Beppe Grillo ripudia Luigi De Magistris

Luigi De Magistris, ormai, è a tutti gli effetti un politico. La vera consacrazione l’ha avuta voltando le spalle a chi l’aveva appoggiato ed aiutato nella campagna elettorale per le elezioni europee, avvicinandosi ai vecchi partiti politici contro cui, teoricamente, avrebbe dovuto combattere. Sembrava dovesse essere il delfino di Beppe Grillo, una presenza fondamentale dal Parlamento Europeo come controllore dell’attività parlamentare e dei finanziamenti europei all’Italia, soldi che troppo spesso sono finiti nelle mani sbagliate, nelle tasche di chi le aveva già piene.

Oggi, sul suo blog, Beppe Grillo rompe definitivamente con l’ex pm di Catanzaro scrivendo:

Quando sbaglio lo faccio in buona fede, ma subito dopo mi incazzo con me stesso. Di errori ne ho commessi molti e purtroppo ne commetterò altri, uno dei più imbarazzanti è stato Luigi de Magistris, eurodeputato grazie (anche) ai voti del blog come indipendente che subito dopo si è iscritto per coerenza a un partito. Sulla sua attività europarlamentare tantissimi contavano, io per primo, per contrastare i fondi europei destinati alle mafie. In questi mesi è stato forse più presente sui giornali e in televisione che nei banchi di Bruxelles. L’europarlamento è un passaggio per traguardi più importanti e di grande visibilità. Ah, la visibilità. Ah, la coerenza.

Ricordo la gioia di Grillo nell’annunciare la vittoria di De Magistris, una vittoria fatta di preferenze, non di semplici voti. Secondo solo dietro a Berlusconi, uno che non si può battere su questo campo. Grillo scriveva: «Luigi de Magistris e Sonia Alfano sono stati eletti al Parlamento Europeo. E’ una straordinaria vittoria della Rete e della società civile. Mi unisco a tutta la comunità del Blog nel congratularmi con Luigi e Sonia per lo straordinario successo ottenuto. Ora siamo pronti a ripartire!»
Nulla è ripartito, tutt’altro. Si è tornati indietro, una pesante inversione ad U per il movimento politico di Grillo che, comunque, è abituato ad una vita difficile, dato che non ha finanziamenti pubblici e non gode di visibilità mediatica (tranne rare eccezioni). Bisogna ammettere, infine, che Beppe Grillo ha avuto il merito di ammettere i propri errori: questa è una qualità ancora molto rara, specialmente in politica. Credo che in questi casi non vi sia cosa migliore che tagliare i ponti col passato per ripartire più forti di prima. De Magistris ha, a mio avviso, avuto una grossa occasione per essere il simbolo di un cambiamento e rinnovamento politico in Italia. Invece, si è rivelato il solito politico attaccato ai soldi ed alle poltrone. Ha utilizzato la propria posizione politica per evitare di essere processato, un comportamento che si addice pienamente ad un politico italiano; diciamo che il buon Luigi ha imparato in fretta come si gestisce il potere, non vi sono dubbi in merito. Come sindaco di Napoli lo vedrei persino bene, una degna continuazione rispetto ai suoi ipotetici predecessori.

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