Terrorizzati dalla Destra Estrema

Domenica scorsa il quotidiano francese Le Parisien ha pubblicato un sondaggio realizzato dall’istituto Harris Interactive secondo cui Marine Le Pen era in testa, con il 23% delle preferenze, nelle intenzioni di voto per il primo turno delle elezioni presidenziali del 2012. La notizia è del tutto normale, se non fosse che Marine Le Pen è la figlia di Jean Marie Le Pen e presidente del Fronte Nazionale, il partito di estrema destra francese.

La notizia pare abbia sconvolto mezza Francia, sempre per il solito pericolo nero che vede la politica di destra sostanzialmente “cattiva”, un mix di protezionismo e xenofobia che potrebbe portare a tensioni sociali insanabili. Personalmente, però, credo sia arrivato il momento di abbandonare questo stereotipo del politico di destra. Al di là di quello che uno possa pensare, meglio giudicare le persone e non le ideologie politiche che esse rappresentano. Quelle che contano sono le idee delle persone e non quelle dei partiti. Non conosco l’ideologia di Marine Le Pen, ma credo che se il sondaggio proposto la vede in testa nelle preferenze di voto del popolo francese per le prossime presidenziali un motivo ci sarà, vorrà dire che la vecchia politica più “centrale” e meno “estrema” non ha raggiunto gli obiettivi sperati e, talvolta, perfino promessi. Inutile parlare di “pericolo” o di ritorno al fascismo/nazismo. In Italia la Destra è stata falcidiata dalla cultura rossa che l’ha dipinta come una belva feroce ed estremamente pericolosa. Poi è arrivato Fini e le ha dato il colpo di grazia

Tornando al sondaggio francese, esistono comunque molte perplessità sulla bontà dei risultati del medesimo sondaggio, poiché è stato condotto online, una modalità considerata da sempre meno affidabile dell’intervista telefonica, dato che risulta decisamente più agevole raccontar balle.

Le Parisien, nel riportare la notizia, ha fornito il numero degli intervistati (1.618) e ha spiegato come è stato condotto il sondaggio, ma non ha fornito il margine d’errore di questa tipologia di sondaggio associato al numero degli intervistati. Su un campione di mille intervistati il margine d’errore è di circa il 3%, quindi lo scarto tra Le Pen, Sarkozy e Aubry potrebbe essere nullo, applicati i dovuti correttivi.
Le ambiguità del sondaggio ed il modo in cui Le Parisien e alcune altre testate hanno deciso di dare la notizia ha dato l’avvio a una discussione sui sondaggi come strumento, sulla loro attendibilità e sull’opportunità di regolamentarne l’uso e la diffusione. Se alcuni sostengono addirittura che i sondaggi perturbino i processi democratici, in qualche modo predeterminando le candidature, alcuni interventi vanno in direzione opposta.

Allora mi domando: quando finirà questo terrore nero? L’evoluzione della politica passa anche dall’unione e dalla condivisione di ideologie estreme, poiché è la stessa situazione reale ad assumere, talvolta, risvolti estremi. E’ una questione anche culturale che, mi auguro, possa cambiare nel minor tempo possibile.

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