Emilio Fede va in pensione: Salvo Sottile al Tg4

La carriera da direttore del Tg4 di Emilio Fede sta per giungere al termine. Dopo una lunghissima carriera da giornalista e da fido leccaculo di Silvio Berlusconi, Emilio Fede appende la penna al chiodo e si toglie finalmente dalla tv, prima che gli scandali dei bunga bunga del premier travolga pure lui e la sua fragile immagine mediatica. Al suo posto dovrebbe arrivare Salvo Sottile, un altro che definire giornalista è un eufemismo: quindi si continua sulla strada tracciata dall’Emilio nazionale, quella del non-giornalismo insomma.

Il cambio dovrebbe avvenire in estate, ma non si esclude che la sostituzione possa arrivare anche prima, già dal mese di febbraio, probabilmente qualora il braccio della giustizia italiana dovesse raggiungere pesantemente il buon Fede. Si conclude, quindi, nel peggiore dei modi la carriera dell’anchorman più noto d’Italia, il ministro della propaganda politica di Berlusconi, un uomo che è stato folgorato sulla via di Arcore dall’uomo che ha stravolto la sua vita. Più che di un rapporto professionale e/o di stima reciproca, da parte di Emilio Fede c’è stato e immagino ci sia ancora un rapporto di amore sincero per il premier, un’adorazione quasi incondizionata per tutto ciò che Berlusconi rappresenta, sia il Berlusconi uomo, sia il Berlusconi imprenditore, sia il Berlusconi politico.

Il mondo del giornalismo italiano non sentirà la sua mancanza, assolutamente. Anzi, il giornalismo italiano necessita di un ricambio generazionale che porti nuovi volti e nuove opinioni in un mondo oramai fossilizzato su posizioni storiche e banali nella loro diffusione capillare. Emilio Fede e il suo telegiornale non sono esenti da responsabilità nella situazione dell’informazione in Italia che si è venuta a creare, ma il problema è che di Fede ce ne sono troppi, troppi servi e troppo servilismo in un ambiente che dovrebbe essere il primo organo di controllo del mondo politico ed economico del Paese.

Azzardo uno scenario possibile: Emilio Fede futuro uomo politico del PdL. È solo una supposizione, ma credo che Berlusconi possa riconoscere i meriti e la fedeltà del suo scudiero salvandolo dalla gogna mediatica e giuridica portandolo nel paradiso della politica, paradiso che offre un discreto riparo dalle spire della Magistratura e Berlusconi ne sa qualcosa in merito. Personalmente credo sia l’unico modo per ricollocare Emilio Fede, evitandogli guai giudiziari e una vita tediosa priva dei suoi show davanti alle telecamere del Tg4. Goditi la pensione Emilio, non ci mancherai!

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6 thoughts on “Emilio Fede va in pensione: Salvo Sottile al Tg4

  1. “Giornalista è un eufemismo” ?? Spero stiate scherzando! Il tg4 dovrebbe ritenersi molto fortunato ad avere Sottile come nuovo direttore ( senza nulla togliere al Dott.Fede) è uno dei migliori in Italia e se la notizia fosse confermata sarebbe un vero rinnovamente per l’informazione della quarta rete !

  2. PROCESSO A BERLUSCONI :IL VOTO POPOLARE NON ESIME DALLA RESPONSABILITA’ DAVANTI ALLA LEGGE E AI CITTADINI – UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA MODERNA SI BASA SULL’UGUAGLIANZA DEI CITTADINI DINANZI ALLA LEGGE E SU ORGANI DI GARANZIA ISTITUZIONALI CHE NON SONO IL DANARO E LE TELEVISIONI O ALTRI POTERI ECONOMICI – I REATI COMUNI SONO SOGGETTI AL CODICE PENALE E NON AL VOTO ELETTORALE!
    Da che mondo e’ mondo non si e’ mai visto un ” imputato” o un indagato, o rinviato a giudizio che possa fuggire dal proprio Giudice naturale, cioè ordinario in base alla giurisdizione.

    Nemmeno si e’ mai visto un imputato di reati che, essendo pure Presidente del Consiglio dei Ministri possa mettere in atto, in itinere, mentre e’ lui stesso sotto inchiesta, un cambiamento delle leggi, pretestuosamente per modificarle erga omnes, cioè per utilità comune, pubblica, in realtà per piegarle al proprio comodo.

    Quale Giudice può accettare di processare un uomo che, facendosi forte del voto popolare, e paradossalmente proprio la Magistratura giudica in “nome del popolo italiano” come si legge nell’ incipit di ogni sentenza dei Tribunali della Repubblica, vuole imporre leggi per boicottare questa azione indagante e giudicante del magistrato o dei collegi giurisdizionali?

    Siamo alla follia istituzionale pura!

