Berlusconi è morto

C’era una volta un ricco imprenditore italiano che scese in campo per combattere l’avanzata dall’est del comunismo e del bolscevismo in Italia. Era il paladino della libertà, nella sua massima espressione. Voleva uno Stato semplice e leggero per i cittadini, uno Stato che lentamente si defilasse a favore dei privati e che costasse sempre meno alle tasche dei cittadini in termini di imposizione fiscale. Era il 1994 e in tanti credettero in lui, a tal punto che vinse le elezioni e da allora molte altre ne ha vinte e per molti anni ha governato e guidato il Paese.

A 17 anni di distanza, però, quell’uomo, con cuore grondante di sangue, si è visto costretto a mettere le mani nelle tasche degli Italiani dopo che per oltre 15 anni non è comunque riuscito a toglierle. Il debito pubblico è salito, l’Italia ha vissuto un lungo periodo di stagnazione economica, aggravata da crisi che non siamo stati in grado di schivare. La colpe delle crisi era sempre degli altri, se qualcosa non funzionava era colpa dell’opposizione che si oppone, oppure dei giudici (comunisti) che giudicavano. Mai un errore, mai un rimpianto (a parte quello dei capelli) e dopo 15 anni di suo governo ci troviamo a dover correre ai ripari con manovre correttive d’urgenza, perché altrimenti si rischia di mandare a puttane l’Euro e l’intera Europa.

E non è nemmeno riuscito a semplificare la vita alle imprese italiane, anzi. Da imprenditore quale è ci si attendeva una spiccata sensibilità verso il mondo aziendale, si vedeva in lui lo stargate verso una burocrazia più gestibile da parte della rete imprenditoriale d’Italia e invece è stato esattamente l’opposto, è riuscito persino a peggiorare le cose, incrementando l’aggravio per le aziende e complicando notevolmente le cose. Sulla Giustia non mi soffermo più di tanto, perché è sotto gli occhi di tutti quanto è stato fatto negli ultimi anni per “correggere” la Magistratura italiana. Non è riuscito ad alleggerire il carico di lavoro alle procure e, quindi, non è riuscito a velocizzare l’iter processuale. Ma su questo punto è scusato, perché essendo spesso imputato aveva il chiaro interesse nel rallentare i processi, non velocizzarli.

E’ chiaro che mi sto riferendo a mister Silvio Berlusconi, il principale artefice della caduta del Belpaese in ambito internazionale. Ed ora, augurandogli comunque una lunga vita, credo di poter dire con tutta certezza che Berlusconi è politicamente morto. Non è più credibile, ha comprato la fedeltà del Parlamento e anche all’interno del PdL qualche mormorio di critica comincia a sentirsi. Lo scisma di Fini era un segnale inequivocabile di malessere all’interno del centro-destra, malessere causato dalla deriva del leader, deriva che oramai è incontrollabile e rischia solamente di peggiorare le cose. Se ancora gli rimane un briciolo di lucidità e saggezza, dovrebbe farsi da parte e lasciare il campo a qualcuno di più credibile, perché il Paese gli ha voltato le spalle ed è sinceramente stufo dei suoi atteggiamenti privati e del suo modo di condurre la politica.

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6 thoughts on “Berlusconi è morto

  1. Stipendio da operaio dipendente,unico reddito.Compagna e 3 figli a carico,tutti studenti.Abitazione:quasi seminterrato.Inutile domanda di alloggio popolare:non in linea col sindaco.Ti pare abbia voglia di ridere come pensi?Eppure voto Berlusconi.Chiediti perche’.

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