Buon 2011! Previsioni economiche (non attendibili)

Uno speciale benvenuto all’Estonia che entra nell’area Euro, sperando che essa non sia motivo di ulteriore instabilità e vulnerabilità del sistema monetario europeo, uscito con le ossa rotte dalla crisi dei debiti Paese dei cosiddetti P.I.G.S. L’Estonia dovrebbe essere un Paese solido è affidabile: ha dato vita a Skype è uno dei primi al mondo per innovazione diffusione ed utilizzo delle nuove tecnologie, come Internet e l’ e-commerce, tanto da guadagnarsi il soprannome di e-Stonia. Per quanto riguarda i mercati finanziari è difficile fare previsioni valide; quello che è certo che i debiti Paese continueranno ad essere il punto debolo del sistema Europa, suggerendo di mantenere una posizione più sicura ed attendista sul mercato dei titoli di debito, ancora lontani da rendimenti accettabili e da scarsa volatilità.

Invece, potrebbe essere l’anno buono di una ripresa del mercato azionario. Vero è che le attese degli investitori sono state disattese, almeno in Italia, con un mercato che ha registrato una performance negativa di -12%, ma va detto che da marzo ’09 a dicembre ’09 il recupero era stato molto forte e decisamente positivo per gli investitori azionari. Il mercato azionario italiano è ancora troppo condizionato dalle turbolenze finanziarie sul comparto bancario, settore che ha letteralmente trainato nel baratro i listini italiani.

Unico punto su cui si può essere abbastanza certi sono gli investimenti alternativi: le commodities sono sempre un valido strumento utile per diversificare il proprio portafoglio e dargli quel giusto trend direzionale che porti risultati utili in termini di performance. Ovviamente tutto dipende sempre dalle dinamiche della domanda di materie prime e simili, quindi anche dalla ripresa economica globale che sarebbe manna per le economie più sviluppate. Finora ci sono solamente focolai di ripresa, ci vuole un bell’incendio, bello grosso…

Su altro non mi voglio sbilanciare troppo, ho già scritto troppe cazzate. Quello che mi auguro è che la crescita economica arrivi e sia una crescita economica reale. Più lavoro, più ricchezza reale distribuita, più benessere sociale. Basta palle e numeri inutili, bisogna che i numeri abbiano un significato più concreto, c’è bisogno di un vero slancio economico, non semplicemente di dati per pavoneggiarsi di fronte agli elettori.

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