Il comunismo reale dei debiti

Io conoscevo il detto «Chi rompe paga e i cocci sono suoi». Dunque, chi sbaglia deve pagare, non esiste altra possibilità accettabile. E quindi, perché i sacrifici devono essere di tutti? Pochi sbagliano e tutti pagano, sembra diventato un nuovo modo di dire.

Questo fenomeno io lo definisco “comunismo reale dei debiti”, in questo caso l’immenso debito pubblico italiano. Quasi 2000 miliardi di euro accumulati per decenni e che ora bussano alla porta e rappresentano un fardello troppo pesante da gestire, alla luce delle recenti crisi economiche e della perenne crescita nulla del nostro prodotto interno lordo. Accumulati dai vari governi succedutisi, senza che nessuno si assumesse la colpa. Chi dovrebbe pagare, dunque? I cittadini o la casta politica? I tagli sono sempre generalizzati, i vantaggi no, sempre precisi e puntuali nelle tasche dei soliti noti. E chi si indigna rappresenta l’antipolitica, ma personalmente sarei fiero ed onorato di essere nominato antipolitico. La politica ha fallito, ha fallito la prima Repubblica, la seconda e fallirà anche l’ennesima se si continua su questa strada. Il disastro economico e’ sotto gli occhi di tutti; ora che paghi chi ha sbagliato! Tagliamo gli stipendi alla classe politica, ma soprattutto i vitalizi concessi con tanta facilita’. Aboliamo i rimborsi elettorali quinquennali e le province ed ecco fatta una manovra economica efficace, duratura e praticamente indolore per i cittadini: ci vuole molto per capire che i tagli vanno fatti da dove partono gli sperperi?

Io spero che in tanti facciano sentire la propria voce e continuino a farlo sui propri blog e sui social network, ovvero gli unici luoghi (virtuali) in cui e’ ancora possibile far sentire la propria opinione. Tante gocce possono scavare la roccia, e’ tempo di cambiare, cambiare marcia per cambiare il Paese.

3 thoughts on “Il comunismo reale dei debiti

  1. 2000 miliardi di euro mi sembrano pochi per rappresentare il debito pubblico che credo sia molto piu’ alto.Sperando di sbagliare io.

  2. aldilà delle sacrosante osservazioni e dei logici richiami ad una classe politica capace di tornare a sembrare un insieme di persone e non un accozzaglia di coglioni, ritengo che non sia colpa della politica, almeno non completamente, per quel che riguarda il meccanismo del debito pubblico e dell’intero sistema economico su cui verte il nostro “mondo”. ciò significherebbe che Berlusconi sia più potente che ne so di Steve Jobs, quando mi sembra abbastanza palese che non è assolutamente così, in quanto Steve Jobs è molto più potente di Berlusconi. Che poi al mondo esistano tanti Steve Jobs particolarmente infami che piazzino i loro Silvio qua e la per poter centuplicare il proprio potere, lasciando alla classe politica corrotta le bricioline, questo è poco ma sicuro. Ma credo che problemi da “balena” come questi che molto dettagliatamente elenchi in questo bel post, debbano essere pescati con arpioni e baleniere, invece di finire per accontentarsi di prendere gli squaletti della politica. Se esiste un sistema per salvare la situazione, o meglio il punto di non ritorno è già passato, quindi limitare al massimo il collasso dell’intero sistema, è appunto restituendo alla politica il suo ruolo di main pilot di questo aereo per schizofrenici che si chiama mondo.

  3. E’ vero che mi accontento di pescare gli “squaletti”, ma perché credo che a furia di mangiare siano diventati degli squali ben in carne.
    Da qualche parte bisogna pur cominciare e non bisogna sempre pensare, a mio avviso, di fare lo scaricabarile verso altri e di cercare il colpevole più colpevole.

    Sono d’accordo che bisogna restituire il ruolo importante alla politica, ma soprattutto la politica va restituita ai cittadini e tolta dai soldi, soprattutto. Con meno soldi la politica non può far altro che migliorare, specialmente se, con un colpo di spugna, si rinnova la classe dirigente. Magari non si risolve tutto, ma qualcosa si migliora sicuramente.

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