Produrre energia dalle risaie

E’ la più grande «cassaforte di energia elettrica» d’Europa la risaia italiana. Peccato che l’80% dell’acqua utilizzata per irrigare finisca in mare e non sia sfruttata. Perché è proprio da qui, da questo triangolo d’oro della risicoltura europea (Vercelli-Novara-Pavia) che potrebbe arrivare una soluzione ai problemi energetici del nostro paese: una riserva da fonte rinnovabile a disposizione in grado di alimentare case, fabbriche, scuole. E in parte lo sfruttamento dell’«oro blu» nelle terre di «Riso amaro» è già una realtà.

Massimo Gargano, presidente Anbi (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni e miglioramenti fondiari) ne ha parlato a Roma al convegno internazionale su «Acqua: irrigazione, energie rinnovabili, ambiente. La sfida dei Consorzi di bonifica». «Dopo i referendum il tema è di grande attualità. – dice – Ebbene noi possiamo mettere a disposizione 180 mila chilometri di canali per la sfida del miniidroelettrico, così come i bacini di raccolta idrica per gli impianti fotovoltaici». E Giancarlo Gudici, docente universitario, ha indicato alcune previsioni realizzate da uno studio del Politecnico di Milano: una potenzialità di un milione di kilowatt, pari a 250 mila abitazioni illuminate o riscaldate. Di questa energia il 30 per cento può essere prodotta in zone di pianura, attraverso la realizzazione di salti d’acqua lungo i canali e piccole centrali idroelettriche.

Il Piemonte è la regione pilota in Europa, tanto che da anni, anticipando le previsioni, riesce a trattenere e utilizzare parte di questa enorme ricchezza naturale prima che arrivi all’Adriatico attraverso il Po. In che modo? Sono già stati realizzati 77 impianti elettrici lungo i canali di irrigazione e altri 31 sono in progetto. Le mini-centrali producono energia che poi i Consorzi di bonifica Est e Ovest Sesia rivendono a industrie e privati. Il ricavato serve a fare cassa e ridurre i costi d’irrigazione alla risaia. Bruno Bolognino, direttore generale dell’Associazione Irrigua Est Sesia: «Il riutilizzo di acqua in agricoltura e l’uso plurimo tra i diversi settori (agricolo, civile, industriale, idroelettrico), consente un notevole risparmio della risorsa e permette alla stessa di tornare ai fiumi dopo essere stata utilizzata almeno due volte e mezzo, favorendo il mantenimento del minimo deflusso vitale e buone condizioni ambientali dei corsi d’acqua». Uno degli impianti, nel Novarese, rappresenta un caso studiato dai tecnici di tutta Europa: utilizzando una clochea, sulla falsariga di quella ideata da Archimede, produce energia con un salto di solo un metro e mezzo.

Ma esiste ancora un ampio margine di manovra. Del grande volume idrico destinato alla sommersione delle risaie (4,8 miliardi di metri cubi) attraverso canali e fiumi, in realtà solo il 22 per cento è utilizzato a scopi agricoli. Tutto il rimanente potrebbe essere trattenuto e trasformato in energia rinnovabile. Per il progetto globale del mini-idroelettrico sono disponibili 598 milioni di euro, messi a disposizione nell’ambito del Piano Irriguo Nazionale.

fonte: La Stampa

3 thoughts on “Produrre energia dalle risaie

  1. Queste so belle notizie!! E vanno nell’ottica che forse sarà l’unica praticabile alla lunga, migliaia di diversi piccoli impianti (di vario tipo) sparsi per il mondo…al posto di poche megacentrali..

  2. Pingback: Produrre energia dalle risaie « Risklover Weblog

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