USA, evitato il default

WASHINGTON -Abbiamo un accordo. Eviteremo il default. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato nella notte la fine dei negoziati tra democratici e repubblicani sull’aumento del tetto del debito e tagli alle spese, in quanto un testo comune è stato finalmente concordato. Il piano taglierà almeno 2.200 miliardi nella spesa federale in dieci anni, prevede l’aumento del tetto in tre fasi e un emendamento per un budget bilanciato.

Il default “avrebbe avuto un effetto devastante sulla nostra economia”, ha commentato Obama parlando dalla Casa Bianca. Ha quindi ringraziato i leader di entrambi gli schieramenti politici, già al lavoro per raccogliere voti. Al Congresso infatti il piano arriverà oggi, per dare tempo ai legislatori di valutare. Il piano è il frutto del compromesso tra le due parti. I repubblicani hanno accettato di assicurare al Tesoro la capacità di contrarre prestiti fino a dopo le elezioni del 2012, obiettivo chiave per Obama, che voleva evitare di riaprire l’argomento durante la campagna.

I democratici hanno ceduto invece sull’aumento delle tasse a carico dei cittadini più ricchi per ridurre il deficit. Più alti di quanto si auguravano saranno i tagli alle spese, troppo pochi per il Gop. La palla passa così al Congresso ma mancano i voti di Camera e Senato a una soluzione che sembra portare l’inconfondibile stampo dei Tea-Party che, ironicamente, potrebbero non appoggiarlo. L’accordo sarà votato in giornata in Congresso: il bilancio è a favore dei repubblicani, che sembrano aver ottenuto più di quanto volevano. Il voto è un test per lo speaker della Camera, John Boehner, che ha lottato per tenere sotto controllo la maggioranza repubblicana.

I mercati asiatici volano dopo l’annuncio dell’accordo raggiunto negli Stati Uniti per innalzare il tetto del debito ed evitare il default. Il Nikkei 225 di Tokyo guadagna l’1,84% arrivando a 10.013,90 punti; l’Hang Seng è a 22.783,33, in crescita dell’1,53%; il Kospi a 2.171,34 (+1,79%). Positivi anche gli indici di Australia, Nuova Zelanda e Cina, con lo Shanghai composite che guadagna lo 0,15% a 2.705,70. Attesa per l’apertura dei mercati europei, specialmente per la borsa di Milano che ha vissuto un luglio nerissimo, in parte dovuto alle tensioni sul debito americano.

Rai Giornale Radio

2 thoughts on “USA, evitato il default

  1. Un terzo del debito pubblico americano e’ in mano alla Cina,aumentarlo ancora e’ da incompetenti.Per me,sono ad un passo dalla recessione,con tutto quel che ne consegue.Non potrebbero fermare per un po’ le esplorazioni spaziali e limitare le missioni all’estero,senza alzare il debito?

  2. Limitare le missioni militari all’estero e le esplorazioni spaziali (quest’ultime già comunque ridimensionate) significa bloccare due settori strategici dell’economia statunitense, con le ovvie conseguenze che non sto qui a spiegare.
    Se si indebitano è per tenere in piedi la “baracca”.

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