Fukushima, la nuova Chernobyl

Finalmente, ahimè, il mondo si rende conto della gravità dell’incidente nucleare della centrale di Fukushima. E’ stato dichiarato, infatti, dalla stessa Tepco il passaggio al livello 7 di pericolosità, il massimo della scala, un livello paragonabile al disastro nucleare di Chernobyl nel lontano 1986.

Certamente, a livello di immagine, l’esplosione del reattore ucraino ha avuto un impatto emotivo e radioattivo ben più evidente e forte, rispetto ai danni dei reattori 1, 2 e 3 della centrale di Fukushima. Il problema del Giappone, però, è che la terra non smette di tremare e le scosse di terremoto di susseguono uno dopo l’altro, costringendo i tecnici della centrale a lasciare frettolosamente l’impianto ad ogni allarme tsunami. Il punto è che non si riesce a fermare la fusione nucleare del nocciolo e, credo, non si riuscità mai a fermare la reazione nucleare. Oramai si è raggiunto un punto di non ritorno e i danni per l’ambiente e per le persone sono e saranno incommensurabili. Spiace soprattutto per il fatto che a pagare maggiormente le conseguenze sarà il popolo giapponese, un popolo pacifico e mansueto che non merita tutto quello che sta vivendo. Eppure lo vive con serenità e grande dignità, un esempio concreto anche per noi italiani, sempre pronti al piagnisteo ed alla facile polemica. Purtroppo, però, il problema non è solo giapponese perché a causa dell’evoluzione della questione Fukushima si rischia la catastrofe su scala mondiale. Ad esempio, Beppe Grillo scrive sul suo blog:

Fukushima ha acceso la spia di sorpasso rispetto a Chernobyl. Ma dopo il livello 7 che altro c’è? Cosa ci aspetta? C’è un livello 8, un livello 9? Lo sapremo solo vivendo. Un disastro nucleare, ambientale di questa portata non è mai successo nella Storia. Ipotesi verosimili prevedono una contaminazione sempre più estesa verso la grande Tokyo. In questo caso si dovrebbero sfollare 35 milioni di persone. Il Giappone si trasformerebbe in una Nuova Atlantide alla luce del sole. Il nocciolo sta fondendo. Sta penetrando nel terreno e se incontrerà delle falde acquifere esploderà rilasciando nell’aria una nuvola da far impallidire “La Nuvola nera” del romanzo di Fred Hoyle. La nuvola andrà dove la porterà il vento, in Corea e in Cina oppure in California dove sono già state trovate tracce di radioattività nel latte.

Sinceramente non ho le competenze e le conoscenze per dire se si tratti di una possibile realtà oppure di inutili catastrofismi. Quello che so per certo è che il Giappone è un Paese in ginocchio la cui economia rischia di bloccarsi definitivamente e quello che è ancora peggio è che la crisi economica sarebbe solo il minore dei mali. Non so come possa evolvere questa vicenda, ma purtroppo temo che siano più probabili dei peggioramenti rispetto ai miglioramenti. E il mio non è pessimismo di fondo, ma semplicemente la constazione di una situazione ineluttabile che sta volgendo verso la tragedia.

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