Siamo in guerra

L’Italia entra in guerra contro Gheddafi, a fianco di USA-Francia e compagnia bella. Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha confermato che siamo pronti ad intervenire direttamente con 8 aerei, 4 caccia bombardieri e 4 Tornado. Non c’abbiamo messo molto tempo a prendere una decisione sul da farsi, siamo stati praticamente costretti a scendere in battaglia per colpa della rapidità dell’intervento francese, iper-reattivi nel rispondere alle offensive dei lealisti al vecchio regime. Siamo costretti perché la posizione ce lo impone, perché Gheddafi l’abbiamo costruito noi e abbiamo sempre cercato di addolcire la sua posizione, sia in termini di politica interna sia in termini di quella estera. Inoltre, non bisogna trascurare gli aspetti economici, perché restando a terra rischiamo seriamente di essere tagliati fuori dalla spartizione delle ricchezze energetiche del territorio libico.

Nell’evidenza dell’intervento militare italiano, spiccano e stupiscono le parole del presidente Napolitano che, dall’alto della sua carica istituzionale, sostiene ancora che l’Italia non sia in guerra:

«Non siamo entrati in guerra. Siamo impegnati in un operazione autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu», ha detto il presidente Napolitano parlando delle operazioni in Libia. Il capo dello Stato ha ricordato che la Carta delle Nazioni Unite prevede anche azioni delle forze armate ‘volte anche a reprimere le violazioni della pace’. «In Libia abbiamo avuto una repressione forsennata e violenta rivolta contro la stessa popolazione libica da parte del governo e del suo leader Gheddafi»

Dunque, manca da parte di tutti una dichiarazione di guerra ufficiale, ed anzi, in molti si affrettano a smentire e negare tutto quanto, persino l’evidenza. La verità è che dobbiamo attaccare, ma vorremmo non dover pagare le conseguenze dell’attacco. Essere oppositori ed amici del regime di Gheddafi, è questo a cui noi miriamo. La centralità dell’Italia nelle vicende geopolitiche è un vero elemento distintivo del Belpaese. Fa parte del nostro dna voler rimanere sempre neutralmente belligeranti.

Voglio solo sperare che tutto ciò non si traduca in un nuovo Afghanistan. Aprire un altro fronte di guerra non è il massimo oggi, finanziare l’ennesimo intervento militare può risultare difficoltoso per un Paese alle prese con tagli alla scuola, alla cultura, alle opere pubbliche. Speriamo che il tutto termini nel minor tempo possibile e col minor numero di vittime innocenti.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...