Di Pietro vuole cancellare il porcellum

Antonio Di Pietro propone la raccolta firme per eliminare il porcellum, ma non si tratta di Berlusconi, bensì della nota legge elettorale che ha incasinato ogni elezione. Dalle pagine del suo blog riporto quanto scrive il leader dell’Idv.

Oggi poniamo il tema della legge elettorale. Senza cambiarla il Parlamento non cambierà, perché la compravendita è già avvenuta. Voi immaginate quelli che sono passati da un partito all’altro, immaginatevi i tanti parlamentari scilipotati in questo Parlamento. Per loro c’è già un accordo in questo voto di scambio, e così continuerà per sempre. Nella prossima legislatura, quelli che saranno nominati staranno lì ad alzare la mano non nell’interesse dei cittadini italiani ma di chi li ha nominati. Salvo che non trovino qualcuno che gli offre qualcosa in più.

Questo non ha nulla a che fare con la democrazia. Noi abbiamo aspettato fino alla fine, proprio fino all’ultimo giorno utile, che il parlamento affrontasse con serietà questo problema, posto che sia la maggioranza che l’opposizione hanno detto che il porcellum non va bene. Il nome “porcata” non glielo abbiamo dato noi, glielo ha dato il suo autore. Ma ora, in una situazione di vita o di morte democratica, è un atto di patriottismo democratico (visto che ieri qualcuno ha parlato di patriottismo) fare questo referendum.

E allora si parta. Da sabato 6 agosto chi vuole e chi può ci mette la faccia, ci mette soprattutto la firma, perché ancora una volta i cittadini sono chiamati a sostituire il Parlamento.

Qualcuno dice che non ce la facciamo. Anche negli ultimi tre referendum dicevano che non ce la facevamo… Non c’è peggior modo di perdere del non provarci. Chi non ci prova ha già perso. Siccome noi crediamo che tra il morire d’inedia e il fare resistenza sia meglio fare resistenza, resistenza, resistenza democratica, siamo qui ad avviare concretamente questa operazione, che è un’operazione democratica per ridare al paese un Parlamento degno di questo nome e non come quello che avete visto ancora ieri, asservito a una persona che non vive in Italia ma sulla Luna.

Antonio Di Pietro

6 thoughts on “Di Pietro vuole cancellare il porcellum

  1. Di pietro fu eletto per la prima volta in parlamento con i comunisti e nel collegio del Mugello,in Toscana.Da allora,gli elettori di tale collegio vengono definiti ‘mugellati’ perche’ arrivo’ l’ordine dal partito che DOVEVA essere eletto.Qualche segretario comunale ci rimise la tessera,qualche iscritto fu cacciato,e di pietro (ma poteva essere un cavallo o un coniglio)fu eletto,salvo poi tradire chi lo aveva fatto eleggere.Con quale onesta’ intellettuale costui parla di legalita’ e di onesta’,quando proprio lui ne e’ un cattivo esempio?

  2. Il punto (e problema) è che nel mondo politico quale può essere un esempio di onestà e legalità? Io mi sforzo, ma fatico a trovarlo. La politica è un ambiente torbido dove si sale solo con i colpi bassi e con qualche leccata di culo. Di Pietro ha fatto esattamente questo, ha fatto la “gavetta” per arrivare ad avere un partito tutto suo.

  3. Concordo,ma che poi qualcuno prenda ad esempio proprio lui che dell’illegalita’ ne ha fatto uno stile di vita,allora non mi piace piu’.La politica e’ sporca,ed io me ne sono allontanato appena resomi conto della realta’.Purtroppo e’ un male necessario,e l’unica speranza la ripongo in quelli che,un po’ come berlusconi,si interessano si ai soldi,ma anche a passare in qualche modo alla storia per egocentrismo e quindi interessati a fare un po’ di cose per bene.Sono convinto della buona fede di silvio che vorrebbe abolire le provincie e diminuire i parlamentari,ma penso che sia la lega ad opporsi,giocando sporco.

  4. E prevedo,a medio termine,un flop della lega.Non nel 2012 ma a quelle dopo,quando bossi sara’ fisicamente piu’ che finito(non morto ma troppo malato) e si aprira’ la successione.

  5. Riguardo il porcellum,sono d’accordo che fa schifo,ma bisognerebbe anche che gli eletti siano legati al partito che li fa eleggere e, in caso di dissenso,diano le dimissioni.Vietati quindi i cambi di campo,la vera piaga.

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