile. Certo è che, probabilmente, sono riusciti a peggiorare una prima bozza di manovra che, al di là di qualche ombra, presentava delle cifre abbastanza chiare, soprattutto si capiva da dove si sarebbero recuperati i soldi per la manovra. Il contributo di solidarietà era impopolare, chiaramente, come ogni gabella che si rispetti. Però colpiva i redditi medio-alti, risparmiando i ceti meno abbienti dall’ennesima mannaia che poteva deprimere ulteriormente il nostro Paese. Insomma, era una vera “Robin Hood tax“, perché colpiva direttamente i redditi dei ricchi, senza essere scaricata sui cosiddetti poveri.

Ed invece che succede? Come sempre accade in Italia si parte sempre da ottimi propositi, ma si finisce sempre col guardare il tornaconto personale e privato. Colpire i ricchi è una manovra molto popolare, ma che fa male anche al proprio portafoglio (visto nell’ottica della politica). Scartato, fortunatamente, l’idea di incrementare l’aliquota Iva, la maggioranza ha virato verso l’abolizione delle Province e qualche ritocchino alle pensioni (sia chiaro, non si è mai pensato minimamente di toccare i vitalizi parlamentari). Sul punto pensioni, gli anni di riscatto della leva militare e dell’università non concorreranno più a formare anzianità pensionistica, pur rientrando per il calcolo economico della pensione. Sono rimasti fregati coloro che hanno pagato (profumatamente) per il riscatto, visto che i veri benefici del riscatto sono stati annullati. E probabilmente la Lega ha dovuto far finta di non vedere questo passaggio, perché il proprio motto era che le pensioni non si dovevano toccare.

Il più contento di tutti è Berlusconi: niente contributo di solidarietà, niente patrimoniale. Il suo portafoglio è salvo, dopo il salasso della sentenza a favore della CIR. Il premier ha così commentato le manovra modificata:

«Sono stati ridotti di molto i costi della politica, tagliate parecchie poltrone. La Lega è stata responsabile ora è necessario che lo siano le opposizioni. Avevamo detto subito che quella manovra, varata per avere un intervento della Bce a tutela dei nostri titoli di Stato sotto attacco della speculazione, sarebbe migliorata. Ho sempre lavorato ad agosto per rendere la manovra più equa e sostenibile. Avevo detto che introducevo il contributo di solidarietà con il cuore che grondava sangue perché da sempre ho promesso che non volevamo mettere le mani nelle tasche degli italiani. Siamo riusciti a levarlo con altre fonti di risparmio»

A Silviè, ma quale grondante di sangue! A te giravano i maroni perché facevi il calcolo di quanto ti toccava pagare con la vecchia versione della manovra! E se tu e quelli come te pagate di meno, indovina un po’ chi deve pagare di più…
E comunque voglio proprio vedere i saldi di questa manovra, ma soprattutto sono curioso di vedere come faranno ad eliminare le Province. L’iter legislativo è lungo e tortuoso, si è sempre in tempo a cambiare idea.

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