Camel, barcheta e te turnet a ca’

L’ex assessore regionale al turismo e allo sport Piergianni Prosperini è finito nuovamente agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione e false fatturazioni in relazione a tangenti ricevute per favorire un imprenditore in una gara d’appalto per la promozione di eventi in Valtellina. L’ennesimo politico che finisce fra le spire della Magistratura e, purtroppo, non si tratta di lotta di casta, qui sono reati e reati che vengono a galla, perché la merda non può essere tenuta a fondo troppo a lungo. Ed è pure in buona compagnia, perché il centro-destra piange, il centro-sinistra certamente non ride. Filippo Penati, uno che incarna i fondamentali del PD (nelle sconfitte), è coinvolto in un giro di tangenti attorno all’area Falck di Sesto San Giovanni e per questo si è autosospeso da vicepresidente del consiglio regionale della Lombardia.

Un po’ mi dispiace per il buon Piergianni. Al di là delle sue idee politiche tutt’altro che moderate, era comunque un personaggio unico nel suo genere, uno che rendeva più bonacciona l’immagine della politica e dispiace che uno così sia tra i pochi a dover pagare. Credo, infatti, che trovare un politico non coinvolto con vicende di corruzione e tangenti sia alquanto difficile, poiché il potere finisce con l’evidenziare i peggiori vizi e i lati peggiori dell’uomo.

Piergianni Prosperini era il classico facilotto ed è per questo che ora si ritrova accusato. I pesci piccoli rimangono nella rete, quelli grossi riescono a scappare. E’ una strana regola, non trovate? Io credo comunque che l’attuale politica sia agli sgoccioli. Il clima sta diventando sempre più simile al post-tangentopoli, la rabbia popolare cresce e sarà sempre più difficile controllare il malcontento della popolazione, delle fasce meno abbienti. E sinceramente, non aspetto altro che questa tempesta faccia pulizia, perché ce n’è tanto, tanto bisogno…
E comunque, a Prosperini vorrei dire una semplice cosa: “Camel, barcheta e te turnet a ca’”.

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