Val di Suca

In Val di Susa è guerra civile. O per meglio dire, è in atto da un lato una guerra civile e dall’altro lato una specie di disobbedienza civile. Chi disobbedisce sono i veri e propri “no Tav”, i valsusini che da anni si battono per evitare lo scempio di una valle stupenda ed incontaminata, uno scempio dovuto ad un’infrastruttura che, a detta degli oppositori, non serve a nulla, è solo un costo per la collettività e un danno per l’ambiente. Accanto a questi che legittimamente protestano, sono giunti da varie parti d’Italia e persino dall’estero dei facinorosi che volevano semplicemente menare le mani. E’ una cosa troppo palese per essere smentita, non c’è bisogno nemmeno di invocare i black block.

Per una volta devo essere d’accordo con Casini, il quale, rispondendo a Beppe Grillo che aveva detto:

“In Valle di Susa state facendo una rivoluzione straordinaria, siete tutti eroi, le campane suonano per tutta l’Italia che ci sta guardando attraverso la rete. La Torino-Lione è la più grande truffa del secolo, pensare di fare viaggiare le merci a 300 all’ora è roba da anni Settanta, il futuro è fare viaggiare meno le merci, è il regionalismo”

Il massimo esponente dell’Udc ha detto che ”In Val di Susa gli eroi sono i poliziotti e gli operai, non i manifestanti ne’ tantomeno i delinquenti che tirano le pietre”. Perché al di là dei validi motivi che guidano la protesta valsusina, credo che le vere vittime di tutta questa situazione siano quei poveri cristi che quotidianamente vanno a presidiare il cantiere di Chiomonte e le zone limitrofe, beccandosi sassaiole di cortesia. I No-Tav dovrebbero andare a protestare a Roma, contro la politica. Basta mandare al pronto soccorso le forze dell’ordine. Possibile che non capiscano che è solo tempo sprecato e un palese autogol d’immagine?

Gli abitanti della valle non vogliono la Tav, ma il governo la vuole a tutti i costi. Sono due poteri che si scontrano e generano conflitto. E mi domando: quando le ragioni di pochi devono prevalere sulla collettività? Se le cifre e i dati diffusi dai comitati no tav fossero vere sarebbe il solito sperpero di denaro pubblico, un’opera inutile e costosa, sulla scia del ponte sullo stretto di Messina che, fortunatamente, la crisi economica ha spento nelle menti folli dei nostri politicanti. Ma queste stime sono attendibili? Le previsioni di traffico sulla linea sono veritiere? E come mai quest’opera ha trovato una così grande opposizione solo in Italia? In Francia, ad esempio, ci sono comitati no tav? E sono così combattivi come in Italia? Io ammetto di non aver mai sentito nulla nemmeno paragonabile a quanto accaduto oggi, in Francia. Sinceramente, io fatico a capire la reale situazione…

Quello che posso dire, in conclusione, è che i no Tav dovrebbero cominciare a mettersi il cuore in pace o, al massimo, rivolgersi all’Unione Europea per contrastare la realizzazione dell’opera. Basta scene di violenza come quelle odierne, non fanno certamente il bene del Paese anche se avessero tutte le ragioni e combattessero una battaglia giusta.

2 thoughts on “Val di Suca

  1. Chiedo:e’ vero che si dovrebbe bucare,e non spianare,una montagna,ma inquina di piu’ l’ambiente un treno elettrico che va dritto oppure migliaia di camion che arrancano sulle strade di montagna?Oppure in val di susa i camion non inquinano?Quale impatto ambientale avra’ mai l’entrata di un tunnel da far preferire i camion su strada?O piuttosto e’ la solita storia italiana,dove i soliti caporioni istigano alla violenza ed al casino in cerca di notorieta’ per poi presentarsi candidati in parlamento (vedi Agnoletto)?

  2. Dal telegiornale di stasera ore 20,00:siamo il Paese del NO a tutto,perfino a termovalorizzatori,impianti di biomasse,MOSE di venezia,varianti stradali varie ed impianti di energia alternativa varii.Questi delinquenti,da chi sono finanziati?E qual’e’ il loro fine ultimo?E se un operaio TAV perde la testa e prende una pala o un piccone?

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