La mia posizione sul nucleare italiano

Da settimana, ormai, lo spot del Forum Nucleare Italiano (video) continua a riempire i palinsesti televisivi invitando gli Italiani a prendere una posizione specifica sull’energia nucleare, perché è un obbligo essere o pro o contro. Lo spot è stato criticato aspramente per un sottile (poi nemmeno tanto sottile) messaggio subliminale a favore del nucleare che lo spot lancia, a partire della suddivisione fra “bianco” (pro) e “nero” (contro). La scacchiera è il teatro della pubblicità, una partita che si gioca da due gemelli che si sfidano sulla base delle rispettive argomentazioni.

Comincio subito col dire che io sono nero, sono contrario al nucleare e ci sono svariati motivi che mi portano ad assumere questa posizione, motivi importanti che vengono stranamente tralasciati dallo spot. La pubblicità in questione batte pesantemente il tasto sul fatto che non sia possibile affidare il nostro futuro energetico ai soli combustibili fossili, ma si minimizza l’utilizzo delle energie rinnovabili. Il punto è che a tutt’oggi potrebbe finire prima l’uranio rispetto ai combustibili fossili. Sarebbe come passare dalla padella alla brace, senza risolvere quindi il problema dell’approvvigionamento energetico e comportando la nascita di nuovi rischi legati alla sicurezza ed alla vulnerabilità delle centrali nucleari. E se una risorsa scarseggia è inevitabile che il suo prezzo sul mercato aumenti, facendo lievitare la nostra bolletta energetica nazionale.

Inoltre, quanto tempo ci vorrebbe per nuclearizzare il nostro sistema energetico? Non sono un ingegnere, ma credo che tra tempi di progettazione, realizzazione e collaudo possa trascorrere un tempo compreso tra i 5 e i 10 anni, quantomeno. Considerando poi che siamo in Italia, direi che i tempi possono solo aumentare. L’investimento pubblico è troppo spesso sinonimo di ritardi e tutto ciò comporterebbe un deciso aumento dei costi di implementazione degli impianti nucleari. Eh sì, perché è facile parlare di nucleare, ma troppo spesso si evita di parlare dei costi ad esso connessi. Oltre alla variabile uranio, bisogna tenere conto dei costi fissi iniziali che bisogna sopportare e non si parla di bruscolini, si parla di miliardi di euro. E col debito pubblico che ci ritroviamo non è che possiamo buttare soldi in un investimento che non promette nulla di buono e non dovrebbe portare a grandi benefici. Si tratta semplicemente dei soliti intrallazzi politico-economici che riguardano i nostri governanti e le lobby economiche private, sempre pronte a buttarsi come avvoltoi su loschi affari e soldi facili. È sempre la solita Italia, troppo difficile puntare sulle rinnovabili, è una scelta troppo semplice, logica ed economica (per noi) per essere presa in considerazione.

E voi che posizione avete sul nucleare? Votate votate votate!

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