    Chi sta nelle more della giustizia non può chiamarsi fuori con una azione legislativa che si pretenda sopra le parti, neutrale e per il bene pubblico o per il bene comune.

    Lo afferma se non altro la ragione stessa che sta dentro alle cose, agli eventi medesimi.

    Soltanto un Re, del periodo dell’ assolutismo reale, un Re che “sedet super canones”, una sorta di Faraone d’Egitto o un Imperatore d’altro tempi, poteva ardire a tanto…!

    Oggi questa evenienza, per il modo di intendere la legislazione, la giurisdizione, il senso di uguaglianza nella democrazia moderna, per una Repubblica, res publicae , cioè cosa di tutti, e’ semplicemente ed immediatamente assurdo, fuori da ogni logica.

    Il vero paradosso poi consiste in questo: il Capo del Governo, organo costituzionale della Repubblica, attraverso il voto o un suffragio popolare, sempre del resto poco controllabile a distanza di tempo e comunque molto labile in se’ sotto il profilo giuridico, essendo ondivago, e necessitante di essere esercitato ” dentro i limiti dettati dalla stessa Costituzione” all’art. 1 (La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione) invoca il voto popolare, cioè il crisma demo-cratico cioè la volontà sovrana dei cittadini, per negare il principio stesso del fondamento democratico, e cioè l’uguaglianza dei cittadini stessi dinanzi alla legge.

    Non e’ chi non veda che il nodo non si può scogliere in nessuna maniera: tutto si tiene, tutto e’ collegato nelle istituzioni di una Repubblica moderna e se si scivola sul declivio del voto popolare che non si invoca per la governabilità bensi’ per una sorta di totale impunita’ e ingiudicabilita’ o innocenza quasi divina, sentendosi un Dio sulla terra dei viventi, allora la democrazia stessa e’ morta, la sua fine e’ certa!

    In questi frangenti e’ più che evidente e chiaro che ad essere sotto schiaffo e a rischio non soltanto i giudici, ma tutte quante le istituzioni del diritto e gli organi costituzionali, e in ultima analisi proprio quei cittadini che alienando il principio di uguaglianza di fronte alle leggi, abdicano per un potere esorbitante economico e mass-mediatico che non ha regola alcuna se non il proprio volere e la propria voracità.

    Poter indagare, con strumenti idonei e legittimi, tra cui le intercettazioni tanto invise ai potenti e poter processare un Presidente del Consiglio dei Ministri, per reati comuni, cioè inerenti non già la funzione di Capo dell’Esecutivo, bensì attinenti il codice penale cui tutti siamo soggetti, volenti o nolenti, e’ garanzia di uguaglianza e di rispetto della legalità a prescindere se quel Presidente e’ innocente o reo colpevole.

    Raggirare questo passaggio nodale vuol dire dirigersi verso una forma di dittatura plebiscitaria estranea al nostro ordinamento democratico, più simile alle forme di governo dell’ attuale Egitto ed altri paesi del Medio Oriente che oggi vediamo in subbuglio e in rivolta popolare.

    Il diritto penale e civile consentono infatti, nel nostro Paese, checche’ ne dica Berlusconi medesimo e tutti i suoi sodali, un’ampia possibilità di difesa nelle sedi giudiziarie: ogni altro uso di una difesa impropria, sulle tv del proprio potere mediatico, nelle piazze e utilizzando il voto popolare, non fa’ che aumentare il dubbio che il personaggio in questione proprio innocente ed ignaro non sia affatto! Ed inoltre intacca la serenità con la quale occorre accertare la stessa verità dei fatti e processuale.

    Continuare a testa bassa nell’attacco contro chi afferma i principi del diritto, significa di fatto esporre se stessi al giudizio negativo e inficiare la propria immagine di uomo dello Stato.
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    CENTRO STUDI TEOLOGICI

    Centro Ecumenico di Milano

    Pubblicato in Uncategorized | Tag: Arcore, Cittadini, concussione, COSTITUZIONE, diritto, Governo, italia, legge, magistratura, Mediaset, milano, palazzo grazioli, presidente consiglio dei ministri, processo Berlusconi, procura di Milano, prostituzione minorile, repubblica, roma, Ruby, rubygate, scandalo, silvio Berlusconi, tribunale, uguaglianza, voto popolare

  3. Sottile? solo a guardarlo mi impressiono. Espressione tipica rampante di quei giovanotti che 30 anni fa andavano in giro a tirar su soldi per i fondi di Berlusconi. Comunque contenti loro….

  4. Carissimo salvo, la notiza era facilmente reperibile sui principali media e fonte d’informazione italiana. Era una voce che circolava a causa dell’inchiesta che ha coinvolto anche l’Emilio nazionale. Do you remember?

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